Look Keo Blade Power

Analisi tecnica e test prolungato per questi pedali dotati di misuratore di potenza. Molto precisi nella rilevazione, vantano elettronica totalmente integrata, design moderno, meccanica collaudata, calibrazione immediata, semplice e intuitiva.
I pedali Look Keo Blade Power completano la gamma stradale dell’azienda francese in quel settore che, fin dai primi anni ’80, l’ha vista come leader dei pedali a sgancio rapido per bici da corsa.
Il pedale è l’area dove si applica la potenza e, di conseguenza, il punto di misura ideale per ottenere valori estremamente precisi. Il progetto Keo Blade Power è studiato per integrare nei pedali i sensori di rilevamento della potenza, senza variare minimamente le dimensioni dei pedali stessi. L’idea di base è nata per i corridori Pro Tour ma il concetto si applica benissimo agli amatori. In questo modo l’utente Look Blade può passare dai pedali tradizionali alla versione Power senza modificare altezza e posizione della sella.
La volontà di mantenere il corpo del pedale invariato su tutta la gamma Blade ha portato ad altri vantaggi non indifferenti. L’elettronica è stata miniaturizzata e inserita nei perni dei pedali, posizione estremamente protetta in caso di caduta. Inoltre i perni sono diventati intercambiabili con i pedali Look da gravel/mtb, allargando così la versatilità del prodotto.
La disponibilità in aftermarket di ogni singolo componente dei pedali ha chiuso il cerchio e fatto diventare i pedali Look Blade Power una piattaforma di misurazione utilizzabile su qualsiasi tipo di bici. Con una procedura abbastanza semplice e alla portata di tutti si possono smontare i perni strumentati dalla bici da corsa, magari solo il sinistro, per montarlo sui pedali X-Track e uscire con la bici da gravel o mtb potendo contare sulla misurazione della potenza.
Analisi Tecnica
Questi pedali uniscono il corpo in carbonio, dalla superficie di appoggio molto ampia – marchio di fabbrica dei pedali Look di ultima generazione – con la tecnologia di misurazione della potenza ormai indispensabile in campo agonistico e utilizzata con profitto da tanti amatori evoluti.
Forme e dimensioni sono pressoché identiche alla versione tradizionale, l’unica differenza visibile, ma solo a occhi attenti, sono gli alloggiamenti dei cuscinetti da 22 mm di diametro, qui più rastremati. La forma esterna del corpo pedale è studiata per offrire elevata rigidità strutturale e ottima aerodinamica.
Il piano di appoggio è pari a a 705 mm2. Nel punto più largo misura 67 mm con una profondità massima di 26 mm e garantisce il contatto con tutta la superficie utile della tacchetta, larga 64 mm, anche durante le minime rotazioni orizzontali della scarpa. Il fattore Q è di 53 mm.
Il sistema di aggancio e sgancio prevede una lama elastica che produce una tensione fissa e costante. La lama è in carbonio e viene alloggiata nella parte inferiore del corpo pedale. I Keo Blade Power, sono offerti con due opzioni di tensione, selezionabili sul sito in fase di acquisto: 12N e 16N, quest’ultima è la più usata dai corridori Pro Tour. In aftermarket sono disponibili altre due lame con tensioni diverse: 8N, più facili da sganciare, e 20N dedicata a velocisti e pistard. La lama è facilmente sostituibile con l’apposito attrezzo in circa 30 secondi.
Il corpo cavo dei perni è in Cromoly+, lega di acciaio cromo e molibdeno, con elevata resistenza dinamica e ottime caratteristiche di durata nel tempo. Al suo interno si trova il comparto elettronico, miniaturizzato e integrato al 100%, batteria compresa. Il perno strumentato è sigillato per resistere agli agenti esterni e garantire la precisione di misurazione.
L’estremità del perno, quella che spunta all’interno della pedivella, contiene l’antenna per il collegamento wireless ANT+ e Bluetooth, il connettore magnetico per la ricarica e il led multicolore che indica la modalità di funzionamento del sensore e lo stato della batteria.
