Milano-Sanremo 2016, la “marsigliese” di Arnaud Demare

In una corsa estremamente tattica e dal finale decisamente convulso, il francese Arnaud Demare (FDJ) cade poco prima della Cipressa, rimonta alla grande e riesce a infilzare tutti sul traguardo di Via Roma, facendo risuonare le note dell’inno francese 21 anni dopo Laurent Jalabert. E come previsto, la scena finale della gara è tutta per i velocisti.

La Classicissima non ha tradito neppure quest’anno, mettendo in mostra un copione scontato ma imbrigliato da esasperati tatticismi di squadra, che hanno reso il finale di corsa palpitante, impronosticabile, splendido e, soprattutto, preparato per le ruote veloci. O, almeno, per quelle che ancora avevano un briciolo di potenza, dopo 295 km fatti alla media oraria di 42.68 km/h. L’allungamento di 4 km si è reso necessario a causa di una frana avvenuta stamane in località Genova Voltri, situazione che ha fatto deviare la corsa sull’autostrada, ovviamente inibita al traffico veicolare ordinario.
La partenza dei 199 concorrenti è avvenuta da Milano, Piazza Castello, per l’occasione illuminata finalmente da un sole splendente. Rapide schermaglie iniziali, con fuga a undici dal km 9: Roger Kluge (IAM Cycling), Maarten Tjallingii (Team LottoNL-Jumbo), Matteo Bono (Lampre-Merida), Gediminas Bagdonas (AG2R La Mondiale), Marco Coledan (Trek-Segafredo), Andrea Peron (Team Novo Nordisk), Jan Barta (Bora-Argon 18), Mirco Maestri (Bardiani CSF), Serghei Tvetcov (Androni Giocattoli-Sidermec), Adrian Kurek (CCC Sprandi Polkowice) e Samuele Conti (Southeast-Venezuela). Tra loro, Matteo Bono, Maarten Tjallingii, Andrea Peron e Adrian Kurek erano già stati protagonisti della fuga iniziale dell’anno scorso, e Matteo Bono anche in quella di due anni fa.

A Ovada il loro vantaggio era di 5’05”, a Capo Mele scendeva a 2’ netti, a Capo Cervo 1’40”. Quindi Capo Berta, dove la Sanremo determina chi ha le gambe per l’arrembaggio e chi per una semplice passeggiata. Dietro lavorava molto bene la Tinkoff, e ricuciva lo strappo degli undici a un solo minuto sul GPM. Poco, per i fuggitivi, per sperare di resistere sulla Cipressa, salita dove infatti si aveva il ricongiungimento di tutto il plotone, che nel mentre registrava alcune cadute cui facevano le spese tra gli altri Geraint Thomas e Peter Kennaugh (Team Sky), Daniele Bennati (Tinkoff), Michael Matthews (Orica-GreenEdge) e Diego Ulissi (Lampre-Merida).
Nella discesa della Cipressa provava l’allungo Giovanni Visconti (Movistar), marcato stretto da Ian Stannard (Team Sky). I due prendevano una ventina di secondi di vantaggio, ma sull’Aurelia venivano ripresi da Daniel Oss (BMC Racing Team), Fabio Sabatini (Etixx-Quick Step) e Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale). I cinque si trovavano riassorbiti ai -11 km, due km prima di vedere la salita del Poggio, dove si sarebbe decisa la grande scrematura della corsa.

