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99° Giro d’Italia, il momento di André Greipel

Il “Gorilla” tedesco André Greipel (Lotto Soudal) si riscatta pienamente da un Giro corso finora all’ombra di Marcel Kittel, dominando di potenza la volata di questa quinta tappa che portava a Benevento. Una caduta all’ultimo km influenza parzialmente il finale per gli uomini di classifica, che nella tappa di domani dovranno iniziare a scoprire le carte.


Era la seconda tappa più lunga del Giro d’Italia, 233 km da Praia a Mare a Benevento, dove era quasi scontato assistere a un arrivo in volata. Con gli sprint saldamente sigillati finora da Marcel Kittel (Etixx-Quick Step), il pronostico si tingeva ancora una volta dei colori della Germania. Ma sul traguardo di Benevento il nome del vincitore non era del biondo corazziere teutonico, bensì quello del suo connazionale André Greipel (Lotto Soudal), che accendeva i motori a 300 metri dalla “finish line”, bruciando gli avversari come, e forse più di quanto, aveva fatto finora Kittel.

Contrariamente alle frazioni precedenti, quella odierna vedeva i ranghi rimanere compatti fino al 40° km, quando un quartetto formato da Daniel Oss (BMC), Alexander Foliforov (Gazprom-Rusvelo), Amets Txurruka (Orica-GreenEdge) e Pavel Brutt (Tinkoff) allungava con decisione. I quattro collaboravano di buona lena, e nonostante una caduta senza conseguenze di Daniel Oss in un tratto discendente a 105 km dal traguardo riuscivano ad accumulare quasi 7’ di vantaggio.

Con Txurruka davanti che avrebbe potuto insediare la Maglia Rosa, era il Team Giant-Alpecin che assumeva il comando delle operazioni di ricongiungimento. L’esattezza dei calcoli si materializzava ai -7 km, quando i quattro fuggitivi rientravano nei ranghi. Inevitabile dunque attendersi l’arrivo in volata, della quale però non avrebbe fatto parte Marcel Kittel (Etixx-Quick Step), in evidente debito di energie, staccatosi sulla modesta salita che precede l’entrata nella città di Benevento.

Privi del proprio capitano, gli Etixx-Quick Step Matteo Trentin e Fabio Sabatini non riuscivano a organizzare una valida strategia di squadra, mentre lavoravano molto bene i Lotto Soudal, gli FDJ, i Lampre-Merida e i Katusha. Ma proprio un uomo della formazione sovietica, Rein Taaramae, scivolava all’ultima curva, ai -1.200 metri, creando una frattura nel gruppo e condizionando l’epilogo della giornata. André Greipel era bravo a evitare il rallentamento, trovando il corridoio buono per tentare la sorte. Il “Gorilla” partiva lungo ai -300 metri, ma la potenza a sua disposizione era tale da consentirgli di vincere con una decina di metri su Arnoud Demare (FDJ) e il nostro Sonny Colbrelli (Bardiani-CSF). Ancora una volta, in questo Giro, le volate parlano tedesco. E Greipel porta a quattro la propria striscia vincente al Giro, dove ha sempre conquistato una tappa in tutte le sue partecipazioni (2008, 2010, 2015, 2016).

