Bici da corsa

B’Twin Mach 720

Test e analisi tecnica per una bici il cui telaio ha dimostrato carattere corsaiolo, con buone performance anche sulle lunghe distanze. Componentistica affidabile ma sobria per contenere il prezzo. Con ruote più leggere si può già gareggiare senza timore.

Telaio e forcella
Carbonio monoscocca di provenienza taiwanese per telaio e forcella della Mach, con fibre dalle diverse caratteristiche meccaniche, orientate a seconda delle zone strutturali. Le fibre più utilizzate per la Mach sono quelle ad alta resistenza (HR), che possiedono rigidità intermedia e ottima elasticità. Vengono collocate nelle parti meno sollecitate e per resistere agli impatti. Sono inoltre presenti fibre a modulo intermedio (IM) per una rigidità più elevata e grande elasticità, nonché fibre ad alto modulo (HM) per avere rigidità elevata ed elasticità ridotta, nell’ottica di rinforzare la struttura.

B'Twin_Mach720_telaio_CAD

Il design globale è molto originale, con numerose sfaccettature e superfici poliedriche che assieme alla livrea nera opaca richiamano in qualche modo il celebre caccia americano “Stealth”.

Impeccabili le finiture, con una verniciatura perfetta in tutti i punti, il passaggio cavi interno ben realizzato e i piccoli fori dei fili elettrici opportunamente mascherati. Pregevoli le bussole in ergal anodizzato rosso, utilizzate per i due portaborraccia, la guarnitura e il pivot del cambio posteriore.

B'Twin_Mach720-left_side

Evidente il sovradimensionamento della struttura dinamica della bici, con il trave obliquo, la scatola del movimento centrale e i forcellini posteriori realizzati per conferire rigidità e prontezza nei rilanci. Il trave obliquo, dalla sezione pentagonale, misura 57 mm alla base del tubo sterzo e si allarga a 60 mm alla scatola del movimento centrale. La particolare forma e le dimensioni “oversize” del trave obliquo sono state progettate per aumentare la rigidità torsionale del telaio.

Il piantone sella si prolunga ben oltre il trave orizzontale, andando a irrigidire la struttura ed evitando sollecitazioni nevralgiche nella zona di giunzione dei due tubi del triangolo principale con il wishbone di sostegno dei foderi obliqui del carro.

I foderi orizzontali hanno sezione variabile, in modo da allontanare la zona di flessione dalla scatola del movimento centrale e originare una deformazione più limitata del triangolo posteriore in fase di pedalata. Sul fodero destro, zona guarnitura, è applicata una piastrina protettiva, per evitare sfregamenti della catena nel caso di caduta della stessa all’interno delle corone.

I foderi obliqui sono sagomati per assorbire le vibrazioni generate dal terreno. I forcellini di telaio e forcella sono in carbonio, realizzati con un procedimento di compressione che offre maggiore resistenza alla flessione, agli urti frontali sulla forcella e in fase di chiusura dei quick-release. Il pendino del cambio è in lega di alluminio, sostituibile.

Il telaio Mach è predisposto per ospitare gruppi trasmissione elettronici e vanta il passaggio cavi totalmente integrato. Realizzato in sei misure, dalla 51 alla 61, è accreditato del peso di 1.200 grammi nella misura 55 finita e verniciata.

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La forcella ha cannotto conico 1.5”-1.1/8” ed è stata realizzata per avere una deformazione frontale di 120 N/m, cosa che assicura una grande precisione di guida. Il peso dichiarato della forcella è 360 grammi.

La testa forcella non lascia moltissimo spazio al passaggio del copertoncino. Nessun problema per le coperture da 23 mm, ma potrebbero essercene con quelle da 25 e più mm.

Il passaggio al carro posteriore è invece molto ampio, tanto da potere anche ospitare pneumatici da 28 mm di sezione.


Geometrie
Il telaio Mach si presenta con classicheggianti quote racing. Gli angoli sterzo e piantone sella garantiscono la giusta maneggevolezza, anche se il baricentro del telaio non è risultato essere particolarmente basso (altezza rilevata movimento centrale 275 mm, tubo orizzontale privo di sloping, tubo sterzo piuttosto lungo). Il carro posteriore da 405 mm assicura la reattività che ci si attende da una bici orientata alle competizioni. L’orizzontale ha dimensioni tali da offrire la migliore direzionalità senza peccare in stabilità.

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B'Twin_Mach720-right_side

Allestimento
La bici è stata provata con tutti i componenti di serie. Gruppo completo Campagnolo Centaur 10 velocità, con guarnitura compact 50-34 e pacco pignoni Campagnolo Veloce con rapportatura 12-25. Reggisella, pedali, attacco e piega manubrio sono b’Twin, la sella è una Prologo Nago Evo, le ruote sono Campagnolo Khamsin Asymmetric, con cerchi in alluminio e profilo da 24 mm (anteriore) e 27.5 mm (posteriore, cerchio asimmetrico). Copertonicini Hutchinson Equinox 2 con cerchietto in acciaio, camere d’aria b’Twin in butile.

E’ un allestimento che porta il peso della bici a 8.3 kg, valore buono per pedalate senza troppe pretese cronometriche. Per il telaio Mach non è prevista soltanto la versione 720, ma anche la più evoluta 740 (gruppo Campagnolo Athena Carbon 11 velocità, ruote Campagnolo Scirocco), utilizzata dalla squadra juniores b’Twin U19 Racing Team, e la “entry level” 700 (gruppo Shimano 105 a 10 velocità, ruote b’Twin Aero 2024). Da non dimenticare che tutte le biciclette b’Twin sono equipaggiate con gli accessori previsti dal legislatore, quindi campanello, catarifrangenti alle ruote e ai pedali, luce anteriore e posteriore.


Rilevazioni effettuate
Queste nostre misurazioni integrano la tabella delle geometrie.

• Misura del telaio in prova: 57
• Altezza movimento centrale: 275 mm
• Peso rilevato bici completa: 8.30 kg (pedali inclusi)
• Peso pedali: 124 gr cad.
• Peso ruote in ordine di marcia (inclusi quick-release, copertoncini, camere d’aria, nastro paranipples e pacco pignoni): anteriore 1.275 gr, posteriore 1.720 gr
• Peso quick-release: 124 gr (59 ant. + 65 post.)
• Peso copertoncini: 285 gr cad.
• Peso camere d’aria: 103 gr cad.

B'Twin_Mach720_top_tube


Sintesi dei test
Altezza e peso del tester: 180 cm, 70 kg (senza abbigliamento)
Bici in prova: misura 57 (tutti i dettagli nella scheda tecnica a fondo pagina)
Periodo della prova: dal 19 Luglio al 8 Agosto 2014
Uscite effettuate: 6
Tempo totale di percorrenza: 30h42min (uscita più lunga: 7h45min)
Distanza percorsa: 760 km (uscita più lunga: 194 km)
Dislivello in salita: 7.511 metri (uscita con maggior dislivello: 2.284 metri)
Percorsi effettuati: misti, salite di medio sviluppo (max 10 km), pendenze variabili fino al 22%, con fondo stradale di vario genere (anche sterrato sassoso), tra le zone della Brianza collinare, del Triangolo Lariano, dell’Argentario e della Maremma Grossetana. Condizioni meteo variabili, con fondo asciutto, qualche uscita post-temporalesca con asfalto bagnato.


Tech-Cycling_product_rating

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.


Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Assorbimento asperità
Star4
• Comfort
Star4
• Direzionalità I° (mantenimento traiettoria, stabilità)
Star6
• Direzionalità II° (rapidità nel cambio di traiettoria, maneggevolezza)
Star4
• Equilibrio ciclistico
Star5
• Finiture telaio
Star7
• Forcella (rigidità, precisione, prestazioni globali)
Star6
• Reattività nei rilanci
Star5
• Rigidità laterale telaio (rigidità torsionale)
Star6
• Smorzamento vibrazioni
Star5
• Tolleranza verticale telaio (“compliance”)
Star5


On the road
Le quote geometriche della Mach rendono la posizione in sella particolarmente comoda per chi non possiede grande elasticità dorsale. Per una guida più aggressiva è consigliabile rimuovere gli spessori da 3 mm sotto al manubrio (dei cinque in dotazione, noi ne abbiamo lasciato soltanto uno), anche perché il cono superiore della serie sterzo ha un’altezza di 2 cm, contribuendo a una posizione di guida più rialzata.

Nonostante l’assetto non sia esasperato, le prestazioni della Mach sono assolutamente classificabili come racing vere e proprie. Una bici da gara, ottima soprattutto per le granfondo e le percorrenze a medio e lungo raggio, ma che riesce a difendersi bene anche nelle frenetiche competizioni a circuito, nelle quali emerge la buona “verve” telaistica.

Questa Mach si è dimostrata rigida dove occorre, cioè a livello della scatola del movimento centrale, del trave obliquo e dei foderi orizzontali. Ne scaturisce una apprezzabile reattività sullo scatto e nei rilanci, qualità che unita all’ottima rigidità torsionale fanno della Mach una valida arma con mirino sulle competizioni. Telaio rigido ma sufficientemente confortevole, grazie ai foderi obliqui del carro dotati di una buona “compliance” al pari del trave orizzontale, disegnato per mantenere la direzionalità ottimale senza sacrificare l’assorbimento delle asperità.

