99° Giro d’Italia, il morso dello Squalo, il volo del Colibrì

Lo “Squalo dello Stretto” Vincenzo Nibali vince autorevolmente a Risoul e recupera quasi interamente lo svantaggio in classifica, tornando in corsa per la Maglia Rosa, ora sulle ali del Colibrì Esteban Chaves, terzo al traguardo dietro Mikel Nieve. Steven Kruijswijk chiude a 4’54” anche a causa di una caduta in discesa dal Colle dell’Agnello.

La Cima Coppi del Giro, il punto più alto di tutte le tappe di montagna, era il Colle dell’Agnello, a quota 2.744 metri. Da quella vetta si è voltato pagina, riscrivendo la Classifica Generale del 99° Giro d’Italia. E la classifica dice che Esteban Chaves (Orica-GreenEdge) da secondo è ora primo, Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) da quarto a secondo, Steven Kruijswijk (Team Lotto NL-Jumbo) da primo a terzo, Alejandro Valverde (Movistar Team) da terzo a quarto, Ilnur Zakarin (Team Katusha) da quinto è ora all’ospedale con una clavicola rotta per una brutta caduta in discesa dal Colle dell’Agnello, Rafal Majka (Tinkoff) da sesto a quinto.
Tutto si decideva sui due versanti del Colle dell’Agnello. Su quella salita se ne andava Michele Scarponi (Astana Pro Team), che transitava per primo al GPM. Su quella salita perdeva terreno Alejandro Valverde (Movistar Team), che accusava ancora una volta le lunghe ascese, a lui evidentemente indigeste. Su quella salita tornava a pedalare agile e rotondo Vincenzo Nibali (Astana Pro Team), che però non riusciva a sbarazzarsi della compagnia di Steven Kruijswijk (Team Lotto NL-Jumbo) ed Esteban Chaves (Orica-GreenEdge).

E poi la discesa, terreno di caccia preferito di Nibali. Lo Squalo attaccava in velocità, Kruijswijk sbagliava una semicurva a sinistra e impattava un banco di neve a bordo strada. Escoriazioni, bici danneggiata, tempo perso. L’olandese si ritrovava così a inseguire in solitaria, senza più aiuti esterni, con la sua squadra ancora alle prese con le rampe dell’Agnello. Da lì in poi la sua pedalata non sarà più la stessa. Bravo comunque a non darsi per vinto e a concludere con onore questa durissima tappa.

Chi in discesa aveva la peggio era Ilnur Zakarin (Team Katusha), rovinosamente caduto in un tornante e catapultato in mezzo al prato. Clavicola rotta, Giro terminato a due tappe dalla fine, per lui che in classifica era quinto e nutriva speranze da podio. Gli auguriamo una rapida guarigione e un pronto ritorno in sella.

L’Astana ordinava lo stop a Scarponi, mentre Vincenzo Nibali affrontava la salita finale verso Risoul con tutt’altro ritmo rispetto a quello dei giorni scorsi. Lo “Squalo dello Stretto” era tornato a mordere. Esteban Chaves non riusciva a tenere la ruota del messinese e decideva di procedere regolare. Dietro di loro, Mikel Nieve (Team Sky) e un ottimo Diego Ulissi (Lampre-Merida) tentavano l’aggancio con Chaves, ma solo Nieve ci riuscirà a 2 km dal traguardo.

Vincenzo Nibali andava a vincere con pieno merito e ritrovato splendore agonistico sul traguardo di Risoul, annullando quasi completamente il proprio ritardo in Classifica Generale, cosa assolutamente impensabile fino a due giorni fa.

Terzo sulla finish line, Esteban Chaves si ritrovava la Maglia Rosa nel cassetto in virtù del ritardo accusato da Steven Kruijswijk, al quale va comunque un grandissimo applauso per come ha resistito alle avversità della tappa. L’olandese si recava poi all’ospedale di Briançon per esami radiografici. Ora il piccolo Colibrì colombiano si giocherà tutto nella decisiva tappa di domani, in cui siamo certi che venderà cara la pelle.

