Caschi

Kask Nirvana

Analisi tecnica e test di lungo periodo per questo casco che ha ridefinito gli standard di eccellenza aerodinamica, ventilazione e sicurezza. Nella nostra prova ha dimostrato che non occorre essere Ganna per sentire i vantaggi aerodinamici del Nirvana, Filippo li sfrutta al massimo ma gli effetti benefici della minima resistenza aerodinamica si percepiscono già a velocità moderate. Molto comodo, ha dimostrato di garantire anche un’ottima ventilazione interna.

Nella gamma Kask il modello Nirvana rappresenta lo stato dell’arte nell’efficienza aerodinamica. Come per il casco Elemento, il progetto del Nirvana nasce dalla collaborazione con i tecnici del Team Ineos Grenadiers, con il chiaro obiettivo di elevare le performance dei ciclisti, in allenamento e in gara. Il suo punto di forza è l’equilibrio tra velocità e ventilazione. Nirvana infatti, pur essendo un casco prettamente aero, le garantisce entrambe. Le prese d’aria, opportunamente posizionate, mantengono freschezza e comodità anche nei momenti più intensi in sella.

Nirvana è stato uno dei primi caschi ad avere la calotta che scende a coprire le orecchie, anche se solo per circa un terzo, dettaglio che garantisce un vantaggio aerodinamico importante ma che è stato vietato dal Regolamento UCI per il 2026. In data 8 ottobre 2025 l’UCI ha ufficializzato il nuovo regolamento, in conseguenza del quale il casco Nirvana non può più essere utilizzato nelle gare in linea su strada UCI a partire dal 1 gennaio 2026.

Quando la notizia si è diffusa abbiamo chiesto un commento a Kask, che ci ha risposto con il seguente comunicato: “Prendiamo atto delle nuove norme dell’UCI e sosteniamo pienamente qualsiasi iniziativa volta a migliorare la sicurezza dei ciclisti. Siamo sempre disponibili a collaborare con UCI su tutte le questioni relative alla sicurezza e il nostro impegno nei confronti delle prestazioni e della protezione rimane la nostra massima priorità. A partire dal 1 gennaio 2026, il nostro casco Nirvana sarà ancora disponibile per l’uso nelle gare individuali a cronometro, nelle gare a cronometro a squadre, nelle gare su pista, nel triathlon, nelle gare gravel e nelle gare su strada non UCI in tutto il mondo, offrendo una resistenza aerodinamica minima e un comfort ottimale agli atleti che cercano un vantaggio competitivo.”

Le ultime due righe del comunicato hanno ispirato il nostro test: minima resistenza aero, comfort ottimale e un reale vantaggio competitivo sono le caratteristiche che ogni amatore cerca nella bici, negli accessori e nell’abbigliamento che indossa e il Nirvana sembra proprio possederle tutte.

Kask ci ha inviato un Nirvana per un test di lungo periodo, attraverso le quattro stagioni, per verificare le performance con qualsiasi condizione climatica, simulandone l’utilizzo come unico casco a disposizione del ciclista. Per il colore invece del classico, richiestissimo bianco, abbiamo scelto la versione Ultraviolet che ci è piaciuta molto e che riteniamo esaltare al meglio le forme del casco.

Analisi tecnica
Il Kask Nirvana presenta un’aerodinamica molto raffinata, studiata per offrire altissime prestazioni e risparmio energetico a velocità elevate. Forma e dimensioni esterne, frutto degli studi in galleria del vento, assicurano un ridotto coefficiente di penetrazione aerodinamica (CX) ma soprattutto una quasi totale assenza di turbolenza e vortici nella parte posteriore, caratteristica che riduce in maniera significativa la resistenza all’avanzamento.

L’aerodinamica interna lavora in simbiosi con quella esterna per produrre flussi d’aria costanti sulla testa in modo da garantire la ventilazione senza influire sulle prestazioni velocistiche.

La costruzione avviene mediante tecnologia MIT: la struttura in polistirolo, rinforzato da un telaio interno, viene unita al semi-guscio superiore e alla corona inferiore, entrambi in policarbonato. Il telaio interno è disegnato in funzione dei protocolli di sicurezza WG11. L’unione dei tre gusci – superiore, anello di base e posteriore – aumenta la protezione della testa e la durata nel tempo della struttura interna.

Le prese d’aria anteriori sono quattro, le due centrali sovrapposte creano il flusso principale che avvolge la sommità del capo, grazie anche ai cuscinetti 3D a reticolo aperto. Le due laterali si occupano del passaggio d’aria ai lati della testa.

Nella zona posteriore si trovano tre bocche d’uscita orizzontali che si occupano di evacuare l’aria calda e umida coadiuvate dalla particolare conformazione del casco, molto ridotta nella zona centrale per smaltire grandi quantità di aria.

