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B’TWIN Ultra 520 AF GF

Test approfondito e analisi tecnica per questa bici con telaio in lega di alluminio pensata per le granfondo, le cui geometrie sono improntate al comfort più che alla reattività. Freni a disco e possibilità di montare copertoncini di ampia sezione ne fanno un mezzo molto versatile.


Nel panorama granfondistico stradale, le bici da corsa in carbonio rappresentano la quasi totalità del mercato. Fanno eccezione pochissimi nostalgici dell’acciaio e qualche amante del titanio. B’TWIN, il cui parco bici è veramente fornitissimo, vuole andare parzialmente controcorrente proponendo il modello in lega di alluminio Ultra 520 AF GF. Una bici da corsa conforme alle norme UCI, progettata, verniciata e assemblata nello stabilimento B’TWIN di Lille, nelle Fiandre francesi, come orgogliosamente riporta il logo sul tubo piantone.

Telaio e forcella
Come si evince dal nome Ultra AF GF (AF=Alluminum Frame – GF=Gran Fondo) il telaio è in alluminio 6061 con tubi a spessore variabile per contenere il peso e migliorare il comfort, grazie anche a una geometria adatta alle lunghe distanze.

Il triangolo principale ha uno sloping accentuato, indice di geometria compatta con grande rigidità laterale. I passaggi ruota sono abbondanti e studiati per accogliere gomme di sezione medio grande, adatte anche ad un gravel leggero. I supporti per il freno a disco sono di tipo Flat Mount. Il telaio accoglie mozzi con asse passante da 12 mm sia anteriore (battuta 100 mm) sia posteriore (battuta 142 mm) ed è compatibile con la trasmissione elettronica. L’ampio spazio lasciato dal carro posteriore consente il montaggio di copertoncini fino a 30 mm di sezione. Il peso dichiarato del telaio, per la taglia M in prova, si attesta sui 1.470 grammi.

Le saldature, dettaglio che i telai in carbonio ci avevano fatto dimenticare, sono precise e accurate. Sul nodo di sterzo e di sella sono lavorate per un migliore effetto estetico mentre intorno alla scatola del movimento centrale è ben visibile il cordone di saldatura. Dimensioni e sovrapposizione denotano un’ottima esecuzione.

I passaggi dei cavi sono esterni, soluzione retrò scelta dai tecnici B’TWIN sia per contenere i costi che per seguire la filosofia costruttiva della bici. La Ultra 520 AF GF potrebbe essere una prima bici per l’utente che vuole avvicinarsi seriamente alle lunghe percorrenze o al gravel disimpegnato, oppure una seconda bici per chi non vuole esporre la specialissima ai climi freddi e umidi (nonché sovente fangosi) dell’inverno. Per questi ciclisti avere il passaggio esterno dei cavi è una garanzia di interventi facili e immediati e apre la possibilità di montare guaine continue per coprire tutta la lunghezza dei cavi stessi.

I foderi bassi del carro posteriore sono dimensionati per garantire la rigidità necessaria a contrastare le forze generate dal freno a disco e la trasmissione dell’energia dai pedali alla ruota. I foderi obliqui completano il triangolo posteriore senza svolgere, dato il materiale di cui sono costituiti, funzione di assorbimento delle vibrazioni prodotte dalla strada. E’ il lungo reggisella in carbonio che si occupa di smorzare le sollecitazioni, flettendo parzialmente sulle sconnessioni. Il collarino di serraggio del reggisella è un componente che viene aggiunto al telaio.

La forcella, con cannotto a diametro differenziato 1.1/8”-1.5”, è una monoscocca in carbonio montata esclusivamente sui telai della linea Ultra Evo Endurance. I foderi hanno sezione ellittica appiattita per dare spazio alle coperture di maggior sezione, con il sinistro dotato di attacco Flat Mount per il freno a disco. La tubazione idraulica di quest’ultimo segue un percorso esterno. La forcella è predisposta per mozzi con asse passante 12×100 mm e consente il montaggio di coperture fino a 30 mm di sezione.

La Ultra 520 AF GF è disponibile in 5 taglie (XS, S, M, L, XL) nella sola colorazione tono su tono, blu e azzurra, della nostra prova. Il telaio è garantito a vita, mentre per forcella e componenti periferici la garanzia è quella previsa dalla legge, 2 anni.

Geometrie
Le quote geometriche della Ultra AF GF parlano di un telaio studiato per migliorare il comfort sulle lunghe distanze. Il triangolo anteriore ha il tubo orizzontale leggermente più corto e il tubo di sterzo un po’ più alto rispetto alla Ultra CF in carbonio che abbiamo provato nel 2015 (qui il nostro test). Il tubo obliquo ha uno sloping più accentuato. Ciò rende il telaio più compatto e dà maggior spazio di manovra quando si deve scendere di sella. Il carro posteriore non è cortissimo ma offre buona stabilità d’insieme. Gli angoli sterzo e piantone sono un buon compromesso tra maneggevolezza e direzionalità.

