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Bianchi Methanol CV 9.2

Test e analisi tecnica per questa 29er XC racing, rivelatasi molto performante anche sulle lunghe distanze. Il Countervail® regala una superba trazione in salita e annulla le principali sconnessioni in discesa, dove però l’angolo sterzo richiede precisione di guida. Difficile comunque chiedere di più a una front.


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Dopo la presentazione ufficiale alla stampa e le prime impressioni di guida sui sentieri della Franciacorta, abbiamo avuto la possibilità di provare la Bianchi Methanol CV per una quarantina di giorni sui nostri percorsi abituali, dove solitamente possiamo avere un riscontro oggettivo da parte delle biciclette in termini di performance generali e specifiche. Tra i sei allestimenti previsti per la Methanol CV, abbiamo provato il 9.2, che nella scala gerarchica si colloca al terzo posto, preceduto dal 9.0 e dal 9.1 e seguito dal 9.3, 9.4 e 9.5, tutti con il medesimo telaio ma con la variante della componentistica.

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Telaio
Frutto della sinergia tra Bianchi e Material Science Corporation, detentrice del brevetto Countervail®, il telaio della Methanol CV è in carbonio ad alto modulo, al cui interno è integrato il materiale viscoelastico Countervail®, che secondo i tecnici elimina l’80% delle vibrazioni generate dopo gli impatti ricevuti dalla forcella ammortizzata, incrementando al tempo stesso la rigidità strutturale del telaio e la sua resistenza. La speciale architettura della fibra in carbonio Countervail® e le sue proprietà viscoelastiche conferiscono alla bici ciò che Bianchi definisce “After Shock Control”, cioè la capacità di dissipare le vibrazioni che passano attraverso le sospensioni dopo l’impatto iniziale.

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Il progetto che ha portato alla Methanol CV è frutto di 4 anni di lavoro, e il risultato è totalmente diverso dalla versione precedente. Il movimento centrale è di tipo PressFit da 41×92 mm, il tubo sterzo è conico, i foderi orizzontali del carro misurano 429 mm, tra i più corti in assoluto per una MTB 29”. L’asse passante posteriore è di tipo Boost 12×148 mm, più rigido del 20% rispetto al 12×142 mm, il che ha consentito di avere un carro posteriore più largo, quindi adatto a ospitare pneumatici di maggior sezione, in virtù di uno spostamento della linea catena di 3 mm verso l’esterno.

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Il reggisella ha un diametro di 27.2 mm, per favorire ulteriormente la tolleranza verticale. Compatibile con trasmissione elettronica Di2, il telaio Methanol CV ha il passaggio interno di tutti i cavi, compreso quello dell’eventuale reggisella telescopico. E’ inoltre previsto l’attacco “high direct mount” del deragliatore anteriore, con supporto rimovibile per trasmissioni monocorona. I forcellini del carro sono in carbonio, con supporto pinza disco di tipo Postmount per rotori da 160 mm. Due gli attacchi dei portaborraccia, classicamente posizionati sull’obliquo e sul tubo piantone. Quattro le taglie disponibili: 15”, 17”, 19” e 21” (S, M, L, XL, pari a 38, 43, 48, 53 cm).
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Geometrie
Con un carro posteriore di soli 429 mm, interasse cortissimo, sloping molto accentuato, angolo piantone 72° e angolo sterzo 71°, il telaio della Methanol CV entra a buon diritto tra le regine del Cross Country, caratterizzate da grande compattezza dimensionale, reattività alla pedalata e maneggevolezza, andando così a privilegiare le azioni in salita piuttosto che quelle in discesa. L’angolo di sterzo tendenzialmente chiuso è stato realizzato per avere la meglio nel misto stretto.

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Un telaio dall’indole spiccatamente racing che però, grazie all’impiego del Countervail®, risulta adatto anche ai meno smaliziati, regalando un eccellente comfort anche su quelle sconnessioni solitamente in grado impensierire le front, senza peraltro superare le prestazioni garantite dalle full-suspended.

