Caschi

Rudy Project Nytron

Analisi tecnica e test di 12 mesi per questo casco professionale, in uso anche al Team Bahrain Victorious, che vanta raffinata aerodinamica e ottima ventilazione in tutte le situazioni, anche con climi molto caldi. Molto comodo e versatile, garantisce sempre elevate performance.


Ai recenti Campionati Europei 2025 su pista abbiamo visto debuttare in azzurro il Nytron, in versione Pro. In pista, dove l’aerodinamica è fondamentale, gli atleti della nazionale italiana lo hanno utilizzato in alcune specialità come la Madison, mentre per le gare a cronometro hanno utilizzato il modello “The Wing”. Da poche settimane infatti Rudy Project ha stretto un accordo con la Federazione Ciclistica Italiana per la fornitura di caschi e occhiali alle squadre nazionali di tutte le specialità.

Nella gamma Rudy Project il modello Nytron è il casco aero scelto dai corridori Pro Tour del Team Bahrain Victorious in quasi tutte le gare (eccetto qualche tappa estiva di montagna dove indossano il nuovo Rebel), grazie all’ottimo equilibrio tra vantaggio aerodinamico e ventilazione.

Nel nostro test siamo andati a verificare le prestazioni ma soprattutto la versatilità e, in particolare l’equilibrio tra aerodinamica e ventilazione, caratteristica che rende Nytron un’ottima scelta per gli amatori e per gli amanti della velocità in bici, in tutte le stagioni.

Analisi Tecnica
Le forme del Nytron sono state studiate insieme agli esperti aerodinamici di Swiss Side per creare una calotta estremamente efficiente, sia sulla superficie esterna deputata a ridurre il drag e ottenere un apprezzabile risparmio di energia, sia sulla superficie interna per garantire un flusso d’aria costante sulla testa. Per far ciò, i tecnici si sono avvalsi sia della fluidodinamica computazionale sia dei test in galleria del vento, ottenendo un CX (coefficiente di penetrazione aerodinamica) ridotto e un afflusso dell’aria variabile a seconda della posizione della testa.

La costruzione avviene mediante tecnologia “In-mold”. La base in polistirene contiene il telaio interno in policarbonato ed è unita ai semi gusci superiore e inferiore, entrambi in policarbonato. Il telaio interno è disegnato in funzione dei protocolli di sicurezza WG11. La struttura risultante aumenta la protezione della testa in caso di urto e garantisce un’ottima durata nel tempo della parte interna.

Le prese d’aria anteriori sono sei, disposte su due livelli. La presa d’aria superiore presenta una apertura unica mentre quella inferiore è divisa in cinque aperture dalla costolatura che nasconde il telaio interno. Ogni apertura alimenta un flusso d’aria, separato dagli altri dai rilievi per gli appoggi sul capo, che va a raffreddare la testa. Ai lati del casco e sulla sommità posteriore sono presenti altre quattro aperture che hanno la funzione di aumentare la pressione dei flussi interni e spingere l’aria calda e umida verso l’esterno attraverso le cinque bocche d’uscita con la centrale di dimensioni decisamente abbondanti. Per un totale di ben 15 aperture.

L’imbottitura è composta da 8 inserti staccabili e lavabili, morbidi e confortevoli. Il pad anteriore va da un lato all’altro della fronte mentre gli altri seguono i rilievi che separano i flussi d’aria interni. Il tessuto è traspirante, favorisce la dissipazione dell’umidità e ha tempi di asciugatura decisamente rapidi.

Il sistema di ritenzione RSR10 è basato sulla culla posteriore che offre il necessario supporto ergonomico alla nuca e conferisce stabilità al casco. I tiranti sono fissati nella parte anteriore, davanti alle tempie e dispongono di due punti di ancoraggio per adattarsi alla circonferenza cranica. La culla posteriore è regolabile in altezza, nella sua parte centrale, c’è spazio per chi pedala con i capelli raccolti nella coda di cavallo. Il rotore è sempre facile da raggiungere e regolare anche con i guanti lunghi.

Il cinturino è in Nylon, fissato direttamente alla calotta. Il tessuto è morbido, leggero e sottile. E’ regolabile sia nella larghezza del sottogola che nella posizione degli sdoppiatori sotto le orecchie.

Il casco Nytron è omologato CE EN 1078. A questa omologazione standard Rudy Project ha aggiunto la certificazione per gli impatti rotazionali che protegge meglio da ciò che avviene nella realtà. Il protocollo di test è definito dalle normative emesse dal Working Group 11, il famoso WG11, della commissione europea, che impone ulteriori test con impatti a 45° su una incudine rivestita con carta abrasiva. I criteri per il superamento della prova sono definiti da un valore Bric, un algoritmo che definisce il livello di danno cerebrale. Il valore limite per il superamento della prova deve essere minore di 0,68. Nytron ha superato il test con un valore medio inferiore a 0,24.

La sicurezza passiva è affidata a un piccolo adesivo catarifrangente applicato nella parte posteriore sopra il rotore. Semplice, efficace e ben visibile.

