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Milano-Sanremo, fortissimamente Degenkolb

Il tedesco John Degenkolb (Team Giant-Alpecin) conquista con una volata di pura potenza la 106esima edizione della Classicissima di Primavera, davanti ad Alexander Kristoff (Team Katusha) e Michael Matthews (Orica GreenEdge). Grande prova di Niccolò Bonifazio (Lampre-Merida), quinto. Pioggia per oltre due terzi di gara, arrivo con il sole.


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Gara impronosticabile fin dall’inizio, questa Milano-Sanremo. Tantissimi i campioni al via, tutti con buone possibilità di vittoria sul percorso di 293 km che, dopo 8 anni, tornava a concludersi in Via Roma. E che, secondo noi, ricalca pienamente lo spirito più autentico di questa corsa, la più lunga del World Tour, in cui occorre amministrare ogni briciolo di energia, altrimenti allo sprint finale si diventa spettatori. Una Milano-Sanremo meravigliosa proprio per l’incertezza del risultato finale.

La fase di trasferimento della 106° Milano-Sanremo, dal Parco Sempione verso Via Chiesa Rossa
La fase di trasferimento della 106° Milano-Sanremo, dal Parco Sempione verso Via Chiesa Rossa

Partenza da Milano, per il quarto anno consecutivo con il maltempo, pioggia e temperatura di 9°C. Fuga iniziale di 11 corridori: Jan Barta (Bora-Argon 18), Sebastian Molano (Colombia), Maarten Tjallingii (LottoNL-Jumbo), Andrea Peron (Novo Nordisk), Tiziano Dall’Antonia e Marco Frapporti (Androni-Sidermec), Stefano Pirazzi (Bardiani-CSF), Adrian Kurek (CCC Sprandi), Matteo Bono (Lampre-Merida), Julien Berard (AG2R La Mondiale) e Serge Pauwels (MTN-Qhubeka). Tre di essi, precisamente Jan Barta, Martin Tjallingii e Matteo Bono, erano presenti anche nella fuga dell’anno scorso.

Milano Sanremo

Ad Albenga il vantaggio degli undici di testa ammontava a 3’32”, a Diano Marina scendeva a 2’. Gruppo inseguitore compatto, nel quale si metteva in evidenza Manuele Boaro (Tinkoff-Saxo). Salendo verso Capo Berta, erano Matteo Bono, Stefano Pirazzi, Julien Berard e Serge Pauwels che cercavano l’azione solitaria. Il gruppo intanto riassorbiva gli altri sette corridori, staccatisi dagli undici.

Milano Sanremo

Alla Sanremo, Capo Berta fa sempre selezione. In salita, stabilisce ordine e gerarchie, tra chi avrà le gambe per giocarsi la vittoria e chi invece no. In discesa, tra coloro che per sfortuna o disattenzione finiscono a terra. A farne le spese, sull’asfalto viscido probabilmente anche per qualche macchia di gasolio, Salvatore Puccio, Ian Stannard e Andrew Fenn (tutti del Team Sky), Chris Juul Jensen (Tinkoff-Saxo), con una vistosa ferita alla tempia sinistra, e Matteo Mori (Lampre-Merida).

Dopo la discesa di Capo Berta rimaneva da solo Matteo Bono, mentre dietro di lui arrancavano a 10” Julien Berard e Serge Pauwels. Poi tre uomini Sky: Luke Rowe, Geraint Thomas e Ben Swift. Poco dopo, il gruppo tirato da Giant-Alpecin e Orica GreenEdge.

L’inizio della salita della Cipressa, verso Costa Rainera, vedeva ancora Matteo Bono al comando, mentre il gruppo raggiungeva tutti gli inseguitori. Scattava la BMC con Silvan Dillier e Greg Van Avermaet, imitati da Zdenek Stybar (Etixx-Quick Step). Un caduta in salita fermava la corsa di Arnaud Demare (FDJ) rimasto in panne per problemi al cambio.

A metà salita terminava la lunga fuga di Matteo Bono, generosissimo nella sua azione, come l’anno scorso. Team Sky sempre attivo, con Lars Petter Nordhaug. Bene anche Andrea De Marchi (BMC Racing) e il suo compagno Daniel Oss. Più staccati Alexander Kristoff (Team Katusha), Nacer Bouhanni (Cofidis), Juan Jose Lobato (Movistar Team) e soprattutto Mark Cavendish (Etixx-Quick Step).


Geraint Thomas e, più indietro, Daniel Oss mentre salgono sul Poggio

In discesa della Cipressa, le redini del comando venivano prese da Filippo Pozzato (Lampre-Merida), per cederle poi a Daniel Oss (BMC Racing) e Geraint Thomas, che guadagnavano ben presto 30” sul gruppo, scesi poi a 16” ai piedi del Poggio. A quel punto saliva in cattedra Luca Paolini (Team Katusha), ancora una volta tra i migliori gregari che un capitano possa desiderare, per tentare di ricucire lo strappo. Nel prime posizioni del gruppo si vedeva anche Peter Sagan (Tinkoff-Saxo). Oss veniva ripreso in un amen, Thomas appena dopo lo scollinamento, ai -5 km, ad opera di un volitivo Van Avermaet.

Discesa insidiosa, quella del Poggio. A terminare a terra nientemeno che Philippe Gilbert (BMC Racing), sul quale incocciavano anche il Campione del mondo Michal Kwiatkowski (Etixx-Quick Step), Zdenek Stybar e Gerald Ciolek (MTN-Qhubeka), vale a dire quattro dei possibili protagonisti della volata finale.

