Santini, gilet Vigor Redux

Test stagionale per lo smanicato top di gamma di Santini, il modello Vigor Redux, dotato della fodera in tessuto termodinamico Polartec Alpha che ne fa un capo versatile e utilizzabile in molteplici situazioni, quando occorre uno strato in più per ripararsi dall’aria fredda.
Il gilet antivento Vigor Redux è in tessuto elasticizzato Ghisallo, studiato per ridurre l’attrito dell’aria sul lato esterno. Sul lato interno Santini ha aggiunto uno strato a stampa floccata (i quadratini neri che vedete nelle foto), progettato per mantenere una ideale temperatura corporea. Sul petto e sulle spalle è stato posizionato un leggero strato antivento foderato in tessuto termodinamico Alpha, prodotto da Polartec, estremamente isolante e capace di aumentare il calore a contatto con il corpo del ciclista.
La vestibilità di questo gilet è “Slim fit”, aderente quanto basta per avere un buon effetto aerodinamico e abbastanza lungo per coprire bene l’addome. La sicurezza passiva è affidata al logo e ad una elegante striscia a puntini rifrangenti, entrambi posti sul dorso. Per questo gilet, Santini indica un range di temperatura di utilizzo compreso tra +10°C e +20°C.
Il gilet Vigor Redux è disponibile in tre colori, il blu scuro e il verde fluo erano in catalogo la scorsa primavera mentre il terzo, l’arancione, è stato aggiunto nella collezione autunno-inverno 2021. Le taglie sono sei, dalla XS alla 3XL. Il prezzo di listino è di 159 euro.
Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.
Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.
• Comfort
• Elasticità e morbidezza tessuto
• Finiture
• Impermeabilità
• Isolamento termico
• Protezione dal vento
• Resistenza ai cicli di lavaggio
• Resistenza allo sfregamento
• Traspirabilità
• Vestibilità
Il Vigor Redux è sicuramente il gilet più evoluto e sofisticato che abbiamo mai provato e offre prestazioni di altissimo livello. La vestibilità è ottima, una volta indossato il gilet fascia il busto senza stringere in nessun punto, il tessuto interno in Polartec Alpha sembra accarezzare la pelle, il colletto è molto alto a coprire bene collo e gola.
La taglia è conforme alle aspettative, si nota che il gilet è più lungo e abbondante nella zona dell’addome. E’ un dettaglio che, con l’aria fredda, offre una piacevole protezione. La cerniera è morbida, non fa pieghe sul petto e si apre facilmente con una sola mano. Sulla schiena sono presenti due aperture che permettono di accedere alle tasche senza alzare il gilet.
Il tessuto, al tatto, è molto liscio, a vantaggio sia dell’aerodinamica sia della facilità di inserimento nella tasca posteriore, in particolare con le maglie più aderenti.
La prima sensazione, non appena il tessuto termodinamico Alpha viene a contatto con il busto, è un gradevole tepore che in breve crea un piacevole microclima interno.
In discesa il gilet Vigor Redux offre una protezione totale nella parte superiore del busto, quella più esposta all’aria fredda. In più aggiunge un livello di comfort superiore, poichè poter affrontare una discesa con l’aria fredda sapendo di avere le vie respiratorie non solo protette dal vento ma anche al caldo fa una differenza abissale nel comfort e garantisce anche un risparmio energetico.
Dal punto di vista estetico il gilet Vigor Redux ha riscosso un buon successo, siamo stati fermati più volte, mentre lo indossavamo in cima alle salite, con domande tecniche e apprezzamenti sulla linea.
Più che un gilet è un capo di abbigliamento vero e proprio, che va oltre le prestazioni del solito indumento smanicato protettivo. D’estate è perfetto per le discese dai passi alpini mentre nella mezza stagione abbinato a un paio di manicotti diventa un capo completo che permette di affrontare i cambi repentini di temperatura.
– Sito web Santini Cycling Wear
Articolo e foto a cura di Sergio Doria


















