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Tour de France: Chris Froome, of course

Seconda vittoria su tre partecipazioni alla Grande Boucle per Chris Froome, che in questa 102esima si è aggiudicato anche la Maglia a Pois degli scalatori. Un successo costruito dalle prime tappe e finalizzato alla prima frazione di salita pirenaica. Ennesima Maglia Verde, la quarta consecutiva, per Peter Sagan.


La 102esima edizione del Tour de France sarà ricordata principalmente come quella con meno km a cronometro. Una prova individuale di 14 km a Utrecht, nel giorno inaugurale, e una cronosquadre di 28 km alla nona tappa, la Vannes – Plumelec. Un Tour che pareva disegnato per uno scalatore come Nairo Quintana (Movistar Team), poco avvezzo alle prove contro il tempo, e che invece ha visto l’egemonia di Chris Froome (Team Sky), in forma smagliante nelle prime due settimane di corsa, che ha inferto un colpo decisivo alla classifica negli ultimi 7 km della decima tappa, con l’arrivo sulla salita pirenaica de La Pierre-Saint-Martin, in cui ha sbriciolato la concorrenza. Ma il successo di Froome non è nato lì. Lo “smilzo” aveva raggranellato tempo prezioso fin dalla seconda tappa, scavando pian piano fra sé e gli avversari un solco che poi è diventato incolmabile proprio sull’inedita ascesa di Pierre-Saint-Martin.

Le ragioni del successo di Froome sono molteplici. Dal punto di vista psicologico, Froome è abbastanza fragile se isolato e attaccato individualmente. Diviene per contro invincibile quando la squadra lo protegge e lo supporta pienamente, come si è visto in questa Boucle. Forte di otto scudieri di lusso (i britannici Geraint Thomas, Peter Kennaugh, Ian Stannard, Luke Rowe, l’irlandese Nicolas Roche, il tasmaniano Richie Porte, il ceco Leopold König e l’olandese Wouter Poels), Froome ha beneficiato dell’aiuto del Team Sky fin dalla seconda tappa, la Utrecht – Zélande, flagellata da pioggia e raffiche di vento che hanno creato pericolosi ventagli nel gruppo. In quei frangenti, la tattica e la compattezza della Sky hanno consentito a Froome di giungere indenne al traguardo, avvantaggiandosi di 1’28” su Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) e Nairo Quintana, due tra i più pericolosi avversari. Presa la Maglia Gialla alla terza tappa, Froome l’ha ceduta poi a Fabian Cancellara (Trek Factory Racing) e Tony Martin (Etixx-Quick Step), entrambi costretti poi al ritiro a causa di brutte cadute. Riguadagnata alla tappa N.7, lo “smilzo” non se l’è più tolta.

L’impresa di Froome sui Pirenei, tappa N.10 del 14 Luglio, è una altro flash che rimarrà negli occhi di molti appassionati. Nel giorno della festa nazionale francese, il keniano bianco si involava a 7 km dalla vetta di Pierre-Saint-Martin, mulinando vertiginosamente i pedali con un ritmo che solo lui può tenere quando è in stato di grazia. Il risultato che ne seguiva erano 1’04” di distacco inflitto a Nairo Quintana, 2’51” ad Alberto Contador (Team Tinkoff-Saxo) e 4’25” a Vincenzo Nibali. La sensazione, poi rivelatasi esatta, era che il Tour fosse finito in quel momento.

Il tendone di scena della Grande Boucle, anticipatamente fatto calare in modo perentorio da Froome, irritava non poco i francesi, che sulla TV nazionale diramavano fantomatici dati prestazionali dello “smilzo”, accusato di doping ematico e anche di doping tecnologico (leggasi motorino interno al telaio). E qui si vedeva tutta l’influenza dei mass-media, che fomentavano gli animi portando alcuni spettatori a insultare pesantemente Froome, anche in modo delinquenziale (lanciandogli addosso sputi e perfino urina). Una bruttissima pagina del Tour.

Messo di fatto in cassaforte il successo finale, Froome ha viaggiato da padrone del vapore fino ai piedi delle Alpi, quando la sua condizione atletica ha iniziato leggermente a calare, e quella dei suoi principali avversari ad aumentare. Ma a quel punto i giochi erano già fatti. I due recuperi di Nairo Quintana (19esima e 20esima tappa) e lo splendido assolo di Vincenzo Nibali a La Toussuire non erano che timidi graffi alla solidità del vantaggio in classifica di Froome. I suoi avversari non hanno attaccato prima perché non erano in condizione di farlo, mentre nell’ultima settimana si è visto qualche tentativo di rosicchiare terreno allo “smilzo” da parte del “condor” Quintana e dello “squalo dello Stretto” Nibali.

