Accessori

Nabico, nastro Gavia Forato

Test e analisi tecnica per questo nastro manubrio in materiale EVA, al cui design classico aggiunge un rendimento elevato, una presa sempre ottimale e un comfort di alto livello.

Da più di 50 anni Nabico produce Nastri per bici da corsa, da cui prende il nome. Di recente la piccola azienda veneta è stata acquistata da Michela Fontana, grande esperta di realtà storiche del ciclismo italiano, per vent’anni infatti è stata la co-proprietaria di Olympia, uno dei brand italiani più longevi.

Con l’acquisizione di Nabico, la signora Fontana voleva perseguire due obiettivi: continuare la tradizione produttiva di nastri manubrio 100% Made in Italy realizzati con materiali di alta qualità e distinguersi nell’ambito sociale. Per questo ha scelto di far confezionare ogni prodotto da un’associazione che supporta l’inclusione lavorativa di persone con disabilità.

La gamma Nabico spazia dalla strada al gravel e in redazione, dopo aver provato e averlo apprezzato in ambito stradale il top di gamma della linea gravel, il Silico Grip 3D, abbiamo deciso di effettuare il percorso inverso e provare questo Gavia Forato, consigliato da Nabico per la bici da corsa, in un contesto con maggiori sollecitazioni come il gravel.

Analisi Tecnica
Il materiale del nastro Gavia Forato è l’EVA (Etilene Vinil Acetato), un polimero elastomerico utilizzato per realizzare prodotti simili al caucciù. Le sue principali caratteristiche sono leggerezza, durata nel tempo, idrorepellenza, elevata igienicità, alto indice di assorbimento di impatti e vibrazioni, basso indice di assorbimento dell’acqua e la capacità di non essere attaccato da funghi e batteri. In pratica è resistente all’abrasione, all’acqua e all’umidità, e offre una buona ammortizzazione e assorbimento degli urti.

L’EVA offre una superficie piacevole al tatto, con un’ottima aderenza e una buona dissipazione migliorata dalla presenza della foratura disposta nella parte centrale e composta da 4 linee sfalsate di fori da 1 mm. Essendo un materiale elastico, l’EVA garantisce l’isolamento dalle vibrazioni e lo smorzamento degli urti.

Lo spessore nella parte centrale è di 2.5 mm, la larghezza è 30 mm e la lunghezza è 1.9 metri. Verso i bordi, nella zona destinata alla sovrapposizione, lo spessore diminuisce progressivamente per garantire, a lavoro finito, la formazione di uno strato omogeneo. La striscia adesiva interna è prodotta da 3M.

Il nastro Gavia Forato è disponibile in nove colori: rosso, nero, bianco, giallo, blu marina (in test), blu notte, grigio scuro, marrone e para. Sulla bilancia della redazione abbiamo rilevato un peso di 49 grammi per le due fettucce con i tappi e i segmenti per la rifinitura delle zone dei collarini di serraggio dei comandi. Il prezzo di listino è di 12.5 Euro.

Il nostro Test
Lo abbiamo provato su strade bianche e sentieri sconnessi, ma abbiamo deciso di usarlo anche sulla nostra bici da strada dove il comfort elevato, l’estrema precisione di guida e il peso contenuto fanno sempre comodo.

Durante le operazioni di avvolgimento del nastro, la sezione centrale più alta del nastro Gavia Forato crea una guida per la sovrapposizione dei bordi e aiuta a formare la superficie omogenea dove appoggeranno le mani. Nel passaggio intorno al collarino di fissaggio delle leve cambio/freno, sia con il tradizionale “giro a 8” che con il semplice passaggio sotto/sopra, l’elasticità del nastro e la sua capacità di modellarsi sul manubrio consentono di mantenere lo spessore omogeneo evitando le fastidiose gobbette. La curva interna della presa alta non presenta problemi, il nastro segue con facilità la piega e applicando la necessaria tensione si ottiene un avvolgimento perfetto con poca fatica.

