98° Giro d’Italia, il giorno di Beñat Intxausti

Il basco della Movistar vince in salita a Campitello Matese grazie a uno scatto a -3 km dall’arrivo, staccando lo spagnolo Mikel Landa (Astana) e lo svizzero Sébastien Reichenbach (IAM Cycling). Dietro, però, i quattro “big” Aru, Contador, Porte e Uran terminano appaiati, ma Contador guadagna 2” di abbuono sul traguardo volante di Sora.

Ottava tappa del Giro con l’arrivo in salita a Campitello Matese, salita vera, 13 km con 900 metri di dislivello. Avevamo pronosticato Fabio Aru in Rosa, invece ritroviamo Contador che aumenta il proprio vantaggio grazie ai 2” di abbuono conquistati dallo spagnolo sul traguardo volante di Sora, al 50esimo km. Fin lì, qualche abbozzo di fuga, subito soffocato. Dopo, la fuga buona, che come si dice in gergo “andava via di gambe”.

Steven Kruijswijk (Team LottoNL-Jumbo) metteva alla frusta la sua Bianchi Specialissima CV, andandosene da solo. Dietro di lui, si organizzavano Kristof Vandewalle (Trek Factory Racing), Sébastien Reichenbach (IAM Cycling), Carlos Alberto Betancur (AG2R La Mondiale), Beñat Intxausti (Movistar Team), Francesco Manuel Bongiorno (Bardiani CSF), Franco Pellizotti (Androni Giocattoli), Branislau Samoilau (CCC Sprandi Polkowice), Przemyslaw Niemiec (Lampre-Merida), Mauro Finetto (Southeast Pro Cycling), Thomas Danielson (Cannondale-Garmin), Ilnur Zakarin (Team Katusha), dando vita a un manipolo ben organizzato che arrivava ad avere 9’ di vantaggio.

Ai -50 km aveva inizio la percussione delle squadre, con Tinkoff-Saxo, Astana e Nippo-Vini Fantini a dettare il ritmo.

Ai piedi dell’ultima salita, Kruijswijk veniva raggiunto da Betancur e Wandewalle, con gli altri inseguitori a 1’33” e il gruppo Maglia Rosa a meno di 5’.

Ai -4.6 km, Fabio Aru (Astana) scattava perentorio, lanciando il guanto di sfida, subito raccolto però dai tre assi Alberto Contador (Tinkoff-Saxo), Richie Porte (Team Sky) e Rigoberto Uran (Etixx-Quick Step), che non si lasciavano staccare. Davanti, Intxausti e Reichenbach prendevano il comando, con il basco che scattava ai -3.4 km senza che lo svizzero della IAM replicasse. Dietro, Mikel Landa riceveva l’OK da Fabio Aru e si portava in caccia dei due battistrada, raggiungendo e superando lo svizzero ma non il basco della Movistar, che vinceva la tappa e conquistava la Maglia Azzurra della classifica degli scalatori. La bagarre per il quarto posto premiava un saettante Fabio Aru. Ma gli abbuoni, a quel punto, erano finiti.

Piuttosto controversa la tattica dell’Astana. La stoccata di Landa ha consentito ai kazaki di avere due uomini nelle zone alte della classifica, ma la giornata di oggi si sarebbe potuta improntare verso una maggiore copertura di Fabio Aru da parte di Landa. Se il sardo fosse giunto secondo, sarebbe Maglia Rosa. Ad ogni modo, con i “se” e i “ma” non si va da nessuna parte.
Le parole del vincitore odierno, Beñat Intxausti: ”Ero in fuga con ottimi corridori. Ci sono stati molti attacchi sulla salita finale, ma il mio è quello che ha avuto successo. Cercavo una vittoria di tappa e sapevo che oggi sarebbe stata una buona occasione. Ho avuto buone gambe tutto il giorno. Ho aspettato a partire negli ultimi quattro chilometri, poi ho spinto al 100%. L’ammiraglia mi ha dato i tempi e io ho mantenuto fede nelle mie gambe. Amo il Giro, ora ho vinto due tappe e indossato per un giorno la Maglia Rosa. Mancano ancora molte tappe e spero che la squadra continui con il nostro momento positivo.”