E’ una bici che ha dalla sua un’ottima stabilità, anche in presenza di notevoli sconnessioni, che vengono percepite sulla parte superiore del telaio ma che non inficiano la traiettoria impostata, mantenuta sempre fedelmente senza alcuna sbavatura. Merito anche della forcella, dalla impareggiabile rigidità laterale e dal buon assorbimento frontale.

La risposta telaistica è sempre sincera ed equilibrata, mai nervosa o imbarazzante nonostante la rigidità strutturale. Una bici che soddisfa tanto l’agonista (con qualche inevitabile upgrade nei componenti) quanto l’escursionista disinteressato al cronometro.

Le ruote di serie penalizzano un pochino la maneggevolezza complessiva della Mach, che pur rimanendo a buon livello diventerebbe certamente più brillante se abbinata a un wheelset più leggero. Ciò vale anche per la salita, dove la massa inerziale rotante si fa sentire.


B'Twin_Mach720_main_triangle_2

Valutazione componenti
Le ruote Campagnolo Khamsin Asymmetric in alluminio appartengono alla gamma meno pregiata della Casa vicentina per quanto riguarda le ruote a medio profilo. Tuttavia non sono prive di apprezzabili contenuti tecnici. L’anteriore ha profilo da 24 mm, 18 raggi radiali a testa dritta, mozzo in alluminio con cuscinetti sigillati. La posteriore ha profilo asimmetrico da 27.5 mm per migliorare la campanatura, 20 raggi a testa dritta (radiali lato sinistro, incrociati in seconda lato destro), flangia destra oversize, mozzo in alluminio e cuscinetti sigillati. Sono ruote molto robuste, che non temono i maltrattamenti più spinti (provate su pavé cittadino, strade bianche e su una impegnativa pietraia di 2 km in lieve discesa dell’Argentario, tra la spiaggia delle Cannelle e quella dell’Acqua Dolce, solitamente percorsa dalle MTB). Dalla loro hanno una buona rigidità, sia verticale che laterale, il che le rende precise nel mantenere la traiettoria. Per contro hanno un peso notevole, 1.750 grammi dichiarati, che diventano 2.995 in ordine di marcia. E quando la strada sale, la loro massa inerziale si sente tutta. In pianura e in discesa le cose vanno molto meglio, le loro prestazioni diventano più che accettabili, soprattutto dopo il superamento dell’iniziale momento d’inerzia. Un wheelset molto robusto e affidabile, ideale per le pedalate ricreative, di svago, ma sovente utilizzato anche nel ciclocross. Per chi invece abbia desiderio di gareggiare, o per chi è alla ricerca di prestazioni migliori, occorre inevitabilmente scendere di qualche etto su questo importante componente.

Nonostante il peso delle ruote, la frenata dei Campagnolo Centaur “dual pivot” non è mai parsa sottotono. Anzi, si è sempre dimostrata progressiva e ben modulabile, anche sul bagnato.

I copertonicini Hutchinson Equinox 2, slick con sezione da 23 mm, hanno cerchietto in acciaio, non certo il massimo quanto a facilità di montaggio/smontaggio. La loro mescola è abbastanza coriacea, il che li rende scorrevoli ma un po’ rigidi sui fianchi. Cosa positiva per la precisione di guida, meno per l’assorbimento delle rugosità del fondo stradale. E’ consigliabile non eccedere con la pressione. Sono oggettivamente un po’ pesanti, 285 grammi sulla parte più periferica della ruota contribuiscono ad aumentare esponenzialmente la massa inerziale. Chi vorrà gareggiare, dovrà necessariamente sostituirli. Anche le camere d’aria di serie b’Twin in butile non sono leggerissime, 103 grammi l’una, ma in compenso hanno dimostrato una straordinaria tenuta della pressione di gonfiaggio.

Il gruppo trasmissione Campagnolo Centaur 10 velocità si è sempre rivelato preciso e affidabile, non fallendo mai un’azione. I comandi cambio sono apparsi fin da subito morbidi nel funzionamento e facili da azionare, soprattutto le piccole levette di scalata, gestibili addirittura con il dito mignolo. Il deragliatore anteriore è dotato della comoda posizione intermedia di “trim” per gli incroci catena più esasperati. Non è previsto un “chain catcher” per scongiurare il risucchio della catena, accessorio che potrebbe essere utile.


Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Nessuno.


B'Twin_Mach720_headset

Scheda tecnica
Telaio: b’Twin Mach carbon EVO power, monoscocca, passaggio cavi interno, compatibile con gruppi meccanici ed elettronici Di2/EPS
Forcella: b’Twin Mach carbon EVO power, cannotto sterzo 1.5”-1.1/8”
Serie sterzo: b’Twin Comp, diametro 1.5”-1.1/8”, cuscinetti impermeabili, tappo chiusura superiore 25.4 mm in carbonio
Curva manubrio: b’Twin Comp alluminio 6061 T6, compact, diametro centrale 31.8 mm, larghezza 440 mm, drop 125 mm
Attacco manubrio: b’Twin Comp alluminio 6061 T6, inclinazione +/- 6°, diametro conchiglia 31.8 mm, attacco forcella 1.1/8”, estensione 120 mm
Comandi e leve freno: Campagnolo Centaur Black & Red power shift 10 speed, leve in alluminio
Freni: Campagnolo Centaur Black & Red, alluminio forgiato, meccanismo “dual pivot”
Pattini freno: Campagnolo
Deragliatore: Campagnolo Centaur Black & Red, alluminio
Cambio: Campagnolo Centaur Black & Red 10 speed
Guarnitura: Campagnolo Centaur compact, corone 50-34, pedivelle 175 mm
Movimento centrale: Campagnolo PowerTorque PF30, 68 mm
Pignoni: Campagnolo Veloce 10 speed, scalati 12-25
Catena: Campagnolo Veloce
Reggisella: b’Twin Comp alluminio, diametro 31.6 mm, morsetto di fissaggio con vite posteriore e ghiera anteriore
Sella: Prologo Nago Evo, carrello in Tirox
Pedali: b’Twin Comp, perno in CrMo, corpo in termoplastica, tacchette specifiche
Ruote: Campagnolo Khamsin Asymmetric, alluminio con profilo 24 mm (anteriore) e 27.5 mm (posteriore, con profilo asimmetrico), per copertoncino
Copertoncini: Hutchinson Equinox 2, per camera d’aria, cerchietto in acciaio, misura 700×23
Camere d’aria: b’Twin butile, misura 700×18/25, lunghezza valvola 50 mm
Misure disponibili: 51, 53, 55, 57, 59, 61
Prezzo di Listino: 1.629,95 1.419,95 euro (ribassato il 23 Agosto).

– Web site b’Twin Mach 720


—— FOTOGALLERY ——
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Molto robusta e sovradimensionata la zona del movimento centrale
Un dettaglio dei foderi orizzontali a sezione variabile
I foderi orizzontali, con ampi forcellini in carbonio. Batticatena piccolo ma efficace dove serve
Il telaio Mach è molto curato nei dettagli e nelle finiture
Un particolare dei foderi orizzontali, con la piastrina di protezione catena
Sovradimensionamento anche per il trave obliquo
Molto particolare la forma sfaccettata del trave obliquo
Ben realizzato il passaggio cavi interno
"Internal Routing" per tutti i cavi della Mach
Un altro dettaglio che dimostra l'elevato livello delle finiture. In questo caso è il tubo orizzontale
La testa forcella non lascia molto spazio al passaggio del copertoncino, in questo caso da 23 mm.
La ruota anteriore, con profilo 24 mm, ha 18 raggi radiali a testa dritta
Il mozzo è in alluminio con cuscinetti sigillati
La ruota posteriore ha profilo asimmetrico da 27.5 mm per migliorare la campanatura
Il generoso forcellino e il mozzo posteriore con 20 raggi radiali a testa dritta e flangia destra oversize
I comandi Campagnolo Centaur
Un dettaglio del comando sinistro
L'attacco manubrio da 120 mm
La guarnitura Campagnolo Centaur, in alluminio
Il deragliatore anteriore, con piastre in alluminio antifrizione
Il pacco pignoni, un Campagnolo Veloce 10 speed, scalato 12-25
I pedali di serie sono b'Twin, per i quali occorrono però le apposite tacchette
Sella Prologo Nago Evo. Il reggisella b'Twin ha morsetto di fissaggio con vite posteriore e ghiera anteriore


Head tube dalle dimensioni generose
Molto comodi i registri di tensionamento dei cavi cambio e deragliatore
Sotto al trave obliquo l'aggancio per la batteria e la finestrella per il passaggio dei fili elettrici
Nella parte bassa del piantone si trova l'altra finestrella di uscita dei cavi elettrici
La forcella, ben dimensionata e realizzata
I foderi obliqui, sagomati per assorbire le vibrazioni provenienti dal terreno
Il comando destro Campagnolo Centaur
Comode e ben realizzate le leve. Morbida da azionare anche la piccola levetta per la scalata
Il freno anteriore Campagnolo Centaur
Il freno posteriore Campagnolo Centaur
Sulla Mach 720 il pendino del cambio, in alluminio, è sostituibile. Il cambio è Campagnolo Centaur
Dettaglio del cerchio posteriore Campagnolo Khamsin, asimmetrico


Articolo e foto a cura di Roberto Chiappa

Foto “in action” by Walter Giannoccaro

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76 Commenti

  1. recensione molto accurata ed interessante un po di domande per te:

    1) Curiosita’ personale, credi che con una componentistica differente il tuo giudizio su alcune caratteristiche del telaio sarebbe stato diverso? Tipo usando delle Fulcrum zero e dei copertoncini sezione 25mm? io ho avuto le khamsin 2010 e le ho trovate estremamente poco confortevoli.

