A noi la danno gratis, che ne pensa Paolo Bettini

Prima intervista di una serie in cui diamo voce a chi riceve e utilizza la bicicletta per contratto, contribuendo allo sviluppo della stessa con i progettisti. Un punto di vista diverso per meglio conoscere ogni bici, descritta da chi è abituato a sfruttarla al limite. Iniziamo con Paolo Bettini e la sua TiTiCi Flexy Road.
Se chiedete a un professionista le impressioni sulla bicicletta che ha ricevuto in dotazione dalla casa produttrice, sicuramente lo sentirete tesserne le lodi, più o meno sperticate in base alle clausole contrattuali. Tuttavia nelle sue dichiarazioni potrete trovare dettagli preziosi per comprendere meglio le caratteristiche di una bici nelle varie situazioni di guida. Continuando nei discorsi emergono poi retroscena curiosi dove i big parlano delle uscite con gli amici e si nota immediatamente che alla base di tutto c’è la passione e, in buona sostanza, anche le emozioni dei professionisti sono spesso uguali a quelle di ogni amatore realmente appassionato.
Il titolo è un po’ goliardico, all’inizio lo usavamo solo perché spiegava bene il concetto, poi quando l’abbiamo proposto ai vari campioni ognuno si è mostrato entusiasta di potervi partecipare e ci hanno chiesto di non cambiarlo. E se piace a loro ci auguriamo possa piacere anche ai lettori.
Ad aprire la nuova rubrica con il numero 1 è Paolo Bettini. Il suo palmares sportivo è lungo e ben conosciuto: oro olimpico ad Atene 2004, campione del Mondo 2006 e 2007, argento Mondiale 2001, Liegi-Bastogne-Liegi 2000 e 2002, Milano-Sanremo 2003, Tirreno-Adriatico 2004, Giro di Lombardia 2005 e 2006, Coppa del Mondo 2002, 2003 e 2004 rappresentano solo i principali allori di questo fuoriclasse toscano, soprannominato “il grillo” per come scattava fulmineo sui pedali.
Paolo è anche un super-tecnico e nella sua carriera ha sempre approfondito ogni dettaglio della sua bici con gli ingegneri dei vari marchi per i quali ha corso. Sentirlo parlare è affascinante. Simpatia, verve, aneddoti tratti dalla miriade di competizioni cui ha preso parte.
Paolo Bettini
Prima di parlare di sensazioni devo fare una premessa: nella mia carriera ho percorso circa 700mila chilometri in bicicletta, tutti su telai di alto livello ai quali normalmente si richiede la massima rigidità. Prima di passare alla Flexy Road i progettisti hanno provato a spiegarmela ma l’ho capita appieno soltanto pedalandoci sopra. Nelle mie uscite ritrovo il concetto che il progettista si era immaginato. Da qui la mia decisione di contribuire allo sviluppo di un telaio così straordinario da rendere ogni uscita in bici una esperienza diversa.
TITICI Flexy Road in pianura
Scattante e rigida quando mi alzo sui pedali per accelerare di colpo. Io ero il Grillo, ero irrequieto, mi piaceva essere sempre in movimento sulla bici. Oggi quando mi alzo sui pedali la mia Flexy Road scappa in avanti, proprio come vuole un agonista, ma insieme assorbe le vibrazioni sulle sconnessioni. Ho fatto la Granfondo Fiandre, sul pavé, non sono più il Grillo di una volta, ho passato i quarant’anni e la mia schiena ne risente ma con la Flexy Road il mal di schiena è sparito e ho ritrovato il benessere in bici. E se stai bene e ti diverti rendi molto di più.
TITICI Flexy Road in salita e discesa
La salita è in pratica la prosecuzione della pianura, la Flexy Road rende quando ti alzi sui pedali, non spreca energie e ti rimanda tutti i watt che deve alla ruota posteriore. E’ tutto ciò che si chiede a un telaio in salita, dove la Flexy Road è pronta a seguire gli impulsi sui pedali e rende tutto più facile sia nei cambi di ritmo sia, come piace a me, nello scatto improvviso.
In discesa ho fatto recentemente una prova, ero con Purito Rodriguez, lui assettato da gara, freni a disco idraulici e gomme al top, io montavo dei freni a disco meccanici, con comando a cavo (su cui sto facendo dei test) e le ruote/gomme da allenamento, materiale sempre di buon livello ma non certo al top.
Abbiamo affrontato la discesa dal Passo del Brocon durante la GF Sportful [per chi non la conosce siamo ai piedi della Catena del Lagorai, la strada scende dal Passo verso Canal San Bovo e alterna un primo settore veloce con molte curve ad ampio raggio in sequenza ad un settore centrale più guidato e tecnico con alcuni tornanti larghi e un tratto conclusivo molto veloce e intenso, NDR] e più volte, grazie alla incredibile guidabilità della Flexy Road, sono riuscito a mettere Purito in difficoltà, e lui non è uno che va piano o cede alla prima curva, anzi.
Che Joaquim “Purito” Rodriguez fosse ancora al top dell’agonismo ce lo aveva raccontato un altro campione che esce molto spesso in bici con lui, Josè Antonio Hermida, che abita abbastanza vicino ad Andorra, dove risiede Purito Rodriguez. ”Il Puri si è ritirato dalle gare ma ha ancora il fuoco che gli brucia dentro, me lo trovo davanti a casa la mattina ma non è una uscita, è una gara, gli devo sempre dire ‘Puri ci siamo ritirati, possiamo prendercela comoda’, ma lui niente è sempre al massimo”.
Ma torniamo a Paolo Bettini che abbiamo lasciato sulla discesa dal Brocon. Il telaio regala una grande confidenza di guida, non lo senti mai al limite, in ogni curva sei sempre dentro il suo margine di sicurezza, magari vai oltre il tuo limite ma mai oltre il suo. Realmente posso garantire che ha un bilanciamento dell’anteriore che dà molto spazio per correggere eventuali errori di guida e di traiettoria. Più volte ho provato ad entrare in curva stretto o a cambiare la mia linea all’improvviso e la Flexy Road mi ha sempre permesso di uscire dalla curva senza problemi. Posso garantire che a livello di guidabilità è una delle migliori bici che abbia utilizzato.
Tornando alla salita di sicuro qualcuno mi parlerà del peso, ed è vero, sul mercato ci sono bici più leggere ma per la Flexy Road il grammo in più è il compromesso perfetto per avere una bici performante e sicura con cui mettere in difficoltà gli avversari, su ogni terreno.
Ringraziamo Paolo Bettini e TiTiCi per la disponibilità a concederci questa intervista.
Articolo a cura di Sergio Doria
Foto: Paolo Bettini e TiTiCi