Alberto Contador, per quanto acciaccato fosse, ha messo sul piatto della bilancia tutta la propria esperienza. Poco o nulla assistito in salita, ha messo la Tinkoff-Saxo a tirare per agguantare l’abbuono sul traguardo volante. “La mia squadra stava lavorando molto bene in fronte al gruppo e ho visto l’opportunità di guadagnare due secondi al traguardo volante. Due secondi sono due secondi, si soffre molto per guadagnare due secondi in una cronometro. Sulla salita finale sapevo che Aru e Porte avrebbero attaccato e ho risposto ai loro attacchi. Non ero a mio agio in sella, si vedeva, ma è passata la giornata e sono felice. Vado a letto con il braccio immobilizzato e devo ricordarmi dell’infortunio senza fare fare movimenti bruschi. La cronometro potrebbe essere un momento difficile per me. Astana è molto forte ma credo che il tempo sia dalla mia parte.”

Ordine d’arrivo
2) Mikel Landa Meana (Spa) Astana Pro Team
3) Sébastien Reichenbach (Swi) IAM Cycling
4) Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team
5) Alberto Contador (Spa) Tinkoff-Saxo
6) Richie Porte (Aus) Team Sky
7) Rigoberto Uran (Col) Etixx-Quick Step
8) Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
9) Damiano Cunego (Ita) Nippo-Vini Fantini
10) Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team
00.00.20
00.00.31
00.00.35
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00.00.45
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Classifica Generale
2) Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team
3) Richie Porte (Aus) Team Sky
4) Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
5) Mikel Landa Meana (Spa) Astana Pro Team
6) Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff-Saxo
7) Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
8) Rigoberto Uran (Col) Etixx-Quick-Step
9) Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team
10) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
00.00.04
00.00.22
00.00.30
00.00.42
00.01.00
00.01.16
00.01.24
00.01.34
00.01.38

Le Maglie
MAGLIA ROSA – BALOCCO: Alberto Contador (Tinkoff-Saxo)
MAGLIA ROSSA – ALGIDA: Elia Viviani (Team Sky)
MAGLIA AZZURRA – BANCA MEDIOLANUM: Beñat Intxausti (Movistar Team)
MAGLIA BIANCA – EUROSPIN: Fabio Aru (Astana Pro Team)

La nona frazione, 215 km da Benevento a San Giorgio del Sannio, è un continuo saliscendi, nel quale gli atleti totalizzeranno quasi 4.000 di dislivello. Potrebbe concretizzarsi una fuga da lontano. E se la Tinkoff-Saxo dovesse perdere il controllo della gara, la Maglia Rosa potrebbe anche cambiare padrone.

Tappa N.9: BENEVENTO – SAN GIORGIO DEL SANNIO – 215 km
Percorso
Tappa molto mossa che totalizza poco meno di 4.000 m di dislivello complessivi. Prima parte ondulata e mossa nel Beneventano attraverso Pietrelcina, Benevento e Atripalda dove si entra in Irpinia e si affronta la lunga e pedalabile salita del Monte Termino, che precede quella più impegnativa di Colle Molella (Lago Laceno) e l’immissione nei continui saliscendi della zona di Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi e Castelvetere sul Calore, fino ai 20 km dall’arrivo dove si affronta la dura salita del Passo Serra che immette negli ultimi km della tappa. Da segnalare tratti di strada con manto usurato e a volte a carreggiata ristretta.
Ultimi km
Salita di Passo Serra impegnativa nella parte centrale, dove si incontrano pendenze a doppia cifra, seguita da una breve e veloce discesa che termina ai 5 km dall’arrivo, ancora una breve risalita e un tratto cittadino prima del rettilineo finale al 3% (asfalto, lunghezza 600 m, larghezza 7 m).
– Sito web Giro d’Italia 2015
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © ANSA (Dal Zennaro / Peri)