    2) Io ho una Facet 9, modello di fine 2011 con stesse geometrie ma piu’ rigido della MAch, e trovo che abbia un forte effetto “ammortizzatore” sul retrotreno in appoggio laterale, tu come hai sentito la Mach?

    3) Che giro hai fatto sull’Argentario? potrei farlo anch’io senza spaccare le mie r-sys?

    1. Ciao Edoardo,
      grazie per il tuo giudizio positivo nei confronti della recensione, tentiamo sempre di fare del nostro meglio.
      Ti rispondo per punti.

      1) Le caratteristiche del telaio sono state descritte separandole per quanto possibile dalla risposta dei componenti. Le ruote di serie Khamsin inficiano la maneggevolezza, soprattutto all’anteriore, e penalizzano un po’ in salita. Ma il telaio risponde comunque bene, pur non avendo un angolo sterzo chiuso e un tubo sterzo più corto per privilegiare i repentini cambi di direzione. E’ ovvio che più leggeri sono i componenti della parte anteriore (ruote, coperture, piega manubrio, stem) e più rapide saranno le manovre. Ma la natura del telaio rimane. Non ha geometrie tali da poter essere classificato come “ottimamente maneggevole”. Le Khamsin, quanto ad assorbimento verticale, non sono certo delle poltroncine. I raggi radiali non concedono nulla al comfort. Si guadagna qualcosa scendendo con la pressione degli pneumatici, stando attenti a non eccedere al ribasso, pena pizzicature. E’ pur sempre una scelta di compromesso.

      2) Il telaio Mach è l’evoluzione del Facet, però è un pochino più leggero e meno rigido frontalmente. La rigidità laterale del Mach mi è parsa davvero molto buona, nei cambi di direzione segue fedelmente la traiettoria, così come negli slanci fuorisella. Ottima la precisione nelle curve veloci. Direi che dietro non ci sono problemi telaistici, ma in questo caso le tue percezioni potrebbero derivare dall’insieme ruota+coperture. Capita infatti che sia il copertoncino a cedere lateralmente per primo, innescando poi un “effetto domino” sul cerchio (che quando sottoposto a carichi obliqui, offre meno resistenza strutturale). A me è capitato di provare telai che sembravano flettere lateralmente, salvo poi ricredermi in presenza di ruote più rigide e coperture più gonfie.

      3) Ho percorso tutto il periplo esterno, con un paio di km di pietraia in discesa al 3% medio che ben conoscevo (era la quarta vacanza estiva da quelle parti). In MTB si fa a cannone, anche oltre i 35 km/h. Con la bici da corsa ho dovuto guidare pulito e mai oltre i 17 km/h, schivando per quanto possibile tutti i sassi. C’è da dire che sono anche stato fortunato, perchè aveva smesso di piovere da circa un’ora, così lo sterrato solitamente molto polveroso e sdrucciolevole era diventato compatto al punto giusto, l’aderenza era buona anche con i copertoncini da 23 mm.
      Con un minimo di attenzione, si scende anche con le Mavic R-Sys, che sono abbastanza robuste grazie ai raggi in zicral.
      Ho la traccia GPS, se vuoi te la invio nella tua casella e-mail (la vedo nel tuo messaggio).

      1. la mia sensazione sul retrotreno non è negativa anzi, mi da l’impressione di un retrotreno che in piega assorbe bene le asperità e consente di mantenere il controllo del mezzo. Può darsi che le ruote aiutino come dici tu.

        le mie r-sys hanno i raggi in tracomp, comunque se mi mandi la traccia gps magari un giorno ci provo.

        P.S. la mia è una serie precedente alla facet ESR, quindi con cavi esterni e peso telaio di 1.1kg in taglia 57.

  2. Sono Mario e vi scrivo da Roma. Innanzitutto complimenti per la recensione, completa sia dal punto di vista tecnico, sia per le immagini sia per quanto riguarda le sensazioni di guida. Non vi siete però espressi sul money for value del prodotto, cosa a mio avviso fondamentale per chi si avvicina ad un brand che non ha molto appeal tra gli appassionati. Secondo voi questa bici vale i soldi spesi per acquistarla? Si potrebbe trovare di meglio a parità di spesa? La mia in realtà è una domanda interessata, vorrei cambiare bici e questa è una possibile ipotesi di acquisto. Grazie in anticipo della risposta.

    1. Ciao Mario,
      ti ringraziamo per i complimenti, sempre molto graditi.
      Come avrai avuto modo di leggere nel paragrafo “Graduatoria” del nostro articolo, non esprimiamo mai un giudizio riguardante il prezzo, in quanto parametro strettamente soggettivo.
      B’Twin, come del resto tutti i brand del gruppo Oxylane, è un marchio divenuto celebre per l’imbattibile rapporto qualità/prezzo dei propri prodotti. La Mach non fa eccezione, anche se nella fascia di prezzo 1.500-2.000 euro la concorrenza è agguerrita. La Mach 720 potrebbe essere venduta tranquillamente a 4-500 euro in più senza che ci si debba scandalizzare, almeno a giudicare dal livello generale dei prezzi delle biciclette di quella gamma.
      E’ un ottimo acquisto. Se ti piace il gruppo trasmissione Campagnolo, vai sul sicuro. E se vuoi spendere qualcosa in più, la Mach 740 non ha bisogno di tanti upgrade per rendere al meglio. Se invece preferisci il gruppo Shimano, la Mach 700 è ideale, la resa è del tutto simile alla 720 ma risparmieresti circa 300 euro.
      Per qualsiasi altra tua necessità o chiarimenti, siamo a disposizione.

  3. ciao Roberto,
    complimenti per la recensione molto chiara anche per chi come mè ha iniziato da poco ad andare in bici,
    sicuramente acquisterò una mach sono veramente belle, il mio unico dubbio e la taglia 55 o 57, sono alto 177/178 di cavallo 82/83 peso 70 kg circa quale mi consigli.
    grazie Bartolo

    1. Ciao Bartolo,
      grazie per i complimenti, sempre molto graditi.
      Con un cavallo compreso tra 82 e 83 cm e un’altezza di 177-178 cm, non serve nemmeno utilizzare il programma di biomeccanica per stabilire el quote telaistiche. Vai sul sicuro con il 57.
      Il telaio 55 ti costringerebbe a un eccessivo arretramento sella e a una curvatura troppo marcata della schiena, a meno di prendere un attacco manubrio extra-lungo.
      La b’Twin Mach ha un buon telaio, si comporta molto bene in tutte le situazioni. Dei tre allestimenti Mach (700-720-740), scegli tu in base al gruppo che preferisci (Shimano o Campagnolo) e alle ruote, che fanno la differenza prestazionale (le Scirocco di serie sulla 740 sono già valide, le Khamsin della 720 o le b’Twin 2024 della 700 si equivalgono).
      Per qualsiasi altra delucidazione, siamo a disposizione.
      Buone pedalate !!

      1. Buongiorno Robero,
        ti ringrazio tanto per la celere risposta, tolto il dubbio vada per la tg 57 !!
        grazie Bartolo

        1. Buongiorno a te, Bartolo.
          Vedrai che con la taglia 57 ti troverai benissimo.
          Buone pedalate !!!

  4. buona sera
    sono alto 172, cavallo 76 e peso 73 kg, sto optando per una taglia 51 ho paura che i 53 di orizzontale
    siano comunque eccessivi?
    ne approfitto per segnalare agli altri utenti che i prezzi sui fine serie sono ulteriormente scesi, 999.95 per la mach 700

    1. Ciao,
      ti ringraziamo per la segnalazione relativa ai prezzi di fine serie, sempre molto interessanti.
      La tua statura e la misura del cavallo farebbero propendere per un telaio 53. A prescindere dalla tabella delle taglie telaio riportata sul sito B’Twin (http://www.btwin.com/notices/it/files/2014/05/Taille_Velo_IT.pdf), che associa un po’ ‘troppo grossolanamente altezza e cavallo, senza considerare le molte sfumature possibili tra questi due parametri. Personalmente posso dirti che con tutte le misurazioni biomeccaniche che ho effettuato e che ancora eseguo, non ho trovato un individuo perfettamente uguale all’altro.
      Se tu fossi così gentile da inviarci la misura del tuo busto – dal cavallo allo sterno – e la lunghezza delle braccia – dal polso alla spalla – (anche via mail a redazione@tech-cycling.it, se non vuoi renderle pubbliche qui nei commenti dell’articolo), sarebbero già sufficienti per valutare la cosa con l’applicazione biomeccanica che siamo soliti utilizzare.
      Un caro saluto, a risentirci presto.

      1. ciao
        misure: busto 61 – braccia 53; ho optato per la 51 in quanto sulla mia bici attuale con orizzontale 54,5 e attacco 10 accuso dolori al collo
        grazie gentilissimo

        1. Ciao,
          una bici con orizzontale 54.5 ti è effettivamente un po’ lunghetta. L’ideale per te sarebbe un telaio 52, con le opzioni di riserva 51 e 53 a seconda delle misure messe in produzione dalle varie Case.
          Se hai preso un telaio 51, ti troverai uno sbalzo sella-manubrio superiore rispetto al telaio 53. Potrebbe non essere una buona cosa per i tuoi dolori al collo.
          Per ovviare a eventuali inconvenienti fisici, orienta positivamente l’attacco manubrio (cioè verso l’alto). Avrai una posizione di guida meno aggressiva ma certamente più rilassata.
          Per qualsiasi ulteriore approfondimento, siamo a disposizione.
          Un saluto e un augurio di buone pedalate !!