I sensori dei Keo Blade Power forniscono una moltitudine di utilissimi dati:
• Potenza istantanea
• Potenza media e massima
• Potenza media e massima per 20 minuti
• Potenza normalizzata (NP®)
• Zone di allenamento (da Z1 a Z7)
• Equilibrio gamba destra/sinistra
• Cadenza
• Efficienza di coppia (TE – Torque Effectiveness)
• Uniformità di pedalata (PS – Pedal Smoothness)
• Fattore di intensità (IF®)
• Training Stress Score® (TSS®)
• Soglia di potenza funzionale (FTP)
• Dispendio energetico (Kcal)
Il peso della coppia di pedali Keo Blade Power, registrato sulla bilancia della redazione, è di 261 grammi, perfettamente in linea con i 260 grammi dichiarati da Look.
I Keo Blade Power sono disponibili in versione “Single” – solo pedale sinistro strumentato, prezzo di listino di 659 euro – e in versione “Dual”, con misurazione della potenza su entrambi i pedali e prezzo di listino di 999 euro.
Il nostro test
Abbiamo provato i pedali Look Keo Blade Power nella versione “Dual” da luglio 2024 a febbraio 2025. In questo periodo abbiamo registrato i dati di 94 uscite di lunghezza compresa tra le 2 e le 6 ore. La strumentazione di acquisizione dati contenuta nei perni ha lavorato con temperature comprese tra 0°C in inverno e +38°C in estate. Abbiamo pedalato prevalentemente su asfalto asciutto tranne 8 uscite sul bagnato e, tra queste, 3 uscite sotto la pioggia battente dei temporali estivi. Al termine di ogni uscita i dati sono stati caricati sulla piattaforma Training Peaks, uno dei software di analisi più conosciuti, per verificare la completezza delle informazioni registrate.
La prima fase del test ha riguardato il montaggio e la calibrazione dei pedali, due azioni che Look ha semplificato notevolmente rispetto alla precedente versione. La procedura viene guidata dalla App e consiste in due fasi separate e decisamente rapide.
Per il montaggio i perni si avvitano e si serrano con una chiave fissa. Tempo necessario: 1 minuto a pedale. Non è possibile usare la classica chiave esagonale inserita nel perno dal lato interno della pedivella in quanto questo spazio è utilizzato per l’uscita dell’antenna e del connettore di ricarica.
Per la calibrazione basta aprire l’App e seguire la procedura: ruotare le pedivelle per “attivare” i pedali, dopo qualche giro l’accensione dei led colorati indica prima la modalità trasmissione e connessione wireless e poi lo stato di carica delle batterie interne, disporre i pedali in posizione orizzontale, premere il pulsante di calibrazione e il gioco è fatto. Tempo necessario: 1 minuto scarso.
Look non indica una posizione precisa dei pedali durante la calibrazione e la posizione sembra non avere influenza sulla buona riuscita dell’operazione. Nel nostro test abbiamo eseguito diverse prove sia con i pedali orizzontali sia in posizioni casuali e come risultato abbiamo ottenuto la medesima lettura dei dati.
La App Look è semplice da utilizzare e molto fluida, fornisce i dati sullo stato di carica dei pedali e, oltre alla calibrazione, consente di visualizzare i dati di potenza sul display dello smartphone durante la pedalata. Non ha capacità di archiviazione quindi per salvare e scaricare i dati per effettuare le analisi post-allenamento è necessario passare dai ciclocomputer. Personalmente avremmo preferito avere la possibilità di salvare, tramite App, almeno 1 uscita di 6-8 ore per disporre di un backup in caso di problemi di collegamento tra i pedali e il ciclocomputer della bici.
La batteria di ogni pedale garantisce 60 ore di funzionamento, nel nostro test abbiamo sempre raggiunto le 58 ore con un minimo di carica residua, non siamo arrivati a scaricare completamente le batterie per evitare di interrompere l’acquisizione dati durante un allenamento.
Lo stato di carica delle batterie si può controllare con precisione dalla App. Secondo noi sarebbe meglio poter configurare la App per mandare automaticamente un avviso quando la carica scende sotto una certa soglia percentuale. Lo stato di carica delle batterie viene indicato anche dall’accensione dei led colorati quando si mettono in rotazione i pedali, utile durante la calibrazione ma poco preciso e, se siamo in sella, poco pratico da osservare.
La ricarica completa avviene in circa due ore. La versione “Dual” è dotata di un cavo sdoppiato a Y, USB da un lato e doppio USB-C dall’altro, da collegare ai connettori magnetici Power che consentono la ricarica contemporanea di entrambi i pedali. I connettori sono semi-trasparenti per consentire la visione della luce led che indica lo stato di ricarica o la carica completa. Il sistema è decisamente comodo.