Tour_de_France_2015_podio

Successo pienamente meritato, dunque, quello di Chris Froome, che replica esattamente l’annata 2013, quando vinse anche il Giro del Delfinato. Quest’anno, il keniano bianco si è aggiudicato anche la Maglia a Pois della classifica scalatori, conseguenza inevitabile delle sue prestazioni in salita sia nelle fasi di attacco, sia in quelle di difesa nei confronti degli avversari.

Il “condor” Nairo Quintana si starà certamente strappando le penne per l’occasione perduta. Un Tour con così pochi km a cronometro non capiterà forse più per parecchi anni. Unico in grado di pungere lo “smilzo” Froome nell’ultima settimana, costringendolo alla difensiva, lo scalatore colombiano può rammaricarsi di avere accumulato un handicap temporale nel corso delle prime tappe, senza più riuscire a rimarginare il gap. Il Tour lo si vince anche, e forse soprattutto, grazie alla regolarità nei piazzamenti, più che ai singoli exploit. Torna comunque a casa con il secondo posto e la Maglia Bianca di miglior giovane.

Splendido gregario al servizio di Quintana, il murciano Alejandro Valverde ha contribuito in modo determinante al successo della Movistar tra le squadre. Con indosso la maglia di campione nazionale, Valverde ha corso un Tour sempre da protagonista, cantando e portando la croce per il suo compagno di squadra Quintana. Impeccabile nella strategia di gara e nella scelta dei tempi, Valverde è finalmente riuscito a conquistare un podio finale che in passato gli era sempre sfuggito per tattiche avventate e scellerate.

Allo “squalo” Vincenzo Nibali non è bastata la cavalcata solitaria di 60 km verso La Toussuire per raddrizzare un Tour iniziato sotto una cattiva stella. In ritardo fin dalla seconda tappa, nelle prime due settimane Nibali non è mai apparso a livello del 2014, affondando pesantemente nella tappa dominata da Froome. Con l’arrivo delle Alpi, Nibali ha ritrovato un buon colpo di pedale, e la sua straordinaria vittoria colta alla 19esima giornata, con arrivo a La Toussuire, è da incorniciare. Il suo risveglio a questa Boucle è stato però tardivo.

Alberto_Contador

Grande atteso al via, in lizza per la storica accoppiata Giro+Tour che risale al 1998 (firma di Marco Pantani), il “pistolero” Alberto Contador non è mai riuscito a sparare un colpo dei suoi. Qualche timido allungo assieme ai compagni di squadra, ora Rafal Majka ora Michael Rogers, una caduta nella discesa verso Pra Loup alla 17esima tappa, qualche velleitaria sortita solitaria subito rintuzzata dagli avversari. Non era il Contador visto al Giro d’Italia, ma il cuore e l’animo ce li ha messi tutti, come sempre. Il suo quinto posto finale rispecchia i valori visti in campo. Rimane pur sempre uno dei corridori più amati e acclamati dal pubblico.

Peter_Sagan

Compagno di Contador alla Tinkoff-Saxo, Peter Sagan correva però per un obiettivo diverso, la Maglia Verde della classifica a punti. Come nei tre anni precedenti, lo slovacco centrava il bersaglio, portando a quattro la striscia di vittorie consecutive in questa speciale classifica. Un risultato che lo pone di diritto tra i grandissimi della storia del Tour, preceduto solo dal tedesco Erik Zabel, che vinse la classifica a punti per sei volte consecutive (dal 1996 al 2001). Ma la serie vincente di Sagan è impressionante, perché ottenuta in sole quattro partecipazioni al Tour e, quest’anno, senza riuscire a vincere alcuna frazione, pur piazzandosi spesso sul podio di tappa.

Tour_de_France_2015_podio_finale

Classifica Generale

1) Christopher Froome (GBr) Team Sky
2) Nairo Quintana (Col) Movistar Team
3) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
4) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
5) Alberto Contador (Spa) Tinkoff-Saxo
6) Robert Gesink (Ned) Team LottoNL-Jumbo
7) Bauke Mollema (Ned) Trek Factory Racing
8) Mathias Frank (Swi) IAM Cycling
9) Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
10) Pierre Rolland (Fra) Team Europcar
84.46.14
00.01.12
00.05.25
00.08.36
00.09.48
00.10.47
00.15.14
00.15.39
00.16.00
00.17.30

– Sito web ufficiale del Tour de France


Articolo a cura di Roberto Chiappa

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