HJC Crosser

Test e analisi tecnica per il questo casco multiuso studiato per accompagnare il ciclista in ogni situazione, dal commuting urbano alle uscite nel weekend fino ai percorsi più impegnativi con la bici gravel o mtb. Alle ottime finiture affianca una buonissima comodità di calzata e un’apprezzabile ventilazione.
HJC è un’azienda coreana, fondata nel 1971, specializzata nella progettazione e costruzione di caschi da moto di alta qualità. Nel corso degli anni HJC si è sempre mantenuta all’avanguardia tecnologica, dotando il suo reparto ricerca e sviluppo dei più moderni strumenti fino ad arrivare a possedere una galleria del vento privata, cosa assai rara visti gli enormi costi di gestione e le conoscenze necessarie per mantenere una struttura del genere. Queste competenze permettono a HJC di essere presente nelle competizioni di più alto livello: in MotoGP, con Quartararo e Binder, e al Tour de France con il team Total Energies.
Dal 2017 HJC è presente nel ciclismo con una linea di caschi che, sfruttando le enormi conoscenze in materia di studio dei flussi aerodinamici, si pone al vertice della categoria per comfort, ventilazione e penetrazione aerodinamica.
Il modello che abbiamo ricevuto in prova è il nuovo Crosser, pedina d’ingresso nella linea “performance” della casa coreana. Un casco studiato per il ciclismo a 360 gradi. Le forme, e soprattutto l’aerodinamica interna, derivano dai modelli più racing, mentre le colorazioni offerte sono le medesime dei caschi HJC più costosi. L’estetica è quella di un casco per il tempo libero che unisce versatilità e prestazioni tali da adattarsi a un impiego più sportivo.
Analisi Tecnica
Il casco HJC Crosser è composto da tre gusci – superiore, posteriore e inferiore – in policarbonato sagomato, accoppiati mediante tecnologia in-mold al corpo principale in EPS che contiene lo scheletro interno. I tre gusci, una volta assemblati, creano una calotta estesa che va a coprire quasi interamente la struttura interna, garantendo protezione e durata nel tempo.
La calotta presenta 18 aperture. Le 7 anteriori corrispondono a 5 canalizzazioni interne per i flussi d’aria che vanno a rinfrescare il capo. Sulla parte superiore sono presenti 3 aperture dedicate allo smaltimento del calore particolarmente efficaci alle basse velocità. Sul retro 4 aperture di uscita provvedono a convogliare i flussi d’aria interni per smaltire il calore.
Il sistema di ritenzione prevede una culla posteriore dotata di un morbido cuscinetto con finitura vellutata che si appoggia alla nuca conferendo stabilità al casco. Il supporto verticale, regolabile in altezza, presenta un ampio spazio centrale utile a chi porta la coda di cavallo. Il rotore, in plastica grigia, ha dimensioni ridotte ma si regola facilmente anche con i guanti, grazie anche al suono nitido di ogni click.
Il cinturino in Nylon, morbido e leggero, è in due pezzi separati, uno per lato, fissati direttamente alla calotta. Il sottogola è regolabile. Gli sdoppiatori posti sotto le orecchie sono regolabili in altezza senza clip di bloccaggio.
Accessorio in dotazione al Crosser, un’aletta parasole che si innesta nelle feritoie frontali della calotta.
L’imbottitura è composta da 7 cuscinetti in tessuto antibatterico lavabile. La disposizione prevede il classico appoggio anteriore che avvolge interamente la fronte e 6 strisce che seguono la conformazione delle costole interne ai cui lati passano i flussi d’aria.
Il casco HJC Crosser è omologato EN 1078: 2012+A1 ed è disponibile in tre taglie (S-M-L). La taglia M in prova è adatta a circonferenze craniche comprese tra 55 e 59 cm. La gamma prevede sette colorazioni: bianco, nero, rosso mattone/nero, rosso/nero, verde khaki, giallo/verde e il metal grey del nostro test.
Il peso da noi rilevato per la taglia M è di 256 grammi. HJC dichiara, sull’adesivo all’interno del casco, un peso di 260 grammi mentre sul sito indica 230 grammi, valori comunque compresi nelle tolleranze di lavorazione. Il prezzo di listino è di 79 euro.
Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.
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Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.
