Tour de France, seconda fase sotto il segno dell’Africa

Il keniano bianco Chris Froome sbaraglia tutti nella prima tappa pirenaica, il team sudafricano MTN-Qhubeka conquista con Steve Cummings la 14esima tappa della Boucle nel giorno in cui si celebrava la nascita di Nelson Mandela, prima vittoria di tappa per una squadra africana. Un Tour de France sotto il segno del Continente Nero.

Con la giornata odierna di riposo a Gap, va in archivio la seconda parte del Tour de France, caratterizzato da sette tappe pirenaiche di varia difficoltà. E la 102esima edizione della Grande Boucle sembra avere già trovato il proprio leader sulle prime vere salite, perché lo “smilzo” Chris Froome (Team Sky) ha annichilito gli avversari negli ultimi 7 km della salita verso La Pierre-Saint-Martin, infliggendo distacchi pesantissimi ai diretti contendenti per la lotta al titolo. Lo “squalo” Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) affondava a 4’25”. Il “pistolero” Alberto Contador (Team Tinkoff-Saxo) rimediava 2’51” di piombo. Il “condor” Nairo Quintana (Movistar Team) salvava parzialmente le penne finendo terzo a 1’04”, preceduto da Richey Porte (Team Sky).

La perentoria affermazione di Froome scatenava una ridda di illazioni da parte dei critici francesi. La stampa locale ipotizzava un fantomatico “motorino” interno al telaio, che avrebbe consentito a Froome di mulinare vorticosamente i pedali, come è solito fare quando è in perfetta forma atletica. Laurent Jalabert, commentatore televisivo, alimentava pesanti sospetti di doping su Froome. Da che pulpito, lui che ai tempi della Once non andava certo a “pane e acqua”. Tutta questa benzina sul fuoco scaldava un po’ troppo gli animi dei tifosi, tanto che Froome, nelle tappe seguenti, riceveva insulti dal pubblico francese, trovandosi anche bersaglio di qualche ignoto imbecille che in una occasione gli lanciava addosso dell’urina.

Tensione che si è fatta sentire anche all’interno del Team Sky, soprattutto quando il DS Dave Brailsford ha visto la TV francese diramare fantomatici dati fisiologici di Chris Froome, per il quale si vaneggiava una mirabolante potenza di 7.04 watt/kg, roba da Superman. Così Tim Kerrison, preparatore atletico del Team Sky, si vedeva costretto a diramare i dati reali rilevati dal misuratore di potenza di Chris Froome sulla salita della decima tappa, quella che di fatto ha posto lo “smilzo” su un piedistallo pressoché inattaccabile dagli avversari.

Sui 15.3 km dell’ultima parte di gara, Froome ha impiegato 41’28”, esprimendo una potenza media di 414 watt e una velocità ascensionale media (VAM) di 1602 metri/ora. Rapportata al peso corporeo di 67.5 kg, Chris Froome ha espresso una potenza media di 5.78 watt/kg. La cadenza media di pedalata è stata di 97 rpm, il battito cardiaco medio 158 bpm e massimo 174 bpm. La potenza media espressa da Froome in salita è stata di 556 watt, la massima di 929 watt. La velocità media rilevata è stata 25.3 km/h, la massima 27.7 km/h. Si tratta di valori eccellenti, ma perfettamente normali per un atleta ben allenato come Froome.

Africa in cattedra con Froome, keniano di nascita, ma anche con Steve Cummings, che ha regalato al Team MTN-Qhubeka la prima storica vittoria di una compagine africana al Tour de France. Scattato ai piedi dell’ultima salita della tappa Rodez – Mende, l’inglese Cummings ha lasciato a 2” i francesi Thibaut Pinot (FDJ) e Romain Bardet (AG2R La Mondiale). Nel giorno in cui si celebrava il 97esimo anniversario della nascita di Nelson Mandela, la gioia del team sudafricano era almeno doppia.

Il Tour de France entra ora nell’arco alpino, con quattro tappe interessanti, che però non dovrebbero riservare grosse sorprese per la Maglia Gialla. Sempre pronto a rintuzzare ogni tentativo di attacco, lo “smilzo” Froome ha di fatto ipotecato già da una settimana la vittoria a questa Boucle, che potrebbe perdere solo a fronte di un clamoroso, colossale imprevisto.

Classifica Generale
2) Nairo Quintana (Col) Movistar Team
3) Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team
4) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
5) Alberto Contador (Spa) Tinkoff-Saxo
6) Geraint Thomas (GBr) Team Sky
7) Robert Gesink (Ned) Team LottoNL-Jumbo
8) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
9) Bauke Mollema (Ned) Trek Factory Racing
10) Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
00.03.10
00.03.32
00.04.02
00.04.23
00.05.32
00.06.23
00.07.49
00.08.53
00.11.03
Tour de France, le rimanenti 5 tappe
22 luglio – tappa 17: Digne-Les-Bains – Pra-Loup, 161 km
23 luglio – tappa 18: Gap – Saint-Jean-de-Maurienne, 185 km
24 luglio – tappa 19: Saint-Jean-de-Maurienne – La Toussuire-Les Sybelles, 138 km
25 luglio – tappa 20: Modane Valfrejus – Alpe d’Huez, 100 km
26 luglio – tappa 21: Sèvres-Grand Paris Seine Ouest – Paris Champs-Élysées, 107 km
– Sito web ufficiale del Tour de France
Articolo a cura di Roberto Chiappa





