Tour de France: il pistolero, lo smilzo, il condor e lo squalo

Alberto Contador, Chris Froome, Nairo Quintana e Vincenzo Nibali sono i pretendenti più autorevoli alla Maglia Gialla di questo 102° Tour de France, che scatterà sabato 4 Luglio da Utrecht (NL) con una crono individuale di 14 km. Pronostico difficilissimo, tutti e quattro si giocano ad armi pari la vittoria finale.
La 102esima edizione del Tour de France risulta essere la più corta di sempre, solo 3.344 km, e quella con meno km cronometrati, appena 42, dei quali 14 individuali e 28 a squadre. Sei tappe pianeggianti, sette di montagna con sei arrivi in salita. Si inizierà il 4 luglio dalla cittadina olandese di Utrecht, con l’unica prova individuale contro il tempo. Poi tappe per velocisti nel Nord della Francia, dalla Normandia alla Bretagna, prima della cronosquadre del 12 Luglio. Seguiranno i Pirenei e quindi le Alpi, con la mitica salita all’Alpe d’Huez collocata al penultimo giorno. Un tracciato che appare decisamente favorevole agli scalatori.
Le 21 tappe
04 luglio – tappa 1: Utrecht – Utrecht (ITT), 14 km
05 luglio – tappa 2: Utrecht – Zélande, 166 km
06 luglio – tappa 3: Anvers – Huy, 154 km
07 luglio – tappa 4: Seraing – Cambrai, 221 km
08 luglio – tappa 5: Arras – Amiens Métropole, 189 km
09 luglio – tappa 6: Abbeville – Le Havre, 191 km
10 luglio – tappa 7: Livarot – Fougères, 190 km
11 luglio – tappa 8: Rennes – Mur de Bretagne, 179 km
12 luglio – tappa 9: Vannes – Plumelec (TTT), 28 km
13 luglio – Riposo (Pau)
14 luglio – tappa 10: Tarbes – La Pierre-Saint-Martin, 167 km
15 luglio – tappa 11: Pau-Cauterets – Vallée de Saint-Savin, 188 km
16 luglio – tappa 12: Lannemezan – Plateau de Beille, 195 km
17 luglio – tappa 13: Muret – Rodez, 200 km
18 luglio – tappa 14: Rodez – Mende (Montée Laurent Jalabert), 178 km
19 luglio – tappa 15: Mende – Valence, 182 km
20 luglio – tappa 16: Bourg-de-Péage – Gap, 201 km
21 luglio – Riposo (Gap)
22 luglio – tappa 17: Digne-Les-Bains – Pra-Loup, 161 km
23 luglio – tappa 18: Gap – Saint-Jean-de-Maurienne, 185 km
24 luglio – tappa 19: Saint-Jean-de-Maurienne – La Toussuire-Les Sybelles, 138 km
25 luglio – tappa 20: Modane Valfrejus – Alpe d’Huez, 100 km
26 luglio – tappa 21: Sèvres-Grand Paris Seine Ouest – Paris Champs-Élysées, 107 km