ALLUMINIO
Il materiale scelto per i tubi del telaio è Al 6061, una lega di Alluminio, Magnesio e Silicio con una piccola aggiunta di Rame (migliora le prestazioni meccaniche ma peggiora la resistenza alla corrosione), Cromo (contro la corrosione) e maggiori quantità di silicio con effetto indurente. Per ottenere buone prestazioni meccaniche queste leghe necessitano di trattamento termico, in genere T4 o T6. La lega Al 6061 combina caratteristiche meccaniche favorevoli come una buona resistenza meccanica, buona saldabilità, è autotemprante e resiste bene alla corrosione. Il peso, per un telaio, è simile alle leghe di classe superiore ma con un costo più contenuto. Le leghe della classe 6000 sono anche conosciute con il nome di Anticorodal.

Allestimento
La scelta di componenti per il montaggio della Ultra AF GF segue la filosofia Endurance ed è votata al comfort e alle lunghe percorrenze. Il gruppo completo Sram Rival, meccanico a 11 velocità con guarnitura compact 50-34, garantisce un peso abbastanza contenuto e buone prestazioni La spaziatura 11-28 del pacco pignoni è azzeccata per l’uso stradale, chi volesse cimentarsi invece su percorsi impegnativi, anche gravel, potrebbe richiedere maggiore agilità nei pignoni centrali.

Le ruote Mavic Ksyrium Disc, con 24 raggi anteriori e posteriori e perni passanti da 12 mm, sono perfette per contenere il prezzo finale garantendo una buona resistenza alla elevata coppia frenante prodotta dai freni a disco. Le ruote sono dotate di un kit per convertirle in perno passante da 15 mm o tradizionale sgancio rapido.

Tocco italiano con manubrio e attacco Deda, sinonimo di qualità, e sella fi’zi:k Antares. Il manubrio offre una buona impugnatura sia in presa alta che bassa, anche l’appoggio della mano in frenata è comodo e stabile. Buono l’assorbimento delle sollecitazioni della strada. Il reggisella, dal punto di vista dinamico, svolge un ottimo lavoro di assorbimento delle vibrazioni, opera che viene completata dalla sella fi’zi:k. Dal punto di vista delle regolazioni, il morsetto reggisella è dotato di una vite posta in cima allo stelo che controlla l’inclinazione. L’idea sulla carta è buona, ma all’atto pratico è scomoda e difficile da ruotare. B’TWIN ci ha assicurato che a Lille, sede della progettazione e sviluppo prodotti, stanno lavorando alle necessarie migliorie.

La Ultra 520 AF GF viene consegnata con tutti gli accessori previsti dal codice della strada, quindi luci, campanello e rifrangenti alle ruote e ai pedali, che qui sono dei semplici “flat” in resina. Proprio la scelta dei pedali ci sembra opinabile, trattandosi di una bici da corsa.

Della Ultra 520 AF GF esiste anche un allestimento più economico, Ultra 500 AF GF, con il medesimo telaio e le stesse ruote ma gruppo Shimano Sora. Ha un peso dichiarato di 9.5 kg (taglia M) e prezzo di listino di 899 €.

Sintesi dei test
– Altezza e peso del tester: 176 cm, 72 kg (senza abbigliamento)
– Bici in prova: misura M (tutti i dettagli nella scheda tecnica a fondo pagina)
– Peso rilevato bici completa: 8.74 kg (senza pedali)
– Periodo della prova: dal 12 dicembre 2017 al 28 febbraio 2018
– Uscite effettuate: 18
– Tempo totale di percorrenza: 42h.18min (uscita più lunga: 4h.53min)
– Distanza percorsa: 1.048 km (uscita più lunga: 125 km)
– Dislivello in salita: 14.360 metri (uscita con maggior dislivello: 1.160 metri)
– Percorsi effettuati: percorrenze medio-lunghe, con salite di medio sviluppo (max 8 km) e pendenze variabili fino al 18%, nella Brianza collinare e sulle Manie, Finale Ligure (SV). Condizioni meteo invernali con temperature basse, asfalto con le solite buche, rattoppi e dissesti tipici delle strade italiane.

