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Record dell’Ora donne, sul parquet anche Evelyn Stevens

La 32enne americana in forza al Boels Dolmans Cycling Team proverà il 27 febbraio a superare i 46,882 km/h messi a segno da Bridie O’Donnell il 22 gennaio. Teatro della performance il nuovo velodromo olimpico coperto di Colorado Springs, a 1.800 metri di altitudine.


Bradley_Wiggins

Se per la frangia maschile la conquista del Record dell’Ora appare ormai come una impresa titanica, o comunque un esercizio da prepararsi con cura e meticolosità – i 54,526 km di Sir Bradley Wiggins sono roba da specialisti – la compagine femminile è più vitale che mai.

Messo in bacheca nel settembre 2003 dall’olandese Leontien Zijlaard-van Moorsel, che ad Aguascalientes fece segnare 46,065 km/h, il Record dell’Ora femminile è stato tentato senza successo dall’inglese Sarah Storey il 28 febbraio 2015 e ritoccato positivamente il 12 settembre 2015 a 46,274 km dalla 41enne statunitense Molly Shaffer Van Houweling. Poco più di 130 giorni, e il 22 gennaio 2016 il nuovo record ha cambiato regina, passando agli attuali 46,882 km dell’aussie Bridie O’Donnell.

Il 27 febbraio sarà il giorno del tentativo dell’americana Evelyn Stevens (Boels Dolmans Cycling Team), campionessa del mondo 2013 e 2014 su strada nella specialità cronosquadre e bronzo mondiale 2014 nella crono individuale. Lo scenario stabilito è il Colorado Springs Olympic Training Center Velodrome, inaugurato di recente. L’evento partirà alle ore 12 locali (le 20 ore italiane) e sarà trasmesso anche in diretta streaming.

Entusiasti dell’ennesimo tentativo femminile, il quarto dopo le revisione regolamentare promossa dall’UCI nel 2014, Brian Cookson (Presidente UCI) e Derek Bouchard-Hall (Presidente della federazione ciclistica USA).

Evelyn Stevens utilizzerà una bicicletta Specialized Shiv appositamente modificata per girare in pista (scatto fisso, forcellini a innesto orizzontale), ruote Zipp (900 anteriore a Super 9 disc posteriore), body Bioracer, materiali testati e affinati nella galleria del vento.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

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