Sull’avvolgimento iniziale, nella parte bassa del manubrio, è fondamentale abbondare con il bordo che poi andrà ripiegato all’interno per compensare lo spessore molto ridotto del nastro e avere il materiale necessario per bloccare il tappo in dotazione. Nella terminazione finale lo spessore ridotto del nastro crea un dislivello minimo e una transizione quasi impercettibile. Dopo aver tagliato a misura la terminazione finale, lo spezzone di nastro in eccesso ha un peso trascurabile: poco più di 1 grammo per lato.

La lunghezza, e il peso, variano in funzione dell’utilizzo della bici. Per il nostro montaggio gravel abbiamo scelto di fare un giro in più e aumentare lo spazio di appoggio confortevole della presa alta, su un manubrio da strada si può accorciare di un giro mantenendo il giusto spazio per le mani e risparmiando altri 2 grammi.

Impugnando il manubrio, la prima sensazione è il piacevole grip offerto dalla superficie in EVA. La presa è subito confortevole e allo stesso tempo salda con le mani che si muovono con facilità da una posizione all’altra a seconda delle esigenze di guida. La presa, grazie allo spessore ridotto del nastro Gavia, ha un sapore racing con un ottimo equilibrio tra il controllo preciso della ruota anteriore e il comfort necessario per le lunghe distanze.

La lettura del terreno, sia sterrato che asfalto, è ottimale. Il nastro filtra le sollecitazioni fastidiose lasciando la sensazione della quantità di aderenza offerta dalla superficie su cui si sta pedalando. Caratteristiche fondamentali per il controllo nelle fasi di frenata e percorrenza di curva, in particolare nelle discese.

Il comfort ci ha favorevolmente sorpreso. Pur essendo un nastro dal prezzo economico, con spessore di soli 2.5 mm e una predisposizione orientata alla bici da corsa, il Gavia Forato offre un ottimo assorbimento delle sollecitazioni. L’EVA di cui è composto svolge un ottimo lavoro nel filtrare le micro vibrazioni provenienti dal terreno. Anche montato con un avvolgimento ben teso garantisce sempre l’elasticità necessaria per deformarsi quando viene stretto tra le mani per smorzare gli urti più forti.

Il nostro test si è svolto con clima caldo umido e temperature attorno ai +30°C, con salite ripide da affrontare a bassa velocità, situazioni in cui si pedala spesso con il palmo delle mani bagnato di sudore. In tali condizioni il nastro Gavia Forato assorbe il sudore ma rimane abbastanza asciutto sulla superficie per mantenere il comfort e la presa a livelli ottimali, le mani non scivolano nemmeno sui tratti più sconnessi e, stringendo il manubrio, non si avverte la sensazione di bagnato. Il grip è quanto basta, in salita, per avere sempre un buon controllo in ogni situazione mentre in discesa si può contare su un appoggio fermo e stabile. Sotto la pioggia il nastro trattiene un pò l’acqua ma garantisce sempre il grip necessario per guidare in sicurezza, i tempi di asciugatura sono abbastanza rapidi.

Il nastro Gavia Forato è poco sensibile allo sporco. La versione blu marina della nostra prova, sottoposta a polvere e fango, uniti al sudore delle mani, ha mostrato qualche alone sulla superficie che si può comunque pulire facilmente, durante l’uscita basta l’acqua delle fontanelle che si incontrano sul percorso, per farlo tornare come nuovo basta pochissimo sapone neutro e risciacquare molto bene con acqua.

La resistenza all’usura è apparsa molto buona, nel nostro test di otto mesi con fango in inverno e polvere in primavera lo abbiamo lavato 31 volte senza alterazioni di colore percepibili, con la superficie esterna in ottime condizioni.



– Sito web Nabico


Articolo e foto a cura di Sergio Doria

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