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102° Giro d’Italia, Cesare Benedetti firma la tappa dei gregari

La Cuneo-Pinerolo, 12^ tappa, scrive nuove pagine della storia del Giro e rivolta la classifica come un calzino. Fuga iniziale di 25 gregari, i big sonnecchiano, la fuga arriva, Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe) vince la sua prima gara. Lo sloveno Jan Polanc (UAE Emirates) è la nuova Maglia Rosa. Domani sarà ancora spettacolo.


Cuneo-Pinerolo, per ricordare la storica impresa di Fausto Coppi del 10 giugno 1949. Ma erano altri tempi, altre distanze e altre montagne. Il Campionissimo andò in fuga solitaria per 192 km (la tappa ne misurava 250), e nonostante 5 forature vinse la tappa con 11’52” su Gino Bartali e più di 20’ su Alfredo Martini. Oggi non c’erano il Colle della Maddalena, il Col de Vars, l’Izoard, il Monginevro e il Sestriere, ma l’inedita salita di Montoso, un GPM di 1^ categoria, antipasto alle ascese che seguiranno nei giorni a venire. E oggi abbiamo assistito a due gare parallele. Quella dei 25 uomini in fuga e quella degli uomini che puntano al Trofeo Senza Fine.

Gli schemi iniziali saltano subito quando all’abbassarsi della bandierina se ne vanno 25 corridori, in rappresentanza di 18 squadre: Jan Polanc (UAE Team Emirates), Dario Cataldo (Astana), Enrico Gasparotto (Dimension Data) Eros Capecchi (Deceuninck-QuickStep) Francesco Gavazzi (Androni-Giocattoli), Jan Bakelants (Sunweb) Matteo Montaguti (Androni-Giocattoli), Eddie Dunbar (Ineos), Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Damiano Caruso (Bahrain-Merida), Manuel Senni (Bardiani-CSF), Manuele Boaro (Astana), Danilo Wyss (Dimension Data), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Tobias Ludvigsson (Groupama-FDJ), Marco Haller (Katusha-Alpecin), Luca Covili (Bardiani-CSF), Christian Knees (Ineos), Jenthe Biermans (Katusha-Alpecin), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Sean Bennett (EF Education First) Josef Cerny (CCC Team), Jasha Sütterlin (Movistar), Roger Kluge (Lotto Soudal) e Conor Dunne (Isreal Cycling Academy).

Mossa dunque di puro attacco da parte della UAE Emirates, che metteva Jan Polanc davanti, della Astana, con Dario Cataldo, e della Bahrain-Merida, con Damiano Caruso, mentre la Jumbo-Visma di Primož Roglič rimaneva al coperto. La sortita prendeva corpo, e al 100° km il drappello dei 25 aveva un mostruoso vantaggio di 15’20”, troppi per essere recuperati nei restanti 58 km. Ma c’era ancora la salita del Montoso.

E la salita frammentava letteralmente i due gruppi, sfilacciandoli in un lungo convoglio in cui ciascun vagone procedeva alla propria velocità. Al GPM scollinava per primo Gianluca Brambilla, che metteva in cascina i punti utili a vestire la Maglia Azzurra. Tra i big allungavano Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team), bravo e volitivo nonostante una foratura a inizio salita, e Mikel Landa (Movistar Team), che prendevano una 30ina di secondi di margine.

Dopo la discesa, abbastanza tecnica ma con un asfalto appena rifatto e dunque impeccabile, la Movistar chiedeva a Jasha Sütterlin di rallentare per favorire Mikel Landa, e lo stesso faceva la Astana con Dario Cataldo in favore di Miguel Angel Lopez. Ma Cataldo merita un grandissimo encomio, perché era lui stesso a chiedere al DS Beppe Martinelli di rientrare per aiutare il compagno colombiano. Consapevole di non avere la gamba per vincere, Cataldo ha preferito sacrificare per il bene della squadra un suo pur discreto risultato.

Sull’ultima asperità di giornata, il Muro di Via Principi di Acaja nell’abitato di Pinerolo, allungavano Gianluca Brambilla ed Eros Capecchi, agganciati poi da Edward Dunbar. I tre giungevano ai-200 metri ma si studiavano un po’ troppo, e dietro arrivavano Damiano Caruso e Cesare Benedetti. Ed era proprio il corridore della Bora-Hansgrohe che, quasi senza alzarsi sui pedali, li passava di potenza, andando a siglare la sua prima vittoria tra i professionisti, in una carriera, la sua come quella di altri gregari, spesa pedalando decine di migliaia di km per i propri capitani. Una vittoria sempre sognata ma spesso irrealizzata a causa delle strategie di squadra.

