Rodney Soncco, il set-up della sua bici

L’ultracycler peruviano Rodney Soncco ci illustra nel dettaglio tutti i trucchi per preparare al meglio la bicicletta in funzione di una gara di ultracycling da svolgersi in completa autonomia. Consigli utili anche a coloro che vogliono cimentarsi nel “bikepacking” e nel cicloturismo avventuroso.
In attesa del primo collegamento dalle Ande per aggiornarvi sulla posizione di Rodney Soncco alla Inca Divide, vediamo come egli stesso ha preparato la bicicletta per una gara di circa 10 giorni in completa autonomia. Attrezzi e oggetti fondamentali per chi corre, informazioni utili anche a chi sta pensando a una vacanza in “bikepacking”.
Prima della partenza Rodney ci aveva anticipato la strategia di gara che aveva in mente e che prevedeva tre giorni di corsa non stop con l’obiettivo di accumulare vantaggio, poi qualche ora di sosta per recuperare energie in vista delle vette più elevate. “Ma la strategia è solo nella mia mente, gli avversari aumentano ogni anno e sono sempre più forti. Soltanto lungo il percorso saprò se funziona. Io ce la metterò tutta.” sono le sue parole.
“Innanzi tutto sono diventato autonomo per tutti gli interventi di manutenzione della bicicletta. Quando mi arriva una bici nuova la smonto e la rimonto personalmente per conoscerla bene in tutti i particolari. Ho imparato con l’esperienza, qualche anno fa sono partito per una gara con una coppia di ruote nuove che non conoscevo. Dopo qualche giorno la ruota libera faceva un rumore strano. Mi sono fermato, l’ho smontata e dopo averla rimontata non girava più, era come uno scatto fisso. Non sapevo cosa fare, l’ho smontata nuovamente ma niente. Il clima era mite allora ho deciso di dormire un po’ e poi valutare il passo successivo. Al risveglio ho notato davanti a me un piccolo ingranaggio sporco di grasso e polvere e ho pensato che poteva appartenere alla mia ruota. Era proprio così, sono ripartito in un lampo e ho imparato la lezione.”
“Per caricare la bici seguo la linea della semplicità, il set-up è frutto di esperienze ed errori. Nel mio primo viaggio, per esempio, ho usato uno zaino e ho imparato che è una tortura per la schiena.”
1) La borsa indispensabile – ”Sul tubo superiore tengo il telefono con varie power bank, la luce frontale con le sue batterie di scorta, soldi, documenti e carta di credito. In gara non si possono ricevere aiuti esterni ma potrei dormire in albergo, peccato però che sulle Ande non ce ne siano. In questa borsa tengo anche una parte della scorta di cibo, in particolare alimenti che posso assumere mentre pedalo.”
2) Sella – ”E’ un modello da triathlon, rigorosamente short-fit. Le selle da corsa sono studiate per 6-7 ore circa sui pedali ma a me ne serve una comoda per almeno 12 ore, questa è l’unica che riesco ad utilizzare così a lungo. La punta corta evita pressioni inutili nella zona delicata e permette di piegarmi più facilmente in avanti, da quando ho provato la sella corta non uso altro.”
3) Ciclocomputer – ”E’ il classico GPS che hanno più o meno tutti, della marca che hanno più o meno tutti, ma questo l’ho pagato di tasca mia. L’alimentazione avviene tramite batterie stilo, la ricarica tramite USB mi porterebbe via energie preziose per le luci di bordo e per il telefono e un paio di batterie AA si trovano facilmente in ogni posto, Ande comprese.”
4) La terza borraccia – ”E’ quella che uso sempre, facile da prendere, l’ho dotata di guscio termico per mantenere l’acqua ad una temperatura accettabile per essere bevuta.”
5) La borsa principale – ”Contiene tutti i miei vestiti, un cambio completo estivo e uno semi-invernale. Alla calzamaglia preferisco i gambali termici, più adatti ad essere indossati e tolti più volte a seconda del meteo, una maglia a maniche lunghe, un piumino per le basse temperature della notte con un guscio impermeabile per tenere a bada il vento e la pioggia. E’ importante selezionare solo ciò che serve, con un minimo margine di sicurezza perché in alta quota il tempo cambia in un attimo. Sopra i 4mila metri avere un cambio asciutto è un piccolo piacevole lusso. La borsa è collocata molto in alto ma i vestiti sono il carico meno pesante e il tutto non influisce sulla maneggevolezza della bici.”
6) La dispensa – ”Questa borsa contiene cibo per tre giorni. Scelgo alimenti facili da digerire e che mi diano l’apporto calorico adatto a compensare le calorie consumate. Nelle gare precedenti ho visto che consumo circa 25mila calorie in 36 ore e riesco a introdurne almeno 15mila. Ho anche 10 gel e 10 barrette (erano in offerta in rete e ne ho approfittato). Insieme al cibo tengo anche la crema per il fondello, fermarsi ogni tanto per spalmarla sembra una perdita di tempo ma rende il recupero estremamente veloce e alla fine è l’unico modo per stare in sella molte ore senza problemi.”
7) Luci posteriori – ”Ne ho provate tante, spesso con risultati deludenti. Queste le ho acquistate in rete, non costano neanche tanto (meno di 20 euro l’una) e durano 17-18 ore. Ne monto tre ma ne uso due per volta, la terza fa da back-up in caso di problemi. Le accendo a rotazione per essere sicuro che funzionino tutte anche se non mi è mai capitato di scaricare completamente le batterie.”
8) La borsa degli attrezzi – ”Contiene la mantellina antipioggia, una dotazione minima di attrezzi, 3 chiavi esagonali e lo smagliacatena, oltre al necessario per riparare una foratura: 3 camere d’aria, le leve caccia-gomme, molte, moltissime toppe, un pezzo di copertone usato, ago e filo da jeans. Se mi capita di squarciare il copertone ho tutto per ricucirlo, per le forature inizio con il classico cambio di camera d’aria per non perdere tempo, poi procedo con le toppe.”
9) Borracce – ”La scorta d’acqua è fondamentale, sul percorso se ne trova facilmente ma io faccio in modo di avere le borracce sempre piene. Ad alta quota bisogna bere molto più spesso e la disidratazione è sempre in agguato. Non aggiungo sali minerali, di solito recupero con l’alimentazione, sulle Ande si può fare a meno dei sali mentre in Laos il caldo è l’umidità impongono una maggiore e più attenta reintegrazione.”
Articolo e foto a cura di Sergio Doria