L’imbottitura è composta da cinque inserti, tre dei quali – quello frontale e i due laterali – sono i classici pad staccabili e lavabili, morbidi e confortevoli, rivestiti in lana merino, tessuto scelto per le sue proprietà di regolazione termica. Gli altri due in realtà sono divisi a metà per migliorare l’appoggio sulla sommità del capo e sono in Multipod, stampato in 3D, innovativo materiale isotropo usato anche sul casco Elemento.

Il Multipod è un reticolo aperto che svolge la duplice funzione di dissipare l’energia rotazionale in caso di impatto e di migliorare la circolazione dell’aria, inoltre ha la capacità di proteggere la testa indipendentemente dalla direzione da cui proviene l’urto, riducendo la pressione rotazionale tra il cranio e l’interno del casco.

Il sistema di ritenzione è il classico e ben collaudato Octofit+, la cui culla offre un ottimo avvolgimento alla nuca e conferisce maggiore stabilità al casco. Il supporto verticale lascia ampio spazio a quanti portano i capelli lunghi e raccolti. Il rotore è di diametro maggiore, rivestito in morbida gomma sovra-iniettata che ne facilita la regolazione anche con i guanti invernali.

Il cinturino in Nylon, morbido, leggero e sottile, è fissato direttamente alla calotta e presenta una sola regolazione: la larghezza del sottogola. Le fibbie che sdoppiano il cinturino sotto le orecchie sono infatti cucite insieme alle due parti che vanno a unirsi al mento. Come da tradizione Kask il sottogola è in eco-pelle per evitare irritazioni cutanee.

La sicurezza passiva è affidata a un ampio e ben visibile adesivo catarifrangente applicato nella parte posteriore, sopra al rotore. Soluzione semplice ed efficace.

Il Nirvana ha superato il protocollo interno WG11 che aumenta la severità delle normative internazionali di omologazione aggiungendo test sugli impatti rotazionali. E’ omologato CE, cioè conforme al Regolamento UE 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale e alle normative armonizzate EN1078:2012+A1:2012.

• Le misure disponibili sono due, M (52-58 cm) e L (59-62 cm), con cinque colorazioni: bianco opaco, nero opaco, Cherry Burst, Bluberry Fade e Ultraviolet.
• Il peso da noi rilevato sulla taglia M in prova è di 270 grammi e corrisponde esattamente a quanto dichiarato da Kask.
• Il prezzo di listino è di 360 euro.


Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

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Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Comfort
• Facilità di manutenzione (pulizia, ecc)
• Finiture
• Imbottitura interna I (morbidezza)
• Imbottitura interna II (smaltimento sudore)
• Regolazioni I (facilità di esecuzione)
• Regolazioni II (capacità di mantenimento)
• Ventilazione







Il nostro test
Nel nostro test abbiamo voluto verificare le prestazioni del Nirvana nelle condizioni d’impiego ordinarie per un amatore, per il quale l’aerodinamica è indubbiamente importante ma lo sono anche più la ventilazione e la possibilità di utilizzare un casco per tutte le stagioni.

Con il Nirvana abbiamo pedalato tutto l’anno, dal caldo afoso con temperature massime di +30°C, al freddo intenso con aria gelida proveniente dal nord Europa che ha fatto scendere il termometro fino a 0°C. I percorsi prevedevano salite lunghe con pendenze anche del 10% e tratti vallonati e pianeggianti nei quali sviluppare velocità.

La singolarità del Nirvana è la sua calotta che copre parzialmente le orecchie e la differenza con i caschi tradizionali si sente subito. Appena indossato, è innegabile sentirsi maggiormente protetti. La copertura riduce in modo considerevole i fruscii aerodinamici, migliorando la percezione dei rumori del traffico.

L’appoggio sulla testa è avvolgente, si concentra sui due pad Multipod 3D centrali, anche per via della loro lunghezza, mentre i pad laterali provvedono alla stabilità che è davvero eccellente. La sensazione del peso sulla testa è minima e tende a sparire dopo qualche minuto, chiaro indicatore di un prodotto ben studiato.

Il cinturino rimane perfettamente aderente ai lati della testa, non è possibile regolare gli sdoppiatori sotto le orecchie ma la posizione definita di serie è ottimale e la calzata è perfetta.

La culla di ritenzione, grazie al rotore di dimensioni maggiorate, si regola facilmente, l’operazione si esegue senza problemi anche con i guanti invernali. Il sistema Octofit+, ampiamente regolabile in altezza, produce una pressione omogena sulla testa e fornisce un supporto notevole alla nuca. La stabilità è ottima, il casco rimane sempre ben fermo anche se sottoposto a movimenti bruschi su asfalto sconnesso.