Ordine d’arrivo
1) Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
2) Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
3) Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
4) Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
5) Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-Quick Step
6) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
7) Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli
8) Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
9) Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli
10) Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF
11) Josef Cerny (Cze) CCC Team
12) Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
13) Roger Kluge (Ger) Lotto Soudal
14) Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
15) Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
16) Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb
17) Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
18) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
19) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
20) Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
Time
03:41:49
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00:00:02
00:00:06
00:00:25
00:00:34
00:02:36
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00:02:38
00:02:42
00:02:52
00:03:05
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00:03:23
00:06:23
00:06:33
00:07:35
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00:07:36

Con i superstiti della fuga iniziale che tagliavano il traguardo alla spicciolata, l’attenzione si spostava sui big. Miguel Angel Lopez e Mikel Landa chiudevano a 7’35” da Benedetti, mentre Primož Roglič, Vincenzo Nibali (Team Bahrain-Meria) e Simon Yates (Mitchelton-Scott) terminavano 28” dopo la coppia Lopez-Landa. Valerio Conti (UAE Emirates) lasciava sul campo 10’37” e cedeva così la Maglia Rosa al proprio team-mate Jan Polanc. La Classifica Generale cambia dunque padrone e anche molti interpreti. Primož Roglič resiste al 2° posto, Vincenzo Nibali si porta al 5°, ma entrambi dovranno recuperare minuti a Jan Polanc, cosa meno facile rispetto all’ex leader Valerio Conti perché lo sloveno è più forte in salita rispetto a quanto non lo sia il romano.

Classifica Generale
1) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
2) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
3) Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
4) Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-Quick Step
5) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
6) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
7) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
8) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
9) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
10) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
11) Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
12) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
13) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
14) Amaro Antunes (Por) CCC Team
15) Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli
16) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
17) Tanel Kangert (Est) EF Education First
18) Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli
19) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
20) Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF
Time
48:49:40
00:04:07
00:04:51
00:05:02
00:05:51
00:06:02
00:07:00
00:07:23
00:07:30
00:07:33
00:07:37
00:07:45
00:07:53
00:07:56
00:07:59
00:08:08
st
00:08:16
00:08:18
00:08:21

– Link alle Classifiche

Pillole statistiche
• Prima vittoria da pro per Cesare Benedetti. La sua ultima vittoria era stata il Trofeo Edil-C, una gara non classificata UCI, il 29 marzo 2008. E il primo ultratrentenne a vincere una tappa al Giro quest’anno. L’ultimo corridore a vincere la sua prima tappa oltre i 30 anni era stato Chris Froome (32) sullo Zoncolan l’anno scorso.
• Cesare Benedetti è il decimo corridore trentino a vincere al Giro, dopo Francesco Moser (23 vittorie), Gilberto Simoni (7), Mariano Piccoli (3), Maurizio Fondriest (2), Matteo Trentin, Alessandro Bertolini, Leonardo Bertagnolli, Claudio Michelotto e Marcello Osler. Anche Trentin si era imposto a Pinerolo, tre anni fa.
• Jan Polanc, vincitore di due tappe al Giro, Abetone nel 2015 e Etna nel 2017, non è stato leader di una gara a tappe dal Giro del Friuli (cat. UCI 2.2) del 2013.

Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Jan Polanc (UAE Team Emirates)
• Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo: Arnaud Démare (Groupama-FDJ)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Gianluca Brambilla (Team Trek-Segafredo)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Hugh John Carthy (EF Education First)

Dichiarazioni
Il vincitore di tappa Cesare Benedetti ha dichiarato: “Sono molto contento. È una giornata veramente emozionante, qualcosa che ho atteso dal giorno in cui ho visitato per la prima volta un villaggio di partenza del Giro d’Italia nel 1999. Da quel giorno ho sognato di diventare un corridore professionista. Oggi, quando mi sono staccato sull’ultimo strappo, ho pensato che magari i tre davanti si sarebbero guardati un po’ troppo. Non mi sono dato per vinto e dopo averli ripresi sono partito dopo l’ultima curva, forse un po’ troppo presto perché c’era vento contrario ma le mie gambe hanno tenuto. Non ho festeggiato prima della linea perché mi hanno insegnato sin da U17 di festeggiare solo un metro dopo il traguardo per evitare sorprese e, in ogni caso, di non essere troppo esuberante”.

La Maglia Rosa Jan Polanc ha dichiarato: ”Ogni corridore che partecipa a un grande giro sogna un giorno come questo. Sarà difficile essere in Maglia Rosa fino a Verona ma sicuramente cercherò di conservarla domani. Dipenderà da quanta energia avrò ancora. L’obiettivo di oggi con il mio team era quello di andare in fuga e tenere la Maglia. Credo che a partire da domani ci saranno distacchi più ampi tra i primi della Generale. Il Giro è appena iniziato per chi punta alla vittoria finale. C’è una grande battaglia in arrivo”.

— Tappa N.13 —
Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù): 196 km – dislivello 4.500 metri

E’ una delle tappe più impegnative del Giro. Si svolge interamente in territorio torinese, non c’è un metro di pianura. Probabile rivedere strategie di squadra simili a quelle odierne, con i big che però dovranno muoversi con un certo anticipo, coprendo eventuali attacchi iniziali. E gli attacchi ci saranno sicuramente fin dalla prima salita al Colle del Lys, quasi 15 km al 6.4% di pendenza media, e proseguiranno sull’inedita salita di Pian del Lupo, 9.4 km all’8.7% ma con un tratto centrale di 2.5 km all’11.2%. E poi l’arrivo ai 2.247 metri di altitudine del Lago Serrù, lungo una salita di 20 km con gli ultimi 6 all’8.9% di pendenza. Tanti km, tanto dislivello e l’incognita meteo potrebbero dipingere un nuovo volto della classifica.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Bettini photo – © Getty Images Sport – © La Presse (D’Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi)

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