Ducati Monoscocca

Breve test sul circuito di Misano Adriatico alla vigilia dell’Italian Bike Festival.
Monoscocca è il nome scelto da Ducati per questa bici da corsa, nome che ricorda sia la tecnologia costruttiva capace di donare al telaio un comportamento su strada sopraffino sia la lunga tradizione di Diamant (realtà industriale facente parte come Ducati del Gruppo Zecchetto) nella produzione di componenti in carbonio e partner Ducati per la MotoGP.
Per definire le geometrie della Monoscocca il reparto Ricerca & Sviluppo Diamant si è avvalso, oltre alle proprie competenze, dell’esperienza di grandi ex professionisti del ciclismo: Elia Viviani, Vincenzo Nibali e Alessandro Petacchi, nonché della consulenza di Gianni Bugno. Viviani e Petacchi sono velocisti con caratteristiche diverse tra loro, Nibali uno scalatore con grandi doti di guida in discesa. I loro suggerimenti hanno definito il carattere della bici: solida e stabile in velocità, efficace in salita, sicura e maneggevole in curva.
Alla vigilia dell’International Bike Festival abbiamo pedalato sul circuito di Misano per una prima presa di contatto con la Monoscocca. Ovviamente in pista non abbiamo potuto provare tutte le situazioni, come le salite, i tornanti in discesa, i muri corti e ripidi, tutte prerogative del vero ciclismo su strada, e ci siamo concentrati sulle caratteristiche legate alla velocità e alla stabilità, dato che la morfologia del circuito non poteva offrire di più. Ci auguriamo di ricevere presto una Ducati Monoscocca per un test approfondito.
Analisi Tecnica
Il telaio in carbonio, ovviamente monoscocca, è realizzato da Diamant tramite laminazione da un singolo stampo con fibra di carbonio ad alto modulo, tessuto GD 200 3K e resina HEMT3. Il telaio massimizza l’efficienza del rapporto peso/potenza e assicura una efficace distribuzione delle sollecitazioni meccaniche per garantire la massima rigidezza strutturale con elevata resistenza.
Le geometrie del telaio definiscono una posizione racing, adatta alle gare e alla massima performance, ma al contempo sostenibile sulle lunghe distanze. L’angolo di sterzo di 72,3° unito al trail di 59 mm conferisce precisione nella fase di inserimento in curva e stabilità alle alte velocità. In pratica la Monoscocca è una moderna “Racing All Around” che offre prestazioni elevate e guida reattiva senza essere troppo estrema come i modelli sviluppati esclusivamente per l’agonismo.
L’aerodinamica della Ducati Monoscocca è frutto di un approfondito lavoro di analisi fluidodinamiche. Il telaio presenta profili a coda tronca studiati per ridurre la resistenza all’aria e ad aumentare l’efficienza alle alte velocità oltre a migliorare la gestione dei flussi alle diverse angolazioni del vento. Nella definizione delle forme aerodinamiche i tecnici hanno preso in considerazione anche la presenza degli accessori più comuni per riprodurre le condizioni di impiego reali. Il risultato è una bici efficiente in ogni condizione di utilizzo, anche in presenza di vento laterale.
Del telaio saltano subito all’occhio alcuni dettagli come la scatola del movimento centrale, per le sue forme che offrono la rigidità necessaria a trasmettere ogni Watt dai pedali alla ruota, il triangolo posteriore piccolo e compatto con il tubo piantone sagomato a seguire la ruota posteriore. In molte zone del telaio il carbonio è stato lasciato volutamente a vista sia per esaltarne la bellezza estetico-strutturale, sia per simboleggiare il controllo totale esercitato su tutte le fasi della lavorazione.
Le parole con cui Viviani, Nibali e Petacchi hanno descritto la bici durante la presentazione sintetizzano il carattere della Ducati Monoscocca: aero quanto basta per andare forte anche in salita, performante su tutti i terreni, non troppo estrema e comoda sulle lunghe distanze, divertente da guidare con uno sterzo ben piantato a terra.
Allestimenti
La bici viene proposta con due allestimenti completi ma è disponibile anche il framekit per coloro che volessero personalizzarla in base alle proprie scelte.
