102° Giro d’Italia, inossidabile Giulio Ciccone

L’abruzzese Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) domina fin dall’inizio la tappa più estrema del Giro, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) infiamma la corsa sul Mortirolo, Primož Roglič (Team Jumbo-Visma) cede in salita, mentre Richard Carapaz (Movistar Team) non molla un metro e rimane in Maglia Rosa con 1’47” sullo Squalo.

Ed eccola qui la tappa più dura del Giro, quella con il micidiale Mortirolo, che pur non stravolgendo la Classifica Generale ha fornito una valutazione attendibile delle potenzialità dei big per la vittoria finale. E tra questi non possiamo certo escludere Richard Carapaz (Movistar Team), attuale Maglia Rosa, che mantiene intatto il proprio vantaggio su Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), ora secondo dopo la flessione di Primož Roglič (Team Jumbo-Visma). Il siciliano ha attaccato a metà della salita del Mortirolo, l’ecuadoriano però non si è staccato e i due hanno chiuso con il medesimo tempo sul traguardo di Ponte di Legno. Un osso duro, insomma, un antagonista sottovalutato nella tappa del Lago Serrù, dove ha guadagnato 1’20” su Nibali e Roglič, e in quella successiva di Courmayeur, vinta dall’ecuadoriano con 1’54” sui due rivali. Chi pensava, noi compresi, che il Giro fosse una partita a due tra Nibali e Roglič, dove rivedere le proprie convinzioni. Carapaz ha dimostrato di tenere benissimo e di non sentire la fatica delle varie giornate. Non sarà facile per Nibali togliere la Maglia Rosa dalle spalle dell’ecuadoriano.

Lo “Squalo dello Stretto” ha orchestrato autorevolmente una giornata molto difficile, caratterizzata da meteo avverso dal Mortirolo in poi, con pioggia e molto freddo. E’ in ottima condizione, non sbaglia nulla e ha una grandissima esperienza. Ma Carapaz, per il momento, non ha mostrato crepe. Cedimenti affiorati invece dalla condotta di gara di Roglič, apparso a corto di forze sia sul Mortirolo, dove ha sempre mulinato un agilissimo 36×32, sia soprattutto sul falsopiano ascendente verso il traguardo di Ponte di Legno. C’è da dire che lo sloveno ha corso da lupo solitario, senza l’appoggio della squadra, mentre Nibali e Carapaz hanno potuto contare sull’aiuto di gregari di lusso come Damiano Caruso e Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida), Mikel Landa e Andrey Amador (Movistar), elementi in grado di fare la differenza su qualunque salita, variando il ritmo in base al volere dei propri capitani.

La frazione odierna, 194 km da Lovere a Ponte di Legno, vedeva subito la fuga di 21 corridori sul Passo della Presolana, i big stavano alla finestra perché tra gli evasi non c’erano uomini di classifica. Figuravano tuttavia nomi interessanti come Giulio Ciccone (Trek-Segafredo), leader della Classifica Scalatori, Diego Ulissi (UAE Emirates), Jan Hirt, Pello Bilbao e Davide Villella (Astana), Damiano Caruso e Antonio Nibali (Bahrain-Merida), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Fausto Masnada e Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli- Sidermec), Francisco Ventoso (CCC Team), Joe Dombrowski e Nate Brown (EF Education First), Andrey Amador (Movistar), Koen Bouwman (Jumbo-Visma).
I fuggitivi si presentavano ai piedi del temutissimo Mortirolo con oltre 6’ di vantaggio, e a quel punto era probabile che qualcuno di loro riuscisse ad arrivare al traguardo prima degli inseguitori. Dopo i primi tornanti si scatenava un temporale che avrebbe accompagnato tutti fin sotto lo striscione di arrivo. Sul GPM del Mortirolo transitava per primo Giulio Ciccone, seguito da Jan Hirt e poco più indietro da Damiano Caruso e Fausto Masnada. Ciccone non riusciva a infilarsi la mantellina, come Jan hirt, e i due erano costretti a scendere verso Monno in tenuta estiva, e buon per Ciccone che uno spettatore gli porgeva un giornale da infilare sotto alla maglia.

La gara dei big aveva tutto un altro svolgimento. A metà salita Vincenzo Nibali attaccava deciso, ricevendo anche una borraccia da Francisco Ventoso, gesto di grande sportività da parte di un atleta di altra squadra. Nibali prendeva una 10” di secondi sul trio Movistar formato da Mikel Landa, Richard Carapaz e Andrey Amador, su Miguel Angel Lopez (Astana) e su Primož Roglič, che frullava in agilità ma con scarso costrutto. Su Nibali rientrava un baldanzoso Hugh Carthy (EF Education First) che non mollerà un attimo lo Squalo.

Miguel Angel Lopez allungava sugli ultimi tornanti e scollinava assieme al compagno Pello Bilbao con circa 20” sul gruppetto Nibali-Landa-Carapaz-Carthy, mentre Roglič arrivava in cima a 1’20” da Nibali. Lo sloveno, ex campione nazionale di salto con gli sci, recuperava 42” nella viscida discesa, riuscendo a ricongiungersi al trio costituito da Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Simon Yates e Mikel Nieve (Mitchelton-Scott).

