Red Bull Scatené, a San Luca in stile goliardico

Una prima in assoluto: dopo le numerose sponsorizzazioni nel ciclismo con atleti e squadra World Tour, la bibita che “timetteleaaali” ha creato un evento goliardico dove ci sono due vincitori: il più veloce e il più estroso, nel senso di colui che ha saputo interpretare al meglio con bici e abbigliamento customizzati lo spirito trasgressivo suggerito dal regolamento.
Siamo a Bologna, a metà della mitica salita di San Luca dove Tour de France, Giro d’Italia e Giro dell’Emilia, la classica storica nata nel 1909, hanno visto transitare il Gotha del ciclismo e numerosi Campioni del Mondo che hanno anche vinto i rispettivi Grandi Giri.
Con la partenza alla curva delle Orfanelle in una piacevole giornata di sole, il più veloce di tutti è stato un diciottenne liceale: Oscar Lionello, ciclista mtb che gareggia nell’Enduro, ha comprato appositamente una Pinarello da strada un po’ datata perché la vittoria, nonostante la goliardia, la voleva davvero. Sul podio sono saliti altri due bolognesi: Filippo Favaron (podologo di 32 anni), per tutti “uomo-nutria” per via delle numerose strisce di pelo su casco, corpo e bici, accessoriata con una grande coda e un muso stilizzato molto fedele. Il terzo è stato Gabriele Petrelli (25 anni) che fino a due anni fa gareggiava nel Cycling Team Friuli, formazione Continental Under 23, costola del Team Bahrain-Victorious. La sua bici era la sua normale city bike alla quale aveva tolto i cavi del cambio, sistema usato da tanti per non smontare la bici e renderla monomarcia come richiesto dal regolamento.
Il premio più coerente con l’evento l’ha vinto Cristian Bonini, che ha portato in gara una bici-razzo ispirata a Wile E. Coyote e Beep Beep, accompagnata da una maschera realizzata con polistirolo e colla a caldo. Nonostante la simbologia di velocità, Cristian è arrivato ultimo nella sua batteria e non si è nemmeno qualificato per la finale ma, nonostante ciò, è stato votato come il più creativo. “La bici-razzo così allestita supera i 20 chili e sulla salita al 18% non è ideale. – dichiarava Cristian – Per darmi motivazione i miei amici mi hanno messo davanti Beep Beep e abbiamo ricreato il celebre cartone. Mi consolo per la prestazione scarsa con il primato nell’estetica che non era scontato con tanti altri validi progetti in gara.”
Le settimane prima dell’evento devono essere state molto impegnative per tanti partecipanti perché l’iscrizione non era automatica, ma sottoposta al giudizio estetico o progettuale del mezzo e dell’outfit del ciclista.
Scoprire la creatività è stata la parte più divertente dell’evento e ancor più interessante è stato parlare con i ciclisti che spiegavano la genesi del loro progetto. In gara c’era il “Genio della Lampada”, tutto blu come la bici, ottenuta saldando pezzi di bici pieghevoli, alcuni capovolti di 180°.
Babbo Natale pedalava una bici-cargo stipata di pacchi con due ruote posteriori prese in prestito da un blindato militare o altro veicolo pesante, dall’inimmaginabile peso complessivo.
Super Mario era facile da indovinare, molto meno “Eddie the Eagle”, personaggio narrato nell’omonimo film riguardante la vera storia dell’atleta inglese Eddie Edwards che volle partecipare a tutti i costi alle Olimpiadi Invernali del 1988 nella specialità del salto dal trampolino con gli sci. La sua bici aveva montato due mini sci sulla forcella e il ciclista era la copia fedele del protagonista del film.
Semplici da riconoscere Biancaneve e Gesù con la Croce incorporata alla schiena, dove l’allegoria era anche il luogo, la Via Crucis per salire al traguardo.
Ben realizzato anche l’abbigliamento da Centurione della Legione Romana di un concorrente, mentre ispirava grande simpatia il ragazzo sulla BMX che trasportava un pupazzo di ET nel cestino anteriore.
Altri due concorrenti sembravano quasi fratelli: bici pieghevole accessoriata con botticella e bottiglie di birra, ciclisti vestiti da bavaresi alla October Fest con i “lederhosen”, i calzoni di pelle al ginocchio e camicia a quadretti. Hanno avuto la stessa idea anche se non si conoscevano e l’hanno interpretata nella maniera più fedele.
Fra i partecipanti anche uno studente messicano in Italia per un master breve che ha colto l’occasione per prendere parte all’evento pur non emulando il suo connazionale Isaac Del Toro, vincitore su questa salita nel 2025, quando si aggiudicò il Giro dell’Emilia.
Numerose le personalizzazioni Red Bull per onorare l’organizzazione: c’era il “base jumper” con la tuta alare gonfia e l’angelo della pubblicità con le alucce bianche su una bici completamente rivestita di lattine, rigorosamente e orgogliosamente recuperate dalla strada.
È probabile che la Red Bull Scatené venga riproposta anche l’anno prossimo e che questo format sia esportato in altre località non necessariamente italiane.
– Sito web Red Bull Scatené
Articolo a cura di Sauro Scagliarini
Foto: © Red Bull Scatené





















