A.C.C.P.I. rivendica più sicurezza per i corridori

L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) ha esortato l’UCI nel prendere provvedimenti concernenti l’incolumità dei corridori, costretti sovente a gareggiare senza le necessarie misure di sicurezza. I recenti episodi della Roubaix, del Fiandre e del Giro dei Paesi Baschi sono allarmi inquietanti. Comunicato Stampa.
Rischi inaccettabili in gara per i corridori
Il ciclismo su strada, si sa, è uno sport rischioso ma almeno in corsa, con la chiusura del traffico, i corridori devono poter pedalare serenamente e senza doversi preoccupare di imbattersi in pericoli facilmente evitabili.
L’episodio occorso ieri alla Parigi-Roubaix, con il gruppo spezzato all’uscita del settore 17 dal passaggio del TGV, è inaccettabile. Al passaggio a livello molti corridori hanno rischiato la vita perché tra l’abbassamento definitivo delle sbarre e il passaggio degli atleti sono passati non più di cinque secondi, e se qualche gendarme non avesse provveduto a fermare i corridori, ora staremmo commentando una tragedia.
Lo stesso discorso vale anche per quanto registrato al Giro delle Fiandre, con due incidenti in corsa provocati dalle auto neutre in corsa, e al Giro dei Paesi Baschi, con arrivi allo sprint che presentavano paletti di ferro in mezzo alla carreggiata mal segnalati, solo per citare gli episodi più recenti e che hanno suscitato più clamore.

Il passaggio di alcuni corridori alla Paris-Roubaix, poco prima che sopraggiungesse il treno

I paletti sul rettilineo finale al giro dei Paesi Baschi hanno provocato una caduta di massa

Incredibile la pericolosità di questa situazione…
http://www.youtube.com/watch?v=9jedlVT2tYE
I due video con gli incidenti del Giro delle Fiandre
http://www.youtube.com/watch?v=T5vcxk25ffY
Si tratta di gare World Tour, il massimo livello del ciclismo mondiale. L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) chiede tramite l’Associazione Internazionale dei Corridori (CPA) spiegazioni e dovuti provvedimenti all’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) perchè casi di questo tipo non si verifichino mai più.
Impaginazione e grafica: Roberto Chiappa
Testo: © www.accpi.it (Ufficio Stampa)
Foto: © TDW Sport – © Twitter