Giro_Italia_2016_tappa5_finish

Ordine d’arrivo

1) André Greipel (Ger) Lotto Soudal
2) Arnaud Demare (Fra) FDJ
3) Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani CSF
4) Bob Jungels (Lux) Etixx-Quick Step
5) Moreno Hofland (Ned) Team Lotto NL-Jumbo
6) Manuel Belletti (Ita) Wilier Triestina-Southeast
7) Rick Zabel (Ger) BMC Racing Team
8) Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin
9) Caleb Ewan (Aus) Orica-GreenEdge
10) Aleksei Tsatevich (Rus) Team Katusha
11) Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
12) Ilnur Zakarin (Rus) Team Katusha
13) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
14) Nicolas Roche (Irl) Team Sky
15) Luka Mezgec (Slo) Orica-GreenEdge
16) Ramunas Navardauskas (Ltu) Cannondale Pro Cycling
17) Mikel Landa Meana (Spa) Team Sky
18) Ivan Savitskiy (Rus) Gazprom-Rusvelo
19) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
20) Gianluca Brambilla (Ita) Etixx-Quick Step
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In Classifica Generale cambia poco, Tom Dumoulin (Team Giant-Alpecin) rimane in Maglia Rosa ma cede 4” a Bob Jungels (Etixx-Quick Step), mentre quel vecchio volpone di Alejandro Valverde (Movistar Team) riesce a tenersi lontano dai guai dell’arrivo e rosicchia 4” ai suoi diretti avversari, primo fra tutti Vincenzo Nibali (Astana Pro Team). Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini) consolida la sua leadership nella Classifica degli Scalatori.

Classifica Generale

1) Tom Dumoulin (Ned) Team Giant-Alpecin
2) Bob Jungels (Lux) Etixx-Quick Step
3) Diego Ulissi (Ita) Lampre-Merida
4) Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin
5) Steven Kruijswijk (Ned) Team Lotto NL-Jumbo
6) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
7) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
8) Ilnur Zakarin (Rus) Team Katusha
9) Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
10) Nicolas Roche (Irl) Team Sky
11) Esteban Chaves (Col) Orica-GreenEdge
12) Rigoberto Uran (Col) Cannondale Pro Cycling
13) Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
14) Rein Taaramae (Est) Team Katusha
15) Stefano Pirazzi (Ita) Bardiani CSF
16) Mikel Landa Meana (Spa) Team Sky
17) Kanstantsin Siutsou (Blr) Dimension Data
18) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
19) Michele Scarponi (Ita) Astana Pro Team
20) Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
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– Link alle Classifiche

Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Tom Dumoulin (Team Giant-Alpecin)
• Maglia Rossa, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Algida: Marcel Kittel (Etixx-Quick Step)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Bob Jungels (Etixx-Quick Step)

Dichiarazioni
Il vincitore André Greipel, subito dopo il traguardo, ha dichiarato: “E’ stata molto dura riagganciare i quattro corridori in fuga. Fortunatamente le altre squadre ci hanno aiutato ma devo comunque ringraziare tantissimo il mio team. Hanno molti meriti nella mia vittoria. Prima della partenza ho detto che sarebbe stato un arrivo adatto a me, sono stato profetico. Ero dietro la caduta [di Rein Taaramae] ma ho trovato spazio e mi sono lanciato quando ho visto un’apertura ai 300m. Ho aspettato un attimo, poi ho dato tutto ed ora sono molto felice”.

La Maglia Rosa Tom Dumoulin, subito dopo l’arrivo: “Mi avevano detto che il Giro è una corsa molto difficile. Oggi ho imparato il perché. Abbiamo fatto su e giù tutto il giorno e il gruppo è esploso nel finale. Non mi sono preoccupato quando Bob Jungels è partito per la volata perché anche se avesse preso quattro secondi di abbuono non sarebbe stato un problema. Ho pensato solo a me stesso, era un finale molto difficile”.

— Tappa N.6 —

La sesta tappa del Giro conduce ai 1.572 metri di Roccaraso, un GPM di 2a categoria, non troppo duro (la pendenza media è del 4.8%, con un brevissimo tratto al 12%) ma indubbiamente lungo (17 km). I distacchi sul traguardo saranno certamente più consistenti di quelli avuti fin qui, e i contendenti per la vittoria finale dovranno necessariamente scoprire le proprie carte. Non conosceremo ancora chi vincerà il Giro, ma potremmo sapere chi non lo vincerà.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Getty Images Sport – © TDW Sport – © ANSA (Peri/Di Meo/Zennaro)

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