Tech-Cycling_product_rating

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Assorbimento asperità
• Comfort
• Direzionalità I° (mantenimento traiettoria, stabilità)
• Direzionalità II° (rapidità nel cambio di traiettoria, maneggevolezza)
• Equilibrio ciclistico
• Finiture telaio
• Forcella (rigidità, precisione, prestazioni globali)
• Reattività nei rilanci
• Rigidità laterale telaio (rigidità torsionale)
• Smorzamento vibrazioni
• Tolleranza verticale telaio (“compliance”)










La prova su strada

PIANURA
Una delle caratteristiche principali dell’alluminio è la capacità di trasmettere le sollecitazioni senza modificarle. Ciò significa che tutta l’energia prodotta da un sassolino che passa sotto la ruota arriva al manubrio. Ma niente paura, sulla verticale il telaio trasmette una sensazione vellutata e confortevole, molto meglio di altri telai in alluminio, nonché di alcuni economici telai in carbonio. Sul piano orizzontale tutta l’energia impressa sui pedali arriva alla ruota posteriore senza sprechi.

Detto questo dobbiamo notare che la geometria del telaio rende la posizione di guida confortevole, per nulla affaticante e adatta alle lunghe distanze. Si sente che il livello di comfort è diverso rispetto al carbonio ma nelle uscite lunghe non abbiamo avvertito grande affaticamento a carico della zona lombare, che tra i punti di contatto bici-ciclista è l’unica parte che non può variare la posizione o assorbire meglio gli urti come mani e piedi. Sulle grandi distanze, se non si è ben allenati, la schiena inizia a sentire la strada, ma si tratta di percorrenze limite, raggiungibili solo occasionalmente.

Sulle medie distanze la Ultra 520 AF GF ha tutto per competere con le sorelle in carbonio, stabile e solida per spingere sui rettilinei, compatta e sufficientemente agile nelle curve. Le ruote, una volta in movimento, contribuiscono a mantenere un buona velocità di crociera.

SALITA
Il peso delle ruote e della bici in generale si riflette sulle prestazioni in salita, anche se non in maniera eccessiva, rilanci ed accelerazioni improvvise non sono il suo forte ed è preferibile procedere con andatura regolare. Se le gambe lo consentono sarebbe meglio pedalare in leggera progressione. Raggiunta una certa velocità la massa delle ruote diventa un vantaggio e l’effetto volano aiuta a mantenere l’abbrivio, ma ci vogliono sempre buone gambe. La posizione in sella più rilassata affatica di meno la schiena permettendo di risparmiare energie.

Il carro posteriore è efficiente e trasferisce l’energia dai pedali alle ruote senza sprechi. Il comfort è assicurato dalla flessibilità del lungo reggisella e dalla sella che insieme svolgono un buon lavoro per assorbire le sollecitazioni della strada. La forcella in carbonio ha un’ottima rigidità e precisione.

I progettisti B’TWIN hanno raggiunto un buon compromesso tra risparmio di energie, grazie alla posizione in sella più rilassata, e maggiore forza necessaria per portare in alto quei 1.700 grammi che la Ultra 520 AF GF paga alla sua sorella in carbonio.

DISCESA
Buonissima prestazione dell’anteriore che permette di disegnare traiettorie precise, la Ultra 520 AF GF è stabile sul dritto e in curva è in grado di gestire con sicurezza piccole correzioni di traiettoria. Le gomme causano una certa lentezza nei cambi di direzione e la percorrenza di curva non è rapidissima. I freni a disco hanno fornito prestazioni soddisfacenti. La loro modulabilità, in particolare sul bagnato, è sempre ottima anche se non brillano per potenza. La posizione di guida, più alta, offre una migliore visibilità e affatica meno i muscoli del collo.

In relazione all’utente tipo per cui è stata studiata offre un buon livello di sicurezza in tutte le condizioni tipiche delle discese. Per i ciclisti alle prime esperienze è un’ottima scuola per imparare ad andare forte in discesa: le sensazioni che trasmette il telaio sono corrette mentre il comportamento non esageratamente corsaiolo dà modo di crescere in progressione senza dover per forza gestire le prestazioni di una specialissima.

Chi la sceglie come seconda bici o come gravel bike potrà usare queste caratteristiche per affinare la tecnica di guida concentrandosi sulle varie fasi della curva per ottimizzare i movimenti e migliorarne l’esecuzione.

Valutazione componenti
Le ruote Mavic Ksyrium Disc sono un buon compromesso tra peso, rigidità e assorbimento delle vibrazioni. Pagano qualcosina nelle accelerazioni a causa del peso ma basta aumentare la velocità in progressione per limitare questa caratteristica. Una volta lanciate permettono buone velocità di crociera senza richiedere sforzi eccessivi.

