The Col Collective, la suprema Alpe d’Huez

Per l’ottava puntata della saga The Col Collective, Mike Cotty ha sfidato la regina di tutte le salite, l’Alpe d’Huez e i suoi 21 tornanti che partono da Bourg d’Oisans, unica via di accesso per l’ascesa.
Anfiteatro delle più grandi sfide del Tour de France, la salita dell’Alpe d’Huez appartiene al mito del ciclismo. Frequentatissima dagli amatori, anche nei giorni della settimana, nel weekend e soprattutto la domenica si trasforma in un via-vai di maglie colorate, serpentine umane che salgono e scendono, ticchettii di catene e deragliatori, stridere di freni in prossimità dei tornanti. Nelle giornate soleggiate, questa salita viene pedalata anche da più di 1.000 ciclisti alla volta. C’ anche un sistema di cronometraggio che consente di rilevare il tempo in salita, con diploma omaggio offerto in cima dal locale ufficio turistico.
Alpe d’Huez, da Bourg d’Oisans (F)
Lunghezza: 13.2 km
GPM: 1.850 m
Dislivello in salita: 1.108 m
Pendenza media: 8.1%
Pendenza massima: 13%

Il record ufficiale cronometrato in salita appartiene a Marco Pantani, che nel corso del Tour de France 1997 fece segnare un tempo di 37’35”, concludendo alla impressionante media di 23.08 km/h. Ufficiosamente, però, in un allenamento del 1995, Pantani fece segnare un incredibile 36’40”. Nel Tour 2004, Lance Armstrong fissò il cronometro sui 37’36”, appena un secondo in più del “Pirata”. Ma l’albo d’oro dell’Alpe d’Huez riporta tutti i più grandi nomi del ciclismo. Jan Ullrich, Richard Virenque, Iban Mayo, Andreas Klöden, Miguel Indurain, Alex Zülle, Bjarne Riis, Carlos Sastre, Gianni Bugno, fino a Nairo Quintana, che nel 2013 salì in 39’50”.
La salita parte subito in doppia cifra, con 3 km che tolgono il respiro. Poi le cose vanno meglio, la pendenza scende al 7%, ma la strada è tutta esposta al sole o alle intemperie, senza possibilità di riparo offerto dal bosco, che qui non c’è. All’ottavo km si ha il tratto più duro, e fino al decimo km si hanno punte del 13%. Poi cala un po’, rimanendo comunque tra il 9% e l’11%. Solo l’ultimo km, ormai all’interno del paese, è quasi pianeggiante, e permette di raggiungere Avenue du Rif-Nef, arrivo ufficiale di tutti i Tour de France.
”A dire il vero, devo molto alla salita dell’Alpe d’Huez, come alle sallite del Col du Glandon e del Galibier” – afferma Mike Cotty – “Nel 2003 il fascino di queste cime leggendarie mi fece assaporare l’ebbrezza di scalare le montagne, allorquando partecipai a La Marmotte senza sapere bene cosa mi aspettasse. Ricordo il veloce passaggio a Bourg d‘Oisans, con il mio stomaco che si rivoltava dall’emozione provocata dalla gigantesca dimensione di quelle montagne che mi circondavano. Potevo percepire l’energia che trasmettevano, come fossero le pareti di un anfiteatro romano al cui interno si preparava la battaglia dei gladiatori. Non dimenticherò mai quei momenti e quelle sensazioni che mi accompagnarono per i 21 tornanti fino alla sommità dell’Alpe d’Huez. E’ passato tanto tempo da allora, ma è lì dove il mio sogno ebbe inizio”.
Web site: The Col Collective
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Articolo a cura di Roberto Chiappa





