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Paris-Roubaix, monumentale Gilbert

Il belga Philippe Gilbert (Deceuninck-Quick Step) ha meritatamente conquistato la 117^ edizione di questa gara Monumento, innescando una mini-fuga ai -67 km dall’arrivo, scremando poi i ranghi e battendo agevolmente allo sprint il tedesco Nils Politt (Katusha-Alpecin), ultimo ad arrendersi.


Grandissima prova di Philippe Gilbert (Deceuninck-Quick Step), capace di dominare autorevolmente gli ultimi 67 km di una gara storicamente durissima, pur essendo quest’anno asciutta e polverosa in virtù di giornate secche e ventose, come quella odierna. Gilbert ha vinto alla sua maniera, mostrando un invidiabile acume tattico e un guizzo vincente allo sprint, doti che gli hanno permesso di vincere in carriera gare come Il Lombardia (2009 e 2010), la Liegi-Bastogne-Liegi (2011) e il Giro delle Fiandre (2017), senza contare i suoi altri successi come l’Amstel Gold Race (2010, 2011, 2014 e 2017), la Freccia Vallone (2011), la Parigi-Tours (2008 e 2009), il Mondiale 2012, tre tappe al Giro d’Italia, una al Tour de France e cinque alla Vuelta a España. Fenomenale, anche oggi, alla 117^ edizione della Paris-Roubaix.

Il quasi 37enne belga metteva così in bacheca un’altra classica Monumento, ma questa è la sua prima Roubaix. Se dovesse vincere anche alla Milano-Sanremo, l’unica che gli manca, sarebbe uno dei pochi fuoriclasse, curiosamente tutti belgi, ad avere vinto tutte le 5 grandi Classiche del ciclismo, e si aggiungerebbe a Eddy Merckx, Roger De Vlaeminck e Rik Van Looy.

La 117^ edizione della Paris-Roubaix partiva come sempre dalla cittadina francese di Compiègne, con traguardo nel velodromo André-Pétrieux di Roubaix, dopo 257 km di cui 54.5 km di pavé distribuiti in 29 settori. Meteo fortunatamente favorevole, terreno asciutto e polveroso, ma fastidioso vento contrario. Fuga al km 87 per 9 corridori, tra loro nessun capitano e il gruppo concedeva 43” prima che un drappello di 17 corridori si mettesse in caccia dei battistrada, ripresi attorno al km 100 quando il vantaggio complessivo era di una 30ina di secondi. Il gruppetto d’avanguardia così formatosi comprendeva anche corridori di buona leva, come Yves Lampaert (Deceuninck-Quick Step), Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), Stefan Küng (Groupama-FDJ), Matti Breschel (EF Education First), Nils Politt e Marco Haller (Katusha-Alpecin),Edward Theuns (Trek-Segafredo), Maciej Bodnar (Bora-Hansgrohe) e i nostri Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) e Davide Ballerini (Astana).

Dietro, una foratura rallentava Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) e André Greipel (Areka-Samsic), malasorte occorsa anche al nostro Matteo Trentin, che si ritrovava così risucchiato nel plotone principale. Problemi anche per Wout van Aert (Team Jumbo-Visma) e Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), rallentato da una caduta altrui e costretto a mettere piede a terra. Davanti intanto, a metà gara, la ventina di fuggitivi viaggiava con circa mezzo minuto di vantaggio.

Tra forature, scivolate e guai meccanici di vario genere, la gara proseguiva e gli inseguitori, sebbene sempre più sfilacciati, riuscivano a chiudere il gap con il gruppetto davanti ai -65 km, mentre un incredibile Wout van Aert riusciva a rientrare per ben 2 volte nel gruppo causa noie meccaniche, prima, e una caduta, poi.

Attorno al km 190 allungava nuovamente un terzetto formato da Rudiger Selig (Bora-Hansgrohe), ancora Nils Politt ma soprattutto Philippe Gilbert (Deceuninck-Quick Step), e i tre si prendevano 15” di vantaggio. La mossa innescava il forcing di Peter Sagan, che partito un po’ in sordina sembrava a quel punto avere ritrovato una pedalata ficcante. Sagan si portava dietro altri 6 corridori di spessore, tra cui Wout van Aert, Sep Vanmarcke (EF Education First), Marc Sarreau (Groupama-FDJ) e Yves Lampaert, uno degli autori della prima fuga.

Il comando delle operazioni ai -50 km era così in mano a 8 uomini, che potevano vantare 30” sugli inseguitori. Il tratto di pavé di Mons-en-Pévèle non mescolava i ranghi, gli otto viaggiavano sempre compatti di comune accordo. Poco dopo perdevano contatto Marc Sarreau e Christophe Laporte (Cofidis), e davanti rimanevano in 6, riuscendo però ad aumentare a 57” il loro vantaggio quando mancavano 30 km al traguardo.

Ai -22 km il sestetto si spezzava, Wout van Aert e Sep Vanmarcke perdevano contatto con gli altri, Yves Lampaert, compagno di Philippe Gilbert, rimaneva con loro nel ruolo di stopper, e davanti rimanevano Sagan, Gilbert e Politt. La situazione durava però lo spazio di un paio di km, perché Lampaert si muoveva per dar manforte a Gilbert e all’ingresso del temutissimo settore di pavé del Carrefour de l’Arbre, ai -16 km, erano nuovamente in 5, con Lampaert e Vanmarcke che si mettevano a ruota di Gilbert, Sagan e Politt.

All’uscita del Carrefour de l’Arbre restavano davanti soltanto Gilbert e Politt, perché Sagan accusava la fatica, Vanmarcke era già in riserva da tempo e lamentava un problema al pedale, Lampaert non tirava poiché davanti c’era il suo team-mate Gilbert. E ai -10 km il vantaggio della coppia sul terzetto era di 27”. L’epilogo della Roubaix, a questo punto, sembrava circoscritto al duetto di testa.

L’ingresso della coppia Gilbert-Politt nel velodromo di Roubaix scatenava l’ovazione della folla e caricava ancora di più i due. Politt sprintava all’ultima curva, ma Gilbert era più esplosivo e lo precedeva agevolmente, conquistando così per la prima volta la Paris-Roubaix. A una dozzina di secondi giungeva solitario il connazionale nonché compagno di squadra Yves Lampaert, mentre Sagan non tentava neppure di giocarsi il quarto posto, lasciando via libera a Sep Vanmarcke.

Ordine d’arrivo
1) Philippe Gilbert (Bel) Deceuninck-Quick Step
2) Nils Politt (Ger) Team Katusha-Alpecin
3) Yves Lampaert (Bel) Deceuninck-Quick Step
4) Sep Vanmarcke (Bel) EF Education First
5) Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
6) Florian Senechal (Fra) Deceuninck-Quick Step
7) Mike Teunissen (Ned) Team Jumbo-Visma
8) Zdenek Štybar (Cze) Deceuninck-Quick Step
9) Evaldas Siskevicius (Ltu) Delko Marseille Prov.
10) Sebastian Langeveld (Ned) EF Education First
11) Stefan Küng (Swi) Groupama-FDJ
12) Greg Van Avermaet (Bel) CCC Team
13) Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
14) Heinrich Haussler (Aus) Bahrain-Merida
15) Adrien Petit (Fra) Total Direct Energie
16) Marco Haller (Aut) Team Katusha-Alpecin
17) Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
18) Anthony Turgis (Fra) Total Direct Energie
19) Hugo Hofstetter (Fra) Cofidis Solutions Credits
20) Bert De Backer (Bel) Vital Concept-B&B Hotels
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Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Bettini Photo – © TDW Sport – © Getty Images

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