  5. Buongiorno , inizio col farle i complimenti per l’ottima e dettagliata nonché utilissima recensione su questo prodotto, e vorrei “approfittare” della sua disponibilità per chiederle anche io informazioni sulla taglia da scegliere, in quanto neofita di questo sport sarei orientato sulla entry level 700 che mi sembra abbia un’ottimo rapporto costo/qualità , venendo alle mie misure io sono alto 172 cm con gamba 79/80 cm per un peso di 73,5 kg , quale taglia dovrei scegliere?
    le porgo i miei saluti ringraziando in anticipo per l’aiuto e le rinnovo i complimenti x la recensione .
    Christian

    1. Ciao Christian,
      Ti ringraziamo per i complimenti, sempre molto graditi. Ci fa piacere che i lettori apprezzino il nostro operato, cerchiamo di offrire il meglio delle nostre competenze.
      Benché tu non abbia scritto tutte le misure antropometriche per un calcolo estremamente preciso della taglia del telaio, lunghezza cavallo e statura fanno propendere sicuramente per un telaio 53, anche in virtù del fatto che la Mach ha un tubo piantone che si prolunga ben oltre il triplice incrocio classico, andando sostenere maggiormente il reggisella. Un telaio 55 sarebbe fuori misura, un 51 risulterebbe un po’ piccolo e dovresti allungare lo stem e arretrare al massimo la sella. Una soluzione in uso a molti professionisti, che amano telai raccolti e scattanti.
      A conti fatti, siamo convinti che il telaio 53 della Mach ti dovrebbe calzare benissimo.
      Restiamo a disposizione per qualsiasi altro chiarimento o approfondimento tu abbia bisogno.
      Un caro saluto e un augurio di buone pedalate !!!

      1. Grazie mille per la celere risposta ,
        il busto misura 42 cm
        Mentre il braccio 51
        appena avrò la conferma della taglia procederò all’acquisto

        1. Ciao Christian,
          telaio 53 assolutamente perfetto per le tue misure.
          Il mio programma di calcolo suggerisce un attacco manubrio attorno ai 90 mm, però dipende da quanto tu voglia restare più raccolto o più disteso in bici.
          Sul telaio 53, di solito lo stem è da 90 mm, ma se fosse da 100 ti consiglio di provare a sederti in sella per verificare se la tensione muscolare di tronco e braccia sia corretta oppure invece risulti eccessiva. Nel qual caso, chiedi se possono sostituirtelo con uno da 90 mm. Magari invece ti trovi bene con quello da 100 mm e non serve cambiarlo. Attenzione anche alle regolazione dell’avanzamento o arretramento sella.
          Ad ogni modo queste sono piccole manovre di aggiustamento che rappresentano la normalità per una bici di serie.
          Per qualsiasi altra cosa, siamo qui.
          Saluti, e come sempre… buone pedalate !!!

  6. Buongiorno Roberto,
    volevo farti i complimenti per la recensione chiara e precisa.
    Avrei un paio di domande: vorrei acquistare una Mach720/740, sono alto 174 cm, cavallo circa 82-82.5cm, braccio (misurato dal polso) circa 53cm, peso 77kg, ho guardato le tabelle di riferimento della marca e pensavo ad una 55 come taglia, è corretto?
    Oggi la 720 monta il 105 Shimano (non il gruppo completo, freni B’Twin) e ruote B’Twin 2024, mentre la 740 il Campagnolo Athena (gruppo completo) e ruote Khamsin Campagnolo; secondo la tua esperienza conviene investire subito sul modello superiore (come cambio e ruote) o magari risparmiare qualcosa e cambiare successivamente le ruote (tipo fulcrum racing 5/4 o Scirocco come montava la vecchia 740)? La differenza fra i due gruppi giustifica la spesa in più di circa 400€ (considerando anche le ruote Campagnolo)?

    Ti ringrazio anticipatamente.

    Davide

    1. Ciao Davide,
      ti ringrazio per i complimenti, gentilissimo.

      La scelta della taglia 55, stando alle misure da te fornite, mi pare più che corretta. Non avrai certo problemi di postura con quel telaio.

      Ho visto che b’Twin ha tolto dal listino la Mach 700, riversandone i componenti sulla Mach 720, che ha mantenuto di fatto il prezzo di listino della vecchia versione Mach 700 (ecco spiegato il motivo del ribasso della Mach 700 praticato a ottobre da Decathlon).
      La Mach 740 ha ora le ruote Campagnolo Khamsin, oggetto del test di questo articolo, mentre in precedenza aveva le Scirocco.
      La differenza con la Mach 740 sta sostanzialmente nella trasmissione – che sulla 720 è Shimano 105 a 11 velocità con guarnitura 52/36 mentre sulla 740 è Campagnolo Athena 11 velocità con guarnitura compact 50/34 – e forse nelle ruote, probabilmente più rigide le Khamsin rispetto alle b’Twin 2024, perché a livello di peso sono pressoché identiche (1.760 grammi dichiarati le b’Twin 2024 e 1.750 le Campagnolo Khamsin).
      Prendi la Mach 740 se vuoi avere la trasmissione Campagnolo e la guarnitura compact.
      La Mach 720 va comunque bene anche con le 10 velocità Shimano 105, sempre molto morbido da azionare. La spaziatura dei rapporti è corretta e non si soffre più di tanto con la guarnitura semi-compact 52/36.
      Personalmente, se dovessi scegliere tra le due, prenderei la Mach 720 e i 400 euro di differenza li investirei in seguito in un paio di ruote leggere da competizione con le quali divertirmi (a basso profilo, ben al di sotto dei 1.500 grammi, per intenderci).
      Però è una scelta personale, non posso forzare nessuno in questa direzione.

      A disposizione per qualsiasi altro approfondimento, ti auguro buone pedalate con la tua nuova b’Twin Mach (a prescindere dal modello).

      1. Grazie mille per la risposta;
        la 720 con ruote diverse effettivamente è un buon abbinamento…ma anche la 740 completa Campagnolo mi attira…sono un po’ difficile…ho sempre avuto Campagnolo, non ho mai provato trasmissioni Shimano, ma sento molti commenti positivi per quanto riguarda affidabilità e meccanica.
        Premettendo che non sono un gran scalatore, secondo te vale la pena investire su ruote leggere (1500gr) o conviene concentrarsi sulla trasmissione?

        Grazie ancora per la disponibilità

        Davide

        1. Il funzionamento meccanico dei comandi Campagnolo è diverso da Shimano, che utilizza la leva freno e una levetta parallela ad essa per la scalata verso il basso, mentre Campagnolo ha la micro-leva in prossimità della presa alta.
          Campagnolo è più secco e preciso, necessita di un buon set-up iniziale, poi funziona a meraviglia.
          Shimano è più morbido, quasi non si sente quando cambia. E’ più tollerante nel set-up e nei piccoli disallineamenti che dovessero sorgere sui deragliatori rispetto a Campagnolo, più sensibile.
          L’affidabilità è comprovata per entrambi i gruppi, non sono roba scadente per intenderci.

          Se hai già pianificato in futuro di effettuare un upgrade delle ruote e adesso vuoi risparmiare qualcosa, prendi la Mach 720.
          Ma se non hai intenzione di cambiare ruote, resta fedele a Campagnolo e prendi la Mach 740. A meno che tu non voglia risparmiare 400 euro a prescindere. Che di questi tempi possono far sempre comodo…

          1. Non c’è di che.
            Poi magari fammi sapere quale bici avrai scelto.
            Sportivi saluti e buone pedalate !!

  7. Innanzitutto, complimenti per la recensione
    vorrei sapere quale modello mi consiglieresti tra la 720 e la 740, considerando che sarà la mia prima bicicletta da corsa, fino adesso ho sempre utilizzato una Mtb. adattandola con coperture stradali e vorrei prenderne una da corsa che magari sia anche quella definitiva, non ho velleità corsaiole…
    Per la misura del telaio cosa mi consiglieresti?..il 57 o il 59?..sono alto mt. 1.83 e peso 82/83 Kg.

    Grazie molte
    Claudio

    1. Ciao Claudio,
      come prima tua bici da corsa, la Mach è un’ottima scelta.
      Le differenze tra il modello 720 e 740 stanno ovviamente in tutti i componenti (tranne stem, manubrio e reggisella).
      Il gruppo Campagnolo Athena di serie sulla Mach 740 è più leggero dello Shimano 105 previsto per la Mach 720. Funzionalmente, però, cambia poco, perché vanno benissimo entrambi. Campagnolo ha la levetta per scalare rapporto collocata sulla presa alta, Shimano invece la colloca dietro alla leva dei freni.
      Nella scelta interviene poi il lato estetico, quello è un fattore soggettivo.
      La Mach 720 ha guarnitura semi-compact 52-36 e pacco pignoni 11-28, con cambio a gabbia lunga Shimano 105 (può ricevere pignoni scalati max fino a 32 denti).
      La Mach 740 ha invece la compact 50-34 e pignoni scalati 12-27, con cambio a gabbia media Athena (può gestire al max un pignone da 27 denti).
      Ruote: le b’Twin 2024 della Mach 720 sono molto simili alle Campagnolo Khamsin della Mach 740, sia come peso che come prestazioni (le sto provando da fine Aprile).
      Prezzo: i 430 euro di differenza tra la Mach 720 e Mach 740 stanno tutti sul gruppo trasmissione, sulle ruote e sulla sella (la Prologo Nago della Mach 740 è più pregiata della b’Twin di serie sulla Mach 720.
      La sella, però, è un componente strettamente personale, magari la Prologo Nago non ti soddisfa.
      Le ruote sono equivalenti, non è quello il parametro discriminante.
      Per spendere 430 euro in più, deve proprio piacerti il gruppo Campagnolo Athena con guarnitura compact.

