A Imola il Suzuki Bike Day mette la quarta

Questo evento ciclo-ricreativo ottimamente organizzato, giunto alla 4^ edizione, ogni anno incrementa il numero dei partecipanti, regalando loro tangibili emozioni e indelebili ricordi. E l’intero ricavato proveniente dalle quote di iscrizione è stato versato in beneficienza a Dynamo Camp.
Un nastro d’asfalto di 4.900 metri che pennella dolci colline circondate da imponenti alberi. Siamo nell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, il tempio pagano nato per accogliere il meglio del motorismo mondiale. Una volta all’anno tutti i ciclisti hanno il privilegio di usarlo come rampa di lancio – e poi di arrivo – del Suzuki Bike Day, l’evento ciclistico giunto quest’anno alla sua quarta edizione.
Noi c’eravamo, confusi fra i 2.800 partecipanti, senza problemi di griglia privilegiata, stress agonistici e strategie: nessun cronometraggio, classifica e altri fattori che portano il focus sulla prestazione. La strategia di questo evento è di offrire tutto il meglio per una granfondo in controtendenza. Così iniziò nel 2020 e ancora oggi questo format è coerentemente mantenuto.
Si parte dalla “start line” del circuito dove pochi mesi fa c’erano le vetture di Formula 1. Anche se non si è appassionati, il pensiero va al mondo rombante: tribune, guardrail, box, torre di cronometraggio e tanti punti colorati dove gli sponsor hanno dipinto i loro marchi. Appena in movimento si coglie l’emozione delle ruote che rotolano lisce sull’asfalto perfetto: pare di volare rotolando come la biglia sul panno verde del biliardo.
Ogni curva mostra i cordoli, così diversi quando si sfiorano a pochi centimetri. Poi da un cancello laterale, forse si potrebbe dire un cancello spazio-temporale, ci si ricollega con la realtà e inizia una bellissima esperienza ciclistica su strade immerse nel verde, con campi coltivati, filari di viti allineati come soldatini, frutteti rigogliosi che ci offriranno nutrimento ai punti di ristoro: pesche e albicocche in grande abbondanza, a km 0.
Quest’anno il percorso toccava Riolo Terme e si allungava fino a Brisighella. Da qui si saliva fino a raggiungere una sorta di crinale con il bel panorama su calanchi romagnoli. Un altro passaggio a Riolo e ancora salita, la stessa del Mondiale 2020 vinto da Julian Alaphilippe, che quest’anno ha avuto il privilegio del passaggio dei concorrenti del Tour de France, anche loro con le ruote sulla pista dell’autodromo. Rituffandosi in questo santuario motoristico molti ciclisti, e noi fra loro, hanno ripetuto alcune volte ad andatura turistica l’anello di asfalto per assaporare la storicità del percorso e sentirsi piccoli piccoli con la propria bici percorrendo Tosa, Rivazza e le varianti di decelerazione che il ciclista percepisce come fossero rettilinei.
Nel luogo del tragico impatto di Ayrton Senna, la curva del Tamburello, sono appese bandiere di ogni nazione, disegni, lettere e ogni tipo di testimonianza per ricordare il mito dell’automobilismo del quale proprio quest’anno ricorreva il trentennale della sua scomparsa. Sul traguardo i chilometri percorsi sono stati 53 con 930 metri di dislivello, ma ognuno ha aggiunto chilometri e dislivello a ogni giro di pista.
Encomiabile la scelta dell’organizzazione di devolvere l’intero ricavato delle quote di iscrizione a favore di Dynamo Camp, il primo camp di Terapia Ricreativa sorto in Italia per i bambini affetti da patologie gravi o croniche. Quest’anno la cifra raccolta e donata è stata di 16.275 €.
Dalla beneficenza alla efficienza: la percezione che si apprezzava mentre si pedalava era la sicurezza del servizio d’ordine, con personale a ogni incrocio, finanche strade e immissioni. L’abbiamo scoperto dopo: l’ottima organizzazione era gestita da ExtraGiro, l’organizzazione di eventi ciclistici che fu incaricata dalla Federazione Ciclistica e dalla Regione Emilia-Romagna di presidiare tutti gli aspetti tecnici del Mondiale 2020. Altrettanto ha fatto Suzuki fin dalla prima edizione e questa supervisione rende l’evento ancora più appetibile.
Ogni ciclista, oltre ai buoni ricordi immateriali, indosserà con immutato piacere la maglia evocativa Suzuki Bike Day (prodotta da Alé e disegnata dal Centro Stile Suzuki italiano) aspettando la 5^ edizione già programmata per sabato 14 giugno 2025.
– Sito web Suzuki Bike Day
Articolo a cura di Sauro Scagliarini
Foto e video: Suzuki Bike Day