• Facilità di manutenzione (pulizia, ecc)
• Finiture
• Imbottitura interna I (morbidezza)
• Imbottitura interna II (smaltimento sudore)
• Regolazioni I (facilità di esecuzione)
• Regolazioni II (capacità di mantenimento)
• Ventilazione
Provato per voi
Il nostro test si è svolto su percorsi urbani, trasferimenti casa-lavoro e pedalate ricreazionali con la famiglia, nonché in contesti più sportivi con bici da corsa, gravel e mtb. I test sono iniziati nel novembre 2024, con clima rigido e temperature vicine allo zero, e sono proseguiti fino ai primi caldi estivi di giugno 2025. Le temperature minime e massime registrate dalla nostra App meteo sono passate dai +2°C a gennaio 2025 ai +28°C di giugno.
Il casco HJC Crosser avvolge bene il capo facendo appena sentire gli appoggi. Il peso è allineato con i valori dei caschi più racing ai quali siamo abituati e lo si percepisce solo nei minuti iniziali. Il cinturino rimane perfettamente aderente al viso e gli sdoppiatori, una volta regolati, tengono la posizione anche senza clip di bloccaggio.
La culla di ritenzione si regola facilmente anche con gli spessi guanti invernali, il rotore è un po’ piccolo ma ogni movimento è accompagnato da un click secco e da uno spostamento facile da percepire. La culla posteriore è ampiamente regolabile in altezza, si adatta facilmente a qualsiasi forma del capo e offre una presa consistente. Il casco è stabile e non accenna a muoversi nemmeno sui terreni più sconnessi. La sensazione generale è di grande protezione e sicurezza.
L’aletta parasole è facile da montare e, una volta installata, fa corpo unico con il casco. Lo smontaggio richiede qualche accortezza in più in quanto bisogna spingere in modo uniforme sui due lati per sganciare le clip contemporaneamente.
Ciclo Urbano
La ventilazione, alle velocità medio basse tipiche dei percorsi urbani, è molto valida, basta mettersi in movimento per avvertire un passaggio di aria intorno al capo che mantiene fresca la testa. La dissipazione è apprezzabile, nelle soste ai semafori vengono in aiuto le tre aperture nella parte superiore che permettono di evacuare il calore verso l’alto. Il peso contenuto non affatica i muscoli del collo. L’aletta parasole, con la posizione più eretta del busto che si assume in sella alle bici urban, richiede di inclinare decisamente il capo per avere ombra sugli occhi ma è un dettaglio che influisce poco rispetto alla protezione dalla luce e al comfort visivo che offre.
Gravel e MTB
Nell’impiego più sportivo si può contare su flussi d’aria più intensi grazie alla maggiore velocità di percorrenza. In salita la dissipazione del calore è più che buona, con un flusso d’aria costante sulla testa che rimane sempre fresca. In discesa il casco non ha particolari turbolenze che possono affaticare i muscoli del collo. La protezione offerta dall’aletta parasole è quanto basta per schermare gli occhi dal sole senza togliere visibilità e senza inclinare troppo la testa.
Le imbottiture assorbono facilmente il sudore, non sono rapidissime nell’asciugarsi ma lo fanno sempre in tempi accettabili. Ad esempio, sul percorso casa-lavoro, il tempo di permanenza in ufficio è sufficiente per asciugare completamente le imbottiture dopo la pedalata del mattino e ritrovare il casco asciutto alla sera. Nella pratica sportiva, al termine di una salita l’asciugatura avviene in tempi abbastanza rapidi, tali da far sentire solo per il tratto iniziale la sensazione di fresco sulla pelle.<
Il cinturino è morbido, confortevole e rimane sempre aderente al viso. Sotto sforzo o con il caldo torrido si bagna di sudore ma non provoca la sensazione di freddo sulla pelle. Il sistema di ritenzione svolge un ottimo lavoro per tenere il casco sempre ben fermo sulla testa, è ampiamente regolabile e non interferisce con le astine degli occhiali, siano essi modelli sportivi o “lifestyle”. Il peso del casco, anche se prevalentemente concentrato nella parte posteriore, si avverte solo marginalmente e non infastidisce.
– Sito web HJC Sports
Articolo e foto a cura di Sergio Doria



















