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Selle Italia SLR Boost 3D

Test di 10 mesi e accurata analisi tecnica della SLR Boost 3D di Selle Italia. Frutto delle più sofisticate tecnologie di produzione, rappresenta lo stato dell’arte delle selle da competizione. Un prodotto esclusivo che nel nostro test ha mostrato grandi prestazioni insieme a un comfort eccezionale.


In casa Selle Italia il nome SLR è sinonimo di gare, di alte prestazioni e di leggerezza estrema, il tutto unito a un ottimo comfort. Con la tecnologia 3D i tecnici veneti hanno portato le prestazioni globali della SLR su un piano diverso, molto più elevato e aperto a sviluppi futuri.

La SLR Boost 3D è un concentrato di tecnologia, a partire dal materiale utilizzato per l’imbottitura, passando per il processo costruttivo per arrivare al software di progettazione che è già pronto per ulteriori evoluzioni e miglioramenti. Gli atleti Pro Tour a cui è affidato lo sviluppo in gara della SLR Boost 3D – il più famoso è Matteo Trentin – stanno già correndo con prototipi dalle caratteristiche più raffinate e prestazioni ancora migliori. Per il nostro test Selle Italia ci ha inviato una SLR Boost 3D con carrello in lega Ti316, lega di acciaio inox stabilizzata con l’aggiunta di titanio, praticamente la versione “base” della gamma.

Materiali e caratteristiche
La SLR Boost 3D presenta una imbottitura aperta, a vista, costituita da una struttura a reticoli sovrapposti realizzata mediante il sistema di stampa tridimensionale grazie ai macchinari dell’azienda californiana Carbon.

Il materiale utilizzato è l’EPU 41, una resina fotosensibile a base poliuretanica con ottime caratteristiche di resistenza allo strappo, ritorno di energia e allungamento che lo rendono perfetto per l’assorbimento degli urti e l’isolamento dalle vibrazioni. Oltre ad essere biocompatibile l’EPU 41 consente di creare strutture di tipo “lattice” che permettono di regolare il livello di elasticità su differenti parti del prodotto.

Il processo costruttivo della struttura 3D è chiamato DLS (Digital Light Synthesis), nel quale gli strati si formano esponendo la resina fotosensibile, allo stato liquido, alla luce UV attraverso una maschera. Nelle aree colpite dalla luce il liquido reagisce formando uno strato che affonda allontanandosi dalla superficie per lasciare spazio a un nuovo strato. Il prodotto finito viene estratto dal liquido per essere sottoposto ad un trattamento termico che ne aumenta la resistenza. La struttura 3D che ne risulta è priva di vuoti e presenta una sovrapposizione dei livelli quasi invisibile.

La struttura tridimensionale si presenta con una superficie esterna reticolare composta da piccole croci contenute da quadrati con spigoli arrotondati. Nella parte inferiore, una serie di colonnine con diversa inclinazione fornisce il supporto necessario. L’inclinazione e il diametro delle colonnine determinano la rigidità dei vari settori.

Il profilo della SLR Boost 3D è “neutral”, cioè indicato per ciclisti con rotazione pelvica neutrale, anche se, come si vede dalle foto, è leggermente “wave”,cioè ondeggiante. Il profilo presenta una zona di appoggio centrale piana, lunga 60 mm, centrata sul riferimento BRP posto sotto lo scafo. La punta e la coda sono leggermente più alte, con l’estremità anteriore che torna a scendere. Le ali, disegnate per contenere lo spazio necessario per le zone di appoggio del bacino, sono abbastanza strette e rastremate.

Lo scafo è in Nylon caricato al carbonio, un mix in grado di donare alla struttura il giusto equilibrio tra consistenza e flessibilità mantenendo costanti nel tempo il valori di deformazione elastica.