I pronostici per la vittoria finale vertono sostanzialmente su quattro nomi: Alberto Contador (Team Tinkoff-Saxo), Chris Froome (Team Sky), Nairo Quintana (Movistar Team) e Vincenzo Nibali (Astana Pro Team). Il “pistolero”, lo “smilzo”, il “condor” e lo “squalo”. Nessuno è più favorito rispetto agli altri, la Maglia Gialla se la giocheranno alla pari. Sarà un Tour entusiasmante, vedremo chi riuscirà per primo a rompere gli equilibri in campo.
Alberto Contador (Team Tinkoff-Saxo), il “pistolero”
Il 32enne madrileno può vantare 9 vittorie sul campo nei Grandi Giri, ossia tre Tour de France (2007, 2009 e 2010), tre Giri d’Italia (2008, 2011 e 2015) e tre Vuelta a España (2008, 2012 e 2014). La giustizia sportiva gli ha tolto a tavolino il Tour 2010 e il Giro 2011, ma il valore del “pistolero” di Pinto rimane in tutto il suo splendore. In cerca della storica accoppiata Giro+Tour, mai più realizzata dal 1998, l’anno magico di Marco Pantani, in questo Tour Contador potrà fare affidamento su molti buoni gregari già avuti al Giro, ai quali si aggiungono Rafal Majka e Roman Kreuziger, due che potranno aiutarlo efficacemente nelle salite. Oltre al Giro d’Italia, quest’anno Contador ha vinto la recente Route du Sud. In corsa, sa gestire la situazione come pochi altri, classe ed esperienza non gli mancano certo. Per vincere il Tour, però, dovrà superarsi, perché i concorrenti sono agguerritissimi e non perdoneranno il minimo errore.
Chris Froome (Team Sky), lo “smilzo”
Il keniano bianco è in cerca di rivincite dopo le batoste della malasorte rimediate l’anno scorso al Tour, dove fu costretto al ritiro per una serie di cadute che ne minarono l’integrità fisica. Dispone di uno squadrone superlativo, competitivo su ogni terreno, otto gregari che in altre squadre potrebbero tranquillamente essere capitani: i britannici Geraint Thomas, Peter Kennaugh (attuale campione nazionale su strada), Ian Stannard e Luke Rowe, l’irlandese Nicolas Roche, il tasmaniano Richie Porte, il ceco Leopold König e l’olandese Wouter Poels. Nella bacheca di Froome la vittoria al Tour de France 2013, preceduta da quella al Giro del Delfinato. La replica al Delfinato 2015 è per lui un buon auspicio. Forte a cronometro, ma qui ce n’è poca, forte in salita, Froome soffre un po’ gli attacchi a sorpresa. Se riuscirà a gestirli, anche grazie all’aiuto della squadra, potrà indossare la Maglia Gialla sul podio di Parigi.
Nairo Quintana (Movistar Team), il “condor”
Preferendo gli allenamenti in altura all’atmosfera delle competizioni, il 25enne colombiano ha messo il suo sigillo quest’anno sulla Tirreno-Adriatico, per poi tornare sulle patrie vette e fare la sua comparsa alla Route du Sud, dove peraltro ha evitato accuratamente il confronto con Contador, viaggiando a fari spenti. Vincitore del Giro d’Italia 2014, è l’unico dei quattro pretendenti a non avere ancora conquistato la Maglia Gialla. Può contare sui servigi di una squadra ben assortita, in cui spicca un Alejandro Valverde in grado di vincere e far vincere qualsiasi tappa mossa o di montagna. Ha meno esperienza di tutti gli altri avversari, ma la fame di vittorie potrebbe essere l’additivo prestazionale che gli serve per conquistare il Tour.

Vincenzo Nibali (Astana Pro Team), lo “squalo”
Lo “Squalo dello Stretto” vorrebbe bissare il successo del Tour 2014, impresa difficile ma non impossibile per un campione della sua caratura. Come l’anno scorso, Nibali arriva a questo Tour con la maglia di campione nazionale, confortante segno di buona condizione atletica. Tra i cinque storici vincitori di tutti i Grandi Giri (per lui Vuelta a España 2010, Giro d’Italia 2013 e Tour de France 2014), Nibali ha i numeri per dominare qualunque tappa impegnativa e per scardinare i meccanismi difensivi degli avversari. Potrà avvalersi dell’aiuto di otto scudieri scelti esclusivamente per questo Tour, a parte l’estone Tanel Kangert che ha disputato anche il Giro d’Italia. Squadra omogenea, l’Astana, che potrebbe soffrire solo nella cronometro. Il bis di Nibali sarebbe un risultato eclatante, che non si registra di fatto dal 2010, quando Contador replicò il proprio successo 2009 prima che la giustizia sportiva lo invalidasse per la faccenda della bistecca al clenbuterolo. E ancora, nel 2005 Lance Armstrong e l’ultimo dei suoi 7 Tour, tutti cancellati dagli albi statistici. In pratica, per trovare un bis omologato al Tour de France, bisogna risalire a vent’anni fa, al 1995, con la cinquina di Miguel Indurain. Ad ogni modo il 31enne messinese sembra deciso più che mai a scrivere una nuova pagina di storia del ciclismo.
– Sito web ufficiale del Tour de France
Articolo a cura di Roberto Chiappa