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Allestimento
La Methanol CV 9.2 si presenta con gruppo trasmissione Shimano XTR 1×11 velocità, forcella Fox 32 SC 29” Factory Kashima avente escursione 100 mm e comando remoto lock-out FIT4 al manubrio con regolazione della soglia di sblocco, ruote DT Swiss XR1501 Spline 29” UST con pneumatici tubeless Kena Honey Badger XC Pro 29×2.05” latticizzati, freni Shimano XTR con rotori da 180 mm anteriore e 160 mm posteriore, cambio Shimano XTR RD-M9000 GS Shadow+ con “chain stabilizer”, guarnitura FSA SL-K in carbonio con corona da 32 denti. Manubrio, stem e reggisella sono FSA SL-K, la sella è una fi’zi:k Tundra 2 con carrello in manganese.

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Un allestimento “race ready” che però non trascura l’aspetto affidabilità pur limitando il peso complessivo della bici, in taglia L, a 9.080 grammi (pedali esclusi), valore di tutto rispetto per una 29er. Della Methanol CV, Bianchi propone altre versioni più evolute (la 9.1 con trasmissione Sram Eagle XX1 a 12 velocità e la 9.0 con gruppo elettronico Shimano XTR Di2 2×11 vel) e tre meno pregiate, per soddisfare tutti i gusti e tutte le tasche. Due le colorazioni previste per questa versione 9.2: BM (Black/Mamba Matt, cioè nero e giallo acido) e BT (Black Matt/Black Silver Glossy, cioè nero e argento lucido, oggetto della nostra prova).

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Sintesi dei test
– Altezza e peso del tester: 180 cm, 70 kg (senza abbigliamento)
– Bici in prova: taglia L (tutti i dettagli nella scheda tecnica a fondo pagina)
– Periodo della prova: dal 13 novembre all’8 dicembre 2016
– Uscite effettuate: 6
– Tempo totale di percorrenza: 25h.31min (uscita più lunga: 5h.25min)
– Distanza percorsa: 533 km (uscita più lunga: 106 km)
– Dislivello in salita: 6.218 metri (uscita con maggior dislivello: 1.751 metri)
– Percorsi effettuati: Brianza collinare, Valsassina.

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Rilevazioni effettuate
Queste nostre misurazioni integrano la tabella delle geometrie.
• Misura del telaio in prova: L (pari a 19”, corrispondenti a 48 cm)
• Altezza movimento centrale: 310 mm
• Peso rilevato bici completa: 9.08 kg (senza pedali)
• Peso ruote rilevato: 1.560 gr (ant. 720, post. 840, prive di perno passante, dischi e pacco pignoni)
• Peso copertoni rilevato: 650 gr l’uno

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Tech-Cycling_product_rating

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Assorbimento asperità
• Comfort
• Direzionalità I° (mantenimento traiettoria, stabilità)
• Direzionalità II° (rapidità nel cambio di traiettoria, maneggevolezza)
• Equilibrio ciclistico
• Finiture telaio
• Forcella (rigidità, precisione, prestazioni globali)
• Reattività nei rilanci
• Rigidità laterale telaio (rigidità torsionale)
• Smorzamento vibrazioni
• Tolleranza verticale telaio (“compliance”)
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La prova off-road
La prima sensazione che si ha salendo in sella alla Methanol CV è la grande compattezza telaistica. Probabilmente è la 29” con il passo più corto, solo 1.102 mm per il telaio in misura L. Ne deriva una maneggevolezza impareggiabile, che consente movimenti fulminei nel misto stretto, dove lo sterzo comanda e il telaio esegue senza sbavature. La caratteristica più altisonante di questa mountain bike è però l’elemento viscoelastico Countervail®, prerogativa unica delle bici di punta della Casa di Treviglio. Sui fondi scorrevoli, siano essi pianeggianti, in salita o in discesa, la Methanol CV non chiama in causa il Countervail®, il cui compito è quello di smorzare le vibrazioni e gli urti derivanti dalle sconnessioni. Ma quando il suolo è rovinato, i benefici di questo sorprendete materiale si apprezzano tutti, non soltanto in termini di comfort ma anche e soprattutto per quanto riguarda il miglioramento delle performance. Il telaio della Methanol CV è rigido lateralmente e torsionalmente, ma dolcissimo nelle sue reazioni sullo sconnesso grazie al Countervail®, e lo fa in misura tanto maggiore quanto più la velocità di percorrenza aumenta e le asperità si succedono rapidamente. Sull’ostacolo “secco”, con la forcella che si comprime e poi distende senza più essere chiamata in causa, la Methanol CV è molto simile a tante altre 29er, il valore aggiunto del Countervail® è risibile. Ma all’aumentare della velocità, si apprezzano pienamente le soluzioni ingegneristiche adottate.

