Vuelta a España, sulla Sierra Nevada le prime sentenze

Le salite della sesta tappa, sulle alture della Sierra Nevada, hanno indotto molti concorrenti a scoprire le loro carte. Alejandro Valverde ha calato subito l’asso, vincendo la manche e conquistando la Maglia Rossa. Bene Froome e Quintana, Contador meglio del previsto, Aru sul treno dei grandi.
Dopo la cronosquadre iniziale e quattro tappe per velocisti, la Vuelta a España ha affrontati ieri le salite della Sierra Nevada, uno dei luoghi preferiti per gli allenamenti dagli spagnoli del Team Movistar, uno su tutti Alejandro Valverde. E il traguardo in salita de “La Zubia” ha osannato proprio il successo del murciano, apparso in questa occasione piuttosto sicuro dei propri mezzi, tanto da scattare senza indugi a -2 km dal traguardo su pendenze al 8%. L’azione dirompente di Valverde si è rivelata essere un buon termometro per misurare le ambizioni di alcuni uomini di classifica.

Classifica Generale dopo la tappa N.6
2) Nairo Alexander Quintana (Col) Movistar Team
3) Alberto Contador (Spa) Tinkoff-Saxo
4) Christopher Froome (GBr) Team Sky
5) Jhoan Esteban Chaves (Col) Orica GreenEdge
6) Joaquim Rodriguez (Spa) Team Katusha
7) Robert Gesink (Ned) Belkin Pro Cycling Team
8) Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team
9) Warren Barguil (Fra) Team Giant-Shimano
10) Wilco Kelderman (Ned) Belkin Pro Cycling Team
11) Mikel Nieve (Spa) Team Sky
12) Samuel Sanchez (Spa) BMC Racing Team
13) Damiano Caruso (Ita) Cannondale
14) Rigoberto Uran (Col) Omega Pharma-Quick Step
15) Sergio Pardilla (Spa) MTN-Qhubeka
16) Daniel Navarro (Spa) Cofidis
17) Daniel Martin (Irl) Garmin Sharp
18) Mikel Landa (Spa) Astana Pro Team
19) Winner Anacona Gomez (Col) Lampre-Merida
20) Daniel Moreno (Spa) Team Katusha
00.00.15
00.00.18
00.00.22
00.00.41
00.00.45
00.00.55
00.00.58
00.01.02
00.01.06
00.01.09
00.01.11
00.01.12
00.01.18
00.01.19
00.01.26
00.01.37
00.01.47
00.01.57
00.02.06

Alejandro Valverde (Movistar Team): l’attuale leader della Classifica Generale sceglie il basso profilo, dicendo che lavora per favorire il suo capitano Quintana. Intanto ha sciorinato sul banco de “La Zubia” una prestazione maiuscola, molto convincente, che lo inseriscono a pieno titolo nella lotta per la vittoria finale.

Nairo Quintana (Movistar Team): il colombiano è ancora un po’ appesantito dai lavori in quota, terminati a fine Luglio e finalizzati per la seconda parte di questa Vuelta. Nella tappa di ieri non è riuscito a cambiare passo, chiudendo 5° a 12” da Valverde. Il distacco attuale nella Generale è poca cosa, ma dovrà cercare di non perdere altro terreno e, al tempo stesso, guardarsi le spalle dall’assalto di pericolosi contendenti.

Alberto Contador (Tinkoff-Saxo): aggregatosi al’ultimo istante alla carovana della Vuelta, il “pistolero” madrileno ha sfoderato una condizione atletica degna di un miracolato, visto il suo stop causa micro-frattura tibiale. Nessuno si sarebbe atteso di trovarlo al 3° posto in Classifica, forse neppure lui stesso. La sua condizione crescerà indubbiamente tappa dopo tappa, ma se riuscirà a non risentire della fatica nell’ultima settimana, lo vedremo sicuramente sul podio.

Chris Froome (Team Sky): altro illustre acciaccato del Tour de France, il keniano bianco ha messo nel mirino la Vuelta quale corsa del riscatto stagionale. E’ in buona condizione, forse gli manca un pizzico di determinazione in più, qualità questa minata dalle tante, troppe cadute degli ultimi mesi. Ieri però ha provato a vincere, bruciato sulla “finish line” da un grande Valverde. Potrebbe vestire la Maglia Rossa al termine della crono individuale di martedi 2 Settembre, il cui profilo sembra essere disegnato proprio per le sue caratteristiche.

Jhoan Esteban Chaves (Orica GreenEdge): forse l’unico colombiano a non essere soltanto scalatore puro, Chaves ha corso fin qui in modo molto regolare e intelligente, guadagnando sempre terreno quando la situazione lo consentiva. Quinto nella Generale senza troppi clamori, il colombiano potrebbe rivelarsi una delle sorprese della Top 10 di questa Vuelta.

Joaquim Rodriguez (Team Katusha): generosissimo come sempre, “Purito” ha provato a vincere la tappa di ieri alla sua maniera, con uno scatto bruciante ai -700 metri. Anagrafe e condizione atletica non sono però più quelli di un tempo, e negli ultimi 100 metri di salita il catalano ha dovuto alzare bandiera bianca. Sesto in classifica, ha messo in mostra una forma buona ma non eccelsa, che potrebbe portarlo nella top 5 della Generale, ma non certamente sul podio. Salvo defezioni degli avanti.

Robert Gesink (Belkin Pro Cycling Team): reduce tre mesi fa da una operazione cardio-chirurgica, il lungagnone olandese ha dimostrato che con la volontà si può arrivare ovunque. Scalatore in un Paese senza montagne come è l’Olanda, si è adattato perfettamente alle pendenze e al caldo torrido della Vuelta, installandosi al 7° posto nella Generale. Può tranquillamente ambire a un piazzamento nella Top 10.

Fabio Aru (Astana): sempre agganciato al treno dei migliori, dai quali dista proprio poco per eguagliarli, il “tamburino sardo” è partito con il ritmo giusto, benché la squadra – come da noi ipotizzato – non riesca a sostenerlo più di tanto. Ottavo in classifica a meno di un minuto, il giovane capitano Astana potrà togliersi qualche soddisfazione strada facendo, puntando a vincere anche una tappa. I mezzi per farlo li ha.

Rigoberto Uran (Omega Pharma-Quick Step): uno dei bocciati della tappa N.6, nella quale ha lasciato sul campo un minuto abbondante. Forse una giornata storta, ma il colombiano non ha fornito segnali molto positivi circa il suo stato di forma. Quattordicesimo in classifica, dovrà inventari qualcosa per risalire la china se, come dichiarato, vorrà puntare al podio finale della Vuelta.

Daniel Martin (Garmin Sharp): inserito dai bookmaker nel gruppo dei favoriti – valutazione da noi non condivisa – l’irlandese si è spento sulle erte della Sierra Nevada, rimediando ieri un minuto di distacco e soffrendo oltre misura le infuocate temperature iberiche. Cosa del tutto comprensibile. Per la Vuelta, accomodarsi al 2015.
– Sito web ufficiale della Vuelta a España: www.lavuelta.com
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: TDWSport, Bettini photo