Ducati Monoscocca RR
• Telaio: fibra di carbonio monoscocca
• Forcella: rake 48 mm (XS/S/M) 44 mm (L/XL)
• Componenti: Shimano Dura-Ace Di2 12 velocità con misuratore di potenza, ruote Vision Metron 45 RS in carbonio, copertoncini Continental Grand Prix 5000 S TR 30 mm, manubrio integrato in carbonio monoscocca Vision Metron 5D ACR Evo
• Misure: XS,S,M,L,XL
• Peso dichiarato: 7,18 Kg (taglia M senza pedali)
• Prezzo di listino: 12.990 €
Ducati Monoscocca R
• Telaio: fibra di carbonio monoscocca
• Forcella: rake 48 mm (XS/S/M) 44 mm (L/XL)
• Componenti: Shimano Ultegra Di2 12 velocità, ruote Vision Metron SC 45 in alluminio, copertoncini Continental Grand Prix TR 30 mm, manubrio integrato Vision Metron 5D SMR
• Misure: XS,S,M,L,XL
• Peso dichiarato: 7,85 Kg (taglia M senza pedali)
• Prezzo di listino: 8.590 €
Il nostro test
• Data: sabato 5 settembre 2026 – ore 14:00
• Temperatura: +32°C (percepita +37°C)
• Umidità: 88%
• Vento: intenso, con alcune improvvise raffiche laterali e contrarie sul rettilineo dalla curva Tramonto al Carro
• Giri totali: 10
• Giro più veloce: 6 min 8 sec – velocità media 41 km/h
Note sul percorso
Il circuito di Misano non è del tutto pianeggiante, il rettilineo di partenza è in lieve salita (1,7%), poi si procede in piano per scendere dall’uscita della variante Arena fino alla Quercia, breve risalita verso le curve del Tramonto da cui si esce in discesa per il rettilineo, ancora su e giù per il Carro e via per le curve Misano. Il dislivello complessivo è di 14 metri per ogni giro. La pista è larga 12 metri, nel punto più stretto, che per un ciclista vuol dire sentirsi fermi anche a 45 Km/h. L’asfalto è molto più rugoso e abrasivo rispetto alle strade normali. In bici non si frena mai, al più si rallenta smettendo di pedalare. Le curve che danno più gusto sono quelle più strette del circuito: Rio, Tramonto e Carro con la Misano 2 esaltante in percorrenza.
La prova in pista
Con questa bici è difficile andare piano! Fantastica, veloce e in curva dà tanto gusto nella guida! È il primo commento che abbiamo fatto una volta rientrati ai box di Misano dove, ad attenderci, c’erano i rappresentanti di R&S e Marketing del Gruppo Zecchetto, per ascoltare le nostre impressioni.
Ma partiamo dall’inizio. I primi giri di pedale sulla Ducati Monoscocca trasmettono sensazioni positive, la bici scorre e prende velocità con facilità. La posizione sembra ideale per pedalare con la massima efficienza dei movimenti utilizzando al meglio ogni distretto muscolare. Si spinge senza fatica e un’occhiata al ciclocomputer conferma la sensazione, si superano agevolmente i 40 km/h.
La Ducati Monoscocca è nata per andare forte e in pista mostra subito la sua naturale propensione alla velocità. In sella si sente tutta la bici come un corpo unico, solido, dal comportamento omogeneo, pronto a trasmettere ogni watt dai pedali alle ruote senza dispersioni, ma sempre agile e maneggevole nei cambi di ritmo.
Prima di partire abbiamo potuto regolare unicamente l’altezza sella, ma anche con questo set-up minimo la posizione ci è parsa corretta, comoda, facendoci sentire ben integrati con la bici. La spinta sui pedali appare subito efficace e redditizia con un’ottima efficienza dei movimenti della pedalata. La distribuzione dei pesi, a sensazione, propende verso il 40% sull’anteriore e 60% sul posteriore, scelta che aiuta sia a sentire bene lo sterzo tra le mani.
In curva è puro piacere di guida, soprattutto nelle curve più strette e difficili. In ingresso ci si gode la precisione chirurgica dello sterzo, reattivo il giusto per entrare veloci seguendo alla perfezione la linea indicata dallo sguardo. Il manubrio fa sentire il pieno controllo della ruota anteriore e permette di leggere bene il grip dell’asfalto. In percorrenza sembra di essere su un binario e, in uscita, basta lasciarla scorrere per aumentare la velocità. Sui curvoni inevitabilmente veloci di questo circuito si percepisce bene la grande stabilità telaistica con un comportamento omogeneo, sempre prevedibile e controllabile.
Sul lungo rettilineo opposto ai box, in realtà è inframezzato dal curvone ma in bici la piega si percepisce appena, abbiamo pedalato con vento laterale e poi contrario. In questa situazione l’aerodinamica mostra tutta la sua efficacia: la Monoscocca è poco sensibile al vento laterale, si sente qualche spinta sul manubrio ma nulla che influisca sulla guida. Controvento si riesce a tenere la velocità, segno di una ridotta resistenza frontale. In assenza di vento, durante il nostro giro più veloce, avremmo potuto sicuramente avvicinarci ai 50 km/h.
La Ducati Monoscocca è intuitiva da guidare, bastano pochi chilometri per entrare in sintonia con la bici e riuscire a estrarre gran parte del suo potenziale. In curva, grazie alla sua stabilità, è capace di perdonare qualche errore. Per un amatore tutto ciò si traduce in tanta sicurezza e divertimento di guida.
Per mettere alla prova il comfort, dato che l’asfalto della pista è perfettamente liscio, abbiamo provato a pedalare sui cordoli, e vi possiamo assicurare che la sensazione è molto simile a una strada piena di buche e rattoppi. Le sollecitazioni provenienti dal fondo stradale sono ben filtrate, gli urti vengono parzialmente smorzati risultando meno aspri.
– Sito web Ducati Cycling
Articolo e foto a cura di Sergio Doria














