Pneumatici

Vittoria RideArmor 700x26c TLR

Presentati nel 2024 da Vittoria come i suoi copertoncini più durevoli, versatili (dal training in bici da corsa al commuting urbano, stante le sezioni previste tra 26 e 38 mm, utilizzabili con o senza camera d’aria) e resistenti alle forature, li abbiamo messi alla prova fino a terminarli completamente.

Accanto alla famiglia da competizione Corsa e ai fratelli da allenamento Rubino e Zaffiro, Vittoria ha voluto introdurre un copertoncino che potesse soddisfare le esigenze di coloro che badano più alla sostanza che non alle performance di punta. Il RideArmor (“nomen omen” direbbero i latini, il destino sta nel nome, Armor in inglese significa armatura) si propone dunque come un copertoncino tuttofare, dall’allenamento in bici da corsa alle pedalate urbane, forte di 7 sezioni tra le quali scegliere (da 26 a 38 mm, tutte compatibili con cerchi “hookless” tranne quella da 26 mm), pensato per resistere alle forature (la sua carcassa ha più strati protettivi di un giubbotto antiproiettile), battistrada direzionale dal generoso spessore (cui non poteva certo mancare il tradizionale Grafene, per avere scorrevolezza, coadiuvato dalla Silice, per massimizzare l’aderenza) e versatilità grazie al fatto di potere essere utilizzato tubeless o con camera d’aria. Uno solo il colore disponibile, quello in foto.

Scheda Tecnica
• Peso rilevato: 358 grammi (dichiarato 350 grammi, +/-5%)
• Carcassa: 100 TPI in Nylon con doppia membrana interna antiforatura in Nylon e ulteriore banda di protezione antiforatura in kevlar da fianco a fianco, banda interna per aumentare robustezza, durata e tenuta dell’aria, banda di protezione esterna anti-abrasione ArmorSkin
• Mescola: 2C Grafene e Silice
• Cerchietto: kevlar pieghevole, con tallone rinforzato per minimizzare le perdite di pressione
• Tubeless: si (possibile utilizzo con camera d’aria)
• Larghezza rilevata: 26.5 mm (montaggio su cerchio in carbonio largo 24 mm, profilo 35 mm, pressione 5 bar, senza carico verticale sulla ruota)
• Altezza rilevata: 23 mm (larghezza cerchio 24 mm, senza carico verticale, pressione 5 bar)
• Spessore centrale del copertoncino, da noi rilevato: 2.5 mm
• Senso di rotazione: indicato da un freccia
• Pressione massima consigliata: se tubeless 7.5 bar (110 psi), con camera d’aria 8.3 bar (120 psi)
• Misure disponibili: 700×26-28-30-32-34-36-38c
Prezzo di listino: 61,95 euro


Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

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Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Assorbimento asperità
• Durata del battistrada
• Facilità di montaggio/smontaggio
• Mantenimento pressione interna aria
• Prestazioni complessive sull’asciutto
• Prestazioni complessive sul bagnato
• Prestazioni complessive sul viscido
• Scorrevolezza







Sintesi dei Test
• Distanza complessiva percorsa: 5.346 km
• Periodo di utilizzo: da Settembre 2024 a Novembre 2025
• Temperature di esercizio: da +4°C a +35°C
• Percorsi effettuati: misti, con fondi stradali anche piuttosto rovinati e qualche settore di strada bianca
• Set-up del tester: peso corporeo 70 kg (senza abbigliamento), peso bicicletta 7.4 kg (pedali inclusi), pressione di esercizio pneumatici da 4.0 a 6.0 bar

RideArmor dalla strada… alla tomba
Abbiamo provato questi copertoncini tubeless per più di un anno, con temperature non eccessivamente rigide, alternando tutte le condizioni possibili di fondo stradale. Le ruote utilizzate erano in carbonio per freni caliper. Il montaggio di questi copertoncini sul cerchio in carbonio non è particolarmente facile, occorre utilizzare almeno un levagomme lungo, il cui braccio di leva faciliti la salita del coriaceo tallone del copertoncino all’interno del rigido cerchio di carbonio. Abbiamo provato a montarlo anche su cerchi in alluminio, operazione più agevole che enfatizza una volta di più la differenza esistente tra le varie tipologie e marche di ruote. Per quanto riguarda invece lo smontaggio del RideArmor è sufficiente aiutarsi con due leve corte, senza particolare sforzo.

