Alé Cycling, maglia Fondo 3.0 e pantaloncini Winter 2.0

Abbiamo sfidato l’inverno pedalando con abbigliamento di mezza stagione. Anni fa era difficile ma oggi con l’evoluzione dei tessuti e il cambiamento climatico è possibile sfruttare più a lungo questi capi. Perfetti per l’autunno e la primavera, nel nostro test con qualche accessorio aggiunto hanno superato anche le temperature invernali.
È possibile pedalare in inverno con l’abbigliamento mezza stagione? È la domanda che ci siamo posti, all’inizio della stagione autunnale, guardando i cataloghi dei più importanti brand di abbigliamento a livello mondiale. La risposta è sì, si può fare e l’abbiamo fatto!
Il ragionamento è semplice, il clima sempre più mite ha allungato le stagioni intermedie e relegato il freddo intenso a periodi abbastanza brevi. Per fare un esempio, dalla fine di settembre 2025 a febbraio 2026 in Brianza, dove ha sede la redazione, abbiamo registrato solo 21 giorni in cui il freddo era così intenso da richiedere capi invernali per pedalare.
I professionisti sono stati i primi ad accorgersi di questo cambiamento e hanno iniziato a chiedere ai partner tecnici delle squadre una maggiore varietà di capi mezza stagione. Un esempio sono i pantaloncini corti termici, utili durante le Classiche del Nord.
Anche noi, che per i test usciamo tutto l’anno in bicicletta, abbiamo notato un cambiamento nell’abbigliamento: il kit invernale, giubbotto e calzamaglia, è ormai relegato a gennaio e metà febbraio, i due mesi più freddi. Da ottobre a dicembre e da marzo a maggio indossiamo i capi mezza stagione, opportunamente abbinati, che garantiscono protezione termica e leggerezza.
I capi mezza stagione stanno quindi diventando una dotazione importante per ogni ciclista e rappresentano un buon investimento. Si possono utilizzare per quasi sei mesi completi, molto più del kit estivo che si indossa ormai per soli quattro mesi abbondanti, da fine maggio a fine settembre.
Sono capi versatili, abbinano la protezione termica di un capo quasi invernale con la leggerezza tipica dei capi estivi, pertanto adatti a molteplici situazioni. Per esempio chi fa backpacking in montagna d’estate e ha bisogno di un capo per protezione dalle intemperie. La maglia si può indossare in inverno come ulteriore strato sotto al giubbotto pesante quando le temperature scendono drasticamente.
Per il nostro test abbiamo scelto capi classici, che rimangono in catalogo anno dopo anno e dovrebbero essere acquistabili anche fuori stagione. Ci siamo orientati su un abbigliamento per bici da corsa, utilizzabile anche nel gravel, che somma diversi capi per avere la protezione ottimale al variare delle temperature. Maglia per la mezza stagione a maniche lunghe e pantaloncini corti termici, ideali quando non fa ancora freddissimo ma nemmeno caldo.
Maglia Fondo 3.0
E’ completamente in tessuto Soft Cloth 250, composto da 85% poliammide e 15% elastan. Il design è italiano mentre la produzione avviene in Bosnia con un’ottima qualità. Il taglio è di tipo Performance, cioè aderente da gara mitigato però dalla morbidezza del tessuto che garantisce massima libertà di movimento e buona aerodinamica. La vestibilità è un buon equilibrio tra prestazioni e comfort.
Le maniche hanno il taglio dritto, a camicia, è una piccola concessione estetica che consente comunque alla maglia di seguire i movimenti mantenendo il tessuto aderente alla pelle. I polsini sono doppi e ripiegati per sigillare al meglio la manica e impedire l’ingresso dell’aria. Il colletto ha un’altezza adatta a proteggere la gola.
Le tre tasche posteriori sono formate da un pannello del medesimo tessuto della maglia. La zip è intera, a scomparsa nel tessuto, con tiretto libero, ovvero privo di bloccaggio in posizione aperta/chiusa. Non sono presenti protezioni “garage” agli estremi della cerniera. La stabilità è assicurata dall’elastico a fondo maglia con superficie interna ad alta aderenza griffata Alé Cycling.
Il range di temperature di utilizzo va da +12°C a +18°C gradi. La maglia Fondo 3.0 è disponibile in nove taglie, dalla XXS alla 4XL, e otto colori: Laguna (blu), Ametista (viola), Marte (arancio), Zenzero (giallo), Stucco (bianco), Giallo fluo, blu marino e nero. La versione Ruby Red (rubino) del nostro test non è in produzione.
Il peso rilevato sulla bilancia della redazione, per la taglia M in prova, è di 300 grammi. Il prezzo di listino è di 109 euro.
Il nostro test
La vestibilità di questa maglia è ottima, il taglio è ben aderente senza stringere e, per chi ordina online, il rispetto delle misure indicate sulla tabella taglie del sito Alé Cycling è preciso.
