Nino Schurter, “Hunt for Glory” capitolo 11

Nino Schurter e il suo preparatore Nicolas Siegenthaler spiegano l’importanza dell’Endurance Training per gli atleti professionisti del Cross Country, specialità che richiede uno sforzo di grande intensità. Anziché affrontare una lunga sessione giornaliera di allenamento, Nino ne esegue molte, più brevi e più intense.
L’Endurance Training rappresenta indubbiamente la base di ogni ciclista professionista, che trascorre moltissime ore in sella. Per l’attuale Cross Country, occorre tuttavia realizzare piani di allenamento che comprendano le alte intensità. Ma aumentando la durata, deve naturalmente diminuire l’intensità. Per effettuare un allenamento Endurance, Nino Schurter non effettua una sola sessione quotidiana, che avrebbe un’intensità più bassa, ma tante sessioni ad alta intensità, intervallate da recuperi per migliorare la soglia di potenza anaerobica.
Fin dal 2012 il piano di allenamento annuale di Nino Schurter era basato su circa 950 ore, leggermente inferiore alle 1.000 ore di un normale atleta professionista. Il piano di allenamento di Nino è composto all’85% da endurance e al 15% da allenamenti di forza. In una settimana, Nino effettua 12 sessioni di allenamento con un giorno di riposo. La distribuzione delle intensità è funzione del modello di training adottato per raggiungere gli obiettivi.
Il 25% di una sessione di training comprende lavori di alta intensità, effettuati mediamente due volte a settimana, con l’obiettivo di aumentare la potenza atletica. L’Interval Training messo così in pratica consente di sostenere alte intensità per una durata sempre maggiore, abituando il corpo e la mente a sopportare situazioni di stress. Aumentare il metabolismo aerobico migliora il VO2max, il suo utilizzo e la sua efficienza.
L’Interval Training eseguito ad alta intensità (HIIT – High Intensity Interval Training) è fondamentale per il miglioramento della prestazione, e Nino Schurter è uno dei migliori atleti nel volerlo mettere in pratica. L’anno scorso ha eseguito allenamenti seguendo lo schema della “periodizzazione rovesciata”, nel quale si sviluppa nella prima fase il VO2max e nella seconda, con intervalli di recupero più lunghi, la potenza alla soglia anaerobica. E durante questi intervalli, Nino effettuava sessioni di corsa.
Nel definire il piano di allenamento, Nino Schurter dedica molta attenzione alle caratteristiche delle competizioni, come per esempio la velocità in gara. In termini di carico inerziale, c’è parecchia differenza tra pedalare 400 watt a 15 km/h e a 25 km/h. Durante la stagione, Nino effettua anche intervalli aerobici e anaerobici, con 1’ ad altissima intensità e 5’ di lavoro combinato, come suggerito dal suo coach Nicolas Siegenthaler.
Ciò che è cambiato nell’ultimo decennio a livello di allenamento, è l’aumento dell’intensità, con picchi fuori-soglia, mentre prima si raggiungeva la combinazione tra intensità e durata. Ora la distribuzione dell’Interval Training ad alta intensità è maggiormente concentrata, con sessioni più brevi ma ripetute nell’arco della giornata. Un grosso aiuto scientifico è arrivato dai misuratori di potenza, che permettono di controllare ogni singolo gesto atletico, confrontandolo con i valori medi o addirittura con quello di altri atleti. E così i limiti vengono spostati sempre più in alto.
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Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Jochen Haar – © Gary Perkin – © Gaudenz Danuser

























