102° Giro d’Italia, Ilnur Zakarin dall’inizio alla fine

Il russo entra nella fuga inziale di 28 corridori e vince in solitaria sul traguardo in salita del Lago Serrù. Mikel Landa attacca magnificamente e guadagna terreno in classifica. Primož Roglič e Vincenzo Nibali si studiano ma non duellano ancora. Miguel Angel Lopez fora nuovamente e chiude attardato. Un appannato Simon Yates perde ancora posizioni.

Pinerolo-Ceresole Reale, 196 km con 4.500 metri di dislivello. Lassù, ai 2.200 metri del Lago Serrù, il Giro non era mai arrivato. Così come non era mai passato dalla seconda salita di giornata, il Pian del Lupo. E quando c’è da salire in alto, Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin) è spesso presente tra i corridori di spicco. Non per niente le sue vittorie ai Grandi Giri le ha ottenute tutte in salita. Oggi è entrato nella fuga iniziale, assieme ad altri 27 corridori tra i quali alcuni piazzati di lusso come Bauke Mollema (Trek-Segafredo), ben supportato dai suoi compagni Gianluca Brambilla, Giulio Ciccone e Nicola Conci, poi Davide Formolo (Bora-Hansgrohe), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Antonio Nibali e Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida), Eddie Dunbar e Tao Geoghegan Hart (Team Ineos). Nomi importanti, e infatti il gruppo dei big non concedeva loro che 2’ di vantaggio massimo.

La prima salita di giornata, il Colle del Lys, veniva affrontata a ritmo velocissimo da tutti, e benché sfilacciatisi i 28 rimanevano a stretto contatto tra loro. Nella tecnica discesa cadeva Tao Geoghegan Hart ed era costretto al ritiro. Gli altri proseguivano allungati verso il secondo GPM di giornata, il Pian del Lupo. Dal gruppo inseguitore usciva allo scoperto Mikel Landa (Movistar Team) che si metteva caparbiamente alla caccia dei primi, mentre Primož Roglič (Team Jumbo-Visma) e Vincenzo Nibali (Team Bahrain-Merida) si marcavano strettissimi.
La seconda salita allungava ulteriormente la carovana degli evasi, che perdevano elementi. Landa era una locomotiva solitaria all’inseguimento dei superstiti, Roglič e Nibali si studiavano ripetutamente marcandosi stretti. Chi iniziava a perdere terreno era invece Simon Yates (Mitchelton-Scott), apparso molto appannato e incapace di cambiare passo sulle ascese vere. La Maglia Rosa Jan Polanc (UAE Emirates) si difendeva invece benino, pur non reggendo il ritmo dei big.

La vittoria di giornata si giocava sull’ultima bellissima, lunga, micidiale salita. Proprio all’inizio delle prime rampe forava Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) che doveva attendere l’arrivo della propria ammiraglia. L’inconveniente gli costava 32” di attesa e l’addio al gruppo Roglič-Nibali. Lo “Squalo dello Stretto” metteva davanti il suo compagno Domenico Pozzovivo, con la chiara intenzione di provare a sfiancare Roglič. Lo sloveno, dal canto suo, non batteva ciglio e continuava a pedalare in agilità, rimanendo poco sotto le 100 rpm. Mikel Landa non faceva prigionieri e continuava a superare i fuggitivi, ormai indeboliti dalle fatiche di giornata.