La compatibilità con gli occhiali è garantita senza interferenza tra astine e sistema di ritenzione con qualsiasi marca e modello di occhiali ma occorre considerare che lo spazio tra orecchio e calotta è inevitabilmente limitato. L’inserimento delle astine, in particolare quelle con terminale spesso, può portare al contatto tra padiglione auricolare e calotta. E’ una sensazione alla quale bisogna abituarsi e che dipende dalla fisionomia di ogni ciclista. Il nostro consiglio è di provare il casco con i vostri occhiali preferiti.

Nel nostro test abbiamo notato che, nei mesi invernali, indossando la cuffia sottocasco termica diventa più difficoltoso inserire le astine sotto la calotta perché si impigliano nel tessuto, soprattutto quelle dotate di inserti in gomma antiscivolo. L’abbinamento casco/occhiali con cui ci siamo trovati meglio in tutte le stagioni è con i Koo Alibi, grazie alle loro astine rastremate.

Le imbottiture offrono un alto livello di comfort. Il pad frontale riesce ad assorbire grandi quantità di sudore prima di lasciar cadere qualche goccia sulla lente degli occhiali. L’asciugatura è rapida. Il cinturino rimane sempre ben steso sul viso e mantiene la posizione senza mai aprirsi controvento, quando è bagnato di sudore non provoca la sensazione di freddo sulla pelle.

In movimento il Nirvana garantisce una resistenza aerodinamica minima, quasi impercettibile. La sua efficienza si manifesta già a partire dalle velocità tipiche degli amatori e migliora man mano che si raggiungono andature più sostenute.

La minima resistenza aerodinamica per un atleta Pro Tour è un piccolo guadagno marginale rispetto alle prestazioni dei concorrenti, ma per un amatore mediamente allenato si traduce in un concreto risparmio di Watt. Nelle uscite ordinarie è molto più facile raggiungere una velocità più alta sia in pianura sia sulle salite fino al 4-5%. Nel test ci siamo trovati più volte a viaggiare a 35-37 km/h con uno sforzo contenuto.

In pianura si possono tenere velocità superiori ai 40 Km/h per lunghe distanze. Lo sforzo fisico diventa impegnativo da sostenere a lungo ma procedere a velocità Pro Tour e sentire gli amici nella scia chiedere di rallentare per non essere staccati è una piccola soddisfazione che dà un gusto particolare alle uscite. A queste velocità, per la nostra sicurezza, è bene pedalare in orari e/o su strade con traffico scarso o assente e, sempre, con la massima attenzione e le mani pronte sui freni.

Per gli agonisti i benefici aerodinamici aumentano progressivamente all’aumentare della velocità ma il dato più interessante per un ciclista normale (non di livello Pro Tour) è che può disporre di gran parte delle performance aero del Nirvana anche a velocità più contenute.

L’ottima aerodinamica e la quasi totale assenza di turbolenze intorno al casco hanno effetti positivi anche sul comfort. Il Nirvana, a qualsiasi velocità, rimane fermo e stabile sulla testa senza le piccole oscillazioni laterali dovute ai vortici. È una sensazione leggera che tuttavia dona un minore affaticamento dei muscoli del collo.

La ventilazione interna e la capacità di dissipare rapidamente l’aria calda e umida prodotta dallo sforzo sorprendono positivamente. Si percepisce bene la simbiosi tra aerodinamica interna ed esterna che lavorano insieme per produrre, sulla testa, un flusso d’aria abbondante, omogeneo, privo di turbolenze e una evacuazione rapida dell’aria calda.

Le forme della parte posteriore eliminano quasi del tutto i vortici nella zona della nuca, del collo e la parte alta centrale del dorso del ciclista, il che porta un buon vantaggio aerodinamico. Ripulire dalle turbolenze queste zone riduce il movimento dell’aria su una parte del corpo dove si suda parecchio per dissipare il calore prodotto dallo sforzo. Ciò può generare una lieve una sensazione di caldo, in estate si risolve con uno spruzzo di acqua sulla nuca, con il clima fresco/freddo diventa un piacevole plus.

In estate abbiamo usato il Nirvana con temperature fino a +30°C senza soffrire particolarmente il caldo. Oltre queste temperature bisogna considerare il tipo di percorso, la quantità di salite esposte al sole e la velocità che si riesce a tenere su queste salite ma, anche con il caldo estremo, il Nirvana rimane pur sempre valido in termini di ventilazione. Nelle stagioni intermedie dà il meglio con un equilibrio quasi perfetto tra prestazioni aerodinamiche e ventilazione, mentre in inverno, magari con le velocità più moderate del gravel, permette un utilizzo senza cuffia termica sottocasco fino ai +5°C, dimostrando una buona versatilità.



– Sito web KASK


Articolo e foto a cura di Sergio Doria

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