Il carrello è in lega Ti316, acciaio inox stabilizzata con l’aggiunta di titanio, classificata come lega per impieghi speciali o superleghe. La sezione del carrello è tonda e presenta i classici 7 mm di diametro, compatibili con qualsiasi morsetto reggisella. La zona utile per lo spostamento della sella, 45 mm con suddivisioni di 1 mm, è riportata sul solo lato destro del carrello. Il posizionamento sul reggisella è facilitato dal riferimento BRP (Biomechanical Reference Point) posto sotto lo scafo.

La SLR Boost 3D è disponibile nella sola versione “Superflow” con foro di scarico centrale di ampie dimensioni, scelta tecnica mirata a diminuire al minimo i disturbi causati da una prolungata pressione sulla zona pelvica. Le taglie sono due: S3 con larghezza scafo di 130 mm e L3 con larghezza scafo di 145 mm. Il peso dichiarato per le due taglie è simile: 200 grammi per la S3 oggetto del nostro test e 205 grammi per la L3. Sulla nostra bilancia l’esemplare in prova ha fatto segnare un peso di 199 grammi. Il prezzo di listino è di 359,90 euro.

Il livello di prezzo è dovuto in parte alla esclusività del progetto e in parte al processo produttivo che è fisiologicamente laborioso. Non tanto per la fase di costruzione del pad, che dura circa un’ora, quanto per le dimensioni del vassoio di carica, che può contenere tre pad, e dalla disponibilità, in tutta Italia, di sole due stampanti 3D di questo tipo.

Con un rapido calcolo si può stimare una produzione teorica massima di 144 selle al giorno, che però va divisa, non equamente, sui 4 modelli 3D che attualmente il gruppo Selle Italia/San Marco ha in catalogo. A questo numero va tolto il tempo per caricare/scaricare il vassoio e la produzione dei prototipi.

La famiglia SLR Boost 3D si completa con la versione Kit Carbon, con carrello in carbonio. I pesi sono 166 grammi per la S3 e 171 grammi per la L3. Il prezzo di listino è di 449,90 euro.

Rilevazioni effettuate
• Peso rilevato: 199 grammi
• Lunghezza scafo: 249 mm
• Larghezza massima scafo: 130 mm
• Altezza scafo: 50 mm (dal bordo inferiore alla sommità della porzione centrale)
• Sezione carrello: 7 mm
• Segmento utile carrello: 45 mm
• Distanza massima carrello-scafo: 20 mm
Prezzo di listino: 359.90 euro

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Comfort
• Ergonomia
• Finiture
• Facilità di posizionamento
• Grip del rivestimento
• Qualità complessiva rivestimento
• Resistenza rivestimento allo sfregamento
• Versatilità di utilizzo







La nostra prova
Abbiamo sottoposto la SLR Boost 3D a a un test di dieci mesi e 5mila km cercando di metterla alla prova in tutte le condizioni di impiego che un amatore può trovare. Dalle uscite, brevi ma intense, con il freddo in inverno e con la pioggia in primavera, alle lunghe pedalate sotto il sole, con caldo e afa, in estate. Dalle salite delle Alpi Apuane alle Dolomiti passando dai nostri abituali tracciati che ricalcano i percorsi de Il Lombardia e della Coppa Agostoni. Dal manto stradale coperto di buche e rattoppi di molte delle nostre strade ma anche sull’asfalto appena rifatto per il passaggio del Giro d’Italia.

Inoltre, durante il test, grazie all’organizzazione dell’ufficio stampa di Selle Italia, ci siamo relazionati più volte con il Product Manager per confrontare le nostre sensazioni con quelle dei Pro che si occupano dei collaudi su strada.

Il primo step del nostro test ha riguardato il corretto posizionamento della SLR Boost 3D sulla bici, operazione fondamentale per sfruttare appieno le prestazioni e il comfort offerto dalla sella.

La SLR Boost 3D ricalca in tutto e per tutto, come forma e dimensioni, la SLR Boost tradizionale. Facile dunque per noi passare dalla SLR Boost Kit Carbon che avevamo a questa 3D. E’ bastata una uscita, con due aggiustamenti di 1 mm in avanti e 1 mm in alto, per trovare la nostra la posizione ideale.

