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Vuelta a España, la seconda fase si apre con il botto

E il botto più fragoroso è quello di Nairo Quintana, caduto in una curva in discesa durante la cronometro di ieri che ha consegnato la Maglia Rossa ad Alberto Contador e visto la riscossa di Rigoberto Uran. Si dilatano i distacchi nella Generale, cambiano le tattiche individuali e di squadra.

Era prevedibile che la decima tappa di questa Vuelta, prova a cronometro individuale, andasse a incidere la Classifica Generale. Più difficile ipotizzare i profondi cambiamenti. Che Alberto Contador (Tinkoff-Saxo) potesse vestire la Maglia Rossa al termine della prova contro il tempo, rosicchiando in classifica i 2” che lo separavano da Nairo Quintana (Movistar Team), si poteva mettere in conto. Ma che il “condor” colombiano rovinasse al suolo in una virata discendente, perdendo più di due minuti prima di rialzarsi, non se lo sarebbe atteso nessuno. Precipitato in 11esima posizione, Quintana si trova nella delicata situazione di non poter attaccare più di tanto, pena il danneggiamento del team-mate Alejandro Valverde, secondo in classifica e in piena lotta per il titolo. Gerarchia Movistar ribaltata, dunque. Salvo cedimenti del capitano Valverde, Quintana dovrà vestire i panni del gregario.

Classifica Generale

1) Alberto Contador (Spa) Tinkoff-Saxo
2) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
3) Rigoberto Uran (Col) Omega Pharma-Quick-Step
4) Winner Anacona (Col) Lampre-Merida
5) Christopher Froome (GBr) Team Sky
6) Joaquin Rodriguez (Spa) Team Katusha
7) Samuel Sanchez (Spa) BMC Racing Team
8) Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team
9) Robert Gesink (Ned) Belkin Pro Cycling Team
10) Damiano Caruso (Ita) Cannondale
11) Nairo Quintana (Col) Movistar Team
12) Wilco Kelderman (Ned) Belkin Pro Cycling Team
13) Daniel Martin (Irl) Garmin Sharp
14) Mikel Nieve (Spa) Team Sky
15) Warren Barguil (Fra) Team Giant-Shimano
16) Daniel Navarro (Spa) Cofidis, Solutions Credits
17) Daniel Moreno (Spa) Team Katusha
18) Jhoan Esteban Chaves (Col) Orica Greenedge
19) Maxime Monfort (Bel) Lotto Belisol
20) Sergio Pardilla (Spa) MTN-Qhubeka
36.45.49
00.00.27
00.00.59
00.01.12
00.01.18
00.01.37
00.01.41
00.02.27
00.02.38
00.02.59
00.03.25
00.03.29
00.03.48
00.03.50
00.04.11
00.04.14
00.05.49
00.06.37
00.06.39
00.07.37

La cronometro ha visto un sontuoso Alberto Contador. Suo il miglior tempo in salita, il madrileno ha corso senza errori nel tratto discendente, difendendosi bene anche sui settori più pianeggianti. Maglia Rossa meritata, lui dice inaspettata ma forse, a questo punto, il “pistolero” è un po’ bugiardo. La squadra lo aiuterà nelle frazioni pianeggianti o appena mosse, perché non ha i mezzi per supportarlo nelle salite, dove peraltro il fuoriclasse madrileno è in grado di sbrigare il lavoro da solo. Dalla sua ha il vantaggio di poter giocare di rimessa, aspettando le mosse degli avversari.

Le lancette del cronometro hanno portato alla ribalta un altro colombiano, Rigoberto Uran (Omega Pharma-Quick Step), ritrovatosi brillante come alla Crono dei Vini del Giro d’Italia. Può beneficiare dell’assistenza di un’ottima squadra come la Omega Pharma, con due gregari extra-lusso quali Tom Boonen e Tony Martin in grado di rivoltare in qualsiasi istante la gara come un guanto. Un minuto di ritardo in classifica non è molto, se le gambe lo sorreggeranno, Uran potrà tentare la scalata al vertice.

Decorosa prestazione a cronometro per Winner Anacona (Lampre-Merida), che ha fame di vittoria come nessun’altro. Attenzione perché il giovane scalatore colombiano è parecchio forte in salita, e potrebbe limare il suo distacco già dalla tappa odierna, con un insidioso arrivo in salita. La Lampre sarà tutta per lui, anche se non vanta il potenziale collettivo di altre squadre.

Dalla crono, pur senza cadere, esce con le ossa rotte Chris Froome (Team Sky), apparso opaco e disordinato, ben distante dalla miglior condizione che gli consentiva di primeggiare praticamente ovunque ci fosse salita o lotta contro il tempo. Può ancora contare su una buona squadra, ma se non si hanno buone gambe non si va molto lontano. Forse il keniano bianco migliorerà la condizione atletica nelle prossime tappe, ma da quanto visto finora non se siamo affatto convinti.

Fiero attaccante, indomito e battagliero, Joaquin Rodriguez (Team Katusha) è ancora aggrappato a quel centinaio di secondi scarso che lo separano dalla ledership. Le montagne sono il suo terreno di caccia e prossimamente ne arriveranno delle belle. Finora, però, “Purito” non è riuscito a sferrare la stoccata vincente. Ma non gli si può rimproverare nulla, né a lui né alla squadra, sempre solida e compatta nelle azioni di copertura e assalto.

La prova contro il tempo ha resuscitato anche Samuel Sanchez (BMC), fin qui sempre in ombra. Crediamo però che l’ottima performance a cronometro sia soltanto un fuoco di paglia, perché su tutte le salite incontrate finora, l’asturiano non ha mai brillato.

Cronometro in difesa per Fabio Aru (Astana), ormai staccato in classifica, che dovrà mettercela tutta per tentare di agganciare la zona Top 5, magari provando a vincere anche una tappa. Cosa tutt’altro che facile, visto l’esiguo potenziale offensivo della sua squadra.

Undicesima tappa
Da Pamplona al Santuario de San Miguel de Aralar, 153.4 km con un interessante arrivo in salita, 9.9 km al 7.5% di pendenza media, ma con punte al 14%. E’ assai probabile che il gruppo arriverà compatto ai piedi dell’Alto de San Miguel, poi qualcuno sferrerà l’attacco. Non Contador, che può limitarsi a rispondere agli assalti degli avversari, parando i colpi. Tutti gli altri, invece, dovranno rischiare qualcosa se vorranno recuperare i distacchi in classifica.

– Sito web ufficiale della Vuelta a España: www.lavuelta.com


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: Bettini photo, TDWSport

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