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102° Giro d’Italia, il bis di Pello Bilbao, la conferma di Richard Carapaz

Dopo la tappa N.7 a L’Aquila, Pello Bilbao (Astana) vince anche quella odierna con arrivo in salita sul Monte Avena, precedendo Mikel Landa (Movistar) e Giulio Ciccone (Trek-Segafredo). L’ecuadoriano Richard Carapaz (Movistar) non cede nulla e legittima la Maglia Rosa, aspettando la consacrazione nella crono di domani.


Era considerata la tappa regina, dopo l’annullamento martedi del Gavia a causa della neve, e in effetti lo è stata. Una regina che ha incoronato di fatto Richard Carapaz (Movistar) re di questo Giro. Il vantaggio di 1’54” su Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) dovrebbe garantire una certa sicurezza all’ecuadoriano, che pedalerà i 17 km della cronometro conclusiva badando a non commettere errori. Così come non ne ha commessi nel corso delle 20 tappe fin qui disputate.

La giornata si apriva subito a ritmi indiavolati, con una fuga sulla salita di Cima Campo innescata da 12 corridori, tra i quali Pello Bilbao (Astana Pro Team), Fausto Masnada (Androni Giocattoli-Sidermec), Damiano Caruso (Bahrain-Merida), Andrey Amador (Movistar), Tanel Kangert (EF Education First), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Eddie Dunbar (Team Ineos) e Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), certamente il più pericoloso tra i fuggitivi poiché occupava il 12° posto in classifica. I 12 scollinavano con 40” di vantaggio sul gruppo inseguitore, che controllava a vista.

Fausto Masnada allungava solitario ai piedi del Manghen, e conquistava la Cima Coppi di questo Giro. Dietro di lui, il forcing Astana lanciava Miguel Angel Lopez, al quale si univa la coppia Movistar Carapaz-Landa ma non Vincenzo Nibali e Primož Roglič (Team Jumbo-Visma), che procedevano del loro passo, rientrando poi facilmente in discesa sul terzetto che li precedeva.

Nel lungo il falsopiano della Val di Fiemme il gruppo si ricompattava, ma uscivano allo scoperto altri 7 corridori, tra i quali ancora Pello Bilbao, Mikel Nieve, Eddie Dunbar e Tanel Kangert, Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) e Valentin Madouas (Groupama-FDJ). Ciccone scollinava per primo sul Passo Rolle, aggiudicandosi così matematicamente la Maglia Azzurra. Un bel risultato per un 24enne che ha tutte le qualità per evolversi in un uomo di classifica, puntando alla Maglia Rosa.

La salita verso Croce d’Aune registrava l’allungo di Madouas, ma tra i big accendeva il turbo Mikel Landa, che trainava tutti gli altri, e il francese veniva ripreso a 2 km dalla vetta. Tutto veniva quindi deciso sull’ultima salita di giornata, quella del Monte Avena. Due i fatti spiacevoli. Uno spettatore spingeva Primož Roglič per una manciata di secondi, e lo sloveno veniva poi penalizzato di 10 “ dalla Giuria. Poi un altro spettatore causava la caduta di Miguel Angel Lopez, facendogli perdere più di 1’30”. Il colombiano lo prendeva a schiaffi, ma ormai il danno era fatto. Maglia Bianca e sfortuna nera per lui in questo Giro, tra forature e noie meccaniche anche il gesto sconsiderato di questo energumeno.

Vincenzo Nibali provava a più riprese a staccare Richard Carapaz negli ultimi 3 km prima del traguardo, ma l’ecuadoriano rilanciava sempre prontamente, andando anzi all’attacco, ben sorretto dal suo compagno di squadra Mikel Landa. Ed era proprio il basco a lanciare la volata finale, in cerca del successo di tappa. Sulle sue ruote si metteva però il conterraneo Pello Bilbao, che era più lesto sulla finish line. Bella vittoria per lui dopo il trionfo a L’Aquila, anche se questa è stata più difficile poiché conquistata in una tappa altimetricamente durissima, condotta a ritmo elevatissimo. Molto sportivo l’abbraccio finale tra Carapaz, Landa e Nibali.

