Record dell’Ora donne, colpo grosso di Evelyn Stevens

Netta affermazione della 32enne statunitense in questa massacrante specialità su pista. Sul nuovo pitch olimpico di Colorado Springs, alle ore 12 locali di ieri 27 febbraio, Evelyn Stevens ha messo a segno il nuovo Record dell’Ora femminile, con una distanza di 47,980 km, guinness che potrebbe resistere a lungo.

Pur essendo una specialista delle gare contro il tempo (campionessa del mondo cronosquadre 2013 e 2014 e bronzo mondiale 2014 nella crono individuale), Evelyn Stevens (Boels Dolmans Cycling Team) non si era mai cimentata prima d’ora in una performance titolata su pista. L’idea di tentare il Record dell’Ora femminile le è balenata in mente ai primi di febbraio, cioè due settimane dopo avere visto l’aussie Bridie O’Donnell segnare 46,882 km/h sul parquet del Super-Drome di Adelaide (AUS).

Scelta la location, l’Olympic Training Center Velodrome di Colorado Springs, a 1.800 metri di altitudine, la Stevens ha preparato l’evento in sole tre settimane, curando comunque tutti gli aspetti, dalla preparazione atletica all’alimentazione all’abbigliamento, mentre per la bici ha potuto contare sull’appoggio di Specialized (qui una panoramica tecnica sulla sua Shiv TT).
La Stevens ha iniziato cautamente la propria performance, con un primo giro quasi turistico, ma dal secondo ha inanellato una impressionante costanza di rendimento, con i primi 15’ percorsi alla media di 25” scarsi a giro, e il resto della prestazione tra 24” e 25” a giro, rimanendo spesso sopra i 48 km/h di media.

Stanca ma non esausta al termine della prova, Evelyn Stevens ha così migliorato di 1.098 metri il precedente record. “Non potrebbe essere stata giornata migliore, sono riuscita a mantenere i tempi che mi ero prefissata. Alla fine avrei voluto aumentare il ritmo per superare i 48 km/h, ma ero al limite.” ha dichiarato Evelyn dopo essere scesa dalla bici. La sensazione, nostra e forse anche un po’ di tutti quanti, è che questo nuovo limite di 47,980 km sia destinato a durare parecchio.
Articolo a cura di Roberto Chiappa