Discorso diverso quando, qualche mese dopo, abbiamo ripetuto il test passando da una Flite Boost Kit Carbon alla SLR Boost 3D. In questo caso con il “fai da te” per trovare la posizione ideale abbiamo impiegato molte uscite e parecchi piccoli spostamenti. Se mal posizionata, questa sella appare piuttosto scomoda, poiché possiede un’anima racing che non ammette compromessi di sorta nel posizionamento. Ma quando si azzecca la posizione, la SLR Boost 3D è molto accogliente e performante.

Per chi ama il “fai da te”, i tecnici Selle Italia consigliano di partire posizionando la zona centrale (3 cm prima e 3 cm dopo il riferimento BRP posto sotto lo scafo) perfettamente in piano. In questo modo la coda sale a dare appoggio in salita e la punta tende a scendere per favorire l’avanzamento nelle fasi di massima spinta.

La SLR Boost 3D offre un supporto con consistenza differenziata in base ai punti pressione. Ciò significa che la zona dell’appoggio ischiatico sulle ali della sella ha una certa rigidità mentre la parte che va verso la punta, dove si appoggia la zona perineale, è più morbida. Il supporto del bacino dà la sensazione di rimanere sopra la superficie della sella senza nessuna compressione, né dell’imbottitura né dei tessuti del nostro corpo. E’ l’effetto della deformazione mirata e controllata della struttura 3D che avviene solo nei punti sottoposti a pressione nella quantità prevista dai progettisti. In realtà la struttura 3D si comprime abbassandosi di circa 1 mm.

Le ali sono ridotte al minimo indispensabile, dopo ogni uscita si può vedere l’area di appoggio del bacino leggermente compressa a pochi mm dal bordo della sella. Il materiale riprende la sua forma in pochi minuti ma lascia la consapevolezza del lavoro fatto dai tecnici Selle Italia per eliminare tutto ciò che non è funzionale alla prestazione.

Una volta in sella ci si rende subito conto che la SLR 3D fornisce una quantità di informazioni di qualità prettamente racing. I tecnici veneti sono riusciti a trovare un equilibrio tra le sensazioni nitide, precise, che vengono trasmesse con la secchezza e velocità richiesta dalle competizioni e la necessità di assorbire ed eliminare quasi completamente le vibrazioni fastidiose che arrivano dal fondo stradale. L’appoggio è consistente ma il comfort della SLR Boost 3D è sempre di livello superiore, niente a che vedere con le selle tradizionali.

Ciò che per un ciclista professionista è necessario per esprimersi al top, per l’amatore diventa una esperienza davvero esaltante. Questa apparente “solidità” consente una perfetta lettura delle sensazioni che provengono dalla sella. Si percepisce il grip prodotto dai copertoncini sull’asfalto, la tensione della ruota posteriore e il tiro della catena in maniera molto nitida, sensazioni che consentono di portare la guida ad un altro livello.

Il livello di comfort è sorprendente, offre la sensazione di essere sospesi sopra la sella ma anche di essere appoggiati su sostegno solido. La seduta è estremamente comoda senza pressioni nei punti di appoggio e le sollecitazioni della strada vengono filtrate quasi per intero dalla struttura 3D.

L’equilibrio tra anima racing e comfort sulle lunghe distanze consente di entrare in simbiosi con il mezzo con una facilità mai riscontrata prima, con una conduzione della bici più raffinata nei movimenti e maggiormente consapevole dei limiti propri e della bici.

Dopo il periodo di assuefazione ci si rende conto di un miglioramento nella fluidità della pedalata, nella capacità di esprimere potenza sui pedali ma soprattutto nella resistenza sulle lunghe distanze. In sella, nella posizione corretta, si possono percorrere molti km sentendosi sempre comodamente seduti nella posizione ideale per spingere al massimo, o per risparmiare qualche watt e pedalare più a lungo alla stessa velocità, senza pressioni nei punti appoggio.