      Misure telaio: oltre all’altezza di 183 cm, dovresti dirmi almeno la misura del tuo cavallo (per maggiore completezza, servirebbe anche quella del busto, del braccio, del femore e della tibia).

      Un caro saluto, a risentirci presto !!

      1. Ciao,
        ti comunico le misure che sono riuscito a prendere:
        Altezza 183, altezza dall’articolazione dell’omero 150, cavallo 89/92…
        misure prese da seduto schiena retta: femore 63 da gluteo a ginocchio compresi, tibia 58 da piede a ginocchio compresi, braccio 65 da spalla a polso compresi
        Spero di aver preso le misure il più preciso possibile…quindi, telaio 57?, 59?

        Domanda: e se valutassi anche la 700? con telaio in alluminio?
        A me interesserebbe una buona bicicletta che per il momento potrà essere anche l’unica…

        Ti ringrazio molto per i tuoi consigli
        Claudio

        1. Ciao Claudio,
          grazie per avermi fornito le tue misure.
          Il tuo telaio è sicuramente un 59. Se al posto della Mach vuoi prendere una Alur 700, dovrai ripiegare su un 58, perché il 59 non è previsto di serie.
          La Alur è una buona bici, costa pochissimo (ora è in offerta per fine serie a 699.95 euro), ma ovviamente non è altrettanto comoda come la Mach, il telaio in alluminio è molto meno assorbente e anche la forcella non perdona.
          Per uscire brevi, l’alluminio può anche andare bene. Ma per giri lunghi, è sicuramente più stancante rispetto al carbonio. Ciò non toglie che basta essere allenati e farci l’abitudine, e anche l’alluminio lo puoi pedalare per 10 ore. Fino a qualche anno fa, quando non c’era il carbonio, i professionisti pedalavano su telai di alluminio, e prima ancora di acciaio.

          Resto a disposizione per qualsiasi altra tua richiesta.

          Sportivi saluti, e buone pedalate !!

    2. Buongiorno Roberto, ti chiedo alcune delucidazioni sulla differenza di scelta tra la 720 e la 740: a Davide hai risposto che “la differenza con la Mach 740 sta sostanzialmente nella trasmissione – che sulla 720 è Shimano 105 a 11 velocità con guarnitura 52/36 mentre sulla 740 è Campagnolo Athena 11 velocità con guarnitura compact 50/34 – Prendi la Mach 740 se vuoi avere la trasmissione Campagnolo e la guarnitura compact. La Mach 720 va comunque bene anche con le 10 velocità Shimano 105, sempre molto morbido da azionare. La spaziatura dei rapporti è corretta e non si soffre più di tanto con la guarnitura semi-compact 52/36”
      Scusa la mia ignoranza in materia di rapporti/trasmissioni/cambio, ma cosa intendi con “non si soffre più di tanto?”
      Grazie infinite per le tue delucidazioni
      Claudio

      1. Ciao Claudio,
        solitamente la guarnitura semi-compact 52-36 ha uno sviluppo metrico superiore rispetto alla compact 50-34, anche se la scalatura del pacco pignoni può ricondurre tutto entro i limiti stabiliti dall’atleta.
        Sviluppo metrico superiore significa avere rapporti più lunghi, quindi più duri da spingere. Finchè si pedala in pianura o discesa, non c’è problema. Ma quando si affronta la salita, allora la differenza si sente, e con la guarnitura semi-compact occorre avere una gamba un pochino più allenata rispetto a quanto invece basti con la compact.
        Ora le differenze tra la Mach 720 e la 740 attuali, modelli 2015, stanno proprio nei rapporti trasmissione. La 720 ha un 52/11 come rapporto più lungo e un 36/28 come rapporto più corto (pari a coefficienti di trasmissione 4,72 e 1,28), mentre la 740 ha un 50/12 e un 34/27 (i cui coefficienti sono 4,16 e 1,26). Maggiore è questo coefficiente, più duro sarà il rapporto da spingere.
        Ad ogni modo basta poco per cambiare rapporti di trasmissione, sostituendo il pacco pignoni oppure le corone della guarnitura. I professionisti lo fanno praticamente a ogni gara, in funzione del percorso. Noi amatori ci accontentiamo di molto meno, però nulla vieta di scegliere la rapportatura che più ci soddisfa.

        Per qualsiasi cosa tu abbia bisogno, sono a disposizione.
        Un saluto e un augurio di buone pedalate !!

        1. Grazie molte per le tue chiare delucidazioni, volevo aggiungere una domanda in proposito alla scelta della misura del telaio: qual è il sistema migliore per misurare il cavallo?.. ho avuto un po’ di discussione con i miei colleghi ciclisti ma nessuno di loro mi ha fornito una risposta esaustiva…uno mi ha anche consigliato di mettermi sulla sella della mia Mtb e regolare di conseguenza l’altezza del canotto tenendo i piedi appoggiati a terra e senza scarpe: quella sarebbe stata la misura più sorretta da prendere…domanda: se per caso dovessi aver sbagliato di qualche centimetro la misura del cavallo che ti ho comunicato, in linea di massima, quale sarebbe il limite inferiore del cavallo per stare nel telaio 59 e quella massima per il telaio 57?..
          Grazie ancora per i tuoi consigli
          Claudio

          1. Ciao Claudio,
            per misurare correttamente il cavallo, dovresti indossare le calze e i pantaloncini da bici con il fondello, prendere una livella da muratore e appoggiarla alla tua zona perineale, in modo che la livella sia perfettamente in bolla. Quindi misura la distanza tra il pavimento e la sommità della livella.
            In alternativa, appoggiare la livella a un muro e segnare il punto più alto della livella. Misurare poi la distanza dal terreno.

            Telaio e misurazione del cavallo: è generalmente accolta la misurazione empirica secondo la quale 2 cm di incremento nella taglia del telaio vadano a coprire 4 cm di incremento nel cavallo.
            Tu mi hai scritto di avere un cavallo 89-92, valori che comunque ti collocano su un telaio Mach da 59 cm.
            Ad ogni modo, per maggiore sicurezza, riprova la corretta misurazione del cavallo.

            Saluti, e buon proseguimento di giornata.

  8. Complimenti per la tua professionalità Roberto. Io vorrei acquistare la Mach 720 e tu mi sei stato di grande aiuto. Figurati che io ho la Triban 3 white del 2013 e mi trovo benissimo è molto reattiva e ci faccio pure 100 km , solo che questa la vorrei passare sui rulli e inforcare una bella Mach 720 che dopo il tuo test appena potrò andrò a comprare. Avevo visto pure la Alur 700 per il semplice fatto che B’twin l’alluminio lo garantisce a vita come la triban. Ma adesso voto per la Mach. Ho solo una paura . Io con quella d’ alluminio ci esco molto e quando mi alleno cerco di evitare buche e quant’ altro ma sono sicuro che non si spezza. Premetto che sono un tipo che le mie cose le curo e ci tengo. Ora anche se con il tuo test ho capito che questo telaio è una potenza, solo di una cosa ho paura anche se un pò stupida. Nel tempo il carbonio potrebbe dare problemi tipo : si spacca o si spezza ? Ripeto che sicuramente questa mia paura è infondata . Poi la versione della Mach 720 attuale è montata 105 , quella della foto come mai è Campagnolo ? Hanno fatto 2 versioni ? Ti ringrazio in anticipo e ancora complimenti.

    1. Ciao Antonino,
      ti ringrazio per i complimenti, sempre ben accetti.
      L’allumino è un materiale che sopporta un certo numero di cicli di fatica, numero certamente alto ma comunque limitato. Prima o poi, un componente in alluminio giungerà al limite, e cederà.
      Il carbonio invece può sopportare cicli di fatica nettamente superiori, anche fino a 10 volte l’alluminio, oltre a tollerare carichi di forza maggiori.
      Non c’è quindi nulla da temere da un telaio in carbonio. Se prodotto bene, nel senso che la matrice di carbonio e resine è stata realizzata senza imperfezioni, un telaio in carbonio è praticamente eterno.

      Il nostro test della Mach 720 è stato realizzato l’anno scorso, quando i modelli a listino erano tre: Mach 700 (con gruppo Shimano 105 a 10 vel e ruote b’Twini 2024), Mach 720 (quello de test) e Mach 740 (con gruppo Campagnolo Athena carbon 10 vel e ruote Campagnolo Scirocco).
      I modelli 2015 sono stati rivisti, infatti ora sono solamente due: la Mach 720 (uguale alla 700 del 2014 ma con gruppo Shimano 105 a 11 velocità) e la Mach 740 (simile alla 720 del 2014, ma con gruppo Athena in alluminio con 11 velocità).
      A ragion veduta, b’Twin ha fatto bene a riorganizzare i modelli, perché tra la vecchia 720 e 740 non c’era molta differenza, e probabilmente per ragioni di prezzo si orientavano tutti sulla 720.
      L’attuale Mach 720, con gruppo Shimano 105 a 11 velocità, è già una bici di ottimo livello, che potrà crescere nel tempo sostituendo qualche componente di serie con altri più sofisticati. Ma il telaio Mach è veramente di quelli buoni.

