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102° Giro d’Italia, Roglic è veramente Primoz

Gli 8 km della crono individuale bolognese hanno fornito le primi indicazioni sullo stato di forma dei favoriti per il successo finale. Lo sloveno Primož Roglič ha messo tutti in riga, ma l’inglese Simon Yates e il nostro Vincenzo Nibali hanno ben figurato in questa prova teoricamente a loro poco favorevole.


Non capita spesso di imbattersi in una prova di apertura del Giro rappresentata da una cronometro individuale, tanto più atipica come questa di Bologna. Sei km tra le vie cittadine, poi 2 km verso il santuario di San Luca, pendenza media 10% ma con punte al 15%. Un po’ per cronomen puri, un po’ per scalatori. Chi ha saputo interpretare a meraviglia il seppur breve tracciato è stato lo sloveno Primož Roglič (Team Jumbo-Visma), tra i favoriti e l’unico in grado di chiudere sotto ai 13’. L’ex campione nazionale di salto con gli sci si è preparato benissimo per questo Giro, dimostrando una condizione in crescendo (vittoria alla Tirreno-Adriatico e al recente Tour de Romandie) e un netto miglioramento del proprio rendimento sulle salite durante le gare a tappe. Inseguiva da tre anni una giornata in Maglia Rosa, oggi più che mai merita di indossarla. Senza troppi proclami ha giocato questa prima manche a carte scoperte. E’ tra i favoriti ma la pressione non sembra infastidirlo. Se riuscirà a tenere per le tre settimane del Giro, lo ritroveremo sicuramente su uno dei gradini del podio finale, a Verona.

Mentre i possibili favoriti sono partiti tra i primi in questa cronometro, causa spauracchio del maltempo, l’inglese Simon Yates (Team Mitchelton-Scott) ha deciso per una strategia opposta, partendo penultimo. Francamente non ne capiamo il senso, la cronometro è una prova contro il tempo, in cui l’unico arbitro è il corridore. Partire primi o ultimi non dà comunque riferimenti, una prova così breve va corsa a tutta, sempre fuorisoglia. Fatto sta che il baldanzoso britannico, con il meteo tendente al brutto, ha pedalato i primi 6 km incontrando qualche raffica di vento contrario che non l’ha certo aiutato ad andare più forte, lui che difetta naturalmente di potenza specifica nelle crono pianeggianti. Molto buona invece la sua performance in salita, che lo ha fatto concludere secondo assoluto a 19” da Roglič. Tornato al Giro dopo i 13 giorni in Rosa dell’anno scorso, prima di naufragare nella tappa di Bardonecchia stravinta da Chris Froome, Simon Yates ha dichiarato apertamente di essere in condizione di poter vincere questa corsa. Vedremo cosa ne pensano i suoi avversari e, soprattutto, se riuscirà a mantenere il rendimento per tutte le tre settimane.

Non ci sorprende più di tanto il terzo posto di giornata di Vincenzo Nibali (Team Bahrain-Merida), Lo “Squalo dello Stretto” si è preparato molto bene per il Giro, e lo abbiamo visto pedalare benissimo al Tour of the Alps e alla Liegi-Bastogne-Liegi. Pur non essendo un cronoman, è andato molto bene sui 6 km pianeggianti, dove ha staccato un tempo intermedio di tutto rispetto, meglio di uno specialista come Tom Dumoulin, tanto per citarne uno. In salita ha pedalato magnificamente, ma 2 km non sono probanti per l’esito finale. Le premesse per mettere in bacheca il terzo Trofeo Sena Fine, però, ci sono tutte.

Chi invece non pensavamo di trovare così in altro in classifica è il piccolo scalatore colombiano Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team), in grado di eguagliare nella prima parte l’intermedio di Vincenzo Nibali. Rientrato pochi giorni fa dalla Colombia, dove si è allenato in altura, si prende il lusso di terminare pochi centesimi davanti a Dumoulin e di indossare la maglia bianca di miglior giovane, da lui già vinta l’anno scorso.

Indicato come possibile vincitore di questa crono, l’olandese Tom Dumoulin ha invece deluso un po’. I 28” di ritardo da Roglič non sono molti, ma il tulipano è apparso un po’ a corto di brillantezza, non solo in salita ma anche in pianura. Potrebbe entrare in condizione strada facendo, purché non lasci sul campo troppo tempo. Gli avversari non lo aspetteranno di certo.

Uno che punta alla Maglia degli scalatori e che qui oggi è andato forte oltre le previsioni è il polacco Rafal Majka (Bora-Hansgrohe), molto bravo nel settore pianeggiante oltre che in salita. Sesto posto meritatissimo. Lo ritroveremo sicuramente trai duellanti delle frazioni alpine.

