Caschi

KASK Wasabi

Analisi tecnica e accurato test per il casco più recente firmato Kask, il Wasabi, campione di versatilità in grado di soddisfare sia i ciclisti alla ricerca del miglior rendimento aerodinamico sia coloro che cercano protezione dall’aria fredda. Un casco valido su strada, sentieri e sterrati.


Il casco Wasabi è stato presentato al pubblico nel 2021 in occasione della “Strade Bianche” dei professionisti. Indossato dagli atleti del Team Ineos, affiancato dai modelli Protone e Utopia già in dotazione alla squadra britannica. Per trovare il Wasabi nei negozi si è dovuto attendere l’autunno 2021, scelta di mercato non casuale poiché la destinazione di questo casco ben si addice alla stagione intermedia.

Il Wasabi è un casco versatile, anello di congiunzione tra più discipline. Il suo punto forte è la calotta mobile che lo rende adatto alla bici da corsa ma anche al gravel, al ciclocross e al mountain biking durante la stagione fredda. Il Wasabi è l’evoluzione del modello Infinity, dal quale eredita la calotta mobile, ma sfoggia linee nuove, studiate per unire la massima penetrazione aerodinamica alla migliore protezione passiva disponibile, la WG11.

Design moderno, linee arrotondate, contenuti tecnologici e uno standard di sicurezza con requisiti superiori alle normative internazionali fanno del Wasabi un prodotto dedicato a chi cerca prestazioni senza compromessi ma anche comfort e lo stile inconfondibile di Kask.

Analisi tecnica
Il Kask Wasabi utilizza una tecnologia, detta “Multi In-mold”, in cui la struttura interna in polistirolo, rinforzato da uno scheletro interno, viene unita al semi guscio superiore e alla corona inferiore. L’unione dei due semigusci è impeccabile e garantisce protezione alla struttura interna. In questo modo si ottiene un casco robusto, leggero e con una ottima durata nel tempo.

La forme interne della struttura in polistirolo creano le canalizzazioni per il passaggio dei flussi d’aria che, quando la calotta è alzata, entrano dalle prese d’aria anteriori. Un canale, con forme NACA, si trova sulla sommità della calotta mobile. L’altro è invece posto frontalmente, diviso in tre parti da due ponticelli che irrobustiscono la parte anteriore del casco.

I flussi che avvolgono il capo sono 8 e distribuiscono l’aria in maniera molto omogenea, confluendo nelle 6 ampie aperture posteriori che, creando depressione in questa zona, estraggono l’aria calda dal casco. L’effetto di estrazione avviene sia con la calotta aperta che chiusa mentre la ventilazione è ovviamente attiva solo a calotta aperta.

Il sistema di ritenzione presenta una culla posteriore, regolabile in altezza e in larghezza dei punti di appoggio, dotata di rotore che agisce sulla tensione dei tiranti laterali, fissati alla struttura interna.

Il cinturino in Nylon, morbido, leggero e sottile, è fissato direttamente alla calotta e presenta una sola regolazione: la larghezza del sottogola. Le fibbie che sdoppiano il cinturino sotto le orecchie sono infatti cucite lungo il tratto che va a chiudersi sotto il mento. Come da tradizione Kask quest’ultima parte è in eco-pelle per evitare irritazioni epidermiche.

L’imbottitura, divisa in 5 inserti staccabili e lavabili, è morbida e confortevole. Il pad che appoggia sulla fronte presenta dimensioni leggermente più ampie della media ed è responsabile del maggiore comfort offerto dal Wasabi. Il tessuto è in lana merino con trattamento antibatterico.

La sicurezza passiva è affidata a un adesivo catarifrangente applicato nella parte posteriore, sopra al rotore. Una soluzione semplice, efficace ed elegante.

Punto di forza del Wasabi, in comune con gli altri modelli Kask, è la sigla “WG11”. L’azienda bergamasca, da sempre attenta alla sicurezza, ha implementato nella progettazione e nella omologazione dei suoi prodotti i più recenti studi sulla protezione dagli effetti degli impatti rotazionali. WG11 indica un protocollo di test, con requisiti superiori alle normative internazionali di omologazione dei caschi, predisposto da Kask a cui vengono sottoposti tutti i prodotti e che si aggiunge ai normali test di omologazione.

