The Col Collective, l’estenuante Col de la Bonette

Decimo appuntamento con Mike Cotty e il suo serial The Col Collective, che in questa occasione lo vede impegnato sui 24 km della salita del Col de la Bonette dal versante di Jausiers, con il GPM situato a 2.802 metri di quota.
Il Col de la Bonette è un passo alpino situato nel Parco Nazionale di Mercantour, tra le Alpi Marittime e le Alpi dell’Alta Provenza. La strada che sale in cima al passo ha il vanto di essere quella di valico asfaltata più alta di tutte le Alpi, davanti al Col de l’Iseran (2.770 m), allo Stelvio (2.757 m) e al Colle dell’Agnello (2.744 m). La maggiore difficoltà di questa salita sta nella sua lunghezza, che costringe e rimanere concentrati per parecchio tempo, cercando di tenere un ritmo di pedalata costante. Il primo km è relativamente semplice, le pendenze non superano mai il 4%. Poi aumentano al 7-8%, con qualche favorevole cambio di pendenza per riprendere fiato. Gli ultimi km sono i più impegnativi, con punte al 15% che fanno male.

Col de la Bonette, da Jausiers (F)
Lunghezza: 24 km
GPM: 2.802 m
Dislivello in salita: 1.589 m
Pendenza media: 6.6%
Pendenza massima: 15%
Nel corso della salita non ci sono fontanelle per rifornirsi di acqua, è pertanto consigliabile affrontarla con la borraccia piena e con le dovute scorte alimentari. I panorami sono spettacolari, ed è facile avvistare gruppi di marmotte che abitano i versanti circostanti.
Per quanto riguarda l’abbigliamento, occorre mettere in preventivo la mutevolezza delle condizioni meteo a quelle altitudini. La discesa, data la sua lunghezza, richiede di essere ben coperti. Basti pensare che la temperatura iniziale a fondo valle era di 20°C, mentre in cima era di soli 5°C.
Per affrontare la salita della Bonette, Mike Cotty ha utilizzato una guarnitura compact 50/34 e un pacco pignoni 11 velocità scalato 12/25.
”E’ un’ascesa che esige assoluto rispetto – afferma Mike Cotty – ”ritmo, ritmo, ritmo… le uniche parole che rimbombano nella mente, come se si trattasse di stabilire un record, specialmente quando si affronta l’ultimo km con punte di pendenza al 15%. Affrontai per la prima volta il Col de la Bonette nel 2013, durante la gara non-stop “Les Alpes”, con 11 passi alpini da affrontare da Évian-les-Bains a Nizza. In quella occasione, iniziai la salita della Bonette con 450 km nelle gambe e mi sentivo piuttosto scoraggiato. Ma non volevo mollare, e quando mi avvicinai alla sommità mi sentii rinascere, la stanchezza scomparve del tutto e un senso di appagamento si diffuse nelle mie membra, facendomi sentire più vivo che mai. Questa è la vera potenza della Bonette, ed è il motivo per cui amo tanto questa salita”.
Web site: The Col Collective
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Articolo a cura di Roberto Chiappa