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Sui fondi rovinati, salita o pianura che sia, questo telaio non perde mai trazione, seguendo sempre la traiettoria scelta, consentendo rilanci e accelerazioni che ricompensano lo sforzo con una lauto guadagno cronometrico (oppure, a parità di velocità, permette un apprezzabile risparmio energetico). Chi dispone di un misuratore di potenza potrà facilmente accorgersi di tutto ciò, non si tratta di banali illazioni di marketing.

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In discesa assorbe meravigliosamente tutte le sconnessioni di piccola e media entità, non perdendo mai la traiettoria impostata. L’angolo sterzo piuttosto chiuso costringe a un lavoro addizionale al manubrio per controllare e lasciare scorrere al meglio la bici, che dà la sensazione di “impuntarsi” un po’ sull’ostacolo. In questi frangenti occorre pertanto un minimo di mestiere per ottenere i migliori risultati. Ad ogni modo si tratta di una peculiarità che emerge solo quando si è alla ricerca della prestazione cronometrica di punta e il ritmo è inevitabilmente alto, tipicamente da gara.

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Concepita per le nervose competizioni Cross Country, la Methanol CV non disdegna le lunghe percorrenze e le marathon nella quali non si incontrino ostacoli di grande entità, laddove le full-suspended sarebbero preferibili. Molto redditizia nei settori tecnici, garantisce prestazioni brillanti unitamente a un comfort ineguagliabile per una front-suspended.

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Valutazione componenti
La forcella Fox 32 SC 29″ Factory con speciale rivestimento Kashima degli steli si è rivelata eccellente in tutte le situazioni. La facilità di taratura e l’ampia gamma prestazionale che ne deriva consentono anche ai neofiti di avere un componente dalle performance elevatissime, in grado di soddisfare le richieste dei professionisti. Efficace e precisa, morbida e progressiva dove occorre, trasmette molta sicurezza nell’affrontare anche i passaggi più critici.

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L’aria nella camera positiva viene immessa dalla valvola posta sulla sommità dello stelo sinistro, che determina anche il carico di stacco e va a compensare la camera negativa. Il registro di ritorno è invece situato alla base del fodero destro. Sullo stelo destro è presente il pomello di registro per stabilire la soglia di sblocco. Da segnalare che il trigger di lock-out al manubrio è stato completamente rifatto rispetto alla versione precedente, ora i meccanismi interni sono tutti in metallo e non danno luogo ad alcun cedimento.

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La scelta di dotare la Methanol CV 9.2 di una trasmissione monocorona da 32 denti, accoppiata a un pacco pignoni 11-46, è un buon compromesso che va a coprire la maggior parte delle esigenze off-road, ma ovviamente non tutte. Chi desiderasse disporre di una più ampia varietà di rapporti dovrà dotarsi di corone con dentature differenti in base ai percorsi da affrontare.

