Tour of Qatar ancora firmato Niki Terpstra

Già vincitore l’anno scorso, l’olandese Niki Terpstra (Etixx-Quick Step) si aggiudica anche questa 14esima edizione del Tour of Qatar, in virtù di una sontuosa cronometro individuale. Classifica a punti ad Alexander Kristoff (Katusha), Peter Sagan (Tinkoff-Saxo) miglior giovane, Etixx-Quick Step vincitrice tra le squadre.

Seconda partecipazione al Tour of Qatar e seconda vittoria, consecutiva, per l’olandese Niky Terpstra (Etixx-Quick Step), autore di una prestazione super alla tappa N.3, la cronometro individuale di 10.9 km sul circuito di Lusail, dove ha sgominato la concorrenza di atleti come Fabian Cancellara (Trek Factory Racing) e Sir Briadley Wiggins (Team Sky), campione mondiale in carica delle prove contro il tempo. Un Niky Terpstra che non ha commesso praticamente errori nel corso delle sei tappe, rimanendo sempre distante dai guai (molte le cadute, innescate dal forte vento), ben supportato dalla squadra che ha lavorato tanto anche per Tom Boonen.

Alla fine, la vittoria della Etixx-Quick Step nella classifica a squadre non è che la logica risultanza del lavoro di un team molto compatto e affiatato, che sa correre all’unisono, al motto di “uno per tutti e tutti per uno” tanto caro ai Moschettieri del Re. E il Re della squadra belga è il DS Patrick Lefevere, che ha visto i suoi uomini trionfare per ben 8 volte in 14 edizioni della corsa. Tom Boonen (2006, 2008, 2009, 2012), Wilfried Cretskens (2007), Mark Cavendish (2013), Niky Terpstra (2014, 2015).
Secondo in classifica, staccato di 6”, l’ottimo polacco Maciej Bodnar (Tinkoff-Saxo), anch’egli molto regolare e capace di eguagliare il terzo tempo di Bradley Wiggins nella prova a cronometro individuale. I 9” lasciati però sul circuito, lo hanno condannato alla piazza d’onore.

Terzo nella generale, il norvegese Alexander Kristoff (Team Katusha), dominatore della classifica a punti grazie a tre squillanti vittorie di tappa in volata (la seconda su Andrea Guardini, la quarta e la quinta su Peter Sagan). Un successo nell’ultima tappa gli avrebbe anche regalato il trionfo nella classifica generale del Tour of Qatar. Non sempre però le cose vanno come si vorrebbe, e forse un po’ affaticato dai giorni precedenti, non è riuscito a inserirsi nella lotta per la vittoria di tappa. Ad ogni modo il norvegese ha messo in mostra un buon livello di forma, è un velocista da tenere d’occhio nei prossimi appuntamenti agonistici. Vedremo se saprà mantenersi su questi valori fino alla Milano-Sanremo del 22 marzo, classicissima da lui vinta l’anno scorso.
Vincitore della classifica di miglior giovane, ma sempre superato in volata per una incollatura, lo slovacco Peter Sagan (Tinkoff-Saxo) avrebbe voluto ottenere di più da questo Tour of Qatar. Invece ha trovato sempre sulla sua strada qualche sprinter più brillante che non gli ha mai concesso di esultare per la vittoria. Ma il campione slovacco è sempre lì nelle posizioni che contano, una sua maggiore determinazione lo porterà a conquistare traguardi importanti.

La Etixx-Quick Step ha conquistato senza troppo affanni la classifica a squadre. Con e per il duo Niki Terpstra – Tom Boonen, hanno lavorato benissimo Iljo Keisse, Nikolas Maes, il nostro Matteo Trentin, Guillaume Van Keirsbulck, Stijn Vandenbergh e Martin Velits.

Capitano del Team Bora-Argon 18, il giovane irlandese Sam Bennett ha saputo ritagliarsi un bel momento di gloria all’ultimo metro dell’ultima tappa, conquistata grazie a una volata eseguita con perfetta scelta di tempo, purtroppo ai danni del nostro Andrea Guardini (Astana Pro Team), partito un po’ lungo e ritrovatosi in calo negli ultimi decisivi metri.

Classifica Generale
2) Maciej Bodnar (Pol) Tinkoff-Saxo
3) Alexander Kristoff (Nor) Katusha
4) Ian Stannard (GBr) Sky
5) Greg Van Avermaet (Bel) BMC
6) Peter Sagan (Svk) Tinkoff-Saxo
7) Luke Rowe (GBr) Sky
8) Heinrich Haussler (Aus) IAM Cycling
9) Tom Boonen (Bel) Etixx-Quick Step
10) Andriy Grivko (Ukr) Astana
00.00.06
00.00.09
00.00.12
00.00.19
00.00.31
00.00.33
00.00.39
st
00.00.41
– Sito web ufficiale Tour of Qatar
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © ASO






