Vuelta a España sulle ali del condor

A metà Vuelta, il “condor” colombiano Nairo Quintana (Movistar Team) vola alto in classifica, forte di una brillante condizione atletica, e sembra già irraggiungibile. Alle sue spalle il solidissimo team-mate Alejandro Valverde, poi Chris Froome che però finora non ha mai graffiato. Sottotono Esteban Chaves, sfortunato Alberto Contador.

La carovana della Vuelta a España osserva il primo turno di riposo, all’indomani della decima tappa, quella che ai Laghi di Covadonga ha incoronato il “condor” Nairo Quintana (Movistar Team) quale padrone della classifica generale. La perentoria affermazione del colombiano segue una serie di buonissimi piazzamenti, tutti ottenuti davanti ai suoi avversari diretti, che gli hanno permesso di controllare la classifica con 57” di vantaggio sul compagno Alejandro Valverde, del quale non possiamo che tessere le lodi per l’impeccabile condotta di gara, tra la ricerca del successo di tappa e la copertura del capitano Quintana.

Dopo l’opaco Tour de France, concluso al terzo posto senza peraltro essersi mai messo in luce, Quintana si è presentato alla Vuelta a España con una condizione atletica di buon livello, certamente migliore rispetto a quella dei teorici pretendenti al titolo. Era da parecchio tempo che non lo si vedeva attaccare in salita, e staccare gente come Chris Froome (Team Sky), Alberto Contador (Tinkoff) ed Esteban Chaves (Orica BikeExchange). Stato di forma e vantaggio in classifica dovrebbero garantirgli di giungere a Madrid con la maglia rossa addosso.

Chris Froome (Team Sky) ce la sta mettendo tutta in questa Vuelta ma, come era facile prevedere, le tossine del Tour e delle Olimpiadi non sono ancora state smaltite. Il grande impegno con il quale lo “smilzo” affronta ogni tappa gli vale un applauso e un posto sul podio.

Podio che pare complicarsi per Esteban Chaves (Orica BikeExchange), staccato di oltre 2’ dal connazionale Quintana e più di 1’ da Froome. Può darsi che il “colibrì” ritrovi il battito d’ali giusto per riportarsi sotto al “condor”, ma finora non ha mostrato di avere uno smalto molto brillante, terminando tutte le tappe dietro ai diretti avversari.

I 50” presi nella cronosquadre di apertura, i 22” della terza tappa e il 1’52” di ritardo della quinta, hanno plasmato la Vuelta di Alberto Contador (Tinkoff) come una gara a handicap. Se a tutto ciò aggiungiamo la caduta del “pistolero” nella settima tappa, per colpa di un altro corridore franatogli addosso, ecco che l’attuale gap di 2’54” dal capoclassifica va letto come sommatoria di una condizione iniziale non perfetta e di una ineluttabile sfortuna, già accanitasi contro il madrileno alla Grande Boucle. Nonostante i cerotti, Contador sta lottando con tutte le forze a propria disposizione, anche se i suoi affondi sono simili a punture di spillo più cha sciabolate vincenti. Peccato, senza la caduta sarebbe lì a giocarsi il podio. Così, è difficile anche arrivare quarto.

Dieci tappe disputate, ma un solo atleta che sia riuscito a conquistarne due: il belga Gianni Meersman (Etixx-Quick Step) ha vinto allo sprint la seconda e la quinta frazione, quella con arrivo a Lugo, dove un paletto in mezzo alla strada, non segnalato, ha falciato numerosi concorrenti, costringendo al ritiro Robert Kiserlovski (Tinkoff) e Steven Kruijsvijk (Lotto NL-Jumbo), ancora vittima di una fatale caduta, come al Giro d’Italia. Qui in terra spagnola ha rimediato la frattura della clavicola, e non per colpa sua.

E il tema della sicurezza qui alla Vuelta è emerso in tutta la sua gravità proprio nell’arrivo della quinta tappa, a Lugo. Dopo l’errore commesso alla Vuelta a Pais Vasco, con paletti non adeguatamente segnalati in mezzo alla strada, a Lugo si è rivista la replica in tutto e per tutto. Stentiamo a credere che un Grande Giro come quello spagnolo possa cadere in leggerezze del genere, peggio di una cicloturistica provinciale. L’UCI ha poi aperto una inchiesta sull’accaduto, ma noi rimaniamo fermamente schierati a favore ella prevenzione di certe pericolose situazioni, piuttosto che sulle indagini a posteriori. Sarebbe sufficiente che in “controllori” UCI facessero il proprio dovere prima, e non dopo. Ennesima occasione persa a favore dell’incolumità dei ciclisti.
Classifica Generale
2) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
3) Christopher Froome (GBr) Team Sky
4) Esteban Chaves (Col) Orica-BikeExchange
5) Alberto Contador (Spa) Tinkoff Team
6) Leopold Konig (Cze) Team Sky
7) David De La Cruz (Spa) Etixx-Quick Step
8) Simon Yates (GBr) Orica-BikeExchange
9) Michele Scarponi (Ita) Astana Pro Team
10) Samuel Sanchez (Spa) BMC Racing Team
11) Gianluca Brambilla (Ita) Etixx-Quick Step
12) Andrew Talansky (USA) Cannondale-Drapac
13) Daniel Moreno (Spa) Movistar Team
14) Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac
15) Darwin Atapuma (Col) BMC Racing Team
16) Sergio Pardilla (Spa) Caja Rural-Seguros RGA
17) Peter Kennaugh (GBr) Team Sky
18) Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo
19) Jean-Christophe Peraud (Fra) AG2R La Mondiale
20) George Bennett (NZl) Team Lotto NL-Jumbo
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– Sito web ufficiale Vuelta a España
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Getty Images Sport – © TDW Sport