Esteban Chaves è il terzo colombiano nella storia del Giro a vestire la Maglia Rosa. Prima di lui Rigoberto Uran e Nairo Quintana, entrambi nel 2014. Chaves veste la sua prima Maglia Rosa esattamente 80 anni dopo la prima di Gino Bartali e 40 anni dopo Francesco Moser. Non è la prima volta al comando di un Grande Giro per Esteban Chaves: l’anno scorso fu in testa alla Vuelta per 6 giorni. La gara fu vinta da un’atleta dell’Astana, Fabio Aru, che prese il comando da Tom Dumoilin nell’ultima tappa di montagna, un giorno prima della tappa finale di Madrid.
Ordine d’arrivo
2) Mikel Nieve (Spa) Team Sky
3) Esteban Chaves (Col) Orica-GreenEdge
4) Diego Ulissi (Ita) Lampre-Merida
5) Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
6) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
7) Rigoberto Uran (Col) Cannondale Pro Cycling
8) Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin
9) Nicolas Roche (Irl) Team Sky
10) Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
11) Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal
12) Andre Cardoso (Por) Cannondale Pro Cycling
13) Darwin Atapuma (Col) BMC Racing Team
14) Bob Jungels (Lux) Etixx-Quick Step
15) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
16) Steven Kruijswijk (Ned) Team Lotto NL-Jumbo
17) Kanstantsin Siutsou (Blr) Dimension Data
18) Marcel Wyss (Swi) IAM Cycling
19) Michele Scarponi (Ita) Astana Pro Team
20) Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
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La Classifica Generale cambia notevolmente, così come venne trasfigurata dalla tappa di Corvara. Ora come ora, anche Alejandro Valverde, quarto, potrebbe puntare al successo finale se i tre davanti a lui dovessero accusare cali. Steven Kruijswijk deve giocarsi il tutto e per tutto, e potrebbe anche farcela, ma deve sperare che lo Squalo e il Colibrì entrino in crisi su qualche salita. Le quotazioni di Nibali sono in rialzo, ma deve essere in grado di ripetere il numero messo in mostra oggi.
Classifica Generale
2) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
3) Steven Kruijswijk (Ned) Team Lotto NL-Jumbo
4) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
5) Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
6) Bob Jungels (Lux) Etixx-Quick Step
7) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
8) Rigoberto Uran (Col) Cannondale Pro Cycling
9) Kanstantsin Siutsou (Blr) Dimension Data
10) Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
11) Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
12) Darwin Atapuma (Col) BMC Racing Team
13) Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
14) Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal
15) Sebastian Henao (Col) Team Sky
16) Andre Cardoso (Por) Cannondale Pro Cycling
17) Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
18) Stefano Pirazzi (Ita) Bardiani CSF
19) Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
20) Michele Scarponi (Ita) Astana Pro Team
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– Link alle Classifiche
Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Esteban Chaves (Orica-GreenEdge)
• Maglia Rossa, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Algida: Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Bob Jungels (Etixx-Quick Step)

Dichiarazioni
Il vincitore di oggi, Matteo Trentin: ”Ho sempre saputo che qualcosa può accadere prima del finale di un Grande Giro. Avevo buone sensazioni sulle alte quote oggi. Mentre scalavo il Colle dell’Agnello ho visto diversi corridori in difficoltà ed ho provato ad accelerare. Steven Kruijswijk non stava facendo benissimo. Avevamo Michele Scarponi in una fuga importante. Mi sono concentrato perlopiù sul vincere la tappa. Sono partito e non ho mai mollato fino a Risoul. Non è stato semplice reagire ma dentro di me ho continuato a credere di poter fare qualcosa di grande prima della fine del Giro. Questa è di sicuro una bella vittoria ma la mia preferita rimane quella del Lombardia”.
La Maglia Rosa, Esteban Chaves: “E’ un giorno speciale per me, per la mia squadra e per la mia nazione. Ruben [Plaza] era andato in fuga, ero nel gruppo dei migliori quando gli attacchi sono cominciati a 5 km dalla vetta dell’Agnello. E’ stata una mossa anticipata, anche se penso fosse quello il momento buono per attaccare per fare la differenza. Non è facile seguire Nibali in discesa, scende come un pazzo ed anche io sono stato un po’ pazzo. Mi dispiace per Steven Kruijswijk. Le cadute fanno parte del ciclismo, lui ha reagito da guerriero. E’ un sogno essere in Maglia Rosa. Se riuscirò a vincerla sarà grandissimo, se non ci dovessi riuscire avrò comunque fatto tutto il possibile”.
— Tappa N.20 —

Tappa decisiva, senza più appello. I corridori dovranno affrontare 134 km da Guillestre, in Francia, a Sant’Anna di Vinadio. Le salite sono quattro, le discese tre, la pianura non esiste. Il dislivello ascendente dice 4.100 metri. E nella gambe la fatica di oggi. Per primo arriva il Col de Vars (19 km con pendenza media del 6% e max 13%), poi il Col del la Bonette (22 km al 6.7% medio, con una punta al 10%), quindi il Colle della Lombarda (20 km, pendenza media del 7.5% e max 12%), per finire con i 2.3 km verso il Santuario di Sant’Anna di Vinadio, dove mai era arrivato il Giro. Considerando i molteplici colpi di scena della giornata odierna, può succedere ancora di tutto tra i primi quattro della Classifica Generale. Dobbiamo ammettere che raramente abbiamo potuto assistere a un Giro così avvincente e imprevedibile.
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Bettini photo – © Getty Images Sport – © TDW Sport – © ANSA (Peri/Di Meo/Zennaro)