  9. Un’ altra info io ho un cavallo da 78 cm e mi hanno detto che per me ci vuole un s -52 parlando però del telaio Alur 700 . Per la Mach ? Grazie ciao.

    1. Ciao,
      valutando solo il cavallo, direi che sei tra la misura 51 e la 53.
      Se mi fornisci anche la tua altezza e la misura di busto e braccia, potrei risponderti con maggiore precisione.
      Grazie 1000, un caro saluto e a risentirci presto.

      1. Ciao Roberto, grazie per le tue risposte , appena ho tempo ti darò le altre misure. Adesso mi hai tolto ogni dubbio sul carbonio e sulla Mach. Io con B’twin mi sono trovato sempre bene e poi la Mach mi piace troppo, ma a tuo consiglio tra la Mach e una Bianchi o altre marche cosa mi consiglieresti ? Ti spiego se devo fare un’ investimento da comune operaio che sono lo vorrei fare definitivo e deciso, sempre considerado che attualmente la Mach costa 1299,95, però vorrei spendere sti soldi una volta sola. La userei solo su strada e sempre tratta bene, perchè come dice il detto chi ha poco tiene caro, per i rulli uso la triban 3 che fino ad adesso mi ha dato molte sodisfazioni considerando che è una bdc da 400 euro quando l’ho comprata io. Ti ringrazio e saluti.

        1. Ciao Antonino,
          per la mia esperienza, posso dirti che b’Twin ha pochi concorrenti nel rapporto qualità/prezzo. Solo le Case che vendono esclusivamente su internet possono vantare prezzi simili, ma non inferiori a b’Twin, che ha anche il vantaggio di avere i negozi Decathlon dove toccare con mano i prodotti.
          Se compri b’Twin, sai già che non avrà grande appetibilità dell’usato, mentre altri marchi possono vantare un maggior “appeal”. Però, la sostanza di b’Twin c’è tutta, e se vuoi tenere una bici per lungo tempo, sono soldi spesi bene.
          A risentirci presto, un saluto e un augurio di buone pedalate !!

          1. Ciao Roberto, grazie appena posso ti mando le misure. Saluti e buone pedalate..

  10. Complimenti per l’articolo e il sito in generale..ora capisco perché gli amici lo consigliano.
    Ho trovato la bici del test (gruppo centaur) a un prezzo mooolto interessante e dopo la vostra recensione ci ho fatto un pensierino.
    Unico dubbio la taglia. Ho una triban 5 misura 54 perché la successiva taglia ovvero la 57 la sentivo un pó lunga e ho preferito una postura abbastanza racing.
    Sono 1,78 con 82,5 di cavallo , misure simili ad un altro utente al quale era consigliata la 57…sbaglio ad orientarmi su una 55?
    Questione di geometrie telaio?
    Esco 2 volte a settimana per 60km pianura/falsopiano
    Grazie x il vostro aiuto.
    Ps chi la vende a metà del prezzo dopo 5 uscite non sa ancora dirmi se è 55 o 57 :))

    1. Ciao Salvatore,
      ti ringraziamo per le lodi nei nostri confronti, cerchiamo sempre di rendere interessanti i nostri articoli, anche se il tempo a nostra disposizione non è mai molto, perché non siamo giornalisti professionisti (il sito non ha alcuna entrata monetaria), ma dedichiamo tutta la nostra passione e la competenza di cui disponiamo. Pochi articoli ma di qualità, almeno nella misura in cui riusciamo a renderli tali.
      Purtroppo molte aziende misurano la quantità informativa, valutando come unico parametro il “page rating” del nostro web-magazine, che è ancora molto basso. Cosa che non ci permette di avere a disposizione prodotti per i test delle Case costruttrici di maggior dimensione.
      Bianchi e soprattutto b’Twin sono gli unici brand ad avere creduto in noi fin dal principio, mi auguro che a loro due se ne possano aggiungere altri. Noi siamo sempre pronti a mettere a disposizione il nostro bagaglio professionale.
      Ma torniamo alla tua scelta, davvero azzeccata (ti dirò che la Mach 720 l’ho acquistata anche io perchè mi sono trovato benissimo, al prezzo di listino non si compra nulla di meglio, se poi si trova un usato a metà prezzo, non bisogna assolutamente farselo sfuggire).
      Con altezza di 178 cm e cavallo di 82.5 cm, la scelta orientativa sarebbe su un telaio 57.
      Però, come ho scritto più volte anche altrove, un telaio 55 non è affatto sbagliato, perché consente una maneggevolezza superiore unita a una maggiore reattività. Se dovessi sentirti “corto”, puoi sempre adottare uno stem più lungo e arretrare la sella quanto basta per stare comodi, oltre allo stratagemma, adottato anche dai professionisti, di reclinare maggiormente il manubrio in avanti, cosa che fa aumentare la distanza tra le sella e la presa dei comandi.
      La misura del telaio Mach è scritta sul tubo piantone, appena sopra le due bussole del portaborraccia. SI vede poco, perché i numeri sono grigi e piccoli. Però, sapendo che è la taglia del telaio è lì… la si trova.

      Per qualunque ulteriore approfondimento tu abbia bisogno, siamo a disposizione.

      Sportivi saluti, e veramente ottime pedalate !!! 😉

  11. salve complimenti per la dettagliata recensione. Sono alto 1.88 m secondo voi la taglia 59 va bene? Grazie mille

    1. Ciao Stefano,
      stante la tua altezza, in linea di massima la 59 potrebbe anche andarti bene, ma se ci fai avere qualche parametro in più (misura del cavallo, busto, braccia, tibia, femore) potremmo essere più precisi.
      Ti ringraziamo per i complimenti, facciamo sempre del nostro meglio.
      A presto, e buone pedalate !! 🙂

  12. Carissimi,
    Rieccomi ancora qui a chiedervi un consiglio.
    Innanzitutto vi ringrazio perché grazie al vostro articolo e al vostro suggerimento sono diventato da subito felice possessore di una Mach 720.

    Sono tentanto dal montare una coppia di Vittoria Rubino pro che in liquidazione il negoziante mi lascia a 30€ alla coppia…solo che la misura è da 25. Dico subito che ritengo i Rubino pro un ottimo prodotto, i 25 una misura che offre molti vantaggi rispetto ai 23 e il prezzo un mega affare.
    Leggevo nel vostro articolo che forse i 25 all’anteriore potrebbero dare problemi per il poco spazio. È un azzardo che si può fare? Rischierei ad ogni sassolino che si attacca alla gomma? Dovrei sgonfiare ogni volta che voglio sfilare la ruota? Sembra che i Rubino siano dei 25 effettivi ma chi più di voi può saperlo? 🙂
    Spero di non essere fuori topic ma non ho trovato sul sito articoli sui copertoni da 23 e 25.
    Vi ringrazio in anticipo e..al prossimo articolo! 🙂
    Salvatore

    1. Ciao Salvatore,
      puoi tranquillamente montare i Rubino da 25 mm sulla tua Mach 720, c’è abbastanza spazio per arrivare fino a 26 mm effettivi (provato personalmente con i nuovi Vittoria Corsa G+ in Grafene, dei quali abbiamo pubblicato il test poco prima di Natale).
      Considera comunque che la sezione reale di un copertoncino è anche funzione del cerchio sul quale è montato. Più stretto è il canale del cerchio, maggiore sarà il volume esterno del copertoncino, cioè la parte che eccede le spalle del cerchio.

      Vai sicuro con i Rubino 25 mm. E… buone pedalate !!! 🙂

  13. Gentili, precisi e chiarissimi come sempre.
    Sarà sempre un piacere tornare a trovarvi sul sito e leggere i vostri nuovi articoli.
    Sportivamente,
    Salvatore

    1. I complimenti di un vero appassionato sono la migliore ricompensa che potremmo desiderare.
      Sinceri saluti, e un grande augurio di buone pedalate !!

  14. Ciao complimenti per la chiarezza con cui esponete i vostri articoli, è impressionante, ancora non sono riuscito a trovare un altro sito che riesca a leggere come il vostro!
    Io sono davvero molto indeciso vorrei prendere una bici che sia abbastanza definitiva, vengo anche io da una triban 3 bianca con cui ho percorso circa dodicimila km, e ho problemi di cervicale anche abbastanza antipatici ma ad abbandonare questo sport proprio non ci tengo…. anzi.

    Non so se prendere la mach 740 cf di cui mi piace tantissimo la colorazione ed il fatto che essendo montata campagnolo si fa anche “sentire” oltre che notare quando passi per strada, in alternativa c’è la ultra 700 cf allo stesso prezzo in abbinato al completo (che comunque già ho) ma che non mi dispiacerebbe ma che vedo un po anonima come colorazione, oppure risparmiare 400 euro e scegliere tra la ultra 720 af in alluminio e la mach 720 cf.

    Ovviamente sto usando le denominazioni odierne delle bici. Non sono dubbi da poco considerando che andrei ad investire un bel po dei miei risparmi, non essendo mai salito su nessun altra bici oltre la mia e non potendole nemmeno provare perchè dove mi trovo io (Napoli) Decathlon non le espone.