In caso di impatto si possono verificare degli urti cosiddetti lineari, ad esempio il casco colpisce il terreno con una traiettoria perfettamente verticale, ma nella realtà quasi sempre ci troviamo di fronte ad urti tangenziali, il casco colpisce il terreno con una inclinazione qualsiasi, che provocano extra rotazioni del capo, oltre a trasmettere la loro energia al cervello. Proprio questi ultimi sono oggetto di studio e di prevenzione da parte di Kask.

Il protocollo WG11 è basato su dati rilevati da incidenti reali, una grande fonte di informazioni è il Football Americano dove la NFL è attiva da anni nella prevenzione delle commozioni cerebrali. I criteri per il superamento della prova sono basati su diversi studi e definiti da un valore chiamato “Bric”, algoritmo che definisce il livello di danno cerebrale. Il valore limite per il superamento della prova deve essere minore di 0,68. Tutti i caschi Kask WG11 hanno superato questo test con un valore Bric mai superiore a 0,39.

WG11 è anche il nome del Gruppo di Lavoro 11 che, all’interno del Comitato Tecnico 158 (Head Protection) del CEN (European Committee for Standardization), sta sviluppando un protocollo per misurare in maniera accurata l’assorbimento dell’energia negli impatti tangenziali o rotazionali. Questo gruppo di lavoro è denominato CEN/TC 158/Working Group 11 o più semplicemente WG11.

Il Wasabi è omologato EN 1078 (+WG11) ed è disponibile in tre taglie: S (51-57 cm), M (54-59 cm), L (60-63) e sei colorazioni tutte opache. Oltre ai classici nero e bianco (in prova) è presente la versione Grigio, Navy Blue, Burgundy (bordeaux) e Jade. Il peso da noi rilevato sulla taglia M in prova è di 273 grammi. Rispetto ai 290 grammi dichiarati la differenza rientra perfettamente nelle tolleranze di lavorazione. Il prezzo di listino è di 300 euro.

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Comfort
• Facilità di manutenzione (pulizia, ecc)
• Finiture
• Imbottitura interna I (morbidezza)
• Imbottitura interna II (smaltimento sudore)
• Regolazioni I (facilità di esecuzione)
• Regolazioni II (capacità di mantenimento)
• Ventilazione (con calotta aperta)







Il nostro test
Il nostro test si è svolto principalmente sulle salite dell’ultima edizione de “Il di Lombardia”, nella Brianza collinare e sulle salite intorno alle sponde lecchesi del lago di Como. Clima mite e variabile in autunno, rigido e freddo in inverno. Non ci siamo fatti mancare vento e pioggerellina. Secondo le nostre App meteo, le temperature sono passate da massime di +20°C in autunno a minime di +2°C in inverno.

Il Wasabi è un casco estremamente versatile, perfetto per l’inverno, ottimo nelle stagioni di transizione, primavera e autunno, o in quelle situazioni in cui il meteo può cambiare repentinamente e le temperature rimangono tendenzialmente basse. Nei nostri test lo abbiamo usato su strada, su percorsi gravel, in circuito ciclocross e anche in mountain bike XC, adattandosi perfettamente a qualunque situazione.

Indossare il Wasabi è un piacere, la forma interna avvolge la testa con una pressione omogenea che trasmette sicurezza. I punti di appoggio sono relativamente ampi e ben percepibili, ma grazie al loro tessuto esterno in lana merino risultano estremamente confortevoli. Una volta sistemato il casco sulla testa, come quasi sempre avviene per questi prodotti di alta gamma, quasi non ci si accorge di indossarlo.

L’attenzione ai particolari e la qualità del prodotto si notano a partire dal cinturino che, per garantire un’ottima aerodinamica, rimane perfettamente aderente ai lati della testa senza bisogno di regolazioni. I due sdoppiatori sotto le orecchie sono fissi, i tratti discendenti del cinturino infatti sono cuciti al sottogola ma la posizione scelta è ottimale e non si sente la necessità di modificarla. L’unica regolazione presente è la larghezza del sottogola, sempre in eco-pelle come da tradizione Kask.

La culla di ritenzione posteriore si regola tramite un piccolo rotore che si può manovrare facilmente anche con i guanti. Il sistema di ritenzione distribuisce la pressione in modo omogeneo sulla circonferenza del cranio. La stabilità sulla testa è ottima, il casco rimane ben fermo anche con movimenti bruschi e su terreni sconnessi. La regolazione in altezza della culla è molto ampia e soddisfacente.

