Kask Elemento

Analisi tecnica e test approfondito per questo casco realizzato in collaborazione con i professionisti del Team Ineos Grenadiers. Eccelle in aerodinamica, ventilazione, comfort e protezione.
Per la progettazione dei propri caschi, da molti anni Kask si avvale della consulenza dei ciclisti professionisti dell’attuale Team Ineos Grenadiers. Il più recente prodotto di questa sinergia è il casco Elemento, pensato per offrire ottime prestazioni aerodinamiche e con una ineccepibile ventilazione interna. L’introduzione di un nuovo materiale per la calotta, il “Fluid Carbon 12”, ha permesso di migliorare il Cx esterno disegnando al contempo una fluidodinamica interna molto efficace. Il risultato è un casco di altissimo livello, dall’aerodinamica raffinata ed efficiente, un vero fuoriclasse o, come direbbero i francesi, “Hors Categorie”.
Kask ci ha messo a disposizione un casco Elemento in colorazione Silver, scelto per differenziarlo dall’ormai quasi universalmente utilizzato colore bianco nonché per celebrare i nuovi colori ispirati dalla luce solare al tramonto.
Analisi tecnica
Le forme del Kask Elemento sono state studiate seguendo le richieste dei professionisti dell’odierno Team Ineos Grenadiers. I tecnici della squadra inglese chiedevano un casco areato con ottima efficienza aerodinamica, capace di una sensibile riduzione del drag e del dispendio energetico, mantenendo elevate capacità di ventilazione interna e dissipazione del calore.
Per ottenere il risultato richiesto i tecnici della casa bergamasca hanno introdotto un nuovo materiale, il “Fluid Carbon 12”, un composito che ha permesso una evoluzione della classica gabbia interna, che nell’Elemento è sempre integrata nella struttura in EPS ma con alcune parti lasciate a vista, migliorando l’aerodinamica esterna e il passaggio interno dell’aria dove, grazie al maggior supporto offerto dalla calotta alla struttura in EPS, è stato possibile ridurne lo spessore migliorando la ventilazione. Sul lato sicurezza la calotta in composito permette di distribuire meglio l’energia in caso di urto e riduce l’attrito tra casco e superficie d’impatto.
La cura aerodinamica dei flussi interni ha massimizzato la circolazione dell’aria per regolare meglio la temperatura sulla testa del ciclista. Il sistema Hyvent prevede 7 canali interni in cui scorrono altrettanti flussi d’aria, alimentati dalle 8 prese d’aria anteriori (le due centrali confluiscono nel medesimo canale). I flussi, separati dalla costolatura interna, vanno ad avvolgere completamente il capo provvedendo al raffreddamento. Nella parte posteriore sono presenti 6 ampie aperture che producono la depressione necessaria per aumentare la velocità dei flussi e convogliare l’aria calda e umida verso l’esterno. In totale le aperture sono 14 e funzionano bene a qualsiasi velocità.
L’imbottitura è composta da 8 inserti, 3 di questi sono i classici pad staccabili e lavabili, morbidi e confortevoli, rivestiti in lana merino, tessuto scelto per le sue proprietà regolazione termica. Gli altri 5 sono nell’innovativo Multipod, un materiale isotropo che svolge la duplice funzione di dissipare l’energia rotazionale in caso di impatto e di migliorare la circolazione dell’aria. La particolarità di questo materiale, stampato in 3D, consiste nella capacità di proteggere il capo indipendentemente dalla direzione da cui proviene l’urto, riducendo la pressione interna tra la testa e l’interno del casco.
Il pad anteriore copre l’intero perimetro frontale, impedendo la caduta del sudore su occhi e occhiali, mentre gli altri pad seguono i rilievi che separano i flussi d’aria interni. Il tessuto è traspirante e ha tempi di asciugatura decisamente rapidi.
Il sistema di ritenzione è l’ormai collaudatissimo Octofit+ con stabilizzatore verticale ridisegnato per aumentarne la stabilità e garantire una vestibilità maggiore per i ciclisti con i capelli lunghi. La culla di ritenzione ha un disegno ergonomico che assicura una perfetta aderenza alla nuca. La rotella di regolazione, rivestita in morbida gomma sovra-iniettata, offre un migliore grip per le dita.