In pianura si pedala sentendo il bacino sempre ben sorretto dalla struttura 3D nella posizione di massima efficienza. La pedalata è fluida, la seduta è stabile e la capacità di assorbimento consente di evitare quei piccoli movimenti dei muscoli dorsali e degli arti inferiori, necessari per compensare i piccoli sobbalzi. Il livello di comfort è decisamente elevato, fuori scala se paragonato alle selle convenzionali, e contribuisce a ridurre il dispendio energetico e a mantenere una performance costante per periodi molto lunghi.

In salita la pedalata migliora drasticamente per efficienza ed efficacia. La forma della SLR Boost 3D, leggermente a onda, permette di ottimizzare la fase di spinta sui pedali con piccoli spostamenti avanti e indietro anche se, grazie al comfort offerto, si tende prevalentemente a rimanere nella stessa posizione. La parte posteriore crea un maggior appoggio per meglio stabilizzare il bacino e consentire al ciclista di sfruttare al meglio tutti i watt di cui dispone. Quando invece, al massimo dello sforzo, si avanza sulla sella ci si trova su una superficie ridotta, morbida, che però mantiene l’equilibrio tra consistenza racing e comfort elevato.

Il carrello in acciaio, rispetto al carbonio, è più secco e diretto nel trasmettere le sensazioni. Il livello di comfort è diverso ma pur sempre ottimale. Su scala 20, la SLR tradizionale vale 10, la 3D con carrello in acciaio 19 e la versione carbon 20. La differenza è poca, ma con il carbonio risulta ancora più confortevole.

Tra le particolarità della SLR Boost 3D dobbiamo segnalare un certo passaggio d’aria sotto il fondello dei bibshorts, cosa facilmente avvertibile a velocità superiori a 40 km/h. Il flusso d’aria si infila nelle struttura reticolare e va a rinfrescare il fondello dei pantaloncini e d’estate è un valore aggiunto sul versante comodità.

Altra particolarità è una leggera variazione di consistenza in funzione della temperatura esterna, con il freddo la sella diventa lievemente più rigida. La differenza è minima, solo i più sensibili riusciranno a percepirla ma sappiate che, nel caso, sareste in ottima compagnia. I tecnici Selle Italia ci hanno spiegato che solo due Pro, Matteo Trentin e Cristian Sbaragli, oltre al nostro tester e al Product Manager dell’azienda veneta, sono riusciti a percepire questo minimo cambiamento.

Le finiture della SLR Boost 3D sono curatissime. La struttura 3D è aperta e lo sporco può penetrare in profondità, su strada capita solo pedalando sotto la pioggia, in fuoristrada il fango va ad accumularsi all’interno della sella. Per la pulizia il sistema migliore rimane il lavaggio con acqua corrente e, quando serve, un passaggio finale con l’aria compressa, capovolgendo la sella. Per quest’ultimo passaggio di solito estraiamo il reggisella dal telaio, evitando di perdere il suo riferimento.

Dopo dieci mesi di utilizzo la SLR Boost 3D del nostro test si presenta in condizioni eccellenti. Il logo sulla punta tende a riempirsi di polvere e va pulito spesso. La struttura 3D rimane all’interno del profilo dello scafo che la protegge dal contatto con l’asfalto in caso di caduta.

La SLR Boost 3D è ideale per le uscite lunghe, sei ore in sella passano senza problemi di sfregamenti o irritazioni. Il foro centrale di ampie dimensioni scarica completamente la zona perineale dalle sollecitazioni mentre l’appoggio si concentra all’esterno. Lo strato a contatto con i pantaloncini offre un ottimo grip, non abbiamo rilevato abrasioni o consumo anomalo nella lycra dei pantaloncini né della calzamaglia.

Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Nessuno.


– Sito web Selle Italia


Articolo e foto a cura di Sergio Doria

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