Perduto il capitano Egan Bernal per frattura della clavicola una settimana fa durante un allenamento, il Team Ineos ha dato carta bianca ai propri alfieri, affrancandoli da particolari strategie. E il giovane inglese Tao Geoghegan Hart non si è certo fatto pregare nel dare il massimo, chiudendo 7° a 35” da Roglič. Attenzione a questo 24enne, ottimo scalatore, vincitore di due tappe al Tour of the Alps da lui chiuso al posto d’onore dietro al compagno di squadra Pavel Sivakov, altro elemento da tenere d’occhio in questo Giro. Siamo certi che i due movimenteranno più di una tappa.

Giunto al Giro con l’intenzione di lottare per la Generale, il basco Mikel Landa (Movistar Team) ha rimediato oggi sonori ceffoni, terminando 36° a 1’07” da Roglič. Se il buongiorno si vede dal mattino, Landa sta ancora dormendo. Può darsi fosse una giornata storta, ma il suo gap nei confronti degli avversari non è marginale, e rimediarvi non sarà affatto semplice.

il miglior tempo sulla salita del San Luca non è stato appannaggio di Primož Roglič, bensì di Giulio Ciccone (Team Trek Segafredo), che si è aggiudicato la Maglia Azzurra di miglior scalatore. Partito piano, con l’intenzione di risparmiare energie, ha scaricato tutta la potenza proprio sulla cronoscalata, puntando alla maglia. Bravo nell’esservi riuscito.

Classifica
1) Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma
2) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
3) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
4) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
5) Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb
6) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
7) Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Ineos
8) Laurens De Plus (Bel) Team Jumbo-Visma
9) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
10) Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
11) Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
12) Victor De La Parte (Spa) CCC Team
13) Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
14) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
15) Tanel Kangert (Est) EF Education First
16) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
17) Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
18) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
19) Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
20) Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal
Time
00:12:54
00:00:19
00:00:23
00:00:28
st
00:00:33
00:00:35
st
00:00:39
00:00:40
00:42:00
00:45:00
00:46:00
00:47:00
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st
00:50:00
st
00:53:00
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– Link alle Classifiche

Pillole statistiche
• Primož Roglič è il primo sloveno a indossare la Maglia Rosa. Solo uno dei suoi compatrioti prima di lui ha guidato la Generale di un grande giro: Janez Brajkovic (tre giorni in testa alla La Vuelta, due nel 2006, uno nel 2013).
• La Slovenia diventa la 26esima nazione al comando della Generale della Corsa Rosa.
• Questo è il 15esimo podio di tappa al Giro per Vincenzo Nibali (sette vittorie di tappa).

Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Primož Roglič (Team Jumbo-Visma)
• Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo: Primož Roglič (Team Jumbo-Visma) – maglia indossata domani da Simon Yates (Team Mitchelton-Scott)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Giulio Ciccone (Team Trek-Segafredo)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

Dichiarazioni
La Maglia Rosa Primož Roglič ha dichiarato: “Ho dovuto aspettare molto dopo la mia prova prima di essere dichiarato vincitore ma sono molto contento di questo successo. Non avevo una tattica particolare se non quella di andare il più veloce possibile. Sono sorpreso dai distacchi inflitti ai miei avversari. Due giorni fa ho incontrato Gianni Bugno che ha indossato la Maglia Rosa dall’inizio alla fine [al Giro del 1990]. Non so se ci riuscirò anche io ma la cosa più importante è avere la Maglia Rosa a Verona”.

La Maglia Bianca Miguel Angel Lopez ha detto: “Sono molto contento della mia prestazione di oggi. Sono stato veloce nel tratto pianeggiante ma visto che si trattava di una cronometro breve, sono andato a tutta dall’inizio alla fine”.

La Maglia Azzurra Giulio Ciccone ha commentato: “Il mio obiettivo era quello di fare il miglior tempo in salita, abbiamo studiato attentamente il percorso e abbiamo optato per un cambio di bici prima dell’attacco della salita. Sono contento che abbia funzionato. Volevo davvero raggiungere questo primo obiettivo”.

— Tappa N.2 —
Bologna – Fucecchio: 205 km – dislivello 1.850 metri

Prima tappa in linea, mossa nella fase iniziale e nell’ultimo terzo del percorso. Dovrebbe però risolversi in una volata a ranghi allargati, terreno di caccia dei velocisti.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Bettini photo – © La Presse (D’Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi)

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