Davanti ci si contendeva la tappa, Bauke Mollema conduceva le danze a metà salita ma Ilnur Zakarin era più forte e lo affiancava assieme a Mikel Nieve. I seguenti affondi del lungagnone russo venivano sempre rintuzzati, ma ai -2 km cedeva anche Nieve e per Zakarin si apriva il trionfo in solitaria in una delle tappe più belle, per paesaggi e impegno fisico, di questo Giro. Dietro di lui concludeva Mikel Nieve e poco dopo Mikel Landa, probabilmente il corridore più veloce in salita quest’oggi. Peccato che la sua azione sia iniziata un po’tardi per recuperare tutto il terreno perduto all’inizio di giornata. Primož Roglič e Vincenzo Nibali concludevano appaiati, in una sorta di patto di non belligeranza.
1) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
2) Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
3) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
4) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
5) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
6) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
7) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
8) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
9) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
10) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
11) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
12) Tanel Kangert (Est) EF Education First
13) Joe Dombrowski (USA) EF Education First
14) Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
15) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
16) Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
17) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
18) Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
19) Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli
20) Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
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Jan Polanc terminava staccato di 4’39” da Zakarin ma conservava la Maglia Rosa, pur con un vantaggio dimezzato sul connazionale Roglič. Balzo del canguro per Ilnur Zakarin, che sale dal 12° al 3° posto, e per Mikel Landa, ora 8° e apparso molto pericoloso sulle salite. Il russo in salita è fortissimo, il suo tallone d’Achille sono le discese e le cronometro, due handicap sicuramente migliorabili ma che al momento non lo collocano tra i nostri favoriti al Trofeo Senza Fine. Stesso discorso per Bauke Mollema, ora 4°, che nelle crono non è a livello dei migliori. Roglič e Nibali ci sono sembrati gli atleti più in forma, vedremo come andranno nella terza settimana. Scivolano indietro in classifica Miguel Angel Lopez (per lui tre forature, sfortuna sì ma forse c’è anche da rivedere i materiali e il set-up, dato che buca sempre in salita) e Simon Yates, ancora una volta deludente. Da segnalare che Giulio Ciccone si riprendeva la Maglia Azzurra e Pavel Sivakov indossava la Maglia Bianca di miglior giovane. E domani ci sarà un’altra tappa-chiave di questo Giro.
1) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
2) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
3) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
4) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
5) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
6) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
7) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
8) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
9) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
10) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
11) Tanel Kangert (Est) EF Education First
12) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
13) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
14) Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
15) Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
16) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
17) Joe Dombrowski (USA) EF Education First
18) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
19) Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
20) Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
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– Link alle Classifiche
Pillole statistiche
• Seconda vittoria in carriera al Giro d’Italia per Ilnur Zakarin dopo la tappa numero 11 a Imola nel 2015. Ha vinto anche una tappa di montagna al Tour de France a Finhaut-Emosson, con il traguardo posto in prossimità di una diga proprio come il Lago Serrù a Ceresole Reale. È la sua settima top 3 in una tappa del Giro, tre secondi posti nel 2017 e due terzi posti nel 2016.
• È il 27esimo successo di tappa al Giro per i corridori russi, una vittoria in meno di Paesi Bassi, Regno Unito e Colombia. Altri tre russi hanno conquistato tappe di montagna al Giro: Egveni Berzin (Campitello Matese nel 1994), Pavel Tonkov (4 vittorie) e Denis Menchov (Alpe di Siusi nel 2009).
• Settima Maglia Rosa per gli sloveni al Giro 2019 (Roglic e Polanc), una in più degli italiani (Conti).
Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Jan Polanc (UAE Team Emirates)
• Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo: Arnaud Démare (Groupama-FDJ)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Giulio Ciccone (Team Trek-Segafredo)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Pavel Sivakov (Team Ineos)

Dichiarazioni
Il vincitore di tappa Ilnur Zakarin ha dichiarato: “Non avevo un piano preciso per provare a vincere questa tappa. Sono andato in fuga con l’obiettivo di recuperare un po’ di tempo per la Classifica Generale. Questo successo è un po’ una sorpresa. Ho affrontato l’ultima salita con tutta l’energia che mi era rimasta. Sono contento della mia prova e di aver conquistato questa frazione. Roglic va davvero forte; per me è il favorito numero uno. Comunque proverò nei prossimi giorni a prendere la Maglia”.

La Maglia Rosa Jan Polanc ha dichiarato: ”Sapevo che non sarei stato in grado di tenere le ruote dei migliori fino al traguardo. Mi aspettavo una tappa difficile ma non così dura come si è poi rivelata. Sono felice di essere riuscito a mantenere il comando della Generale per un altro giorno. Non credo che potrò tenere la Maglia Rosa fino a Verona ma vedremo giorno dopo giorno. Già domani ci aspetta una tappa senza un metro di pianura”.
— Tappa N.14 —
Saint Vincent – Courmayeur: 131 km – dislivello 4.000 metri
Tappa corta ma cattiva, con solo 14 km pianeggianti prima di Aosta. Poi è roba da montagne russe. La salita di Verrayes è lunga 6.7 km con pendenza media 8%, quella di Verrogne 13.8 km al 7.1% medio, quella verso Truc D’Arbe 8.3 km al 7%, il Colle San Carlo 10.5 km al 9.8%, quella verso Courmayeur 8 km al 3.2% ma con i primi 3 km al 6%. I fuggitivi odierni hanno speso molto, ma i meglio piazzati in classifica tenteranno la replica. Ci sarà da divertirsi.
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Bettini photo – © Getty Images Sport – © La Presse (D’Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi)