    Mi sembra di capire che la ultra in carbonio si un telaio molto confortevole in termini di smorzamento di vibrazioni (ma per quanto riguarda la postura e forse eventuali problemi legati al collo la mach andrebbe meglio considerando che si trova anche in più misure), mentre per le altre due (la ultra in alluminio di cui si dice un gran bene e la mach 720 cf) la mia curiosità è in effetti noterei la differenza tra loro e le altre due risparmiando ben 400 euro?

    La ultra in alluminio sarebbe praticamente definitiva poichè è montata quasi già al top per le mie esigenze ma sembra avere una posizione un po più aggressiva e non godere dello smorzamento delle asperità al posteriore che è comunque tutto alluminio, mentre la mach 720 cf se devo essere sincero mi dispiace solo un po per la colorazione e dovendo spendere preferirei scegliere qualcosa che mi piaccia anche esteticamente molto.

    Che peccato non poterle vedere da vicino! Il fattore visivo e di prova sarebbe davvero importante.
    Mi piacerebbe avere una bici con cui riuscire a fare anche 6 ore senza sentirmi distrutto, so che dipende molto anche dalla postura ma ripeto con la bici da cui provengo anche se sono allenatissimo in questi giorni difficilmente riesco a sopportare più di 110 km in piano o 80 con delle salite….e dato che ormai è l’unico mezzo con cui faccio sport tranne qualche corsetta vorrei investirci bene.

    Sulla mia triban 3 ci ho perso 36 kg circa tre anni fa e ora non li ho più ripresi (peso 72 kg prima 108 per 1,77 circa) solo perchè esco regolarmente almeno 3 volte a settimana .ps con una bici migliore potrei anche provare di uscire in gruppo con amici e partecipare a qualche cosa tipo cicloturismo, insomma vorrei tanto passare ad un livello superiore e farlo nel migliore dei modi! Grazie di cuore per l’eventuale risposta!

    1. Ciao Giò,
      ti ringrazio per i complimenti, sempre ben accetti. 😉
      I tuoi dubbi sulla scelta dell’uno o dell’altro telaio sono più che legittimi. Estetica, prezzo, geometrie, materiali del telaio, componentistica…
      Non è facile andare a colpo sicuro.

      Rimanendo sul carbonio, la Ultra CF è un pochino più tollerante e comoda della Mach, e offre prestazioni superiori, anche se veramente di pochissimo. La Mach è più maneggevole davanti, si cambia traiettoria più facilmente. La Ultra è più stabile e sincera, nelle discese infonde più sicurezza.
      Le geometrie tra le due sono molto simili. Stesso angolo sterzo e angolo sella, cambia la lunghezza dell’orizzontale, ma la differenza è nell’ordine di 1-2 mm per ogni taglia. Roba ininfluente.

      Per quanto riguarda la Ultra 720 AF in alluminio, non abbiamo avuto modo di provarla, per cui possiamo solo analizzarne le geometrie e la risposta teorica dell’alluminio, che ben sappiamo essere strutturalmente meno elastica rispetto ai due telai in carbonio Ultra e Mach.
      La Ultra AF ha un carro posteriore più lungo di 5 mm (quindi più assorbente ma meno reattivo), i medesimi angoli sterzo e sella delle due in carbonio, un orizzontale più corto e un tubo sterzo più alto. Da ciò deriva una postura un pochino più eretta, meno aggressiva. Ma nulla vieta di poterla replicare anche sulle due in carbonio, mettendo sotto lo stem tutti gli spessori a disposizione (la forcella ha cannotto sufficientemente lungo per compiere questa manovra). Volendo, la postura di tutte e tre le bici si può equalizzare.

      Prezzo: per 1.400 euro, la Ultra 720 AF è montata meglio della Mach 720. La Ultra AF ha guarnitura compact 50-34 (pignoni 11-25), la Mach è invece semi-compact 52-36 (pignoni 11-28), fattore che va considerato. Poi, freni direct mount sulla Ultra AF, con l’anteriore nettamente meglio rispetto a quello della Mach. Però la Ultra AF ha il freno posteriore sotto ai foderi bassi, un po’ scomodo per la manutenzione occasionale “on the road”, e poi non è potente come l’anteriore. Ovviamente tra le due cambiano i gruppi trasmissione e le ruote. La Ultra 720 AF dovrebbe essere meno confortevole della Mach, però non possiamo quantificarne il divario perchè non l’abbiamo mai pedalata.

      Con 1.800 euro prenderesti la Mach 740 CF, montata Campagnolo Athena, con guarnitura semi-compact 52-36 e pignoni scalati 12-27 anzichè 11-28 come la Mach 720. Sarebbe una scelta dettata più dal cuore che dalla ragione, perchè dal punto di vista prestazionale equivale alla Mach 720. Anche le ruote non fanno una grande differenza, esteticamente più belle le nuove Campagnolo Khamsin ma il divario con le b’Twin 2024 è di pochi grammi, difficile accorgersene.

      Con 1.700 euro avresti la Ultra 700 CF in carbonio, che ha un montaggio del tutto simile alla Mach 720 CF. Ma qui deve piacere l’estetica, oltre che valutare il prezzo.

      Per ciò che possiamo fare, restiamo a disposizione. Un saluto e un augurio di buone pedalate !! 🙂

      1. Grazie per la chiarezza! Quindi in definitiva se volessimo escludere il discorso piacere estetico che comunque è importante, secondo voi il migliore compromesso sarebbe prendere la mach 720 e cambiare subito le ruote con qualcosa tra i 250 e i 400 euro oppure prendere la ultra in carbonio e cambiare ruote più avanti nel tempo?

        In effetti io non penso che farò delle gare, ma potrebbe essere che qualche volta potrei farmi trascinare dagli amici. Ripeto purtroppo io non ho la minima percezione in termini di comfort e sensazioni tra alluminio, carbonio e telai vari..
        Cioè il la migliore scelta in termini qualità prezzo?
        Grazie.

        1. Ciao Giò,
          scusa se rispondo solo ora ma sono stato tutto il giorno in giro per lavoro.

          Della Ultra 720 AF in alluminio ne parlano tutti bene, non sembra essere così scomoda. Ha un ottimo allestimento, come ti dicevo devi valutare la guarnitura compact e il freno posteriore sotto ai foderi bassi, oltre che le performance sulle lunghe distanze, dove potrebbe risultare affaticante. Purtroppo non possiamo esprimere un parere tecnico poichè non l’abbiamo mai provata.
          Però offre tanto a un prezzo allettante, sembra la scelta migliore volendo risparmiare qualche soldo.

          Poi se uno può spendere 300 euro in più, si prende la Ultra in carbonio e si porta a casa un “signor telaio” che non tradirà mai. Il gruppo Shimano 105 è una garanzia, poca spesa e molta resa. Con il tempo, appassionandosi, si potranno acquistare ruote più performanti.

          Vedi tu… anche per l’aspetto estetico.
          Con 1.400 euro prendi la Ultra 720 AF, ma se hai 300 euro in più vai sulla Ultra in carbonio e scoprirai un mondo fantastico.

  15. Buonasera e complimenti
    Finora sono uscito solo in MTB:40-50 km tra sterrato e asfalto in pianura.
    Sto pensando da tempo di passare alla BDC ed ho trovato una Mach 720 di pochi mesi (usata come muletto) a 700 euro
    Penso ad uscite di 60-80 km una – due volte a settimana e mi chiedo se sia la bici giusta per cominciare
    La taglia e’ 55 e devo ancora provarla, ma temo sia piccola.
    Le mis misure sono:
    Cm 177
    Cavallo 84
    Busto 67
    Braccio 66
    Femore 29

    Che cosa mi suggeris?

    Grazie mille

    1. Ciao Alessio,
      per la tua altezza e il tuo cavallo, la misura 55 è un po’ piccola, staresti molto meglio su una 57.
      Però l’occasione è di quelle ghiotte, con 700 euro si comprano bici “entry level” e non certo una Mach.
      Il telaio 55 si potrebbe adattare facilmente. Il reggisella di serie è corto, ma potrebbe bastare per innalzare la sella alla misura giusta per te.
      Lo stem di serie, che dovrebbe essere 110 mm, probabilmente sarà un po’ corto, ma si può sostituire con uno da 120 mm.
      Se tu avessi la possibilità di provarla, sarebbe l’ideale, prima di tutto perchè si riuscirebbe a verificare lo svettamento sella, fondamentale per la scelta.
      Resto a disposizione per qualsiasi approfondimento (attenzione che la tua misura del femore non è omogenea con le altre, io ho calcolato 39 cm anzichè 29 come hai scritto).
      Sportivi saluti, e un augurio di buona pedalate !!

      1. Grazie.
        Il femore è’ 39, in effetti.
        Vedo se riesco a provare la bici e poi approfitterò di nuovo della tua cortesia.

        1. Eh si, un “giretto” conviene farlo sicuramente, bastano pochi minuti per capire il feeling.
          Regola bene l’altezza sella e il suo eventuale arretramento/avanzamento.
          Valuta lo stem, che può essere alzato con gli spessori, oppure può essere cambiato con uno più lungo.
          E poi via !!
          Se riesci ad avere una posizione naturale, non eccessivamente caricata sul manubrio, comprala senza esitazioni.
          Resto in attesa delle tue sensazioni. 😉
          A presto !! 🙂

          1. Purtroppo sono arrivato tardi
            Vedo una Bianchi Nirone a 450 k
            Grazie, comunque.

          2. Ciao Alessio,
            non c’è di che, per qualsiasi altra cosa siamo a disposizione.
            Sportivi saluti, e buone pedalate !!