Fatti tallonare, abbiamo gonfiato i RideArmor a 6 bar senza inserire lattice, per verificare la loro tenuta all’aria. Ci sono voluti 2 giorni prima che arrivassero a perdere 1 bar, a testimonianza della loro notevole efficacia pneumatica. In seguito abbiamo aggiunto 35 ml di lattice ad alta viscosità, ideale per le alte pressioni di gonfiaggio. Durante il nostro lungo periodo di prova non abbiamo effettuato alcun rabbocco di liquido sigillante, indice dell’isolamento pneumatico interno di questi RideArmor che ci permetteva di ritoccare la pressione di gonfiaggio ogni 3 settimane circa. E spendiamo volentieri una parola per la loro impeccabile precisione di forma, frutto dell’altissima qualità dei processi produttivi di Vittoria.

La strutturata carcassa di questi copertoncini, pensata per scongiurare forature e massimizzare il chilometraggio, non è certo molto elastica. Ne consegue un assorbimento delle asperità non eccelso, soprattutto se gonfiati ad alte pressioni. Per ottenere una maggiore comodità occorre scendere un po’ con la pressione di gonfiaggio, il che ne aumenta indubbiamente la già notevole aderenza penalizzando però la scorrevolezza, caratteristica questa già di per sé non encomiabile a causa del loro peso e della mescola fatta per durare più che per garantire prestazioni racing.

Ad ogni modo la costanza di rendimento di questi RideArmor è molto buona, sia su fondi stradali asciutti e caldi, sia con il bagnato e il freddo, garantendo ottima aderenza e precisione nelle traiettorie. Le loro performance scendono un pochino quando si incontrano settori viscidi (pavé, asfalto sporco) o sdrucciolevoli, come le strade bianche, ma la cosa non ha mai destato preoccupazioni.

Se con questi RideArmor Vittoria voleva proporre un copertoncino dalla lunga durata, i 5.346 km da noi effettuati ne rappresentano una conferma. Li abbiamo voluti sottoporre ai medesimi trattamenti stradali riservati ai Corsa N.EXT da noi provati fino al termine del loro ciclo vitale. I RideArmor sono arrivati a percorrere praticamente il doppio del chilometraggio, almeno per quanto riguarda la loro fase iniziale, ossia quella in cui il battistrada sia ancora integro e non affiorino i primi segni di usura. Ribadiamo comunque che il consumo degli pneumatici è funzione diretta della composizione del manto stradale e può pertanto differire anche del doppio tra un contesto e l’altro. La nostra non è una prova scientifica ma solo una indicazione di massima sul comportamento del prodotto in determinate condizioni.

Le fasi del loro consumo

Dopo 3.426 km le prime avvisaglie di usura del battistrada, al di sotto del quale si vedono i fili della carcassa e la banda protettiva antiforatura in Nylon.

Arrivati a 4.238 km, nei medesimi punto di maggior consumo, emerge la banda di protezione antiforatura in kevlar. Il tutto senza che il copertoncino abbia denunciato perdite di pressione rispetto alla condizione iniziale, merito della membrana più interna in Nylon.

Al km 4.947 la banda antiforatura in kevlar affiora lungo tutta la circonferenza del copertoncino. Tuttavia la tenuta alle pressioni di gonfiaggio è ancora ottima, così come l’aderenza.

Al km 5.280 km la situazione diventa critica. La pressione di gonfiaggio tende a dilatare le ormai esili strutture interne del copertoncino, la tenuta all’aria diminuisce drasticamente e l’assorbimento delle asperità peggiora sensibilmente. L’aderenza è ancora più che buona.

Giunti al km 5.346 km, la zona di maggior consumo consumata si è aperta definitivamente, lasciando uscire il lattice residuo che ovviamente non ha sigillato il taglio, stante la dimensione e soprattutto la mancanza della mescola gommosa alla quale aderire.

Tutte le foto testimoniano la condizione del copertoncino posteriore. Quello anteriore era ancora in ottimo stato e, come per moltissimi altri pneumatici anteriori, siamo certi di giungere al triplo o anche più della distanza percorsa dal posteriore.

Per quanto concerne la loro resistenza alle forature… non ne abbiamo avute e non abbiamo neppure rilevato quelle piccole scalfitture al battistrada che talvolta abbiamo riscontrato su altri pneumatici, segno della buona resistenza strutturale di questi RideArmor.


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– Sito web Vittoria


Articolo e foto a cura di Roberto Chiappa

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