Indossata senza intimo, direttamente a contatto con la pelle, produce una sensazione di piacevole benessere grazie allo strato interno felpato. Al calare delle temperature va abbinata a un intimo termico. La lunghezza delle maniche copre bene il polso nella posizione distesa che si assume in sella. Le estremità, i polsini, il colletto e il fondo maglia non stringono.
Il tessuto termico ha mostrato un ottimo adattamento alle variazioni climatiche; con le temperature miti è un piacere sentire sempre il giusto tepore sulla pelle. Con l’aria più fresca, appena sopra i +12°C, riesce a isolare bene il busto e trattenere il calore epidermico. Durante le salite la dissipazione del calore in eccesso è rapida e l’asciugatura abbastanza veloce. Durante il test, nelle discese non abbiamo mai registrato la sensazione di tessuto bagnato sulla pelle.
Al limite minimo delle temperature di utilizzo, intorno ai +12°C, garantisce un buon isolamento in pianura e in salita mentre in discesa, soprattutto se veloce, è consigliabile indossare un gilet antivento. Con temperature inferiori è pur sempre utilizzabile in abbinamento a un intimo termico, benché più adatta alle uscite brevi ad alta intensità, nelle quali si produce parecchio calore corporeo.

Pantaloncini Winter 2.0
Sono realizzati in tessuto microfibra elasticizzato Thermo garzato, composto da 86% poliammide e 14% elastan. Il taglio è studiato per essere funzionale ed essenziale riducendo al minimo le cuciture. La zona lombare è strutturata per garantire l’aderenza al corpo durante la pedalata.
Il fondello è il Comfort 6, combina microfibra e imbottitura a memoria controllata per garantire un’ottima protezione e benessere durante la pedalata. Le bretelle sono in tessuto elastico Stripes Air, leggero e traspirante. A fondo gamba è presente una banda elastica tagliata al vivo. La sicurezza passiva è affidata a due strisce catarifrangenti poste dietro la coscia.
Il range di temperature di utilizzo va da +6°C a +18°C. I pantaloncini Winter 2.0 sono disponibili in nove taglie, dalla XXS alla 4XL, e tre colorazioni: nero con logo bianco, nero con logo nero e blu marino con logo blu (oggetto del test).
Il peso rilevato sulla bilancia della redazione, per la taglia M in prova, è di 214 grammi, abbastanza vicino al peso medio dichiarato di 200 grammi. Il prezzo di listino è di 110 euro.
Il nostro test
Non appena indossati si fanno notare per la leggerezza del tessuto, del tutto simile alla versione estiva, e per la vestibilità, una delle migliori che abbiamo mai provato. Ben tesi sui muscoli e al contempo morbidi e confortevoli. Il fondello appare leggermente più spesso, ma ci si abitua in fretta e, in bici, non ha richiesto adattamenti dell’altezza sella. Il comfort è di alto livello, nel nostro test siamo arrivati a sei ore di pedalata con la massima comodità, senza sfregamenti che abbiano provocato arrossamento cutaneo. Le bretelle e l’elastico a fondo gamba hanno una tensione appena percettibile, giusto per stabilizzare i pantaloncini senza infastidire.
Il tessuto ha mostrato un’ottima capacità di adattamento alle variazioni di temperatura, garantendo sempre la necessaria protezione dal freddo. Nel test li abbiamo indossati tra +12°C e +18°C, abbinando i gambali quando il termometro scendeva al di sotto dei +12°C.
Temperature miti
Tra +12°C e +18°C, quando l’aria inizia farsi più fresca, la maggiore protezione termica di questi pantaloncini è un vero piacere. Nelle ore centrali della giornata o nelle salite esposte al sole si può avvertire un leggero tepore sui quadricipiti che si mantiene però su valori confortevoli. La dissipazione del calore in eccesso è rapida così come la velocità di asciugatura.
Temperature fredde
Tra +6°C e +12°C si apprezzano le qualità termiche del tessuto che, pur non avendo il peso di una calzamaglia invernale, protegge quanto basta fino a +6°C. Pedalare a basse temperature con i quadricipiti al caldo cambia letteralmente la vita, in particolare nelle discese, dove l’aria diventa più pungente, e i pantaloncini isolano bene dal freddo esterno.
Temperature più rigide
Tra +4°C e +6°C, condizioni oltre il limite del tessuto, si può pedalare con un minimo di tepore sui quadricipiti ma bisogna evitare soste. Nelle discese lunghe la protezione termica è limitata, l’aria fredda si sente, soprattutto sul ventre e, a volte, si percepisce l’effetto del tessuto bagnato e freddo nella zona lombare a causa dell’accumulo di umidità sotto l’elastico a fondo maglia. Nel nostro test con aria gelida e neve a bordo strada abbiamo pedalato bene per circa 60 minuti prima che il freddo iniziasse a farsi sentire.
– Sito web Alé Cycling
Articolo e foto a cura di Sergio Doria