La loro rigidità diventa un vantaggio in frenata, dove non sono mai in crisi, e in ingresso curva, dove risultano precise. In salita se ne avverte un po’ il peso che però non penalizza la prestazione in misura eccessiva. Il loro basso profilo le rende insensibili al vento laterale.

I copertoncini Mavic Yksion da 25 mm forniscono una buona aderenza grazie alla mescola “Simple Compound”, la gomma scende in piega con un comportamento omogeneo ma un po’ troppo lento. La percorrenza di curva è buona e la gomma trasmette una sensazione di morbidezza, anche se la percezione dell’angolo di piega non è esaltante. Caratteristiche che vanno a discapito del consumo del battistrada che ci è parso molto rapido. Le gomme però sono una scelta personale, chi vuole sentire tanto grip si troverà bene, per tutti gli altri il mercato offre mille possibilità.

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Il gruppo Sram Rival garantisce un livello di prestazioni in linea con la filosofia costruttiva della Ultra AF GF. La cambiata e è morbida e precisa, sporco e polvere non ne modificano il comportamento. Le leve di comando sono molto pronunciate e occupano parecchio spazio tra la leva freno e il manubrio, sono comode nell’uso su strada ma in fuoristrada, frenando in discesa, entrano spesso in contatto con le dita che stringono il manubrio. I freni hanno una potenza adatta all’impiego, senza eccessi.

Il manubrio Deda RHM02 è comodo sia in presa alta che bassa, le sue forme favoriscono lo spostamento delle mani da una presa all’altra. Peso non ridottissimo ma accettabile in rapporto alle qualità di smorzamento delle vibrazioni. L’attacco, sempre di casa Deda, è lo Zero2, un prodotto ben conosciuto e collaudato.

Il reggisella permette la regolazione dell’inclinazione della sella mediante la rotazione di un pomello. Il sistema è macchinoso ma ha il vantaggio, per un principiante, di mantenere facilmente la posizione, il peso è accettabile.

La sella fi’zi:k Antares R3 Endurance offre un buon appoggio e una grande aderenza del rivestimento. Confortevole sulle lunghe distanze grazie alle buone capacità di assorbimento delle sollecitazioni provenienti dalla strada.

Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Nessuno.

Scheda tecnica
Telaio: B’TWIN Ultra in Alluminio 6061, tubi a spessore variabile, perno passante 12×142 mm, attacco freno Flat Mount, compatibile con gruppi elettronici, peso dichiarato 1.470 gr.
Forcella: B’TWIN Ultra Evo Endurance, monoscocca in carbonio, attacco freno Flat Mount, cannotto sterzo 1.1/8”-1.5”, perno passante 12×100 mm, peso dichiarato 430 gr.
Serie sterzo: semi-integrata
Curva manubrio: Deda RHM02, diametro 31.8 mm, larghezza 420 mm, drop 130 mm, reach 75 mm, peso dichiarato 295 gr.
Attacco manubrio: Deda Zero2, Al 6061, lunghezza 100 mm, collarino 1.1/8”, conchiglia da 31.8 mm, peso dichiarato 140 gr.
Comandi e leve freno: Sram Rival HydroR – 11 speed
Freni: Sram Rival HydroR idraulici a disco, diametro rotori 160 mm (anteriore), 140 mm (posteriore), peso dichiarato 493 gr. per ruota.
Deragliatore: Sram Rival, Yaw system con “chain catcher”, peso dichiarato 79 gr.
Cambio: Sram Rival, gabbia media, peso dichiarato 191 gr.
Guarnitura: Sram Rival compact, corone 50-34, pedivelle 172.5 mm
Movimento centrale: Press Fit 86
Pignoni: Sram PG 1130 – 11 speed, scalati 11-28 (11/12/13/14/15/17/19/21/23/25/28)
Catena: Sram Rival PG 1130 11 speed
Reggisella: in carbonio, diametro 27.2 mm, lunghezza fusto 350 mm
Sella: fi’zi:k Antares R3 Endurance, carrello in lega K:ium, peso dichiarato 205 gr.
Ruote: Mavic Ksyrium Disc, peso dichiarato 1.890 gr., per copertoncino, attacco disco 6 fori oppure Center Lock
Pneumatici: Mavic Yksion, copertoncini per camera d’aria, carcassa in nylon 120 TPI, protezione antiforatura, misura 700×25c, peso dichiarato 245 gr.
Pedali: flat, in resina
Misure disponibili: XS, S, M, L, XL
Accessori di serie: Luci, rifrangenti alle ruote e ai pedali, campanello
Peso rilevato: 8.74 kg (taglia M, senza pedali)
Prezzo di listino: 1.399,99 euro


B’TWIN è un marchio distribuito da Decathlon


— FOTOGALLERY —







Articolo e foto a cura di Sergio Doria

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