Sensore di caduta Tocsen

Test e analisi tecnica del sistema Tocsen per la sicurezza passiva del ciclista su qualsiasi tipo di terreno. Un accessorio piccolo e leggero in grado di comunicare via Bluetooth con lo smartphone e, in caso di necessità, di lanciare una richiesta di aiuto dettagliata a una serie di contatti predefiniti.
Tocsen è una start-up tedesca nata in seguito a un evento, purtroppo non raro, che può accadere durante la pratica sportiva: la caduta con conseguente impossibilità di chiamare i soccorsi. In un momento del genere poter contare su di un sistema che, automaticamente, invia un allarme ai nostri contatti di emergenza fornendogli anche la posizione può fare veramente la differenza.
Il sistema Tocsen si compone di due parti: il rilevatore di urti da applicare sul casco e la App da scaricare sullo smartphone. Il rilevatore di urti è una pastiglia tonda in plastica con un diametro di 30 mm, altezza 14 mm e 9 grammi di peso, disponibile in 2 colori, nero e rosa. Al suo interno si trova il rilevatore di urti. Non abbiamo aperto il nostro esemplare ma, per esperienza, dovrebbe trattarsi di un accelerometro triassiale collegato ad un piccolo circuito elettronico.
Il rilevatore di urti misura il movimento ed è in grado di valutarne le componenti sui tre assi. Un valore qualsiasi determina l’accensione del sistema, valori simili con variazioni omogenee tracciano un movimento regolare, una variazione improvvisa su uno dei tre assi seguita da un urto (bump o shock) e da movimenti di minore entità indicano una possibile caduta e fanno partire l’allarme.
A questo punto entra in gioco l’App che comunica al ciclista di aver rilevato una possibile caduta e che, in assenza di reazioni, procederà ad avvisare i contatti di emergenza precedentemente impostati. Se il ciclista ritiene di non essere in pericolo ha la possibilità di annullare l’allarme. Se l’App non riceve input per 30 secondi procede a inviare le chiamate di richiesta di aiuto unitamente alla posizione dello smartphone mettendo in moto la macchina dei soccorsi.
Tocsen ha anche creato una comunità virtuale, gli “eroi”, aperta a tutti, a cui si accede scaricando la App sullo smartphone anche senza possedere il rilevatore. I membri della comunità possono mettersi a disposizione in qualità di soccorritori, ricevendo la posizione delle chiamate di emergenza partite da zone vicine. In tal modo possono rispondere per portare aiuto immediato, guidati dalla App, che fornisce anche informazioni di primo soccorso.
Il nostro test
L’attivazione del sistema Tocsen è semplice e rapida. Basta creare l’account, impostare i numeri da chiamare in caso di emergenza ed il gioco è fatto. Il sensore va fissato sul casco dietro l’orecchio, cosa abbastanza semplice sui caschi enduro e trail, mentre sui modelli da XC o strada bisogna trovare una zona adatta e, sui caschi dotati di molte prese d’aria, può essere una operazione non semplice.
Durante la fase di attivazione è necessario mantenere il rilevatore collegato all’alimentazione, in questo modo si procede anche alla prima carica della batteria. La durata di ogni singola carica dipende da vari fattori ma, comunque, copre l’utilizzo di almeno un paio di mesi.
Per mettere alla prova il sistema Tocsen abbiamo simulato delle cadute e per creare una maggiore difficoltà abbiamo scelto, per il nostro test, delle zone dove sappiamo esserci una scarsa ricezione della rete telefonica.
Ovviamente prima dei test abbiamo pre avvisato i nostri contatti di emergenza per non creare spavento e allarmi inutili.
In queste condizioni il sistema ha sempre funzionato correttamente inviando chiamata e posizione anche dalle zone più impervie. Il tempo di attesa dopo un urto è apparentemente breve, in condizioni normali è appena sufficiente per estrarre lo smartphone dallo zaino e annullare la chiamata. Bisogna però considerare che, in caso di infortunio, non ha senso aspettare per lanciare un allarme sprecando minuti che potrebbero rivelarsi preziosi.
Il sistema è semplice, pratico e leggero e nel nostro test si è rivelato essere un elemento di sicurezza e un compagno perfetto per le uscite in solitaria ma anche utile nelle uscite di gruppo.
L’unico appunto che possiamo fare è relativo al sistema di fissaggio, il dischetto adesivo in dotazione crea un collegamento solido, anzi granitico, tra il casco ed il rilevatore. L’adesivo di per sé svolge il suo lavoro alla perfezione ma rende impossibile spostare il sistema da un casco ad un altro, sia per chi possiede più caschi sia per chi dopo qualche anno vuole sostituire il casco.
Ci sarebbe piaciuto trovare nella confezione una fibbietta in velcro per applicare il sensore sul cinturino o sulla culla del sistema di ritenzione del casco ma, forse, i progettisti Tocsen ci stanno già pensando.
– Sito web Tocsen
Articolo e foto a cura di Sergio Doria