  16. Buongiorno
    Alla fine, visto che le ferie erano vicine ed il tempo passava, ho preso la Bianchi Nirone 55/56, cambio Sora, cerchi vuelta star l’ite a 400 k.
    Due uscite da 60-80 km in pianura nel magnifico Delta del Po.
    Non grossi problemi di posizione, forse un po’ carico sul manubrio, con un po’ di formicolio alle mani dopo un paio di ore.
    Problemi invece ai piedi: pedale con attacco look delta, ho preso una Sidi Mega per poterci infilare i plantari su misura che usavo per il running (piede cavo, facilmente soggetto a metatarsalgia
    Alla seconda uscita, ho provato con la soletta della scarpa, senza plantare, ma resta lo stesso problema: dolore alla testa del 5^ metatarso. Le racchette sono state regolate dal rivenditore (cicli Viviani di Taglio di Po)
    Con la MTB ero rimasto al pedale flat, per ci usavo la scarpa da running con il plantare di cui sopra e non avevo problemi.
    Vale la pena di far fare un plantare specifico per ciclismo oppure prima di pensare a questo ci sono regolazion che potrei controllare meglio?
    Grazie mille della pazienza (forse sono OT?)

    1. Ciao Alessio,
      dato che hai già la soletta plantare specifica, ti consiglio di utilizzare quella con le Sidi.
      Occorre lavorare sul posizionamento delle tacchette. A sensazione, ti direi di arretrarle di un paio di mm (arretrarle significa spostarle verso il centro della suola) e vedere che sensazioni ti dà.
      Questo è il primo step. Il secondo, se il primo non risulta soddisfacente, è l’avanzamento della sella di 2-3 mm.
      Poi vediamo se occorre altro.
      Fammi sapere, resto a disposizione. 😉
      Un saluto e un augurio di soddisfacenti pedalate.

  17. Arretrate le tacchette: un po’ meglio, ma non risolto del tutto.
    Non so quanto sia dovuto anche al fatto che, a causa di un vento a tratti forte è davvero fastidioso, ho fatto solo poco più di 50 km
    Domattina provo anche con la sella, ma sempre senza plantari, che sono fatti principalmente per scaricare la testa del primo metatarso e di conseguenza caricano più l’esterno, che è dove mi fa male
    Proverò, dopo le ferie, anche a far modificare i plantari
    Ciao e grazie

    1. Ciao Alessio,
      scusa se ti rispondo solo ora ma sono rientrato a casa dalle vacanze e ho trovato un guasto telefonico alla linea ADSL che mi ha impedito di collegarmi.
      Ora funziona tutto. 🙂

      Sono d’accordo nel provare ad avanzare la sella di 2-3 mm, vediamo che risultati fornisce.
      Fammi sapere. 😉
      Un saluto e un augurio di buone pedalate !!

  18. Sei davvero molto gentile e mi scuserai se ne approfitto.
    Avanzata la sella, ancora un po’ meglio: quasi nessun dolore la prima ora, ma prima della fine della seconda cominciava a diventare difficilmente sopportabile l’ormai famigerato dolore alla testa del 5 metatarso dx (un po’ anche a sx, ma meno ed è curioso perché il piede che mi ha sempre dato più problemi ai tempi dell’atletica, del rugby e poi del running era il proprio il sx)
    Che cosa dici delle misure bici:
    Piantone 55
    Orizzontale 56
    H sella 76
    Attacco manubrio 12
    Differenza livello sella-manubrio 11.5
    Tenuto conto delle mie misure
    Cm 177
    Busto 67
    Braccio 66
    Femore 39
    Grazie ancora della disponibilità

    1. Ciao Alessio,
      in precedenza mi avevi scritto di avere un cavallo da 84 cm. Con un piantone 55 e un orizzontale da 56, il telaio che hai può andare bene.
      Anche le regolazioni che hai messo in atto direi che sono soddisfacenti, almeno a livello teorico.
      Il dolore che lamenti potrebbe derivare con buona probabilità dal posizionamento delle tacchette, che nel tuo caso specifico va fatto su misura e con un a lieve asimmetria tra piede destro e sinistro.
      Il 5° metatarso, di solito, non è fortemente chiamato alla spinta sul pedale, essendo l’osso più esterno alla base d’appoggio.
      Mi viene da pensare che tu abbia le tacchette posizionate con uno scostamento interno rispetto alla bisettrice della suola, e che quindi il pedale si agganci molto più vicino alla parte interna della scarpa, lasciando troppo esterno il 5° metatarso, il cui tendine è costretto a lavorare con una eccessiva torsione, generando poi il dolore.
      Prova a riposizionare meglio le tacchette, soprattutto quella sinistra che ti provoca fastidio, spostandole di 1-2 mm verso l’esterno della suola (quindi la scarpa poggerà sul pedale 1-2 mm più all’interno, verso la pedivella).
      Fammi sapere come va.
      A risentirci presto, buon proseguimento per tutto. 😉

  19. Grazie ancora.
    Provo così.
    In effetti, il minore oltre dell’ultima uscita credo potesse derivare anche dal fatto che ho accentuato un po’ la rotazione esterna del tallone (e, a dire il vero, ho accentuato anche il movimento del “tirare” rispetto allo “spingere”)..
    Esco domani e. Provo con le tacchette nella posizione che suggerisci

    1. OK, dai. Resto in attesa di tue news.
      Può darsi che il dolore non scompaia del tutto, ma dovrebbe diminuire.
      Diversamente, occorre ricercare un’altra causa.

  20. 65 km ventosi ed è’ andata esattamente come prevedevi: ancora un po’ meglio, anche se il problema non è’ del tutto risolto.
    Un’ora e un quarto e poi sosta per un massaggio alla fascia plantare, anche se non era indispensabile.
    Poi un’altra quarantina di minuti con solo un po’ di fastidio e, stranamente, dolori accentuati alla fine, una volta sceso dalla bici.
    È’ vero che ogni volta che sentivo fastidio sul sx tiravo, più che spingere
    Ho anche ripreso a fare con maggiore continuità stretching per la fascia plantare e forse anche questo aiuta
    L’impressione è’ di avere almeno un paio di ore di autonomia, ma sono curioso di vedere : domani o dopodomani (dipende dal vento) con un’ottantina di km, tutti piatti (qui gli unici strappi sono i cavalcavia)
    Ciao e grazie

    1. Ciao Alessio,
      ti ringrazio per i feedback. Continua in questa direzione, vediamo come si comporta il metatarso, che ha comunque bisogno di un periodo di adattamento.
      Poi fammi sapere.
      Sinceri saluti, e come sempre… buone pedalate !!

  21. Grazie di tutto.
    Un’ultima domanda: secondo te cambierebbe qualcosa se anziché l’attacco Look Delta montassi il Look Keo?

    1. Ciao Alessio,
      non cambierebbe nulla tra il pedale Keo e il Delta, le differenze in termini di appoggio e spinta sono veramente risibili.
      Qualcuno si trova meglio con i Delta, per aggancio e sgancio, altri invece preferiscono i Keo.
      Ma la sostanza è la stessa.
      A risentirci in seguito, ti auguro buone pedalate !!

  22. Ciao
    Scusami se ti importuno, ma è per dire che ho trovato un miglioramento importante riportando “in asse” il quinto dito, che tende al valgismo (non è allineato con il metatarso, ma piega verso l’interno); soluzione di fortuna con un tappo in silicone di quelli che si usano per le orecchie, fissato fra 5 e 4 dito con un po’ di cerotto in nastro.
    Nessun problema fino ai 40 km: il silicone è molto malleabile e poco a poco si è schiacciato, risultando alla fine meno efficace..Proverò a vedere se in un negozio di articoli ortopedici c’è qualcosa di meglio strutturato, sennò farò da solo, magari con del cotone. Vediamo. Grazie ancora

    1. Ciao Alessio,
      la caratteristica del dito varo non me l’avevi scritta. E’ un fattore importante da considerare per la ricerca del migliore allineamento possibile.
      La tua soluzione è buona, ma come tu stesso hai scritto non garantisce la tenuta nel tempo. So che esistono dei prodotti ortopedici in materiale speciale che se scaldati diventano modellabili, per poi solidificarsi a temperatura ambiente. Così potresti creare un distanziale su misura, che regge bene anche dopo parecchie ore.
      Fammi sapere. 😉
      Sinceri saluti, e buon proseguimento per tutto. 🙂

  23. Ho scritto”valgismo”, ma intendevo 5 dito varo, ma penso si capisca. Comunque

    Ciao & grazie

  24. Si, ho visto alcuni dispositivi (es. Eumedica).
    Il dito varo non l’avevo citato perché praticamente non me ne ero accorto ;-), visto che era del tutto asintomatico, prima della BDC.
    Cercherò il materiale termoformabile, partendo dai negozi di ortopedia, anche se non penso sarà semplice
    Ciao

    1. Prima ti suggerirei una ricerca su internet, basta digitare “materiale ortopedico termoformabile” per trovare notizie interessanti, se non altro per farsi un’idea di ciò che potrebbe soddisfare la tua necessità.
      Sempre a disposizione, ti invio i miei migliori saluti e un grande augurio di buone pedalate !! 🙂

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