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Giro delle Fiandre, il trionfo di Peter Sagan

Lo slovacco in maglia iridata s’impone con disarmante superiorità nella 100esima edizione della “Ronde van Vlaanderen”, andando in fuga solitaria sul Paterberg, a 13 km dal traguardo. Al secondo posto un monumentale Fabian Cancellara. Vittoria in maglia iridata anche nella “Ronde” femminile, con Lizzie Armitstead.


Una vittoria alla vecchia maniera, con un assolo perentorio sull’ultimo dei 18 muri, il Paterberg, quasi sempre arbitro della “Ronde van Vlaanderen”. Lì, sulle pendenze medie del 13% con punte al 20%, solitamente viene emesso il verdetto su chi potrà essere incoronato re del Giro delle Fiandre. E sul Paterberg si è assistito a una dimostrazione di forza e supremazia assoluta di Peter Sagan (Team Tinkoff), alla sua prima vittoria in una “Classica Monumento”, ancora più importante perché ottenuta con la maglia arcobaleno di Campione del Mondo. Una maglia che sembra avere reso più maturo, consapevole, attento e tatticamente intelligente lo slovacco, ben supportato fino ai -40 km dalla propria squadra. E così Sagan entra a buon diritto nel quintetto di campioni che hanno conquistato il Fiandre indossando la maglia iridata, unendosi al francese Louison Bobet (1955) e ai belgi Rik Van Looy (1961), Eddy Merckx (1974) e Tom Boonen (2006). Sagan è comunque il primo slovacco a conquistare la “Ronde”, mentre ai belgi manca la vittoria da quattro anni (2012, Tom Boonen), cosa mai accaduta nella centenaria storia della corsa fiamminga.

Sagan, oggi, era il più forte, niente da dire. Ha (stra)vinto meritatamente, resistendo in solitaria agli attacchi degli inseguitori, primo fra tutti Fabian Cancellara (Trek-Segafredo), alla sua ultima partecipazione al Fiandre. Ma “Spartacus” Cancellara non ha nulla da rimproverarsi, ha corso con la consueta generosità, dando tutto ciò che aveva ma che, purtroppo per lui, non è bastato a contrastare la veemente azione dello slovacco. Per l’elvetico si tratta del quinto podio (vittorioso nel 2010, 2013, 2014, terzo nel 2011, secondo quest’anno), anche se il copione che avrebbe voluto scrivere prevedeva un antologico poker in questa classica da lui molto amata.

Partenza da Bruges, in una giornata con temperature insolitamente primaverili, e grande commozione per il ricordo di Antoine Demoitié, deceduto alla Gent-Wevelgem della domenica precedente. La sua squadra, la Wanty-Groupe Gobert, ha sfilato con una t-shirt recante la scritta #rideforantoine. Un minuto di silenzio anche per il 22enne belga Daan Myngheer, colto da infarto il medesimo giorno, durante il Critérium International, e deceduto all’indomani.


La caduta di Arnaud Démare

Il terreno asciutto e il meteo ideale favorivano velocità di percorrenza elevatissime, cosa che però portava a qualche caduta di troppo, da metà gara in poi. Ne facevano le spese il francese Arnaud Démare (FDJ) – caduto a 143 km dal traguardo, per lui solo escoriazioni e contusioni che però gli suggerivano di fermarsi dopo pochi km – il belga dalla Tiesj Benoot (Lotto-Soudal) – caduto a 128 km dall’arrivo, poco prima del Wolvenberg, taglio sul gomito e abrasioni varie – e soprattutto uno dei favoriti, il belga Greg Van Avermaet (BMC Racing Team), finito a terra a circa 100 km dal traguardo, assieme ai compagni di squadra Taylor Phinney, Daniel Oss, Manuel Quinziato e Michal Schär, poi rialzatisi. Per il fiammingo si diagnosticava la frattura della clavicola destra, con conseguente ricovero in ospedale e operazione chirurgica. Per lui, la “Campagna del Nord” finisce qui.

