MET Trenta 3K Carbon (Mips Air Node)

Test approfondito per questo casco giunto alla terza generazione, utilizzato da molti professionisti tra cui l’intero Team UAE Emirates XRG, franchigia femminile inclusa. Rispetto al già ottimo predecessore migliorano ulteriormente la ventilazione e la sicurezza in caso di impatto, grazie anche alla nuova struttura interna in carbonio alare priva di polistirene.
Era il 2017 quando la casa valtellinese MET Helmets celebrava il suo 30° anno di attività presentando l’innovativo casco Trenta 3K Carbon, la cui tecnologia costruttiva poneva le basi per uno standard realizzativo assolutamente nuovo per quei tempi. Nel 2021 MET migliorava ulteriormente questo modello dotandolo del sistema di sicurezza “Mips Air” per ridurre le forze rotazionali trasferite alla testa derivanti da impatti angolari. E nel 2025 è arrivata la terza generazione di questo superlativo casco, punta di diamante della produzione MET. Lo abbiamo visto a partire da giugno 2025 indossato dagli atleti del Team UAE Emirates XRG, con Tadej Pogačar in giallo al Tour de France ed Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) in rosa al Giro d’Italia Women.

A sinistra il modello precedente, a destra il nuovo Trenta 3K Carbon
Questa terza versione del casco Trenta 3K Carbon è stata riprogettata sia nel design sia nella struttura interna. Grazie alla Galleria del Vento di cui dispone MET nella propria sede di Talamona (SO), i tecnici sono riusciti a migliorare del 16% il flusso d’aria, creando 24 feritoie preposte alla ventilazione interna ed esterna. La nuova struttura in carbonio alare “3K Airframe” ha consentito di eliminare il polistirene espanso all’interno del telaio. Il risultato è una canalizzazione dell’aria che collega le feritoie anteriori con le uscite posteriori, garantendo un flusso costante ed efficace anche a bassa velocità. Le ottime qualità aerodinamiche del predecessore sono confermate anche per questa nuova versione del casco.
La struttura interna in carbonio ha portato a un miglioramento del 40% nei test di impatto lineari e rotazionali di Virginia Tech, il laboratorio indipendente più riconosciuto al mondo, ottenendo la certificazione 5 stelle e uno dei 5 punteggi migliori mai registrati fino a oggi.
Il MET Trenta 3K Carbon ha una superficie di appoggio sulla testa veramente minimale, ottimizzando in tal modo la ventilazione e la circolazione dell’aria. L’imbottitura interna è costituita da un pezzo unico di sottili strisce di morbido tessuto Coolmax, anallergico e antibatterico, che integrano il sistema “Mips Air Node”. Questa speciale imbottitura riduce i punti di contatto con la testa, favorendo l’evacuazione del sudore attraverso la canalizzazione dei flussi d’aria. La culla posteriore non presenta inserti imbottiti poiché è realizzata in materiale sufficientemente morbido.
La ritenzione posteriore è la classica “FIT System” coadiuvata dal “Safe-T Orbital” che permette una regolazione verticale su 4 differenti posizioni, mentre le placche occipitali sono settabili su due diverse ampiezze. Garantita la compatibilità con le capigliature raccolte a coda di cavallo. La fibbia di chiusura è la classica a scatto, facile da manovrare anche con i guanti lunghi.
Certificato CE, AS/NZS e US, il casco MET Trenta 3K Carbon è disponibile in tre misure (S, M, L, corrispondenti a 52/56, 56/58, 58/61) e quattro colorazioni (nero opaco, bianco lucido, verde acqua lucido, grigio opale lucido) alle quali si aggiunge l’esclusiva edizione limitata dedicata al fuoriclasse sloveno Tadej Pogačar. Il peso per la taglia S, da noi rilevato, è di 251 grammi (dichiarati 250). Il prezzo di listino è di 400 euro. Chi volesse acquistare l’edizione limitata Tadej Pogačar, con livrea esclusiva, dovrà sborsare 40 euro in più.
Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.
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Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.
• Facilità di manutenzione (pulizia, ecc)
• Finiture
• Imbottitura interna I (morbidezza)
• Imbottitura interna II (smaltimento sudore)
• Regolazioni I (facilità di esecuzione)
• Regolazioni II (capacità di mantenimento)
• Ventilazione
La nostra prova
Le regolazioni iniziali della calzata sono molto semplici in virtù degli sdoppiatori laterali che distribuiscono la tensione delle fettucce. Indossato, il casco MET Trenta 3K Carbon poggia sul capo senza pressioni, distribuendo molto bene il proprio peso lungo le minimali imbottiture. Rispetto al modello precedente i 40 grammi in più si percepiscono appena, poiché le forme ergonomiche della calotta e del perimetro interno ripartiscono uniformemente i 251 grammi rilevati. Nessun fastidio dunque ai muscoli cervicali neppure dopo lunghe ore in sella. La rotellina posteriore di regolazione della calzata del “FIT System” è molto precisa e si gestisce facilmente anche con i guanti invernali.
Il modesto aggravio di peso non ha inficiato la comodità, che rimane sempre agli altissimi livelli cui ci ha abituati il Trenta 3K Carbon. MET è riuscita però a migliorare la ventilazione interna, il che ci ha sorpreso non poco. I flussi d’aria impediscono quasi totalmente la formazione di condensa, rendendo addirittura superflue le imbottiture tergisudore. Dimenticatevi di trovare gocce di sudore sugli occhiali. Va detto che non abbiamo ancora provato questo casco con temperature torride, ma le sensazioni percepite con +25°C ci lasciano molto fiduciosi sulle performance di ventilazione anche nel corso delle calde giornate estive. Per contro, quando le temperature scendono a livelli autunnali e invernali, il MET Trenta 3K Carbon raffredda moltissimo e diventa indispensabile l’utilizzo di una protezione per il capo (sottocasco, bandana o il classico cappellino da ciclista).
MET sostiene che le qualità aerodinamiche di questo nuovo modello non siano cambiate rispetto al precedente, nonostante le prese d’aria siano state ampliate e riposizionate strategicamente. Non potendo noi avvalerci di misurazioni scientifiche oggettive, ci fidiamo dei dati rilevati dalla casa valtellinese nella propria galleria del vento. Ciò che abbiamo percepito sul campo è la modestissima presenza di turbolenze laterali, il che permette una ottimale percezione uditiva, fattore sempre considerevole quando si pedala all’aria aperta.
– Sito web MET Helmets
Articolo a cura di Roberto Chiappa


























