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Omar Di Felice, in MTB verso il campo base Everest

Il sorprendente ultracycler romano Omar Di Felice, autore di incredibili imprese in bici, sta affrontando in questi giorni il rigidissimo inverno nepalese con l’obiettivi di giungere in MTB al campo base dell’Everest. In totale autonomia, Omar pedalerà per circa 1.300 km con 40.000 mdsl.

La nuova avventura dell’ultraciclista italiano Omar Di Felice è iniziata il 15 febbraio. È appena partito da Kathmandu in Nepal e la sua destinazione è il campo base dell’Everest a 5.364 metri di altitudine. Procederà verso nord-ovest attraverso le città di Pokhara e Jomsom, entrando nella regione del Mustang, area tra le più aride e fredde d’Asia. Qui inizieranno le lunghe ascese attraverso valichi himalayani oltre i 4.000 m. con l’apice che verrà toccato al Kora La, il passo situato a 4.660 m. Successivamente la traversata proseguirà lungo i sentieri del circuito dell’Annapurna, affrontando il passo transitabile più alto al mondo, il Thorung La a 5.416 m.

A differenza di altre sue avventure precedenti, questa lunga pedalata sarà in totale autonomia: nessuna auto al seguito, nessun aiuto da altri ciclisti, soltanto lui e la sua bicicletta MTB (una Wilier 110X con trasmissione Shimano XTR, ruote Mavic Crossmax XLR, pneumatici Continental Mountain King) attrezzata in puro stile bikepacking, con borse varie ben distribuite sul telaio (ben cinque) realizzate da Pro Bikegear (circa 33 l. di capacità totale) e uno zaino sempre indossato sulle spalle per contenere il resto della sua attrezzatura necessaria per le tre settimane che presumibilmente durerà il viaggio.

Alla durezza dalla distanza di 1.300 km con 40.000 m. di dislivello, si deve aggiungere l’imprevedibile adattamento all’altitudine, nonché la temperatura che sarà certamente molto bassa (anche -30°C), oltre all’incognita del clima che potrebbe portare molta neve. Come se non bastasse, il sentiero ciclabile terminerà parecchi chilometri prima dell’arrivo, costringendo Omar a caricarsi la bici in spalla. Per questi motivi l’attrezzatura deve essere essenziale, ma efficace per superare le difficoltà. Per le scarpe ha optato per un’unica soluzione, la stessa con la quale pedalerà, le Shimano MW7 che, grazie alla suola Michelin su tutta la superficie, darà un buon grip anche in arrampicata.

L’abbigliamento è il massimo della versatilità con diversi capi realizzati da UYN che li ha affidati al suo collaudo estremo prima della commercializzazione nel prossimo inverno. Intimo e maglie sono confezionati con filati che mischiano lana merino e Natex, un nuovo filato più leggero e che si asciuga più rapidamente rispetto ai filati sintetici comunemente utilizzati. Non mancano capi ulteriormente termici grazie a fibre Cashmere mischiate al Primaloft. Per l’emergenza si affiderà all’attrezzatura di Ferrino (mini tenda e sacco pelo) ma le soste notturne privilegeranno locande e strutture simili.

Per essere sempre aggiornati sull’avanzamento dell’itinerario si potrà seguirlo sui suoi canali social, ma anche in diretta live con il sistema di tracciamento ENDU – Neveralone, su Komoot o sulla piattaforma Garmin Connect con i dati personali (temperatura, frequenza cardiaca, ecc.) registrati attraverso il modello Garmin Edge 1030 Plus.

– Sito web ufficiale Omar Di Felice


Articolo a cura di Sauro Scagliarini

Foto e video: © Omar Di Felice

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Un commento

  1. Che senso ha farla in inverno e con buona parte in spalla?
    La vedo solo come un costoso spot commerciale.

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