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L’ergonomia e la precisione di funzionamento dei comandi Shimano XTR sono ben note, inutile tessere ulteriori lodi a un gruppo da sempre al vertice. I freni sono molto modulabili ma peccano un po’ di incisività in alto, quando si vorrebbe una frenata più immediata. Progressivi fino a tre quarti, perdono un pochino di brillantezza nell’ultimo tratto di corsa della leva. Se surriscaldati, nel corso delle discese prolungate o nei tratti molto ripidi, hanno denunciato una moderata risonanza, pur non peccando mai di fading.

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Le ruote DT Swiss XR1501 Spline 29” UST godono di un peso veramente contenuto, che determina un basso momento di inerzia. Rigide lateralmente, molto reattive, assecondano magnificamente il carattere telaistico della Methanol CV, consentendo proficue accelerazioni.

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I copertoni Kenda Honey Badger XC Pro da 2.05” sono validissimi sui fondi asciutti e compatti, e in genere in tutte le situazioni in cui alle coperture è richiesta una certa scorrevolezza. La tassellatura, qui al minimo sindacale, va un po’ in crisi sui fondi fangosi e viscidi, o comunque laddove sia richiesto un tassello più incisivo che garantisca aderenza e trazione.

Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Nessuno.

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Scheda tecnica
Telaio: Methanol CV carbonio ad alto modulo, monoscocca con Countervail®, compatibile con gruppi meccanici ed elettronici Di2, tubo sterzo conico 1.5”-1.1/8”, movimento centrale PressFit BB92 (41×92 mm), battuta posteriore 148 mm Boost
Forcella: Fox 32 SC 29″ Factory Kashima, escursione 100 mm, comando remoto lock-out FIT4 al manubrio con regolazione della soglia di sblocco, cannotto forcella in alluminio tapered 1.5”-1.1/8”, asse passante 15×110 mm
Serie sterzo: FSA Orbit C-40
Curva manubrio: FSA SL-K flat, carbonio, piega 9°, rise 4°, diametro centrale 31.8 mm, larghezza 700 mm
Attacco manubrio: FSA SL-K, alluminio, inclinazione +/- 12°, diametro conchiglia 31.8 mm, frontalino in carbonio, attacco forcella 1.1/8”, estensione 90 mm
Comandi e leve freno: Shimano XTR SL-M9000-R – 1×11 speed
Freni: Shimano XTR M9000, attacco pinza Postmount, rotori Ice Tech con diametro 180 mm anteriore e 160 mm posteriore, pastiglie metalliche
Cambio: Shimano XTR RD-M9000 GS Shadow+
Guarnitura: FSA SL-K BB392EVO Modular 32 denti, giro bulloni 96 mm, pedivelle 175 mm in carbonio monoscocca hollow (cave internamente), fattore Q 168 mm (Optional guarnitura Rotor Rex 1.1 InPower con misuratore di potenza integrato)
Movimento centrale: FSA BB-EL237 PressFit BB92 (41×92 mm)
Pignoni: Shimano XT CS-M8000, 11 speed, scalati 11-46
Catena: KMC X11 EPT, 11 speed
Reggisella: FSA SL-K, carbonio unidirezionale, diametro 27.2 mm, lunghezza 400 mm, offset 20 mm, compatibile Di2
Sella: fi’zi:k Tundra 2, carrello in manganese
Ruote: DT Swiss XR1501 Spline 29” UST – mozzi con asse passante anteriore 15×110 mm, posteriore Boost 12×148 mm
Coperture: Kenda Honey Badger XC Pro 29×2.05” latticizzate
Portaborraccia: Elite Paron
Misure disponibili: S, M, L, XL (15”, 17”, 19”, 21”, pari a 38, 43, 48, 53 cm)
Prezzo di listino: 5.690 euro (qui il Listino ufficiale, con tutti i possibili optional)


– Sito web Bianchi


—— FOTOGALLERY ——

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Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Sergio Doria (Tech-Cycling)

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