Ma Nibali aveva un asso nella manica che si chiamava Damiano Caruso, ben lieto di dar manforte al conterraneo (Damiano è ragusano, Vincenzo è messinese) tirando il gruppetto nel tentativo di distanziare Primož Roglič e magari fiaccare Carapaz. Gli riusciva solo il primo obiettivo. Roglič perdeva progressivamente terreno da Nibali nonostante fosse rimasto sulle ruote del trio Mollema-Nieve-Yates, mentre Carapaz non cedeva un centimetro.

Davanti intanto se la stavano giocando Ciccone e Hirt. L’abruzzese era intirizzito dal freddo e stizzito dall’atteggiamento di Hirt, che non collaborava, rischiando di vanificare quanto di buono costruito nella difficile tappa odierna. Il loro margine all’ultimo km era comunque di circa 1’30” su un isolato Fausto Masnada e di poco più sugli altri tenaci inseguitori. Ciccone studiava Hirt, partiva secco ai -150 metri e per il ceco non c’era nulla da fare. Bellissima e meritata vittoria per l’abruzzese, la sua seconda al Giro d’Italia dopo quella di Sestola 2016. Un successo che lo conferma tra i più forti scalatori emergenti della Corsa Rosa.
Con l’arrivo solitario al terzo posto di Fausto Masnada se ne andavano gli abbuoni di giornata. La volata per il quarto posto era appannaggio di Vincenzo Nibali, che lanciava un’occhiataccia a Hugh Carthy per averlo quasi sopravanzato nel guizzo finale. Carapaz concludeva nel gruppetto Nibali e non perdeva nulla in classifica, mentre Roglič arrivava 1’22” dopo Nibali.
1) Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
2) Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
3) Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli
4) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
5) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
6) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
7) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
8) Joe Dombrowski (USA) EF Education First
9) Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
10) Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli
11) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
12) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
13) Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
14) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
15) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
16) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
17) Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott
18) Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
19) Jai Hindley (Aus) Team Sunweb
20) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
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Richard Carapaz mantiene autorevolmente la Maglia Rosa, e domani alla partenza da Commezzadura potrà iniziare a festeggiare il suo 26° compleanno. Vincenzo Nibali si porta al 2° posto nella Generale, togliendo molte speranze di vittoria finale a Primož Roglič ma non all’ecuadoriano, che rimane il più accreditato pretendente al Trofeo Senza Fine. Le prossime tappe prevedono ancora numerose salite, la fatica potrebbe giocare tiri mancini a chiunque. Finora, però, non abbiamo visto grosse defaillances da parte dei primi 4 della Generale. E se Landa non avesse perduto così tanto nelle due cronometro, quasi certamente sarebbe lì a ridosso del suo compagno di squadra.
1) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
2) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
3) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
4) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
5) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
6) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
7) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
8) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
9) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
10) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
11) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
12) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
13) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
14) Joe Dombrowski (USA) EF Education First
15) Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
16) Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
17) Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
18) Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli
19) Victor De La Parte (Spa) CCC Team
20) Tanel Kangert (Est) EF Education First
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– Link alle Classifiche

Pillole statistiche
• Seconda vittoria di tappa per Giulio Ciccone dopo la decima tappa a Sestola nel 2016, corsa in maglia Bardiani-CSF. È il decimo corridore abruzzese a vincere una tappa al Giro d’Italia, Vito Taccone è il primo per numero di vittorie con otto.
• Il Mortirolo è stato il 20° GPM vinto da Giulio Ciccone al Giro. È solo a uno di distanza da Eddy Merckx. Gino Bartali detiene il record con 42.
• Richard Carapaz festeggerà il suo 26° compleanno domani, 29 maggio, indossando la sua terza Maglia Rosa.
Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Richard Carapaz (Movistar Team)
• Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo: Arnaud Démare (Groupama-FDJ)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Giulio Ciccone (Team Trek-Segafredo)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

Dichiarazioni
Il vincitore di tappa Giulio Ciccone ha dichiarato: “Sicuramente questa vittoria è quella che mi rende più felice nella mia carriera. Oltre la vittoria, aver passato il Mortirolo in prima posizione resterà un grande ricordo. È una salita così importante e storica! Il mio obiettivo principale al Giro era un successo di tappa. La classifica di miglior scalatore è il mio secondo obiettivo ed ho un grande vantaggio che cercherò di gestire al meglio, rimanendo allo stesso tempo vicino al nostro leader per la Generale Bauke Mollema. Il Giro non è finito. Ci sono altre tappe difficili da affrontare.”

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: ”È stata una tappa complicata a causa del percorso duro e delle condizioni climatiche nel finale. Le difficoltà, però, erano uguali per tutti… faceva freddo ed abbiamo collaborato tutti insieme con Bahrain e Astana per raggiungere il traguardo e prendere più tempo possibile su Roglič. Ora abbiamo una visione chiara delle posizioni della Generale. Non possiamo ancora dire di essere sicuri di qualcosa.”
— Tappa N.17 —
Commezzadura – Anterselva: 181 km – dislivello 3.000 metri
Tappa mossa, adatta ai finisseur e ai passisti scalatori. La salita finale verso Anterselva è però abbastanza impegnativa, i primi 4.5 km sono all’8.2% di pendenza media. Crediamo comunque che possa esserci la solita fuga controllata dal gruppo, con possibile vittoria di un outsider. Da vedere come lavorerà la Bahrain-Merida per tentare di limare il distacco di Nibali da Carapaz. Quanto a Roglič, dovrà inventarsi qualche numero sensazionale per recuperare il terreno perduto, ma per lo sloveno sarà un’impresa tutt’altro che facile.
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Getty Images Sport – © La Presse (D’Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi)