Ordine d’arrivo
1) Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
2) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
3) Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
4) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
5) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
6) Tanel Kangert (Est) EF Education First
7) Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
8) Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
9) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
10) Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
11) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
12) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
13) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
14) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
15) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
16) Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott
17) Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimens. Data
18) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
19) Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
20) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
Time
05:46:02
st
00:00:02
00:00:04
st
00:00:15
st
00:00:25
00:00:44
st
00:00:48
st
st
00:00:54
00:01:10
00:01:19
st
00:01:49
00:01:59
00:02:18

La Classifica Generale cambia parzialmente per effetto del ritardo di 44” di Primož Roglič, ai quali si aggiungevano i 10” di penalità per la spinta dello spettatore. Ora lo sloveno è 4°, ma domani dovrebbe recuperare lo svantaggio nel corso della cronometro veronese, e tornare sul podio a scapito di Mikel Landa. Ilnur Zakarin recupera 2 posizioni e si insedia al 10° posto, nonostante una caduta in discesa dal Manghen. Richard Carapaz mantiene inalterato il proprio vantaggio su Nibali e domani è atteso dalla passerella cronometrica nella città di Romeo e Giulietta.

Classifica Generale
1) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
2) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
3) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
4) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
5) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
6) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
7) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
8) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
9) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
10) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
11) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
12) Joe Dombrowski (USA) EF Education First
13) Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
14) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
15) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
16) Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
17) Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
18) Tanel Kangert (Est) EF Education First
19) Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
20) Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli
Time
89:38:28
00:01:54
00:02:53
00:03:16
00:05:51
00:07:18
00:07:28
00:08:01
00:09:11
00:12:50
00:15:57
00:20:12
00:21:13
00:22:52
00:23:13
00:26:20
00:27:22
00:30:00
00:33:22
00:34:18

– Link alle Classifiche

Pillole statistiche
• Mai un deficit di 1’54” è stato recuperato in una prova a cronometro nell’ultimo giorno.
• In tre occasioni su diciotto, la Maglia Rosa è cambiata nella cronometro di chiusura del Giro: nel 1984, da Laurent Fignon a Francesco Moser (nell’Arena di Verona come domani); nel 2012, da Joaquim Rodriguez a Ryder Hesjedal (a Milano); nel 2017, da Nairo Quintana a Tom Dumoulin (a Milano).
• Seconda vittoria di tappa al Giro di Pello Bilbao dopo la tappa 7 a L’Aquila quest’anno. È anche la seconda vittoria di tappa per uno spagnolo in quest’edizione della Corsa Rosa.
• È la 112esima vittoria di tappa per la Spagna nella storia del Giro. Prima di Bilbao, l’ultimo vincitore spagnolo era stato Mikel Nieve nella tappa 20 a Cervinia l’anno scorso.

Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Richard Carapaz (Movistar Team)
• Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo: Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Giulio Ciccone (Team Trek-Segafredo)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

Dichiarazioni
Il vincitore di tappa Pello Bilbao ha dichiarato: “Ero in fuga pronto per aiutare Miguel Angel Lopez in un secondo momento. Volevamo salisse sul podio finale. A 50 km dalla fine, ho iniziato a pensare alla vittoria di tappa perché sarebbe stato difficile per il gruppo raggiungerci. Nel finale pensavo di essere più veloce degli scalatori e sapevo che Carapaz avrebbe lavorato per Mikel Landa per fargli vincere la tappa. Quando si presenta una opportunità bisogna coglierla.”

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: ”Credo che domani 1’54” su Nibali possa bastare. Sono molto contento del lavoro di squadra di oggi. L’abbraccio di Nibali al traguardo è stato un gesto molto bello. L’ho visto molto forte oggi ma anche Mikel [Landa] ed io non eravamo da meno. So che il mio compagno è in grado di salire sul podio finale, ecco perché abbiamo attaccato Roglic. L’altro obiettivo che avremmo potuto centrare era la vittoria di tappa con Mikel. Ci siamo andati vicini. Peccato”.

— Tappa N.21 —
Verona – Verona (crono individuale): 17 km – dislivello 250 metri

Frazione conclusiva di questo Giro che ricalcherà il percorso dei Mondiali, ma in senso inverso. La salita delle Torricelle misura 4.5 km al 5%, non dovrebbe creare problemi a nessuno. Scenario ideale per festeggiare il vincitore di questo 102° Giro d’Italia.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Bettini photo – © Getty Images Sport – © La Presse (D’Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi)

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