Home | I nostri Test | Caschi | GIST Primo

GIST Primo

Test di 5 mesi e consueta analisi tecnica per il casco Primo, novità 2018 del catalogo GIST, interamente progettato in Italia dagli ingegneri della Casa trevigiana. Ottimo mix tra aerodinamica, ventilazione, sicurezza e leggerezza, eccelle in ergonomia e comodità di calzata.


Il casco GIST Primo è stato presentato in anteprima assoluta lo scorso settembre, durante la fiera veronese CosmoBike Show. Due settimane dopo ci è giunto in Redazione un modello pre-serie, cui mancava solo la formalità dell’omologazione, giunta a gennaio 2018.

Inizialmente avevamo il divieto di utilizzarlo in quanto erano ancora in corso i test presso l’ente omologante. Lo abbiamo quindi rimirato sulla scrivania. Le sue forme arrotondate ricordano i caschi dei pistard ma la quantità di prese d’aria (8 frontali, 2 superiori e 6 posteriori) sono il simbolo di un impiego a 360°, la cura aerodinamica parla di velocità e di watt risparmiati.

Il GIST Primo è composto dal classico scheletro in fibra sintetica annegato nel guscio in EPS (Expanded Polystyrene Foam), tramite procedimento di stampaggio “in mold”. La sicurezza passiva è aumentata da un inserto in schiuma di poliuretano nella parte anteriore, di colore giallo, allo scopo di assorbire meglio eventuali urti in questa zona. Le forme arrotondate contribuiscono a dissipare gli urti su una superficie più ampia e a facilitare il rotolamento in caso di impatto, movimento che aiuta a diminuire le forze dirette verso il capo del ciclista.

Il sistema di ritenzione è basato su una culla posteriore regolabile in altezza su tre posizioni, dotata di rotore per regolare la tensione. Sulla culla è posizionata una spugnetta in Coolmax con uno spessore consistente, tale comunque da non recare alcun fastidio nella calzata. Il rotore micrometrico agisce su un arco di 37 click, ognuno dei quali consente di stringere o allargare la circonferenza di ritenzione per un diametro di 1 mm.

I cinghietti sono in nylon morbido e confortevole, lavorati in modo da massimizzare il passaggio dell’aria. La loro regolazione è rapida e intuitiva. I separatori posti sotto le orecchie non dispongono di clip di bloccaggio e con l’uso prolungato tendono talvolta a scendere un pochino. La chiusura è affidata alla classica fibbia a scatto, coadiuvata da una morbida protezione in tessuto anallergico.

Le prese d’aria anteriori sono otto: due orizzontali sopra la fronte sormontate da sei aperture verticali, con le due centrali conformate per separare il flusso d’aria. I tecnici GIST hanno dedicato uno studio molto approfondito alla dinamica dei flussi, riuscendo a realizzare un casco validissimo per quanto riguarda l’aerodinamica senza compromettere la ventilazione e l’effetto “Venturi”, con l’aria riscaldata estratta dalle sei feritoie posteriori.

La spugnetta interna in Coolmax è realizzata in un unico pezzo. Più sottile ai lati del capo e più spessa sulla sommità, assorbe efficacemente il sudore. La lunga striscia orizzontale che appoggia sulla fronte impedisce al sudore di scivolare negli occhi o gocciolare all’interno della lente degli occhiali. Il casco GIST Primo è corredato di serie da due spugnette di identico spessore, una delle quali provvista di retina anti-intrusione per gli insetti e altri piccoli detriti.

Disponibile in due misure, S/M (53-57 cm) e L/XL (58-62 cm), e sette colorazioni diverse (nero opaco-giallo, nero opaco-bianco, nero opaco-rosso, nero lucido-nero, bianco-nero, bianco-rosso, giallo fluo-nero), il casco GIST Primo nella taglia S/M in nostro possesso ha fatto segnare un peso di 254 grammi (dichiarati 235). Omologato EN 1078:2012 e A1:2012, ha un prezzo al pubblico di 95 euro.

Tech-Cycling_product_rating

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Comfort
• Facilità di manutenzione (pulizia, ecc)
• Finiture
• Imbottitura interna I (morbidezza)
• Imbottitura interna II (smaltimento sudore)
• Regolazioni I (facilità di esecuzione)
• Regolazioni II (capacità di mantenimento)
• Ventilazione







La prova sul campo
Il nostro test è iniziato a ottobre sulle Prealpi lombarde per poi trasferirsi in Liguria a Finale Ligure, nostra occasionale base operativa nel periodo invernale, e quindi tornare nella Brianza collinare. Abbiamo utilizzato il Primo in bici da corsa, ma anche sui percorsi gravel e off-road in mountainbike XC, concentrando le uscite nelle ore più calde in cui, nelle prime settimane di ottobre, abbiamo raggiunto temperature di +27°C. In queste condizioni abbiamo riscontrato un comportamento ottimale ma, data la stagione, non possiamo darvi un riscontro sulle prestazioni con temperature più elevate. La nostra esperienza e la sensazione che provoca il passaggio di aria sulla testa indicano performance all’altezza. Continueremo ad usare il Primo e aggiorneremo questo test nel corso della stagione estiva.

Il Primo offre fin da subito una calzata straordinariamente confortevole, merito in buona parte degli inserti in schiuma presenti tra la calotta e le spugnette interne di spessore e larghezza ridotte. Gli inserti hanno il duplice scopo di isolare la testa del ciclista dalle micro vibrazioni provenienti dal casco e, in caso di urto, assorbire e dissipare l’energia proteggendo le ossa frontali del cranio.

Le zone di contatto con il capo, nonché la forma e la ricerca aerodinamica del Primo, hanno generato un casco che si pone in modo leggero e piacevole sulla testa, i 254 grammi da noi rilevati per la misura S/M non si percepiscono affatto.

Una volta in movimento il Primo si fa apprezzare anche per la buona ventilazione, che in presenza di basse temperature produce una nitida sensazione di freschezza sulla testa. In inverno è consigliabile impiegare un valido sottocasco protettivo. Con climi autunnali o di fine estate la dissipazione del calore è molto efficiente. La spugnetta anteriore sigilla la fronte impedendo al sudore di gocciolare sulle lenti degli occhiali.

In discesa la stabilità è molto buona, anche nei tratti off-road più accidentati. Su strada, alle alte velocità, le aperture per l’estrazione dell’aria generano poche turbolenze e i muscoli del collo e delle spalle sono poco impegnati a tenere la testa in posizione. La compatibilità della calotta è garantita con occhiali per ciclismo di qualsiasi marca.


– Sito web GIST Italia


— FOTOGALLERY —











Articolo a cura di Roberto Chiappa e Sergio Doria

Foto: © Tech-Cycling (Sergio Doria e Roberto Chiappa)
Video: © GIST Italia

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*