Il cinturino in Nylon, morbido, leggero e sottile, è fissato direttamente alla calotta e presenta una sola regolazione, quella della larghezza del sottogola. Le fibbie che sdoppiano il cinturino sotto le orecchie sono infatti cucite insieme alle due parti che vanno a unirsi sotto al mento. Caso unico nei prodotti Kask, il sottogola non è in eco-pelle bensì nello stesso tessuto del cinturino.
Il casco Elemento è omologato CE/UKCA – EN 1078. Come ormai tradizione Kask, a questa omologazione standard si aggiunge la certificazione per gli impatti rotazionali, quelli che avvengono nella realtà, che garantisce una maggiore protezione. Il protocollo di test è definito dalle normative emesse dal Working Group 11, il famoso WG11 della commissione europea di cui Kask fa parte, che impone ulteriori test con impatti a 45° su una incudine rivestita con carta abrasiva. La sicurezza passiva è affidata a un piccolo adesivo catarifrangente applicato nella parte posteriore sopra il rotore. Semplice, efficace e ben visibile.
Il Kask Elemento è disponibile in tre taglie: S (50-56 cm, oggetto della nostra prova), M (52-58 cm) e L (59-62 cm). Le colorazioni sono otto: bianco, nero, rosso, argento (in prova), Oxford blu, Beetle Green e due nuovi colori appartenenti alla Sunset Collection: Sporty Gray e Kelly Green.
Per la taglia S in prova abbiamo rilevato un peso di 254 grammi, in linea con i 260 grammi dichiarati da Kask. Il prezzo di listino è di 375 euro.
Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.
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Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.
• Facilità di manutenzione (pulizia, ecc)
• Finiture
• Imbottitura interna I (morbidezza)
• Imbottitura interna II (smaltimento sudore)
• Regolazioni I (facilità di esecuzione)
• Regolazioni II (capacità di mantenimento)
• Ventilazione
Il nostro test
Nel nostro test abbiamo percorso circa cinquemila chilometri nelle tre stagioni in cui si concentra la maggiore attività ciclistica, evitando l’inverno, pedalando su tutti i terreni, strada, gravel e mtb, con temperature comprese tra +9°C, in primavera e autunno, e +38°C in estate. I percorsi prevedevano salite lunghe con pendenze, in vari punti, da doppia cifra, spesso esposte al sole per lunghi tratti, trasferimenti in pianura dove sviluppare velocità e discese tecniche e veloci.
Esternamente l’Elemento si fa ammirare per le soluzioni tecnologiche lasciate a vista: le imbottiture Multipod con la loro struttura reticolare 3D, la calotta in Fluid Carbon 12 che mostra, nella sua faccia interna, la struttura a nido d’ape che le conferisce rigidità con spessori minimi, il cinturino in tessuto. Ogni dettaglio richiama la prestazione pura ed è studiato per accompagnare il ciclista verso il massimo della performance.
Come ci hanno spiegato i tecnici della casa bergamasca, il casco Elemento offre un’aerodinamica sofisticata che, per essere efficace e garantire un vantaggio tangibile, deve rispettare un requisito fondamentale, ossia la correttezza della taglia del casco. Dettaglio importante, questo casco ha una vestibilità piuttosto larga che non corrisponde alla tabella taglie Kask. Pensiamo che ciò scaturisca dalle scelte dei professionisti, più propensi a utilizzare un casco più ampio internamente ma più rastremato esternamente, minimizzando in tal modo la resistenza aerodinamica.
Dai tecnici Kask non abbiamo avuto conferme ufficiali in merito a questa nostra supposizione, rimane il fatto che sui 57 cm di circonferenza del capo del nostro tester la taglia M (52-59 cm) era decisamente grande. Anche stringendo il sistema di ritenzione al massimo rimaneva uno spazio abbondante tra tempie e calotta, destabilizzando la calzata in ogni direzione.
Per il nostro test abbiamo pertanto scelto la taglia S (50-56 cm), rivelatasi adeguata. Le imbottiture Multipod 3D offrono un appoggio più fermo e consistente sul capo, facendolo percepire come sospeso sulla testa ma molto più stabile in ogni direzione rispetto alle classiche spugnette. Allo specchio si notano le dimensioni ridotte del casco ma la calzata è perfetta e la taglia corretta.