Il casco Nytron è disponibile in due taglie: S/M (55-58 cm, oggetto della nostra prova) e L (59-61 cm). Cinque le colorazioni: bianco opaco (in prova), nero opaco, blu metallizzato, e due versioni bicolore rosa fluo/nero e rosso/nero.

Per la taglia S/M in prova abbiamo rilevato un peso di 281 grammi, abbondantemente entro le tolleranze di lavorazione (+/-10%) relativamente ai 270 grammi indicati sull’etichetta adesiva posta all’interno del casco. Il prezzo di listino è di 229,90 euro.

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Comfort
• Facilità di manutenzione (pulizia, ecc)
• Finiture
• Imbottitura interna I (morbidezza)
• Imbottitura interna II (smaltimento sudore)
• Regolazioni I (facilità di esecuzione)
• Regolazioni II (capacità di mantenimento)
• Ventilazione







Il nostro test
Nel nostro test abbiamo percorso circa cinquemila chilometri in tutte le stagioni dell’anno, verificando soprattutto aerodinamica e ventilazione, oltre alla capacità del Nytron di garantire sempre un ottimo equilibrio tra le due.

Il test è iniziato in Versilia, in una estate tra le più roventi e afose di tutti i tempi, stando alla memoria dei ciclisti locali, con temperature comprese tra +35°C e +38°C e un tasso di umidità vicino al 90%. Autunno con clima mite ma piovoso con pedalate tra la Liguria e la Lombardia e l’inverno in Brianza con temperature rigide vicine allo zero, caratterizzate da aria gelida in pianura e tepore alle alte quote, frutto dell’inversione termica. I percorsi prevedevano salite lunghe con pendenze, in vari punti, da doppia cifra e tratti in pianura dove sviluppare velocità. Le nostre App meteo, nei giorni dei test, hanno registrato un minima di +1°C e una massima di +38°C.

Tra le mani il Nytron offre subito una sensazione di alta qualità costruttiva e di solida protezione. Il peso è leggermente più alto della media di categoria, ma pur sempre accettabile. Tuttavia una volta indossato il Nytron si dimostra leggero e protettivo. L’appoggio sulla testa è omogeneo.

Il fit del sistema di ritenzione è avvolgente grazie al cavo di tensione che produce una pressione continua intorno alla testa, garantendo un’ottima stabilità. Una volta regolata la tensione il casco non si muove più, nemmeno se sottoposto a movimenti bruschi su asfalto sconnesso. Il sottogola serve unicamente per evitare lo scalzamento. Il rotore, seppur piccolo, è facile da regolare anche con i guanti. Il cinturino rimane perfettamente aderente ai lati del capo grazie agli sdoppiatori dal design ingegnoso che tengono la posizione senza clip di bloccaggio.

Una volta in movimento si avvertono i flussi d’aria che scorrono con facilità intorno al casco. Nella parte posteriore le forme sono studiate per favorire il distacco del filetto fluido (il flusso d’aria) senza formare vortici e turbolenze. La somma di queste caratteristiche porta alla ridotta minima resistenza aerodinamica del Nytron. Le pressioni laterali sul casco sono quasi impercettibili e alle alte velocità non abbiamo rilevato affaticamento del collo. Le sensazioni positive migliorano con l’aumentare della velocità benché il risparmio in Watt, in ambiente aperto, non sia è facilmente quantificabile poiché influenzato da molte variabili, come umidità dell’aria, velocità e direzione del vento.

L’aerodinamica interna può contare su sei flussi prodotti dalle prese d’aria anteriori che generano un movimento d’aria uniforme partendo dalla fronte e dai lati, sopra le tempie, fino alla sommità del capo. Le prese d’aria laterali e superiori servono a convogliare una maggiore quantità di aria all’interno del casco per aumentare la pressione e “aspirare” l’aria calda prodotta dallo sforzo che viene poi espulsa rapidamente attraverso le bocche di uscita posteriori.

Sulla testa passa una buona quantità di aria ad alta velocità garantendo una dissipazione del calore e dell’umidità continua, rapida e costante.

Durante i nostri test abbiamo notato che variando la posizione del capo è possibile variare le performance dell’aerodinamica esterna e della ventilazione interna migliorando la prima a discapito della seconda o viceversa.

In posizione aerodinamica, ruotando la testa in avanti, si parzializzano le prese d’aria anteriori migliorando la penetrazione aerodinamica, utile quando si spinge in pianura, mentre ruotando la testa all’indietro, posizione tipica della salita, le prese d’aria anteriori sono completamente esposte al vento della corsa migliorando la ventilazione interna. La differenza non è enorme ma comunque percettibile e aumenta la versatilità del casco.

Le imbottiture offrono un comfort ottimale e si asciugano in tempi abbastanza rapidi. Quella frontale, molto estesa, nelle giornate più torride può lasciar cadere qualche goccia sulla lente degli occhiali. Il cinturino rimane sempre in posizione, ben steso e aderente al viso, non si apre controvento e non genera resistenze aerodinamiche. Sotto sforzo assorbe il sudore e, in discesa, non provoca la sensazione di freddo sulla pelle. Asciugandosi si copre della classica patina bianca, residuo dei sali minerali eliminati con la sudorazione, che può essere facilmente lavata.


– Sito web Rudy Project


Articolo e foto a cura di Sergio Doria

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