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Giù dal Poggio, ai -2 km, Peter Sagan allungava incredibilmente fuori tempo, salvo poi vedersi costretto a rientrare poiché privo di ruote da seguire, mentre i suoi compagni rimanevano coperti dietro di lui. Un’azione che gli avrebbe poi precluso il podio.

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Ai -400 metri Luca Paolini cessava la propria sontuosa azione a favore di Alexander Kristoff, che innescava la volata lunga. Dietro di lui, uno straordinario Niccolò Bonifazio (Lampre-Merida), che fino a 100 metri dallo striscione finale si trovava in seconda posizione. A centro gruppo, John Degenkolb (Team Giant-Alpecin) rimaneva allo scoperto ai -300 metri, ma riusciva a dare fondo a tutte le energie che aveva in corpo, producendosi in una progressione quasi spasmodica, ma efficace e soprattutto vincente. Che è ciò che più conta.

Milano Sanremo

Battuto di misura Kristoff, vincitore l’anno scorso, terzo posto per un bravissimo Michael Matthews (Orica GreenEdge), alla sua prima partecipazione alla Classicissima che avrebbe anche potuto vincere. Quarta piazza per Sagan, che può certamente recriminare per il suo errore ai -2 km, quando si è trovato troppo avanzato per essere raggiunto dai suoi gregari, che così non hanno potuto aiutarlo negli ultimi 400 metri decisivi. Quinto Niccolò Bonifazio, cui è mancato il turbo negli ultimi 100 metri. Ma a soli 21 anni, dopo 293 km, essere lì con i big a giocarsi la Sanremo è già tanta roba. Per lui, il futuro è certamente rosa come i colori della squadra, la Lampre-Merida, che ha piazzato anche Davide Cimolai all’ottavo posto.

106 th Milano-Sanremo: Germans John Degenkolb winning the race

Ordine d’arrivo

1) John Degenkolb (Ger) Team Giant-Alpecin
2) Alexander Kristoff (Nor) Team Katusha
3) Michael Matthews (Aus) Orica GreenEdge
4) Peter Sagan (Svk) Tinkoff-Saxo
5) Niccolo Bonifazio (Ita) Lampre-Merida
6) Nacer Bouhanni (Fra) Cofidis, Solutions Credits
7) Fabian Cancellara (Swi) Trek Factory Racing
8) Davide Cimolai (Ita) Lampre-Merida
9) Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal
10) Edvald Boasson Hagen (Nor) MTN-Qhubeka
6.46.16
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106 th Milano-Sanremo: Germans John Degenkolb winning the race

Il 26enne ex-poliziotto John Degenkolb, alla sua quinta partecipazione a questa gara, si rifà dunque della sfortuna dell’anno scorso, quando una foratura sul Poggio lo estromise dalla sciarada finale. Ecco le sue dichiarazioni.

Lo sprint finale: “E’ stata emozione pura. In un primo momento non riuscivo a crederci. 50m prima della linea ho pensato che non sarei stato capace di battere Alex [Kristoff] perché era partito davvero forte. Ma ho continuato a credere in me stesso. C’era ancora differenza di potenza e velocità, ma poco prima della linea lui ha finito il gas e sono riuscito a vincere. Ho pensato all’anno scorso, quando ho avuto le lacrime agli occhi perché ho avuto la più grande delusione nel ciclismo della mia vita [NDR: ha finito 39° a 1’54 “]. Quest’anno ho avuto le lacrime agli occhi perché sono riuscito ad impormi. È bellissimo.”

Restare calmi e invisibili fino a Via Roma: “Questo è il trucco in una gara davvero speciale. Si parte da Milano e già in zona neutra tanti ragazzi sono nervosi. La cosa più importante è rilassarsi, mantenere la calma, salvare le gambe, salvare le gambe e salvare le gambe fino alla Via Aurelia. Bisogna posizionarsi bene: non troppo avanti e non troppo indietro. Bisogna trovare l’equilibrio. L’abbiamo fatto davvero bene oggi con tutta la squadra che mi ha posizionato perfettamente e sono davvero orgoglioso di loro.”

Esperienza: “L’esperienza è molto importante. Ho avuto bisogno di quattro anni per acquisire l’esperienza necessaria. Si può parlare con altri e avere buoni consigli ma credo che bisogna farsi la propria esperienza correndo e anche maturando delusioni come l’anno scorso.”

Non tra i favoriti: “Io credo veramente che non sia stato uno svantaggio. Mi sono preparato molto bene in inverno e sono entrato in forma al momento giusto. Anche se la settimana scorsa non abbiamo ottenuto i risultati dell’anno scorso alla Parigi – Nizza, non siamo impazziti per non aver vinto una tappa. Sappiamo che nel ciclismo tutto può succedere. Sapevo che la mia forma era buona è mi sono focalizzato per essere al 100% sulla Milano – Sanremo. Siamo arrivati ​​giovedi e venerdì ho fatto una lunga pedalata. Ho fatto la stessa cosa negli ultimi tre anni, con la differenza che quest’anno ho vinto.”

Un anno incredibile: “Il 2 gennaio ha cambiato tutta la mia vita [John e sua moglie Laura sono diventati orgogliosi genitori di Leo Robert Degenkolb] e l’ha resa completa. Ho appena parlato con mia moglie al telefono e mio figlio stava dormendo al momento della vittoria. Forse non gli è andata poi così male… Vedremo cosa succederà ora. Ho quattro settimane davvero dure davanti a me, ma io sono mentalmente pronto per i prossimi appuntamenti. Faremo di tutto, di gara in gara, per ottenere i migliori risultati.”

Ciclismo: Milano-Sanremo
Mark Cavendish alla partenza. Un salto di catena sulla Cipressa ne ha stoppato le ambizioni di vittoria

Milano Sanremo
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Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © ANSA (Dal Zennaro – Peri)

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