Ai -7 km, ancora in leggera salita, scattava perentorio Andrea Fedi (Southeast-Venezuela), dal gruppo rispondevano in serie Tony Gallopin (Lotto Soudal), Michal Kwiatkowski (Team Sky), Vincenzo Nibali (Astana) che attaccava in discesa portandosi dietro Fabian Cancellara (Trek-Segafredo), Peter Sagan(Tinkoff) e Greg Van Avermaet (BMC Racing Team). Kwiatkowski veniva ripreso da Cancellara, a 900 metri scattava Jurgen Roelandts (Lotto Soudal) portandosi in scia Van Avermaet, Nacer Bouhanni (Cofidis), Arnaud Demare (FDJ), Fernando Gaviria (Etixx-Quick Step), Ben Swift (Sky), Sagan e tutti gli altri. Una caduta del colombiano Gaviria, che andava a urtare Sagan, scombinava i ranghi, Bouhanni accusava un salto di catena, Van Avermaet non ne aveva abbastanza, Roelandts pagava lo sforzo e il francese Demare andava a vincere la volata di questa 107esima Milano-Sanremo. Ed erano 21 anni che un francese non vinceva la Milano-Sanremo, dopo Laurent Jalabert nel 1995.
“E’ incredibile! – dichiarava Arnaud Demare dopo avere tagliato il traguardo – Ci sono giornate come queste dove funziona tutto al meglio nonostante la sfortuna. Ero caduto alla fine della Cipressa. Sono rientrato solo in fondo al Poggio. Ho sempre avuto gambe fantastiche. Ero diventato Campione del Mondo Under 23 dopo una caduta. Sono ancora incredulo di aver vinto la Milano-Sanremo. E’ una vittoria enorme, è una corsa centenaria, straordinario, non so descrivere la mia felicità”.

Ordine d’arrivo
2) Ben Swift (GBr) Team Sky
3) Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal
4) Nacer Bouhanni (Fra) Cofidis
5) Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
6) Alexander Kristoff (Nor) Team Katusha
7) Heinrich Haussler (Aus) IAM Cycling
8) Filippo Pozzato (Ita) Southeast-Venezuela
9) Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani CSF
10) Matteo Trentin (Ita) Etixx-Quick Step
11) Luis Leon Sanchez (Spa) Astana Pro Team
12) Peter Sagan (Svk) Tinkoff Team
13) Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
14) Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale Pro Cycling
15) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
16) Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
17) Niccolo Bonifazio (Ita) Trek-Segafredo
18) Arthur Vichot (Fra) FDJ
19) Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin
20) Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
st
DICHIARAZIONI
Il vincitore della corsa, Arnaud Demare: “Ho pensato che dopo la caduta fosse tutto finito, però dall’ammiraglia mi hanno detto che il gruppo di Michael Matthews era subito dietro di me e che non dovevo preoccuparmi. William Bonnet era con me, avevo delle gambe fantastiche sulla Cipressa e uno dopo l’altro ho trovato per strada i miei compagni di squadra Matthieu Ladagnous, Kevin Reza e Ignatas Konovalovas che mi hanno rimesso in buona posizione ai piedi al Poggio. Pensavo di aver speso tanta energia eppure ho scalato il Poggio molto bene nonostante gli sforzi fatti prima. Tutti erano cotti ed io non avevo nulla da perdere. Ho lanciato la mia volata da lontano come sempre, avevo perso il filo della corsa, non ero neanche sicuro che tutti gli attaccanti fossero stati ripresi. Sono state le macchine che aprono la corsa a suggerirmi che ero davanti e stavo facendo la volata per la vittoria. Pensavo di aver bisogno di maggior esperienza prima di mettere il mio nome sulla Milano-Sanremo, una delle cinque classiche che tutti i ciclisti sognano di vincere”.

Ben Swift: “Continuo ad andare vicino a vincere la Milano-Sanremo. E’ una grandissima corsa e la mia Classica preferita. Volevamo correre all’attacco, avevamo una squadra molto forte ma sfortunatamente Geraint Thomas è rimasto coinvolto in una caduta con altri corridori. Michal Kwiatkowski ha attaccato alla grande nel finale, ha obbligato tutti ad inseguire e quasi arrivava. Sono dispiaciuto di non aver vinto ma alla fine è un ottimo risultato. Non potevo fare di più, Arnaud Démare ha fatto un’ottima volata”.

Jurgen Roelandts: “Alla Tirreno-Adriatico mi sentivo ogni giorno sempre meglio. Ho chiuso ottavo nell’ultima tappa, quel risultato ha aumentato molto la mia fiducia in vista della Sanremo. Ho fatto una buona preparazione invernale. Sulla Cipressa e sul Poggio sentivo tanta forza nelle gambe, l’ho dimostrato nella volata che ho lanciato da lontano. Era la mia unica possibilità di farcela, peccato che Démare mi abbia passato alla fine. Ho sentimenti contrastanti, sono molto contento del mio risultato ma vincere una Classica Monumento sarebbe stato ancora più esaltante”.
– Sito web ufficiale Milano-Sanremo
—— FOTOGALLERY ——
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © ANSA (Peri, Zennaro)










