In movimento, con la calotta chiusa, il Wasabi si comporta come un casco completamente aero con una ridotta resistenza aerodinamica. Gli effetti benefici si avvertono aumentando la velocità: l’insieme testa-casco si muove nell’aria con maggiore facilità senza turbolenze laterali o nella zona posteriore e senza affaticare i muscoli del collo. Con il passare dei chilometri ci si rende conto di pedalare con minore fatica e maggiore comfort.

Con la calotta chiusa le prese d’aria anteriori sono praticamente sigillate, l’aria calda prodotta dallo sforzo viene comunque espulsa dagli estrattori posteriori che, sfruttando la depressione che si crea dietro al casco durante la corsa, aspirano l’aria intorno alla testa e la eliminano.

Con temperature esterne al di sotto dei +20°C, sia in pianura che nelle salite pedalabili dove si può mantenere una buona andatura, non si avverte calore eccessivo sulla testa anche con la calotta chiusa. A bassa velocità e sotto sforzo bastano però pochi chilometri per sentire il bisogno di rinfrescare il capo. E’ il momento in cui la versatilità del Wasabi permette di proseguire la pedalata in condizioni di comfort ottimali.

Aprendo la calotta con il semplice gesto della mano si schiudono le due prese d’aria, quella frontale e quella superiore, che producono un evidente cambio di temperatura sulla testa. All’interno tre flussi d’aria avvolgono il capo in maniera omogenea. In questa configurazione il Wasabi dissipa rapidamente il calore prodotto dallo sforzo. Kask dichiara una diminuzione di 1.5°, da chiuso a tutto aperto. I nostri tester hanno confermato una variazione iniziale facilmente avvertibile che si stabilizza in pochi secondi. Anche con aria fredda il Wasabi elimina immediatamente il calore in eccesso e in seguito mantiene una temperatura ottimale.

Nei nostri test abbiamo considerato soltanto le condizioni limite della calotta, tutta chiusa o tutta aperta, ma abbiamo provato il Wasabi parzializzando l’escursione della calotta lungo tutti i suoi 22 mm, regolabili su 8 posizioni in base alle condizioni climatiche o alle esigenze dell’atleta. Naturalmente la regolazione più precisa si ottiene tenendo il casco tra le mani, prima di salire in sella, quando si pedala ci si affida alle sensazioni che, comunque, molto spesso si rivelano soddisfacenti. Passare da un casco aero a semi-aero e rinfrescare la testa con un piccolo gesto è un plus che permette di concentrarsi sulla prestazione o di godersi l’uscita con maggiore comfort.

L’imbottitura frontale, situata all’interno della calotta tra le prese d’aria anteriori e quella superiore, è di dimensioni generose. Con il clima autunnale o le basse temperature dell’inverno non è un problema, anzi, fa piacere sentire questa zona protetta dal freddo, ma con i primi caldi o usando il Wasabi in estate potrebbe creare un punto di calore. Per verificare anche questa condizione continueremo il test nei prossimi mesi e vi aggiorneremo sulle prestazioni con clima estivo.

Abbiamo provato il Wasabi anche con calotta sempre aperta, per verificare le performance aerodinamiche in configurazione “semi-aero”. Kask dichiara una differenza di 1 Watt tra la posizione chiusa e aperta, una inezia per gli amatori, molto di più per i professionisti che lottano per la vittoria. In movimento, con la calotta aperta, il comportamento è molto simile alla configurazione chiusa. Non si avvertono particolari turbolenze ai lati del casco e nella zona posteriore. Rimane la sensazione di facile scorrimento nell’aria, l’aumento del drag è impercettibile, il comfort non cambia.

Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Durante il test abbiamo rilevato il distacco di uno dei piccolissimi inserti in schiuma (12×2 mm) posti su una delle due ali della culla di ritenzione posteriore. La mancanza di questo particolare non ha tuttavia pregiudicato il comfort e le prestazioni del casco.

Per questo difetto Kask è intervenuta prontamente. Una mail al Customer Care e l’azienda bergamasca ci ha inviato una nuova aletta nuova, la cui sostituzione si è rivelata molto semplice, alla portata di chiunque.



– Sito web KASK


Articolo e foto a cura di Sergio Doria

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio