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99° Giro d’Italia, la favola di Giulio Ciccone

Il 21enne abruzzese, in forza alla Bardiani CSF, all’esordio tra i pro e al Giro, coglie una straordinaria vittoria in questa impegnativa decima tappa, 219 km con arrivo in salita a Sestola. Vento di gioventù sul podio anche con il 23enne Bob Jungels (Etixx-Quick Step) nuova Maglia Rosa. Un virus gastrointestinale costringe al ritiro Mikel Landa (Team Sky).


Forse oggi non sarà il giorno più bello della sua vita, ma certamente lo è della sua carriera ciclistica. Giulio Ciccone (Bardiani CSF) ha messo tutti in fila in una tappa decisamente impegnativa, non solo per la lunghezza di 219 km, ma soprattutto per il dislivello di oltre 4.000 metri distribuito tra 4 GPM e una miriade di saliscendi sull’Appennino modenese. Per il 21 enne abruzzese, bergamasco di adozione, al primo anno tra i professionisti e logicamente all’esordio al Giro d’Italia, si tratta di una vittoria costruita da lontano, a circa metà gara, e finalizzata con progressioni costanti in salita e attacchi puliti in discesa, dove ha messo in mostra ottime capacità tecniche. Era dal 2012 che un 21enne non vinceva una tappa del Giro (allora ci riuscì Taylor Phinney).

Le schermaglie si accendevano sulla prima salita verso il Passo della Collina, allorché Giovanni Visconti (Movistar Team), Nicola Boem (Bardiani CSF) e Przemyslaw Niemiec (Lampre-Merida) allungavano con decisione.

Dietro non si muoveva foglia, ma emergevano le prime difficoltà di Mikel Landa (Team Sky), che restava attardato di 4’. Troppi per ipotizzare noie meccaniche. E infatti al termine della discesa seguente, al km 66, il basco alzava bandiera bianca. Il comunicato ufficiale della squadra, diramato poco dopo, riportava di un virus gastrointestinale che aveva colpito Landa durante la notte.

Perso uno dei contendenti più accreditati per la vittoria finale, il gruppo Maglia Rosa restava sulle sue fino a metà percorso, quando uscivano dai ranghi dieci corridori per tentare l’aggancio con il terzetto di testa. Guillaume Bonnafond (AG2R-La Mondiale), Stefano Pirazzi e Giulio Ciccone (Bardiani CSF), Darwin Atapuma (BMC), Nate Brown (Cannondale) Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini), Georg Preidler (Team Giant-Alpecin), Egor Sillin (Katusha), Ivan Rovny (Tinkoff) e Riccardo Zoidl (Trek-Segafredo) collaboravano all’unisono e accumulavano 5’ di vantaggio.

Giro d'Italia 2016

Ai -40 km, all’altezza di Lama Mocogno, prendeva l’iniziativa Georg Preidler, che restava in avanscoperta solitaria fino ai piedi della salita verso Pian del Falco, quando il gruppo dei 12 si frammentava in piccole unità. Lo stesso avveniva tra i ranghi del gruppo Maglia Rosa, che si decideva finalmente a ricucire e il distacco dalla testa della corsa.

Preidler veniva ripreso a metà salita da Damiano Cunego, bravo anche a tornare in possesso della Maglia Azzurra, e dalla coppia Bardiani CSF Stefano Pirazzi – Giulio Ciccone. Qualche patimento in salita, sotto gli attacchi Astana, per la Maglia Rosa Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step), che però riusciva a rientrare in discesa. E proprio nella discesa emergevano le qualità tecniche di Giulio Ciccone, capace di pennellare morbide e altamente redditizie traiettorie che gli consentivano di allungare su Cunego e Pirazzi.

Ancora perfettamente lucido, Ciccone affrontava in perfetta solitudine gli ultimi 7 km di salita, tagliando il traguardo di una tappa che resterà per sempre nella sua memoria. E che quasi certamente non sarà l’ultima.

Dietro intanto si scatenava la lotta per conquistare la Maglia Rosa. Gianluca Brambilla appariva in debito di energie sull’ultima salita, ma cavallerescamente si sacrificava per portare avanti il suo team-mate Bob Jungels, che infatti riusciva a contenere l’assalto di Andrey Amador, perdendo da lui solo 5”.

Maglia Rosa che rimaneva dunque in casa Etixx-Quick Step, passando dall’armadio di Brambilla a quello di Jungels, che ha nel cassetto anche quella Bianca di miglior giovane. Prima di lui, solo un altro corridore lussemburghese aveva indossato la Maglia Rosa, l’angelo della montagna Charly Gaul nel 1956, anch’egli a 23 anni, al termine della memorabile tappa del Monte Bondone, flagellata da gelo e neve, che contò 60 ritirati.

Giro d'Italia 2016

Ordine d’arrivo

1) Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF
2) Ivan Rovny (Rus) Tinkoff Team
3) Darwin Atapuma (Col) BMC Racing Team
4) Nathan Brown (USA) Cannondale Pro Cycling
5) Damiano Cunego (Ita) Nippo-Vini Fantini
6) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
7) Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
8) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
9) Esteban Chaves (Col) Orica-GreenEdge
10) Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
11) Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
12) Steven Kruijswijk (Ned) Team Lotto NL-Jumbo
13) Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
14) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
15) Bob Jungels (Lux) Etixx-Quick Step
16) Rigoberto Uran (Col) Cannondale Pro Cycling
17) Ilnur Zakarin (Rus) Team Katusha
18) Diego Ulissi (Ita) Lampre-Merida
19) Sebastian Henao (Col) Team Sky
20) Stefano Pirazzi (Ita) Bardiani CSF
05:44:32
00:00:42
00:01:20
00:01:53
00:02:04
00:02:10
00:02:11
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00:02:15
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00:02:20
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La Classifica Generale vede ora al comando Bob Jungels, uno che sa cavarsela in ogni circostanza. E’ atteso al verdetto delle Alpi, a iniziare da venerdi, con quelle Carniche, per proseguire sabato con le Dolomiti e domenica con la cronoscalata dell’Alpe di Siusi. Dietro di lui troviamo la coppia Movistar Andrey Amador e Alejandro Valverde, cliente pericolosissimo che si è mosso al meglio in tutte le tappe, senza commettere il minimo errore. Anche oggi ha messo in cantiere 4” su Vincenzo Nibali (Astana). Lo scontro per il titolo sembra ristretto a loro due.

Classifica Generale

1) Bob Jungels (Lux) Etixx-Quick Step
2) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
3) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
4) Steven Kruijswijk (Ned) Team Lotto NL-Jumbo
5) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
6) Gianluca Brambilla (Ita) Etixx-Quick Step
7) Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
8) Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
9) Ilnur Zakarin (Rus) Team Katusha
10) Esteban Chaves (Col) Orica-GreenEdge
11) Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
12) Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
13) Rigoberto Uran (Col) Cannondale Pro Cycling
14) Ryder Hesjedal (Can) Trek-Segafredo
15) Stefano Pirazzi (Ita) Bardiani CSF
16) Kanstantsin Siutsou (Blr) Dimension Data
17) Sergey Firsanov (Rus) Gazprom-Rusvelo
18) Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
19) Davide Formolo (Ita) Cannondale Pro Cycling
20) Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team
40:19:52
00:00:26
00:00:50
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00:00:52
00:01:11
00:01:44
00:01:46
00:02:08
00:02:26
00:02:27
00:02:53
00:02:55
00:03:39
00:04:10
00:04:16
00:04:42
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00:05:32
00:06:53

– Link alle Classifiche

Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Bob Jungels (Etixx-Quick Step)
• Maglia Rossa, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Algida: André Greipel (Lotto Soudal)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Bob Jungels (Etixx-Quick Step)

Dichiarazioni

Il vincitore Giulio Ciccone, dopo il traguardo: ”Nella riunione di squadra prima della tappa di oggi avevamo deciso che almeno due di noi avrebbero provato ad andare in fuga, compresi uno o due scalatori. È andata addirittura meglio del previsto perché eravamo in tre: due scalatori, io e Stefano Pirazzi, ed in più Nicola Boem che è un fantastico uomo-squadra. Alla fine eravamo in superiorità numerica, è stata la chiave per la vittoria. Sono un buon scalatore, forse non così buono come discesista ma me la cavo, ho attaccato proprio in discesa e mi è andata bene. Era il mio sogno da bambino vincere una tappa al Giro d’Italia. La mia prima corsa a tappe da professionista (Le Tour de Langkawi in Malesia) mi ha reso conscio dei miei mezzi, dopo aver passato le trafile dilettantistiche a Bergamo, lontano dalla mia città natale, Chieti (Abruzzo) in questi ultimi anni”.

La nuova Maglia Rosa, Bob Jungels: “Gianluca Brambilla ha deciso autonomamente di sacrificarsi per la squadra quando ha visto che andavo meglio di lui in salita e Andrey Amador era all’attacco; è stata la tattica migliore per tenere in squadra la Maglia Rosa. E’ stata una decisione davvero speciale. Nelle prossime tappe proverò a stare con i migliori e difendere la mia leadership il più a lungo possibile. Questo è uno dei migliori momenti della mia vita. Trovo difficile parlare ora del futuro ma eravamo venuti al Giro con la possibilità per me di poter correre per la Classifica Generale. La pressione non è venuta dalla squadra ma da me stesso, sono una persona abbastanza ambiziosa. Siamo a metà gara e non so quanto riuscirò a fare in alta montagna ma devo stare calmo e non sognare troppo in grande”.

Giro d'Italia 2016

La Maglia Azzurra, Damiano Cunego: “Questa maglia è il mio obiettivo principale. Ho corso per conquistarla oggi, così come avevo fatto una settimana fa, ma oggi ho speso molta energia a caccia di punti. La nostra fuga è durata a lungo… Ho un po’ di rimpianti perché ho dovuto spendere per vincere i traguardi in cima alle salite e non mi sono sentito benissimo negli ultimi dieci chilometri. E’ stato difficile arrivare fino in fondo. I prossimi due giorni non saranno decisivi per la Maglia Azzurra ma dovrò andare ancora in fuga nelle tappe successive del Giro per difendere il mio vantaggio”.

— Tappa N.11 —

Da Modena ad Asolo, 227 km con i primi 200 pianeggianti e il finale mosso dalla scalata alla Forcella Mostaccin, 3 km con punte al 16%, e i saliscendi dei colli asolani. Probabile arrivo a ranghi ridotti, ma in classifica non dovrebbe cambiare nulla.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Bettini photo – © Getty Images Sport – © TDW Sport – © ANSA (Peri/Di Meo/Zennaro)

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