Suggeriamo quindi di provare l’Elemento prima dell’acquisto, per essere sicuri della calzata più idonea. I fattori negativi di una taglia errata sono intuibili ma preferiamo ricordarli, un casco instabile non protegge adeguatamente in caso di caduta, è peso superfluo e vanifica i benefici aerodinamici.
I pad 3D in Multipod hanno una struttura reticolare aperta che, come si può vedere dalle foto precedenti, riduce la superficie di appoggio sulla pelle a valori minimi, favorendo la ventilazione. Sul lato sicurezza il Multipod, materiale isotropico, migliora la protezione dagli impatti rotazionali, in pratica quando viene sottoposto a un urto si comporta sempre nello stesso modo a prescindere dalla direzione da cui proviene la forza.
Il sottogola dell’Elemento è in tessuto come il cinturino, caso unico nella gamma Kask. Questa particolarità è dovuta a una richiesta precisa dei professionisti Ineos Grenadiers per contenere il peso. Con il sottogola in tessuto si risparmiano infatti 3 grammi. Nel test non abbiamo percepito grandi differenze con la versione in pelle sintetica alla quale eravamo abituati, il comfort è paragonabile, il tessuto si conforma meglio alla gola rispetto alla pelle ma è un dettaglio veramente minimale.
Il peso del casco è abbastanza contenuto ma non certo da record, per la progettazione dell’Elemento ci si è orientati verso aerodinamica, sicurezza e comfort a scapito della leggerezza assoluta.
Il sistema di ritenzione è molto avvolgente, i tiranti sono fissati molto avanti, ai lati della fronte, producendo una pressione omogenea intorno alla testa. La stabilità è ottima. Regolata la tensione, il casco non si muove più, nemmeno se sottoposto a movimenti bruschi su asfalto sconnesso. Il rotore, seppur piccolo, è facile da regolare anche con i guanti lunghi. Il cinturino si allaccia senza bisogno di regolazioni come ci ha abituato Kask e rimane perfettamente aderente ai lati del capo.
Per rendersi conto delle prestazioni aerodinamiche dell’Elemento è sufficiente iniziare a pedalare. Subito si avverte una sensazione differente attorno alla testa, l’aria scorre quasi senza resistenza con un movimento facile e senza sforzo. Allo stesso tempo sulla testa si sente l’aria passare rapida con un flusso omogeneo senza turbolenze. La resistenza aerodinamica della testa è ridotta al minimo, con una ventilazione molto efficace.
In pianura l’Elemento permette di tenere medie elevate con uno sforzo più contenuto del solito. Il passaggio dell’aria, intorno e all’interno del casco, avviene con una fluidità e una facilità estrema. La ventilazione della testa, soprattutto sotto sforzo, è decisamente efficiente e confortevole, il flusso è omogeno e abbondante. Dettagli che testimoniano l’ottima efficienza aerodinamica ma creano anche una condizione estremamente confortevole intorno alla testa.
In salita l’ottima ventilazione consente di avere sempre la testa al fresco anche sulle strade esposte al sole nei giorni più caldi, grazie anche alla griglia aperta dei pad 3D che lascia passare una grande quantità di aria. L’effetto è piacevole e rinfrescante. Il pad anteriore in spugna trattiene il sudore e convoglia eventuali gocce ai lati degli occhi. Nel nostro test abbiamo notato che bastano le velocità ascensionali normali per un amatore per avere una ventilazione efficace.
In discesa non si avvertono particolari resistenze aerodinamiche, le forme posteriori dell’Elemento sono studiate per favorire il distacco del filetto fluido (il flusso d’aria) senza turbolenze. In velocità non si percepiscono pressioni laterali dovute ai vortici d’aria né movimenti indotti dalle turbolenze. Un ottimo comportamento aerodinamico che riduce al minimo l’affaticamento dei muscoli del collo. La velocità dell’aria sotto la calotta è notevole, i flussi passano con facilità intorno alla testa garantendo un raffreddamento ottimale anche con il torrido clima estivo.
– Sito web KASK
Articolo e foto a cura di Sergio Doria





