Dal punto di vista della pedalata non cambia nulla, stessa posizione in sella, medesima facilità di aggancio, piano di appoggio identico. Sui Keo Blade Power del nostro test erano montate le lame da 16N, abitualmente usiamo le 12N, che a fronte di un aggancio più consistente richiedono una forza maggiore per lo sgancio, piccola differenza a cui ci si abitua in fretta.
Durante il test abbiamo apprezzato il peso, uno dei punti di forza dei Keo Blade Power, che con 261 grammi si pone tra i più leggeri sul mercato, oltre a essere molto vicino, +30 gr, al peso dei Keo Blade tradizionali. Esteticamente gradevole anche la loro forma aerodinamica, del tutto simile a quella dei Keo Blade, e il design un pò “stealth”, invisibile, che rendono i Keo Blade Power difficili da distinguere a un occhio non allenato.
Da notare l’elettronica annegata nei perni, ben protetta dagli urti, e la disponibilità in aftermarket dei vari componenti. In caso di caduta basterà cambiare il guscio esterno per avere i pedali come nuovi. La procedura per smontare e rimontare i perni è abbastanza semplice e alla portata di chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la meccanica.
Per valutare il comportamento e le prestazioni del comparto elettronico di misurazione servirebbero degli strumenti di riferimento calibrati e certificati che la redazione di Tech-Cycling attualmente non possiede. Ci siamo quindi affidati alla verifica che ogni utilizzatore può fare, chiedendo la collaborazione di un amico in possesso di un powermeter di altra marca, e cioè la prova in parallelo di due sistemi di misurazione. Abbiamo pertanto installato i Keo Blade Power su pedivelle dotate di misuratore di potenza, al fine di ottenere un riscontro sulla precisione e sulla costanza delle rilevazioni. Con due computer al manubrio potevamo confrontare in tempo reale i valori letti dai due strumenti. Scaricati poi i dati registrati abbiamo potuto verificare la sovrapponibilità dei due grafici a conferma della corretta misurazione.
Le prove in parallelo sono state eseguite a intervalli di un mese in modo da verificare la costanza nella precisione di lettura dei valori. I due sistemi, ovviamente, davano valori leggermente diversi, con uno scostamento dell’1%, ma questa differenza si è sempre mantenuta costante. Nelle 5 prove effettuate i valori sono sempre stati identici e i grafici sovrapponibili.
I file prodotti dai Keo Blade Power sono compatibili con tutti i programmi di analisi delle prestazioni. Nel nostro test li abbiamo caricati e visualizzati sui migliori 5 software suggeriti dalla IA, per tutte le valutazioni ci siamo affidati a Training Peaks perché già utilizzato dal nostro coach.
Uno dei parametri fondamentali di un misuratore di potenza è la stabilità di connessione con il ciclocomputer che visualizza e salva i dati e che deve garantire un flusso constante e completo tra i due dispositivi. Per valutare con precisione le performance di un ciclista l’allenatore, o l’atleta stesso, deve disporre di dati continui, in quanto se i dati sono frammentati o parziali non è possibile stimare le prestazioni e impostare i carichi allenanti e il recupero.
Nel corso del nostro test abbiamo registrato un primo periodo di funzionamento ineccepibile. Al termine di ogni uscita i valori di potenza, scaricati sul PC, generavano grafici completi senza interruzioni o perdite di segmenti.
Successivamente, dopo un aggiornamento firmware del computer, abbiamo avuto problemi di connessione tra il ciclocomputer e i pedali, alcune volte bastava una sosta al semaforo per interrompere la trasmissione dei dati, altre volte le interruzioni erano momentanee e la connessione veniva ristabilita automaticamente. Il problema si risolveva spegnendo e riaccendendo il ciclocomputer ma l’inconveniente produceva spezzoni di dati che davano una visione parziale e poco utile dell’allenamento.
Dalle nostre verifiche è risultato essere un problema legato esclusivamente al software del ciclocomputer e comune a molti ciclisti, utilizzatori dei pedali Keo Blade Power, abbinati ai computer di quella marca. Infatti pochi mesi dopo un ulteriore aggiornamento del firmware del computer ha risolto, anche se solo in parte, il problema di connessione. Look Italia, interpellata in merito, ci ha assicurato che, anche se il problema dipende solo in parte da loro, i tecnici stanno già lavorando per avere una connessione più stabile indipendentemente dal ciclocomputer utilizzato.
– Sito web Look
Articolo e foto a cura di Sergio Doria


















