Paris-Roubaix, un canguro sul pavé

Vittoria a sorpresa dell’australiano Mathew Hayman (Orica-GreenEdge) che vince la volata a quattro nel velodromo di Roubaix, superando Tom Boonen (Etixx-Quick Step) rimasto a due metri dalla storia. Caduta senza conseguenze per Fabian Cancellara (Trek Segafredo), estromesso però dalla lotta per le prime posizioni.

Il nome che non ti aspetti sul podio di Roubaix, quello del quasi 38enne australiano Mathew Hayman (Team Orica-GreenEdge), alla sua 12esima partecipazione a questa gara, dunque non certo un carneade, ma il cui migliore piazzamento qui era un ottavo posto, conseguito nel 2012. Incredulo lui stesso per la sua affermazione, dato che era reduce da un mese di stop causa frattura del radio ed era rientrato alle competizioni solo da una settimana.

Il “canguro” della Orica-GreenEdge è riuscito a vincere una gara disputata a ritmi elevatissimi, chiudendola a 43,910 km/h di media. E’ la seconda Roubaix più veloce di sempre, dietro a quella del 1964 vinta dall’olandese Peter Post alla media di 45,129 km/h.

Velocità del gruppo elevata fin dallo start, con allunghi immediatamente rintuzzati, finchè al primo settore di pavé, il N.27, un gruppo di 16 corridori prendeva il largo con 2’ di vantaggio: Sylvain Chavanel (Direct Energie), Matthew Hayman e Magnus Cort Nielsen (Orica-GreenEdge), Tim Declercq (Topsport Vlaanderen-Baloise), Frederik Backaert (Wanty-Groupe Gobert), Borut Bozic (Cofidis), Marko Kump (Lampre), Salvatore Puccio (Sky), Johan Le Bon (FDJ), Maxime Daniel (AG2R), Reinardt Janse van Rensburg (Dimension Data), Imanol Erviti (Movistar) e Yaroslav Popovych (Trek-Segafredo), alla sua ultima gara prima del ritiro.

I fuggitivi arrivavano ad accumulare 3’45” di margine in prossimità del settore di pavé N.20, quando però una caduta ne sfilacciava i ranghi. Si muoveva allora la Etixx-Quick Step, con il “panzerwagen” Tony Martin, seguito dai compagni Zdenek Stybar e Tom Boonen, da Luke Rowe e Ian Stannard (Team Sky), da Sep Vanmarcke (Team LottoNL-Jumbo), da Fabian Cancellara (Trek-Segafredo), da Peter Sagan (Tinkoff) e da Edvald Boasson Hagen (Dimension Data).

Nella Foresta di Arenberg si accendeva una gara nella gara. Boonen, Vanmarcke e Rowe lasciavano la compagnia e riuscivano ad agguantare il gruppetto dei battistrada poco prima del settore di pavé N.13, da Beuvry a Orchies, distanziando di circa 50” gli inseguitori, guidati da Cancellara.

Sul fangoso pavé di Mons-en-Pévèle, Cancellara incappava in una scivolata e Peter Sagan, appena dietro di lui, si produceva in un numero di scuola circense riuscendo a saltare la bici dello svizzero senza cadere. Cancellara ripartiva, ma il suo svantaggio di 3’ era eccessivo per nutrire speranze di vittoria. Sagan proseguiva, ma non avendo compagni di squadra con i quali spartire la rimonta era costretto a tirare tutto il gruppo, perdendo così terreno rispetto ai primi, che invece viaggiavano di comune accordo, dandosi cambi rapidi e regolari.

A 30 km dal traguardo comandavano la corsa 11 corridori, con un vantaggio superiore al minuto: Maarten Wynants e Sep Vanmarcke (Team LottoNL-Jumbo), Marcel Sieberg (Lotto Soudal), Aleksejs Saramotins e Heinrich Haussler (IAM Cycling), Imanol Erviti (Movistar Team), Luke Rowe e Ian Stannard (Team Sky), Tom Boonen (Etixx-Quick Step), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data) e Mathew Hayman (Orica-GreenEdge).

Ai -18 km rimanevano soltanto in cinque, ed era chiaro che dovessero essere loro a giocarsi il successo finale: Hayman, Stannard, Boonen, Vanmarcke e Boasson Hagen. Sul pavé del Carrefour de l’Arbre allungava Vanmarcke e perdeva contatto Hayman, che però riusciva miracolosamente a rientrare al termine del tratto di pavé. L’allungo del belga gli fruttava 10”, ma veniva ripreso nello spazio di 2 km. Ci provava anche Ian Stannard, ai -6 km, mentre Boonen saggiava di tanto in tanto la condizione dei suoi quattro avversari.

Quando mancavano due km all’ingresso nel velodromo, Hayman tentava l’assolo, Boonen reagiva e nonostante la sua pedalata fosse un po’ legnosa riusciva a riprendere l’aussie, entrando per primo sul pitch del velodromo. Mezzo giro e ai due si univano anche Stannard, Vanmarcke e Boasson Hagen, che appariva palesemente in riserva.
Volata a quattro piuttosto lunga, partiva per primo Hayman, Boonen trovava lo spazio giusto tra Stannard e Vanmarcke ma mulinava un rapporto un pochino troppo duro per contrastare il guizzo vincente di Hayman, che compiendo 38 anni il 20 aprile si faceva il regalo della vita, secondo australiano a vincere la Regina delle Classiche dopo Stuart O’Grady nel 2007.

Ordine d’arrivo
2) Tom Boonen (Bel) Etixx-Quick Step
3) Ian Stannard (GBr) Team Sky
4) Sep Vanmarcke (Bel) Team LottoNL-Jumbo
5) Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
6) Heinrich Haussler (Aus) IAM Cycling
7) Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal
8) Aleksejs Saramotins (Lat) IAM Cycling
9) Imanol Erviti Ollo (Spa) Movistar Team
10) Adrien Petit (Fra) Direct Energie
11) Peter Sagan (Svk) Tinkoff Team
12) Maarten Wynants (Bel) Team LottoNL-Jumbo
13) Oliver Naesen (Bel) IAM Cycling
14) Luke Rowe (GBr) Team Sky
15) Ramon Sinkeldam (Ned) Team Giant-Alpecin
16) Dylan Van Baarle (Ned) Cannondale Pro Cycling
17) Bert De Backer (Bel) Team Giant-Alpecin
18) Luke Durbridge (Aus) Orica-GreenEdge
19) Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team
20) Christophe Laporte (Fra) Cofidis
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Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Getty Images Sport – © TDW Sport