Dopo una 70ina di km dallo start, si creava una fuga di sei corridori composta da Hugo Houlé (AG2R), Federico Zurlo (Lampre-Merida), Imanol Erviti (Movistar), Lukas Postlberger (Bora-Argon 18), Gijs Van Hoecke (Topsport Vlaanderen-Baloise) e Wesley Kreder (Roompot Oranje Peloton). Dal sestetto si staccava Federico Zurlo, ai -70 km, mentre ad André Greipel (Lotto-Soudal) e Nils Politt (Katusha) riusciva l’aggancio, e al primo passaggio sull’Oude Kwaremont i sette avevano quasi 2’ di vantaggio.

Dietro però si organizzavano la Etixx-Quick Step e la Sky, cui davano manforte anche Sep Vanmarcke (Lotto NL-Jumbo), Lars Boom (Astana) e Jürgen Roelandts (Lotto Soudal). I fuggitivi, che nel frattempo erano rimasti in cinque, venivano raggiunti ai -50 km, allorquando Michal Kwiatkowski (Team Sky), Peter Sagan decidevano di rompere gli indugi, seguiti poco dopo da Sep Vanmarcke. E in quel momento, forse Cancellara avrebbe fatto meglio a unirsi a loro, anziché rimanere in gruppo per fruire dell’assistenza del compagno Stijn Devolder. Ma con il senno di poi, sono tutti capaci di vincere.

Sull’ultimo passaggio dell’Oude Kwaremont, Kwiatkowski perdeva terreno, mentre Cancellara dava sfoggio di grande potenza, portandosi in testa al gruppo inseguitore, mentre davanti a 12” rimanevano Sagan e Vanmarcke.

Peter_Sagan_Paterberg_2016

Sul Paterberg l’apoteosi di Sagan, che stando seduto sul sellino dava luogo a una progressione impressionante che stordiva letteralmente Vanmarcke, ripreso da Cancellara. Sagan se ne andava in solitaria, Cancellara si portava appresso un ormai esausto Vanmarcke, ma i 13 km che li separavano dal traguardo non cambiavano l’ordine delle cose.

Applausi per Sagan, che dopo la finish-line impennava la bici, e per Fabian Cancellara, che salutava il pubblico, il quale ricambiava calorosamente.

Terzo un generoso Sep Vanmarcke, giunto ormai “alla frutta” senza neppure avere le forze per tentare la volata del secondo posto con Cancellara. Per il belga è il secondo podio basso, dopo il terzo posto del 2014.

Ordine d’arrivo

1) Peter Sagan (Svk) Tinkoff Team
2) Fabian Cancellara (Swi) Trek-Segafredo
3) Sep Vanmarcke (Bel) Team Lotto NL-Jumbo
4) Alexander Kristoff (Nor) Team Katusha
5) Luke Rowe (GBr) Team Sky
6) Dylan Van Baarle (Ned) Cannondale Pro Cycling
7) Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
8) Zdenek Stybar (Cze) Etixx-Quick Step
9) Dimitri Claeys (Bel) Wanty-Groupe Gobert
10) Niki Terpstra (Ned) Etixx-Quick Step
11) Lars Boom (Ned) Astana Pro Team
12) Geraint Thomas (GBr) Team Sky
13) Stijn Vandenbergh (Bel) Etixx-Quick Step
14) Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
15) Tom Boonen (Bel) Etixx-Quick Step
16) Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team
17) Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal
18) Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team
19) Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
20) Scott Thwaites (GBr) Bora-Argon 18
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Ronde van Vlaanderen femminile, altra vittoria in maglia iridata

Nel Giro delle Fiandre femminile, disputatosi al mattino, si è avuta l’affermazione in volata della Campionessa del Mondo, l’inglese Lizzie Armitstead (Boels Dolmans Cycling team), che ha battuto al fotofinish la svedese Emma Johansson (Wiggle High5). Terza l’olandese Chantal Blaak (Boels Dolmans Cycling team), quinta la nostra Elisa Longo Borghini (Wiggle High5).


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Bettini photo – © TDW Sport

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